Ma voi le bollicine le preferite brut, pas dosè o, vivaddio, dosaggio zero?


Non sono certo di voler vivere in un mondo che scrive strane parole sulle etichette delle bottiglie, in francese perdipiù. Dover scegliere la bollicina giusta col traduttore in cuffia non fa per me: Brut, Extra Dry, Pas dosè, Demi sec, Dosage zero…ok, don’t panic! E se tirassi dallo scaffale una bottiglia a caso? Già, così mi capita come quella volta che ho pescato un Cremant talmente morbido che l’ho dovuto usare per il cachemire in lavatrice. Si, lo so, sarebbe stato meglio un Brut o un Extra Dry, un Pas dosè, Demi sec, Dosage zero e…uffa, ve l’ho detto che col francese non mi ci piglio! Visto che per voi è tutto facile perchè non vi cimentate in questo bel sondaggino e poi magari ne riparliamo?

Se siete dei veri enofighetti arriverete in fondo alle 3 domande senza danni (e magari fate refresh per rispondere a tutte le 14 del sondaggio completo), se invece, come me, non avete la più pallida idea di ciò di cui stiamo parlando e i miei vi sembrano solo i vaneggiamenti di un folle, beh, fate una prova! Male che vada scoprirete tutti i misteri del Dosaggio Zero.





37 commenti a “Ma voi le bollicine le preferite brut, pas dosè o, vivaddio, dosaggio zero?”

  1. Andrea Ugolotti Andrea Ugolotti commenta:

    Scusate, ma la risposta giusta alla terza domanda quale è ?

  2. francesco francesco commenta:

    freschezza direi

  3. GiacomoPevere commenta:

    Champagne e vedrai che nessuno al mondo avrà il coraggio di contestarti :)

  4. Giovanni Arcari Giovanni Arcari commenta:

    Pas Dosè e dosaggio zero sono la stessa cosa. Per il resto, complimentoni per il post.

    • luigi fracchia luigi fracchia risponde:

      Giò,
      ma come è che su un sacco di testi si legge che Brut nature, pas dosè e dosage zero sono uguali, con zuccheri riduttori inferiori a 3 g/l.
      Secondo me chiedere quale è il migliore al mondo fra franciacorta, champagne e cava è un controsenso.
      Da il la a visioni manichee e inutili polemiche di primogeniture e bla bla bla.

  5. Burde Burde commenta:

    Le domande sono 14 a rotazione e molte non hanno risposta giusta o sbagliata ma solo opinioni!

  6. Marco De Tomasi commenta:

    Ultimamente tra i miei MC preferiti ci sono tanti Dosaggio Zero (o Pas Dosé o Brut Natur o Brut Sauvage e via discorrendo).
    Però dipende, cosa ne devo fare della mia bella bottiglia ? Entrata, pasto, da sola, ecc. ecc.
    E anche qui ci sono infinite sfumature tra produttore e territorio.
    In generale, comunque considero i Pas Dosé “più vino” degli altri MC: il dosaggio aggiusta e arrotonda. Un Pas Dosé deve avere tutte le sue cosine a posto per essere buono.
    Enjoy !

  7. Armando Castagno Armando Castagno commenta:

    Scusassero, ma proprio non riesco a non leggere “Dusaggiu Zeru” nel logo sopra riprodotto. Sembra un veicolo promozionale per lo spumante prodotto in Corsica.

  8. GiacomoPevere commenta:

    Ah ah!!! semai in Sardegna…

    Tutti questi nomi per indicare la stessa cosa rischiano veramente di far impazzire il cliente medio. Non capisco questo fiorire di nomi e soprattuto non capisco perchè non si possa sceglierne uno e via tutti gli altri. Tutti gli altri dosaggi hanno un nome e quello è, sai quel che compri, perchè il non dosato deve essere una specie di labirinto?

    Per il resto quoto De Tomasi, adoro i Metodo Classico non dosati e nulla di più zuccheroso di un brut.
    Il demi-sec è buono per inzupparci i biscotti a colazione, cit. Baradon – Epernay. LOL

  9. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    E’ pura follia poter dire che i non dosati sono migliori. Io li preferisco agli altri, in quanto preferisco affidarmi a dolcezze del frutto relative a maturazioni di parcelle di vigneto perfette per posizionamento e annata di vendemmia. Assolutamente da non creare mode a Kazzodikane, per le quali il dosaggio costituisce fattore di selezione. Metteremo in testa che l’unica cosa che conta è la bontà della vino, base spumante.
    Non create ulteriori mostri.

    • Armando Castagno Armando Castagno risponde:

      Io ti quoto con una certa foga, Simone. Così come preferisco praticamente sempre i vini tedeschi con predicato e residuo a quelli secchi, anche se ora accompagnati dalla pomposa dizione “Grosses Gewachs” o equivalente, andrei molto cauto a stabilire questo tipo di gerarchia con gli Champagne, vini pur sempre prodotti alla latitudine di Norimberga e quindi, talvolta, elettrizzati da acidità tali da smerigliare la bocca. Un dosaggio sobrio può essere, e non di rado è, funzionale alla costruzione di un profilo completo, classico, bilanciato. Tra i grandissimi Champagne, così come unanimemente riconosciuti per quel che consta a me, e dico riconosciuti proprio da tutti, ve ne sono ben pochi non dosati. Talvolta, aggiungo per esperienza diretta e personale, l’atteggiamento di schifare gli Champagne dosati è di quelli insopportabili in quanto integralisti, assolutisti, icastici, assertivi, cioè a dire stupidi (sinonimo; riconosco l’attenuante generica della giovane età o della poca esperienza).

      • GiacomoPevere risponde:

        Quoto anch’io, la mia era una opinione personale di gusto, ho una certa preferenza sui non dosati, questo non implica che non ami i classici brut (dove avrei detto poi che non mi piacciono..), le grandi cuvee ecc.

        Quello che non ho mai trovato stupefacente invece, usiamo questa espressione meno categorica, è un metodo classico o champagne demi-sec o dolce (che sono ciò a cui mi riferivo col termine zuccheroso). Resta un gusto personale e quindi non una verità assoluta. Il giorno che ne trovo uno che mi ha entusiasmato ve lo racconterò.

        Per i vini di alta latitudine, bhè mi trovi ancor più daccordo, non ho una gran esperienza sui vini tedeschi, un pò di più su quelli alsaziani. Marcell Daiss, sarò banale, ma s’è preso un pezzo del mio cuore.

      • GiacomoPevere risponde:

        In merito all’insopportabili in quanto integralisti, assolutisti, icastici, assertivi, cioè a dire stupidi ecc…
        E’ più mio questo atteggiamento che do semplicemente, seppur in modo breve e forse un pò brusco, una opinione personale negativa in merito a un certo tipo di prodotto, oppure tuo che così definisci chi non la pensa esattmente come te?

        Bhò. A me continuano a non piacere le bollicine dolci, vorrà dire che per far pace ti offrirò un Huebuhl 2001 di Deiss almeno li saremo daccordo.

        • Armando Castagno Armando Castagno risponde:

          Giacomo, ho scritto “talvolta” e mi sono riferito ad esperienze “dirette e personali”: cosa ti fa pensare che ce l’avessi con te? E poi, sarò pur libero di avere a mia volta un’opinione su chi esprime un’opinione che trovo stupida? O vale tutto, sempre?

          • Armando Castagno Armando Castagno risponde:

            Quanto ai demi-sec, infine, c’è un vino che io reputo grandioso pronto a farti cambiare idea in una degustazione pubblica a Roma, certo, molto cara, ma di livello assoluto in ambito mondiale per qualità dei vini serviti. Se non ti piace nemmeno quello, vuol dire che probabilmente tu e i demi-seco non farete mai amicizia.

          • GiacomoPevere risponde:

            La degustazione a Roma forse è un problema vista la distanza. Però potresti intanto dire a che bottiglia ti riferisci e quand’è la degustazione. Se posso venire verrò.

            Se io e il demi-sec faremo amicizia non lo sò, cmq son sempre pronto ad assaggiare cose nuove e se devo, cambiare idea. Dico devo, perchè se non siamo almeno onesti con noi stessi riconoscendo ciò che ci piace allora si che siamo veramente stupidi.

          • Armando Castagno Armando Castagno risponde:

            Giacomo, guarda, la degustazione è il 3 marzo e se ti fermi un giorno in più sarà un piacere andare a bere qualcosa insieme. Penso che Intravino se ne occuperà, prima o poi, e questa è casa loro, quindi non andrei oltre nel parlare dell’evento. Il vino comunque è l’Ambonnay GC Rosé Demi-Sec 1990 di Beaufort. Preciso infine che ho scritto sopra “di avere a mia volta un’opinione su chi esprime un’opinione che trovo stupida” quando invece intendevo dire “di avere a mia volta un’opinione su chi si forma una sua opinione in una maniera che trovo stupida”. Perché una opinione in sé non è mai stupida, o lo è difficilmente. E’ invece secondo me censurabile chi se la forma o dice di farlo seguendo l’onda, senza verificare di persona, senza arrivare alla sua personale posizione attraverso un percorso di comprensione e di conoscenza. E, ripeto, da esperienze personali anche recenti, questo è purtroppo un trend che nel mondo del vino è in crescita. Basta leggere i commenti a qualche blog, in cui è chiaro che chi commenta non ha la più pallida idea di cosa parli, ma è comunque d’accordo.

          • GiacomoPevere risponde:

            Guarda i casi della vita.
            Torno a casa, tiro su la posta, rivista (si quella che puoi ben immaginare) pagina 28-29 degustazione 3 marzo! Cara sì, alla faccia ma in effetti quando ti ricapita. Vedremo se riesco ad organizzarmi.

      • Marco De Tomasi Marco De Tomasi risponde:

        Il fatto che si trovino pochi champagne non dosati è a mio avviso anche una questione di latitudine. Un Non dosato buono dovrebbe essere fatto con una base vinificata da uve giunte a maturazione ottimale. Va da sé che in Franciacorta tali condizioni sono più frequenti. Poi va detto che i francesi hanno maggiore esperienza nel dosaggio: lo sanno generalmente usare meglio rispetto ai prodotti italiani, perché vista la latitudine devono fare di necessità virtù.
        Tutto ciò IMHO, naturalmente.

  10. Lido Vannucchi commenta:

    Fallet prevostat non dosato in alcune annate e la vita non sara’ piu’ quella di prima, e lo stesso Fallet Prevostat demi sec e capisci come si può dosare senza imbambolare. ciao lido

  11. Pietro Caputo commenta:

    Extra Brut: Faccoli
    Pas Operé: Cà Del Vent

  12. Andrea Gori commenta:

    Guarda i casi della vita, torno a casa, tiro su la posta, rivista, leggo l’editoriale e decido che Franco Ricci non avrà i miei 450 euro ma neanche…mai lette tante sciocchezze retrograde in così poche righe.

    • GiacomoPevere risponde:

      L’editoriale in questione è stato saltato a piè pari dal sottoscritto. Sadisticamente incuriosito sono andato a leggerlo e oibò! …mai lette tante sciocchezze retrograde in così poche righe.

      In merito alla degustazione, il costo è spropositato, l’editoriale non aiuta ma occasioni di assaggiare gran parte delle etichette in questione non ne ho mai avute, e forse mai ne avrò. Avrà il sopravvento lo stomaco (leggi curiosità, interesse, amore per questa roba chiamata vino) o la testa e la sua poca affinità con gli organizzatori? Tutto Visa permettendo.

  13. Alessandro Bandini Alessandro Bandini commenta:

    Torno a casa, tiro su la posta…niente…deve essermi scaduto l’abbonamento. Comunque propongo Armando Castagno a capo dell’Ais romana e/o interplanetaria

Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Intravino

Registrati o accedi per commentare.

Inserisci un'immagine nel commento cliccando qui.

 

Ultimi commenti