Domande alle quali il marketing non sa rispondere: qual è la corretta temperatura di servizio del vino?


“Servire a temperatura ambiente” è una frase che, grazialcielo, appartiene al periodo giurassico del wine-marketing. Ve lo ricordate, vero? Erano i primi vagiti della retroetichetta intesa come strumento di comunicazione e la piccina balbettava frasette sconnesse come questa. La variante per i bianchi ancora non esisteva ma, in compenso, era tutto un magnificare, nelle note di degustazione, i “sentori di ciliegia e le note di vaniglia” che neanche una crostata appena sfornata.

Bei tempi, a riviverli oggi, quando la retro ti consigliava di abbinare il negroamaro alle specialità toscane (rigorosamente selvaggina da pelo) o il nero d’avola al gorgonzola. Il modello lo inventarono i toscani e ci volle un po’ prima che il resto d’Italia si impadronisse del lessico giusto.

Poi, per fortuna, le nostre coscienze scoprirono il km zero e l’orgoglio regionale sdoganò il ciauscolo in abbinamento al verdicchio.

Torniamo alle corrette temperature di servizio del vino: se la “temperatura ambiente” è definitivamente tramontata — merito del troppo chianti bevuto bollente sulla grigliata estiva — stentano a decollare le informazioni espresse in gradi centigradi e troppo spesso il marketing si rifugia in un comodo 18° anche per i rossi giovani che avrebbero bisogno di qualche grado in meno.

L’infografica di Snooth può aiutare nei casi disperati, anche se la Barbera a 14° mi lascia un filino perplesso. Vabbeh, consideriamola un buon punto di partenza per i newcomers e niente di più. Il lettore skillato può invece completare l’opera con info essenziali del tipo: il lambrusco va in frigo oppure no? Il Tavernello frizzante posso scordarmelo nella ghiacciaia?





5 commenti a “Domande alle quali il marketing non sa rispondere: qual è la corretta temperatura di servizio del vino?”

  1. Ganascia Ganascia commenta:

    Che domande: il tavernello frizzante va nel tubo dell’acquaio….

  2. eliacucovaz eliacucovaz commenta:

    Anche comprimere l’universo dei rosè nell’angusto spazio del dodicesimo grado celsius mi pare una insopportabile generalizzazione.

    Ah, già. Quasi dimenticavo che non è enofighetto compromettersi col rosato

  3. Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    Come dice sig. Cucovaz? Non ci compromettiamo con il rosato??
    Legga qui e s’informi :-)

    http://www.intravino.com/assaggi/abbinamenti-10-rose-di-puglia-per-la-vostra-cena-di-ferragosto/

  4. Alessandro Alessandro commenta:

    comunque mettere “mature red wines” ben 3° sopra a “Barolo” non è che lo capisca molto…..

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