Forte il Fine Wine Blog, mancano solo i commenti

di Alessandro Morichetti

The World of Fine Wine (WFW) è una rivista inglese eccellente, e come dice il nome non parla di giardinaggio. Ci scrive il gotha dei wine writer mondiali – da Hugh Johnson a Michel Bettane la lista dei collaboratori lascia di sasso e troviamo anche il “nostro” Franco Ziliani – costa una tombola (50 euro a numero, di meno abbonandosi), è in inglese, trimestrale e, generalmente, parla di vini che noi umani vediamo col cannocchiale. Il rovescio della medaglia è che apre finestre su universi paralleli, chiede tempo un tanto all’euro e allena l’inglese.

Mi sono abbonato su consiglio dell’amico Francesco Annibali e con piena soddisfazione. Uno sguardo british, disincantato in quanto tale e a 360° sul mondo del vino stuzzica e suggestiona, leggere di bottiglie prestigiose sgargarozzate da altri fa anche un pò invidia ma c’est la vie. Bene, da ieri anche WFW ha un suo blog – il Fine Wine Blog – aggiornato tutti i venerdì, gestito primariamente da Andrew Jefford, Peter Liem, Margaret Rand e Bruce Schoenfeld eppur aperto a contributi qualificati da tutto il mondo.

Ammetto un sottile piacere al pensiero di leggere con frequenza un blog di mostri sacri della critica mondiale ma qualcosa manca, perdincibacco:  i commenti. Dico, aprite la rivista enoica più prestigiosa del pianeta ad un pubblico nuovo senza lasciare spazio ai commenti? Naaa, caro David Williams (deputy editor addetto alle relazioni coi lettori) cerchiamo di provvedere subito. Uno non può leggere questi guru senza provare il sottile brivido di interloquire con loro, per soffrire in silenzio basta la rivista. Ora però scusate ma sono 3 ore che cerco di tradurre alla meglio il primo articolo postato ieri e non c’è verso di cavare un ragno dal buco, yeah. Altro che commenti intelligenti.

[Immagine: issue 28 d iThe World of Fine Wine, il numero 29 uscirà il 24 settembre]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

13 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Grazie per la recensione, erano mesi che meditavo di abbonarmi ma non ne avevo avuto mai il coraggio (costa una tombola!!!). Un unica curiosità: l'Italia è considerata in modo adeguato o viene relegata nel solito canonico "angoletto"? p.s. Quanto al fatto che gente come la Bettane o come Jhonson non abbiano voglia di scambiar quattre chiacchiere col Francesco Fabbretti di turno..... a ruoli invertiti farei lo stesso ;-)

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Francesco Annibali

circa 9 anni fa - Link

Gli amici di Intravino mi perdoneranno se mi approfitto, ma lo faccio per dare una buona notizia. A partire da metà settembre la rivista sarà acquistabile a Roma e Milano presso i negozi di Comptoir de France Inoltre sto in contrattazione con Feltrinelli per inserirla nelle filiali di Feltrinelli International, ma fare business con certa gente è facile quanto invitare a cena la Bellucci....

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Grazie dell'informazione da parte di un Romano

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

mi piacerebbe che WFW fosse letto di più in Italia, così la ci si renderebbe conto che fuori dall'Italia la gente di noi conosce e vuole solo Barolo Brunello e SuperTuscans, ancora, sì, basta vedere la verticale del Saffredi su 3 delle costosissime pagine. Se lo propongo nei miei locali la gente mi guarda come se li volessi avvelenare. Provincialotti.

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nicola a.

circa 9 anni fa - Link

Ho avuto l'occasione di conoscere alcuni dei giornalisti, in quell'occasione del Saffredi, gente molto valida e alla mano. Interessantissima la loro guida: The 1000 finest wines ever made. La rivista (dicono The world leading fine wine magazine) si troverà in alcune edicole sui 13/15 euro.

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Riccardo Campinoti

circa 9 anni fa - Link

Assolutamente la migliore rivista sul vino che abbia mai letto. Piu' che un giornale e' una serie di piccoli libri e mini-trattati Se vogliamo leggermente troppo di stampo anglosassone e ovviamente troppo filo-bordeaux. La ritengo comunque imprescindibile per ogni serio appassionato

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martino

circa 9 anni fa - Link

ma sapete quanti lettori ha in totale? spero comunque che prima o poi accetti di collaborare con loro anche qualcuno che sta rifiutando da due anni...forse riuscirà a rappresentare meglio l'Italia di quanto si è fatto finora...

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Francesco Annibali

circa 9 anni fa - Link

@martino: non ho mai una grande considerazione dei cosiddetti "bene informati", soprttutto quelli che si rifugiano nel semi anonimato. A chi t riferisci? Sii chiaro

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antonio tomacelli

circa 9 anni fa - Link

La prima gallina che canta ha fatto l'uovo? :-) P.s.: pago bene e in contanti se non ricomincia la storia dell'anonimato: te lo sto dicendo in ginocchio, sui ceci e con il cilicio pronto all'uso. Grazie

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Francesco Annibali

circa 9 anni fa - Link

Antonio alzati dai ceci, riponi il cilicio e stappa una bollicina seria! :) Nessuna voglia di polemizzare, la mia era solo curiosità. Concordo con Campinoti sulla prospettiva molto british, ma più che attenzione eccessiva su Bdx l'unico "gradino" che intravedo per un appassionato italiano è la scarsa reperibilità dei fortificati qui da noi, ai quali loro dedicano molto spazio. Ma penso si tratti più di una mancanza italica, e non una ossessione loro. Ultima volta che andai da loro mi fecero assaggiare un amontillado di manzanilla di Lustau da cascare per terra. Era divino con le noccioline, non oso immaginare con un consommè di funghi o roba simile. Anzi, forse qualcuno (tipo il Gori) dovrebbe cominciare a studiare bene gli abbinamenti per quei vini. Io di abbinamenti 'un ciò mmai hapito 'na sega, quindi vada avanti lui

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Molto sommessamente diredi che sarebbe un buon punto di partenza, per ognuno di noi, ricominciare a studiare sul serio il marsala. p.s. Amontillado e consommè di funghi? mah... p.s.2 Vecchio Samperi "vigna la miccia" con agghiotta di pesce spada e caponata catanese.... eheheheh

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

A proposito di Andrew Jefford, ha scritto uno delle pagine più belle in assoluto (per me) sul Chianti (ma si può benissimo interpretare per il Sangiovese) in un editoriale apparso sul numero di Decanter del febbraio 2006, intitolato "l'attrazione dell'austerità". Purtroppo non sono riuscita a trovarlo nevigando nel sito di Decanter, ma posseggo la mia traduzione. Comunque voi che avete mezzi molto più potenti dei miei cercatela e leggetela perché ne vale veramente la pena. Questo anche per dire che Jefford non é solo filo-Bordeaux, ma ha una ottima conoscenza dei nostri vini. Inoltre, trovo che la scuola British generalmente sa scrivere molto bene. Normalmente poi sono più che disponibili e non spocchiosi, forse si tratta della loro educazione che li fa sembrare poco comunicativi, ma proprio per questo tendenzialmente amano gli italiani e quindi non appena potrò non avrò alcuna timidezza nel commentare il loro post.

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Leonhardo

circa 9 anni fa - Link

Eppure sono convinto che i fortificati vadano rivalutati...

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