Durante le vacanze ho bevuto più di voi messi insieme (parola di Vincenzo Le Voci)

Durante le vacanze ho bevuto più di voi messi insieme (parola di Vincenzo Le Voci)

di Redazione

Piccolo pippozzo introduttivo perché il resto non l’ho scritto io. Sono profondamente convinto che certa intelligenza collettiva vada valorizzata. Per dire, se sei un farmacista con la passione del vino e sale in zucca, c’è il rischio che le tue frequenti bevute poco accessibili siano più interessanti da leggere di quelle di certi soloni prevedibili come un orologio rotto. Vincenzo Le Voci è il nostro uomo del giorno, beve come un disperato e condivide le sue note su Facebook con gli amici. Per stavolta ha fatto un’eccezione ma occhio: non fate troppo gli sboroni con lui perché non è un pivello (e da giovane senza panza faceva pure il culturista). Ah, è farmacista. [alessandro morichetti]

Mia moglie è una santa perché in vacanza oltre noi e prole ci sono più bottiglie che mutande. In teoria si dovrebbero bere i vini del territorio da bravi sommelier, poi ci sono i malati come me che se ne sbattono e caricano l’automobile dei generi di conforto necessari. Ecco quelli della vacanzetta appena conclusa, ditemi che ne pensate.

Champagne Brut Blanc de Blancs Prestige, Diebolt-Vallois: 100% chardonnay da Cramant, una delle zone di elezione per gli Champagne BdB insieme ad Avize. Si esprime al naso con profumi di frutta tropicale, fiori bianchi e mandorla tostata. L’ingresso morbido è solo una facciata, perché il vino ha polpa e sapore, lontano dagli stereotipi di chardonnay scarni e taglienti, da gastrite insomma. Astenersi enofighetti a cui partano fibrillazioni atriali al solo pensiero di bere un brut.

Nebbiolo d’Alba 2017, Giuseppe Rinaldi: un piccolo Barolo, data la qualità e la provenienza dell’uva e per il contenuto liquido all’interno della bottiglia. Perché continuano a produrlo vi chiederete? Il grande Beppe Rinaldi mi disse, prima di lasciare questo mondo, che il motivo principale era per accontentare la ristorazione locale. Floreale e dal tannino dolce e gentile, richiama un sorso dopo l’altro, senza sosta. Puoi goderne da subito o aspettare che cresca in bottiglia, nessuna austerità, sbavatura o imprecisione, solo sorsi di puro piacere.

Champagne Extra Brut La Fontinette, Nowack: Flavien Nowack è, a mio avviso, uno dei giovani produttori più promettenti di Champagne. Vanta un curriculum di tutto rispetto e tra le varie aziende con cui ha collaborato spicca il nome del Dio di Meursault, Jean Francois Coche-Dury. Crede nella produzione di vini monovarietali, infatti La Fontinette è 100% pinot meunier. In questa fase iniziale il vino si concede poco, ha bisogno di vetro. All’assaggio è il sale a dettare il passo, coniuga una materia rimarchevole ad una bevibilitá disarmante. Nonostante la bottiglia voli via in poco tempo, se ne avete, conservatelo un paio di annetti, darà grandi soddisfazioni.

Chardonnay Les Varrons 2015, Domaine Labet: chardonnay dallo Jura di un produttore che non ha certo bisogno di presentazioni. Si muove tra legno dolce e ossidazione controllata, col tempo arriva una folata di fiori bianchi. L’annata ricca e solare ne ricalca i contorni ma senza far perdere l’armonia che caratterizza i vini di Labet. Non fatevi ingannare dai 14,5 gradi di alcool, si percepiscono solo dopo essersi alzati dalla sedia.

Champagne Roses de Jeanne Les Ursules 2013, Cedric Bouchard: Cedric Bouchard ha uno stile di produzione lontano dai canoni dello Champagne classico. Solo monovarietali, solo lieu dit, solo millesimati, nessun dosaggio, solo acciaio; il legno potrebbe dare qualcosa di innaturale al vino, afferma. Il risultato è uno Champagne dalla bolla carezzevole, puro, cristallino, profondo, speziato. Le dolcezze date dal frutto maturo fanno dimenticare l’assenza di dosaggio e mantengono in equilibrio freschezza e mineralità, altrimenti sovrastanti e devastanti. Uno champagne che sa emozionare, in grado di far apprezzare una zona forse troppo spesso sottovalutata. Il bicchiere parla.

Marsannay Les Longeroies 2015, Bruno Clair: village da lieu dit in attesa del passaggio a premier cru. Frutto croccante, esplosivo, lieve nota boisé come sottofondo. Rispecchia i canoni della annata, coccola per morbidezza ma manca della tensione della 2014, ha volume, pur rientrando nella categoria dei pesi leggeri. Manca l’allungo che ci si aspetta, forse per questo la promozione tarda ad arrivare.

Il Guercio 2017, Tenuta di Carleone: l’interpretazione del Sangiovese secondo Sean, da un vigneto a circa 700 metri di altitudine a Gaiole. Vinificato a grappolo intero, lunghe macerazioni, affinamento in contenitori di acciaio e cemento a forma di uovo (clayver). Il risultato è un vino energico e contemporaneo, per certi versi fuorviante e stravagante. La gamma aromatica spazia dal lampone al caco maturo, dall’oliva nera al pepe bianco, il tutto amplificato da una lieve volatile. Nervoso e frenato da un tannino irruento, mantiene comunque un certo slancio. La stoffa c’è tutta, ma oggi per godere a pieno bisogna tirare il collo alla 2016.

Chassagne Montrachet Les Vergers 2014, Ramonet: Les Vergers tradotto in italiano sta per i frutteti, probabilmente perché in passato è stata terra utilizzata per coltivare frutta diversa dalla vitis vinifera. Sembra di assaporare il retaggio dei tempi che furono, la frutta a polpa bianca è nitida e definita, accarezzata da aromi di polvere pirica, roccia bagnata, menta. La mobilità nel bicchiere è simile a quella di un ballerino di salsa cubana. C’è polpa e vitalità; strati di sale e acidità scombussolano il palato, la persistenza è dannatamente lunga per essere un premier. Bottiglia baciata dalla fortuna, complice anche un’annata che si sta verificando eccezionale per i bianchi della Cote de Beaune.

Se ne avete bevuto qualcuno, ditemi che ne pensate. Io intanto sistemo altre note perché le vacanze sono finite da un po’ e bisogna tenere alta la riserva idroalcolica.

Vincenzo Le Voci

12 Commenti

avatar

arnaldo

circa 2 mesi fa - Link

Bravo Vincenzo !!!!!!!

Rispondi
avatar

Vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Grazie Aldo..

Rispondi
avatar

GabrieleB.

circa 2 mesi fa - Link

Ottimo Vince!!

Rispondi
avatar

BT

circa 2 mesi fa - Link

stupendo.

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Grazie

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...meraviglioso , galattico ... PS: ... a Vincé ... mò te dai all'articolismo? L'Alcolismo 'un te basta?

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Seguo le orme del mio Mastro Francese monsieur Marc Manzolì, detto comtes de Vinogodì... scherzi a parte, ieri ho svuotato qualche bicchiere a casa tua altro che alcolismo... sto invecchiando...

Rispondi
avatar

Littlewood

circa 2 mesi fa - Link

Boh! Qui si fa carriera vedo.....

Rispondi
avatar

landmax

circa 2 mesi fa - Link

Grande Vincenzo, complimenti! Solo una domanda: lo champagne di Cedric Bouchard donde viene? Aube? Comunque bravissimo, le tue note sono sempre più precise, e sempre piacevoli da leggere. Continua.

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Grazie mille per i complimenti Max. Sì viene prodotto nell’Aube.

Rispondi
avatar

Marcolanc

circa 2 mesi fa - Link

Vincenzo, sei un grande! Un abbraccio. PS: è sempre un piacere leggerti, anche se ovviamente preferirei condividere altre bevute insieme. Ma verrà il giorno... :)

Rispondi
avatar

vincenzo

circa 2 mesi fa - Link

Grazie mille Marco.. Quando tornerai in Italia in maniera definitiva, sicuramente troveremo l’occasione per bere qualche bomba insieme. Un abbraccio

Rispondi

Commenta

Rispondi a Marcolanc or Cancella Risposta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.