Feudi Studi sull’Aglianico tra Rosamilia e Candriano 2012-2016

Feudi Studi sull’Aglianico tra Rosamilia e Candriano 2012-2016

di Andrea Gori

Un territorio frammentato variegato e contrastato come l’Irpinia non è facile da raccontare ma per fortuna ci sono aziende che non smettono di investire nello studio e approfondimento di questo territorio vinicolo che tutto il mondo dovrebbe invidiarci mentre spesso non sa nemmeno che esiste. Antonio Capaldo, proprietario della cantina Feudi di San Gregorio, parla proprio di “frustrazione” per l’eccesso di semplificazione cui l’Irpinia viene continuamente sottoposta e che non merita.

Se ci pensate bene però il lavoro di tanti produttori venuti alla ribalta negli ultimi anni è basato proprio su questa parcellizzazione e sul fatto che i loro vini hanno successo e piacciono proprio perchè rispecchiano una sottozona o un versante specifico. Di conseguenza ecco che aziende che magari in certi frangenti della loro storia hanno fatto della semplificazione un’arma commerciale molto importante ora si rivolgono al territorio e cercano di evidenziarne le sfumature.

Feudi_set20_ebook_ita from Mauro Fermariello on Vimeo.

Per questo appuntamento su Zoom l’ottimo Paolo de Cristofaro, insieme ad Antonio Capaldo, ci ha condotto per mano all’assaggio di due sottozone di Taurasi tramite una verticale/orizzontale tra il cru Rosamilia e il Candriano. Due territori e vini che non potrebbero essere più diversi e molto esemplificativi di cosa significhi non semplificare un territorio.

Rosamilia è un vino che viene dalle vigne di 50 anni a raggiera della località omonima, 0,46 ha di dimensione, esposizione ovest, suolo argilloso-calcareo, in genere fa nascere vini dal colore più chiaro, tono balsamico nordico e verticale, floreale come sensazione dominante. Candriano (Baiano) nasce invece da vigne di 20 anni a guyot, 0,7 ha di dimensione, esposizione sud-ovest, suolo argilloso calcareo, 600 metri di altezza

Candriano è frutto del toponimo Baiano, viti di 20 anni di età e anche se è identificato nel comune di Castelfranci, in pratica affaccia e sfiora la famosa zona di Montemarano. In questa zona in genere c’è fumè, una bocca piena, solenne quasi nebbiolesca per un carattere del vino più maschio, scuro e vigoroso, quasi tridimensionale. Spesso e volentieri per le aziende che hanno vigne in queste due zone l’assemblaggio è la sintesi  di due zone complementari e perfette per generare un grande Taurasi.

Feudi Studi Rosamilia 2012 Taurasi Feudi San Gregorio
Incenso e rose, erbe e frutta fresca, piccantezza di peperone crusco e pepe nero, grande ciliegia e austerità con sprazzi di dolcezza, acidità e freschezza importanti, sorso con tabacco, pepe di nuovo, piccante e balsamico che spinge su mirto alloro e senape, grande lunghezza e saporosità bella ed elegante. 91

Taurasi Candriano 2012 Taurasi Feudi San Gregorio
Al naso sa di frutto di ciliegia amarena e rosa, caramello, olive tostate e mele annurca, sottobosco, muschio e petricore. Abbastanza fresco, al palato netto e deciso l’approccio alcolico, la struttura importante e spigolosa, succoso e appagante, tannino moderatamente carico, mora amarena, spezie, note da concia, brace. Trovano posto anche prugna, mora e amarena, sottobosco, radici. Sorso carnoso riconoscibile e con tannini che paiono più abbondanti ma che cominciano a diventare dolci e accessibili. 92

Taurasi Rosamilia 2014 Taurasi Feudi San Gregorio
Floreale di roselline, fragole in confettura, viola, prugna, balsamico, gentile e profumatamente dolce, sapidità stuzzicante, sorso con bella dolcezza, struttura delicata e piccante, tannino finissimo e sorprendente, si beve con godimento vero e prospettive intriganti. Finale di tabacco, anice e finocchietto che si rincorrono su tappeto di sottobosco mai esagerato. 94

Taurasi Candriano 2014 Taurasi Feudi San Gregorio
Massiccio di ciliegia, prugna e rabarbaro intenso, sale e piccantezza sempre presente, tambureggiante, arancio rosso. Sorso importante ma con bella dinamica adesso e in prospettiva, asciuga a tratti e deve essere abbinato ma il carattere smoky e fruttato di sottobosco è incantevole. 91

Taurasi Rosamilia 2016 Taurasi Feudi San Gregorio
Rose, ciclamini, viole e pepe rosso, ginger e melograno, liquirizia e confettura di fragole. Sorso di bella finezza, giovanissimo e tranquillo, polpa di ribes rosso e nero, lunghezza saporita e nel solco della sua classica femminilità. 90+

Taurasi Candriano 2016 Taurasi Feudi San Gregorio
Magma incandescente, ribes nero, ribes rosso, mirtilli, olive, resine e senape, poi amarene sotto spirito. Sorso di imponenza e inscalfibilità, lunghezza e passionalità, per temerari del tannino in questa fase e poco leggibile ma l’impressione di grandeur è stupenda. 93+

 

 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

10 Commenti

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Qualche enosnob, storcerá il naso ma questa è un' azienda che fa qualità diffusa a prezzi per tutte le tasche. Feudi studi conosco e adoro il Fiano Arianello che nonostante l'ignobile formato della bottiglia è tanta roba, il Taurasi studi sinceramente non sapevo esistesse. Top la descrizione di Castelfranci e Montemarano. Se la rivenderanno sicuramente. Quanto al Fiano, Summonte tutta la vita. E provate a dire che la mineralitá non esiste, dopo aver assaggiato qualche vecchia annata di Guido Marsella.

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Rino

circa 1 mese fa - Link

Bellissimo articolo, spero che faccia conoscere e apprezzare ancora di piu l'Irpinia, un vero e proprio gioiello della ns Italia...per il Fiano oltre a Summonte menzionerei anche Montefredane, per il Taurasi oltre a Castelfranci ( come non menzionare Michele Perillo) e Montemarano(Salvatore Molettieri)non ci dimentichiamo di Paternopoli...Luigi Tecce giusto per fare un nome

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Andrea Gori

circa 1 mese fa - Link

la Champions dell'aglianico e comunque l'Europa League dei grandi rossi europei!

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Verissimo. È giusto per fare storcere ancora di più il naso a coloro che vivono dell'illusione che i grandi vini li facciano soltanto le piccole aziende, aggiungo Mastroberardino. Il Taurasi Radici, specie nella versione riserva, è uno dei vini più longevi e più complessi della penisola. Un aglianico che sfida i decenni e stupisce ogni volta.

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

Io direi , di Mastroberardino, la sua Riserva soprattutto ( aperta di recente un'orizzontalina delle selezioni Castelfranci , Montemarano e Piano D'Angelo 1968 assolutamente straordinarie, a livello dei grandi vini mondiali , non solo nazionali) ...

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Stracondivido. In particolare, mi riferivo alla riserva del Fondatore che credo esca solo in particolari annate.

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Gianluigi Bevilacqua

circa 1 mese fa - Link

Signor Sancho P, é proprio così. In Italia, solo Biondi Santi e Borgogno possono offrire verticali in grado di sfidare i decenni, ed evolvere meravigliosamente dopo il mezzo secolo.

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Gianluigi Bevilacqua

circa 1 mese fa - Link

Oltre Mastroberardino e il loro Taurasi.

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Sancho P

circa 1 mese fa - Link

Ho avuto la fortuna di assaggiare il 58'. Ho letto che in una verticale hanno presentato la 34' Tra le ultime annate la riserva di famiglia 99' la mia preferita. Vino pazzesco.

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Rino

circa 1 mese fa - Link

Purtroppo, a differenza di nomi altisonanti come Biondi Santi e Borgogno parliamo ancora di un territorio che non solo è poco conosciuto a livello internazionale, ma anche nella ns penisola o almeno non ha l'attenzione e il prestigio che merita come tra l'altro si specifica molto bene nell'articolo... speriamo che realtà più importanti come Feudi e Mastroberardino possano farsi ancora di più i portabandiera dell'Irpinia in Italia e nel mondo

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