Enofighetti, grandi palati, e tutto quel che c’è nei dintorni. Boriosi compresi

Enofighetti, grandi palati, e tutto quel che c’è nei dintorni. Boriosi compresi

di Sara Boriosi

L’altro giorno me ne stavo tranquilla in enoteca a godermi un po’ di quiete; mi sono fatta bionda e finalmente posso smettere di far finta di pensare, rilassarmi cinque minuti.

Poi, mentre scorrevo oziosamente la timeline di Facebook, ho letto il titolo di un post e mi sono sentita chiamata in causa.

Calici di boria.

In effetti, avere un cognome come Boriosi non rende le cose facili: a parità di disagio, avrei preferito chiamarmi Stronzetti; se non altro avrei faticato meno a far capire al mondo che il cognome è un beffardo contrappasso al temperamento che la mia famiglia si tramanda geneticamente. Ma tant’è, sono stata chiamata, ed eccomi a rastrellare gli ultimi neuroni scampati all’ossigenazione.

Posto che in rete c’è spazio per tutti: per gli enofighetti che bevono solo vino fatto riposare sulle cosce delle vergini sotto il plenilunio della notte di San Giovanni; per chi, assieme a Fidel e agli altri, scoprivano i nuovi produttori di vini “piccoli” e per chi, come me, conta quanto il due di coppe quando la briscola è bastoni, comincio a provare un sottile fastidio per quella vocina superiore ai 20 kHz che dice di volerci imparare (attenzione, sono sarcasticamente certa che si capirà la differenza tra chi ci insegna e chi ci impara col ditino indice alzato) a divulgare il vino con un linguaggio più consono, quando in rete personalità autorevoli scolpiscono le tavole di Mosè sulla comunicazione enoica per poi lasciarsi andare alla citazione tratta dalla pagina Dolce Mente Deborah, docente in Università della Vita. Insomma, non si parla dell’esibizione “beviamo grandi bottiglie”, ma “beviamo grandi bottiglie, siamo grandissimi palati e vi diciamo di come se ne parla”; una sorta di pennello Cinghiale applicato all’enomondo.

Rilassiamoci: va tutto bene, tiriamo un respiro lungo e abbracciamo chi è diverso da noi, e questo è il mantra che sento di recitare ogni volta che leggo che un vino è rock e spacca, mentre mi domando cosa possa spaccare oltre al fegato, se bevuto in quantità eccessive. Ma va bene, sono un operatore del settore e mi sta bene, viva l’accoglienza se serve a rendere più facile l’accesso a un vino da parte di chi si sta addentrando nei suoi misteri. Lo sappiamo: ciclicamente qualcuno dirà che non si deve dire più minerale; seguiranno centinaia di like e cordiali pacche sulle spalle, a seguire disamina sul vignaiolo eroico. Eroico. Infine, gattini a volontà.

Va tutto bene.

Il web è grande, i vini sono tanti e il modo di parlarne si declina a seconda della propria capacità dialettica perché alzare muri, seppur linguistici, è cosa che riesce bene a Trump perciò: fate un po’ come vi pare, perché a fare i vigili del linguaggio si finisce a limitare la libertà di interpretazione, e a noi boriosi non scolarizzabili verrebbe meno il piacere dell’alzata di sopracciglio che accompagna certe letture divertenti.

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Sara Boriosi

Da sempre vive come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, inizia a interessarsi al vino seriamente dopo l’interruzione di una storia con il proprio cavallo. Beve per ricordare, e il suo cuore appartiene ai vini del Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osserva il mondo, più dei vini le piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo fa nel suo blog e pure per Intravino. Gestisce un'enoteca della sua città, e lo fa piena di sensi di colpa.

23 Commenti

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Giannattasio

circa 3 mesi fa - Link

il problema di fondo del vino è che "pochi" lo bevono, mi spiego meglio: raccontare ed esaltare un piatto fatto bene in TV è più facile perchè bene o male qualcosa che ci si avvicina l'ha assaggiato chiunque (o presume di averlo fatto) o in generale, a qualche matrimonio avrà pur mangiato un'ostrica o un filetto cotto come Dio comanda. Il vino invece no, poca gente beve regolarmente con attenzione e la stragrande maggioranza beve vino ordinario che sa tutto dello stesso "acidulo" senza aver mai assaggiato un buon vino; il problema vero è che lo sanno e decidono quindi di non essere inclini a prestare attenzione.

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Vittorio Cavaliere

circa 3 mesi fa - Link

Sempre legato al significante di un cognome non posso esimermi dal giudicare positivamente lo scritto e la scrivente.

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sara

circa 3 mesi fa - Link

E io, da boriosa, mi gonfio come una tacchina.

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

... inutile farti la corte , siamo entrambi già impegnati e fedeli , solo qualche rammarico di non esserci conosciuti prima. Eppoi siamo quasi parenti : tu Boriosi di cognome , io enoborioso di status ...
PS: Daniele (Cernilli) incarna , per statuto, l'autorevolezza e il tentativo di propedeutica evangelizzante . E' persona colta e ci crede . Ti assicuro che agisce convinto di agire per il bene dell'intero Enomondo italico e uno dei pochi che potrebbe fare decollare un comparto già in salute di suo...

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sara

circa 3 mesi fa - Link

Ne sono più che certa; io tendenzialmente sarei per la pace, e sono convinta che chi è dotato di senso dell'umorismo può tenere il comando del mondo.
Ribadisco la mia posizione di due di coppe e insisto sull'essere soggetto poco scolarizzabile.
C'è posto per tutti.

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Emanuele

circa 3 mesi fa - Link

Statuto, autorevolezza (rectius: autorità), evangelizzazione. La caratterizzazione sembra quella di un pontefice. E proprio per questo si adatta bene al mio dubbio costituzionale (e non statutario) su chiunque agisca convinto di agire per il bene di tutti: il bene di tutti è CON tutti, senza bisogno che qualcuno glielo infonda, non ottriato. La versione che proponi sa di acculturazione, che è concetto assai suprematista, elitario, snobistico. Lasciami aggiungere che il problema non è affatto Daniele Cernilli in sé, bensì il Daniele Cernilli in te (retorico, metaforico). Sulla cultura e intraprendenza sue, nulla da dire; sulle velleità di tanti suoi famuli, seguaci, famigli, tifosi, idem; ma in questo secondo caso per decenza.

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...caro Emanuele , a volte non mi capacito di quanto il tentativo di ironia possa essere percepito o travisato. Comunque , di contro, percepisco chiaramente , in chi interviene, il confine fra i seriosi (tu) e i seri ... PS: il mio nickname , scemo fin che vuoi, ti dice niente?

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Emanuele

circa 3 mesi fa - Link

Ottimo! Aggiungiamo all'album Panintravini: Boriosi ce l'ho, Seriosi me manca, anzi no, eccolo. Noiosi me lo dai tu, vero?

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Acino Aspro

circa 3 mesi fa - Link

Beh, vedi, c'è chi è più fortunata - nome omen - e gli allori li ha già nel cognome .

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Sara

circa 3 mesi fa - Link

Ma davvero, pensa che spreco.

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Acino Aspro

circa 3 mesi fa - Link

infatti. a bere Dom come la Maestrina sono bravi tutti.

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Luca Venturi

circa 3 mesi fa - Link

Esticazzi.

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

Forse che la signorina Boriosi se la sia presa non per il cognome tirato in ballo ma per la puzza di paglia bruciata ?

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Emanuele

circa 3 mesi fa - Link

Fortasse requiris. Nescio, sede fieri sentio et excrucior.

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Roberta Giulia Amidani

circa 2 mesi fa - Link

"Odio e amo: "fusse che chiedi: come faccio? nunn 'o saccio ma lo faccio e mme sient' nu straccio!" [Stefano Benni che va via facile]

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Roberta Giulia Amidani

circa 2 mesi fa - Link

Boriosa forse per via del nomen--omen, madame, ma certo altrettanto MAGNIFICA da leggere. M'inchino.

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Alessandro

circa 2 mesi fa - Link

Ma una frase, anche tre parole in fila, che non siano per forza esasperatamente spiritose o intelligenti? Oltre al mio commento si intende.

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Roberta Giulia Amidani

circa 2 mesi fa - Link

Caro Alessandro, per le frasi serie e un po' zuppose il forum è sulla pagina dell'Accademia della Crusca; quelle sceme invece le cura Zuckerberg, se non sbaglio. ;)

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roberto

circa 2 mesi fa - Link

Boriosi... dici un cognome difficle da portare? Povero me allora che mi chiamo Geloni! Eèh? come??? Gimoni? No, Geloni...! Geroni??? Noooo GE-LO-NI.. come quelli che vengono in inverno ai piedi!!! Ahh Geloni!!! Ecco si ci siam capiti! Detto ciò, la prossima settimana c'è vinitaly.. ed io attendo con trepidante attesa l'enormità di cazz.. ups, mi scusi... siamo tra enofighetti d'etichetta... castronerie.. che mi toccherà sentire! - Il "supertekniko" sommelier... colui che sente la pera williams piuttosto che la pera decana del comizio... - Il giornalettista enoico: colui che sa tutto di tutto, è stato ovunque, ha assaggiato persino i vini della costa cobacanese.. - il bloggher.. colui che viaggia a scrocco totale spacciandosi per vate, untore, messaggero del bene enoico.. ma intanto trinca e mangia a sbafo, chiedendo di visite e magari pernottamenti in azienda per divulgare nell'etere il tuo verbo. Ma il vino è bello per questo: è bello perché è vario!

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sara

circa 2 mesi fa - Link

Vari sì, avariati meno.

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roberto

circa 2 mesi fa - Link

la battuta dell'avariato l'avevo evitata di proposito.. troppo banale e scontata.. a quanto pare non lo era!

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sara

circa 2 mesi fa - Link

sono una persona semplice.

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

"Ma va bene, sono un operatore del settore". Penso che la chiave sia tutta lì...

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