È arrivato lo svuotacantine!

È arrivato lo svuotacantine!

di Emanuele Giannone

Che caldo. Passasse presto.
Sono lo zimbello di sfasciacarrozze e autoaccessori. Io chiedo, ma nessuno ha condizionatori per una 124 Familiare. Ho comprato dal cinese un ventilatore a batteria. Ho cambiato i tappetini perché quelli in gomma erano da masticare. Ora ce li ho di moquette. Fanno tanto caldo. Sul tetto ho saldato al portabagagli il bidone del metano. Scalda pure quello. Davanti al bidone c’è l’altoparlante:

“Robivecchi! Stracciarolo! Robivecchi…”

A Roma non battevo chiodo. M’è toccato venire in Toscana: Aurelia ad andare, Cassia a tornare. Sono in coda al semaforo a Vetralla. Torno a casa. In Toscana ho svuotato molte cantine. È andata bene. Nel bagagliaio c’è di tutto, pezzi d’auto, spade antiche, quadri falsi e qualche bottiglia anzianotta e sconosciuta. Maledetti toscani, loro se li tengono, i vini rinomati. A me hanno sbolognato cose ignote. Le avevo già infilate nel cartone della domenica, pronte per Porta Portese, diecèuri a forfé. Poi me so’ detto: diecèuri de meno, che me frega, me levo lo sfizzio.

Sapeste che bôni. Non è cosa da acculturati il piacere del robivecchi, che è quello di imbattersi in signori pregni di liquidità ma stracciaroli nell’anima, tutti censo e poco senso, i quali cedono agli stracciaroli come me signori liquidi, snobbati perché non acclamati. Bôni, alla faccia loro.

Fa caldo anche a Vetralla. La prima non ingrana. Domani passo a Palmiro Togliatti, vedo se trovo la scatola del cambio. Verde. Ingranerà? Mortacci, come gratta. Daje. Ecco, è entrata. Uscisse pure il condizionatore.

“Robivecchi! Stracciarolo! Robivecchi…”

Toscana IGT Vignanova 2005 Paterna (sangiovese con minimo saldo di colorino).
Dalla voce di chi lo frequenta più assiduamente di me, apprendo che il suo bisogno di affinamento non è facile bubbola ma liquida realtà. E bontà: si presenta complesso, profondo e soprattutto scuro – frutto, sottobosco, ginepro, creosoto – poi imbiondisce baldanzosamente con tabacco, cuoio e fieno. Succulento, sottile e teso al palato, marasca e mora ad aprire in evidenza e chiudere in sfumatura lo sviluppo insieme a rosmarino, genziana, liquirizia e un tocco di cacao.

Toscana IGT Pugnirosso 2010 Paterna (80% pugnitello, 20% colorino e sangiovese).
Naso tenue, mimetico e allusivo, che non ostende ma accenna. Rose, fragole, ciliegie, anguria e cannella, piano pianissimo. Insieme composito, informato a grazia piuttosto che impatto. Prende la bocca con gentilezza, grazie a tannini minuti e diffusi, ma non molla la presa. Presente, persistente, delicato, con la frutta rossa in essenza, la menta, l’humus e le spezie in cenni misurati, le note più fresche e aeree a connotare il finale.

Toscana IGT 2007 Poderi Sanguineto I e II (nero toscano, i.e. sangiovese).
Spero di essere male informato, dicono che non si faccia più. Non più di dieci minuti per disarcionare undici anni portati nervosamente sul groppone, dopodiché parte al galoppo. Giovane, impetuoso, trascinante, un Sangiovese tra i più iconici bevuti recentemente. Profondo al naso, mora e muschio fondamentali e un erbario a contorno, bocca avvolgente, fresca, rapinosa e radente, rossa di ribes, ciliegia e susina, paprika e macis, energica e lunghissima. Indimenticabile. Ci mancherà.

Toscana IGT Felix 2009 Tenuta Montiani (sangiovese).
Il non-Chianti da San Polo in Chianti è pimpante e polposo, sfoggia colore, calori e frutto schiettamente giovani. Ha tannini foderanti e spessore, è quindi immediato nel prendere il palato, ha un impatto a effetto ma non è effimero, anzi, il meglio viene a seguire. La progressione è coinvolgente per tensione, ricchezza e definizione aromatiche (humus, rucola, liquirizia e ginepro oltre a ribes, mora e durone, nitidi e succosi) e per la oh, dolci lemmi e desueti di tempi oramai lontani: ricordate la p.a.i.? Ecco, lui in chiusura va giù di caudalies in un finale leggiadro e fugato con frutti di bosco e sensazioni terrose, crunchy e sottilmente, riccamente speziate.

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

2 Commenti

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Vincenzo Busiello

circa 11 mesi fa - Link

Che bella macchina!! Mio padre l aveva verde.

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Vincenzo Busiello

circa 11 mesi fa - Link

Qualcuno vada ad assaggiare l igt gandino di quel burbero di bucciarelli a la piazza di castellina

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