E poi venne il caldo: Panzano tra la mitica vendemmia 1997 e la 2007 in 24 assaggi

E poi venne il caldo: Panzano tra la mitica vendemmia 1997 e la 2007 in 24 assaggi

di Andrea Gori

Nel giorno in cui la sonda Cassini finisce la sua missione vaporizzandosi su Saturno, dopo vent’anni di volo interplanetario, si tiene la prima giornata di Vino al Vino, classica degustazione delle aziende di Panzano, l’oasi bio del Chianti Classico. Anche la data scelta dai viticoltori per la loro retrospettiva, la mitica 1997, unisce i due eventi: nello stesso anno la sonda fu lanciata nello spazio.

Quelli almeno due volte maggiorenni ricordano cosa fu la vendemmia 1997 per il vino italiano. Come e più della 1990, fu un’annata che colpì la fantasia e in seguito il portafoglio di molti, con un entusiasmo raramente visto prima così corale verso i risultati della vendemmia. Primavera piovosa, ben più della 2017 o 2007, ma con estate e autunno caldi, con le prime avvisaglie del cambiamento climatico di cui abbiamo appena visto i risultati più eclatanti. In vigna si raccolsero uve sane e di alto grado, con una buccia spessa che permetteva grande estrazione. All’epoca si gridò al capolavoro, perché anche dove si faceva fatica a raggiungere la maturazione completa dei grappoli si assistette ad un risultato clamoroso di ricchezza, estratto e maturità. In molti casi pure troppo, tanto che in diverse zone (Montalcino in primis) abbiamo assaggiato vini ormai già andati, decrepiti e discretamente bolliti in termini di frutto, segno evidente che il caldo non aveva portato una new age di grandi vini.

A vent’anni da quell’annata è stato molto interessante riassaggiare una quindicina di 1997, anche se solo di una zona un po’ particolare del Chianti Classico, quella che contiene la famosa “conca d’oro” esposta a mezzogiorno, ma che presenta al suo interno diversi microclimi di rilievo. Tanto che molti produttori nel corso degli anni hanno piantato non solo sangiovese, che qui esplode in profumi di frutta di bosco, viola e more di gelso sublimi, ma anche uve internazionali capaci di exploit notevoli e duraturi. Ecco la rassegna dei vini presentati, per la maggior parte Chianti Classico annata e riserva, con alcuni IGT di grande fama che proprio con la 1997 hanno ricevuta la consacrazione definitiva.

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► Le Cinciole
Chianti Classico Riserva Petresco 1997. Prima annata prodotta e primo Petresco, originariamente da due vigne. Poi dal 2004 diventa un vero e proprio cru, affinato in tonneau: fine, sottile, delicato, sentori affascinanti e levigati di frutta di bosco a completare un naso soffuso e sottile, con spezie e torrefazioni, lunghezza e gusto ci sono ancora e da rimarcare una freschezza insospettabile, che lo accompagna alla chiusura di stile tra tabacco e pepe. 93
Chianti Classico Riserva Petresco 2007. Decisamente ricco e pieno, mai sopra le righe: freschezza, pulizia, nitore e erbe aromatiche che spingono forte al naso insieme al frutto, bocca di sale e menta, lunghezza di frutto tra canditi, more, fragole e pepe, ancora vitale ma con struttura molto decisa. 90

► Le Fonti
Chianti Classico Riserva 1997. Sangiovese e un piccolo saldo di cabernet: note di pepe, resina, susine, more e canditi a condire un frutto pieno e maturo, bocca con tannino rigido e toni vegetali, mostra ancora vitalità e gusto. 85
Chianti Classico Riserva 2007. Sangiovese, cabernet e merlot: naso decisamente intenso di frutto nero e rosso, cassis, amarena, liquirizia, bocca con tannino che spinge e graffia un poco, non disturbando però il sorso appagante, fruttato e sapido. 88

► Tenuta degli Dei
Tenuta degli Dei 2007. Cabernet sauvignon e franc, merlot e petit verdot: naso vivido, speziato, piccante, con frutta di bosco, pepe e resina, mirtillo e mora, peperone lieve poi tabacco e cardamomo, talco. Al sorso è fine e profondo, elegante e semplice solo in apparenza – che nell’animo ha uno stile bordolese perfettamente calato nel terroir panzanese. 93

► Fattoria La Massa
Chianti Classico Giorgio Primo 1997. Sangiovese con 5% merlot e affinato in barrique, molte le tostature e le raffinatezze di amarena e agrumi tra toni caldi e fruttati, tannino delicato ed elegante che fa il pari con una netta sapidità, un gusto soffuso ma con vitalità eccellente. 91
Giorgio Primo IGT Toscana 2007. Cabernet sauvignon, merlot, petit verdot: robusto, intenso e carnoso scuro, con pepe cassis e caramello, timo e bergamotto, bocca di ottimo slancio con estratto e corpo che lo tengono un po’ a freno come bevibilità, si risolve alla lunga in bocca con un ottimo equilibrio complessivo sul frutto bomba. 93

► Il Molino di Grace
Chianti Classico Riserva Il Margone 2007. È una gran selezione ante litteram, con sangiovese 100%: note intense e piccanti di pepe, noci e bergamotto, viola candita, carrube, fichi maturi, bocca pimpante e rassicurante, finale lungo e speziato. 88

► Fontodi
Flaccianello della Pieve IGT 1997. Sangiovese 100%, elegantemente ruvido come ogni grande sangiovese: viola, rabarbaro, lavanda, pepe e note terrose, bocca fresca e asciutta, con tanta spinta e acidità, tannino agile e beverino, grande prova di eleganza e misura nel tempo. 94
Flaccianello della Pieve IGT 2007. Sempre sangiovese in purezza: sa di cannella, ribes viola e cardamomo, mescola bene eleganza e potenza, è balsamico, bocca integra, con energia e acidità e tannino che continua ad arrotarsi con gusto, piacere e potenza ben mescolati. 94

► Castello di Rampolla
SamMarco 1997. Cabernet 90%, sangiovese 10%: è sontuoso, piccante, acuto e suadente, fine, sapido di mirtilli pepe e sale, bocca fine e delicata perfettamente compiuta eppure fresca, che spinge in continuazione su sapidità e note aromatiche raffinate. 93
SamMarco 2007. Cabernet 70%, merlot 20%, sangiovese 10%: ricco subito ed esuberante, avvolgente di candito e spezie, cassis, pepe, more e lavanda, bocca ancora in fieri con tannino ruvido e legnoso, che soffoca il bel frutto con calore evidente. 86

► Casaloste
Chianti Classico Riserva Don Vincenzo 1997. Sangiovese 100%, una delle prime vendemmie in azienda: oggi è rustico ma cattura subito l’attenzione con colore molto vivo e pulsante, frutta di bosco e confettura di lampone, bocca con tostature in evidenza e alcol non molto ben bilanciato. 84
Chianti Classico Riserva Don Vincenzo 2007. Sangiovese 100%: fragole in confettura e fiori secchi, lamponi freschi e tabacco, bocca calma e tranquilla, piacevolmente sapida. 88

► Candialle
Chianti Classico 2007 (in magnum). È 100% sangiovese per 18 mesi barrique: sa di pepe, fichi dottati, burro e lavanda, poi fragole e ciliegie, tabacco e ferro. Bocca con grip tannico ben dosato e vitalità ottimale, equilibrio sorprendente e grande tenuta anche in allungo nel gusto, sottile e con tocco alcolico e nota vegetale che sfuoca un poco il risultato – ma avercene. 89

► Rignana
Rignana 1997 Chianti Classico Riserva. Da uve sangiovese, canaiolo, malvasia e trebbiano (vecchia ricetta ricasoliana alla lettera): è asciutto, sottile, floreale, con frutta di bosco e humus, umami e fungo, bocca a fine carriera. 83
Rignana 2007 Chianti Classico Riserva. Da uve sangiovese e merlot: frutto a polpa nera e rossa, tabacco e cannella, bocca decisa con frutta un po’ cotta, finale deciso dal tannino nervoso ma ricco. 87

► Panzanello
Chianti Classico 1997. Sangiovese 100% in tonneau, un vino prodotto dopo i primi due anni di attività in azienda: note di lampone, ribes, viola e tabacco, bocca serrata con note appena verdi, e un tannino che stringe un poco il sorso su bella acidità che ancora tiene botta. 85
Chianti Classico 2007. Tono vivace fruttato, fragola e lamponi, arancio e viola, bocca originale e tipica aziendale con sua vitalità di frutto, che ravviva ogni sorso tra tannino ben colto, misurato, e frutto per niente stanco. 90

► Renzo Marinai
Chianti Classico Riserva 1997. Da uve sangiovese e canaiolo: spezie, pepe e cumino, liquirizia, bocca placida e risolta, con note fruttate calde e mature, non molta freschezza. 86

► Vìgnole
Chianti Classico Riserva 1997. Sangiovese e canaiolo, tonneau: note di sottobosco, menta e ribes, canditi e pepe, bocca ancora viva e con spinta acida, anche se il tannino gira su note verdi. 86
Chianti Classico 2007. Sangiovese e merlot, affinato in barrique: naso ricco e ampio di frutta rossa e nera molto mature, confettura di agrumi e tabacco, viola e caramello, carrube, bocca con tensione e gusto di buona lunghezza, appena scontroso nella componente tannica. 86

► Villa Cafaggio
San Martino IGT Toscana 1997. Un 100% sangiovese con  18 mesi in barrique: naso affumicato e di sottobosco, dove emergono ancora belle note floreali più fragole, pepe e mirto, al sorso si mostra arioso, soffuso, elegante e suadente, spigliato, sapido e succoso, con agrumi nel finale per un sorso che non stanca e su cui si indulge volentieri. 92
San Martino IGT Toscana 2007. Sempre 100% sangiovese, 18 mesi in barrique: piglio deciso fin dal colore, fragole, pepe, mirtillo e mora, fragola in confettura, bocca dolce, carnosa, saporita e di lunghezza notevole, vitale e pimpante, stile sempre solido e ricco ma grande equilibrio delle parti. 91

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Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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Montosoli

circa 2 anni fa - Link

Grazie !

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

prego! dovere

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