Doctor Wine vs il Critico Mascherato è un match meno eccitante di Antonio Inoki contro Andrè the Giant

Doctor Wine vs il Critico Mascherato è un match meno eccitante di Antonio Inoki contro Andrè the Giant

di Giovanni Corazzol

La voce critica, quando si allontana dalle regole non scritte della critica stessa, rischia grosso; per questo è merce rara. La critica più feroce invece, quando risponde ad alcuni criteri condivisi dal pollaio, diventa accettabile. Perché? Perché una critica al sistema di cui si fa parte, quando sta nelle regole stabilite da quello stesso sistema, implicitamente ne giustifica l’esistenza contribuendo ad affermarlo, lo consolida anzi, perpetuandone l’esistenza, regalandole ancora un po’ di vita. Una critica di questo genere non nuoce, né a chi la riceve, né tantomeno a chi la fa.

In questo gioco di contrafforti involontari, in cui tanto il critico che il conformista giocano di fatto la stessa partita, si assiste di frequente a fenomeni tipici, a dinamiche oramai prevedibili: chi ha contribuito a creare un fenomeno si sente autorizzato a contestarlo passando dal ruolo di difensore a quello di contestatore. Viceversa chi ha sempre criticato il sistema, mal sopportando l’invasione di campo, rivendica la primogenitura della prima e più robusta picconata o la costanza con cui, nel merito e nel metodo, ne ha assestate fin da quando le pietre hanno memoria. Scaramucce, giochini da social media, buone per Snapchat, il nuovo arnese che cancella i messaggi dopo poche ore superando uno degli assunti fondamentali dell’internet: la Rete che non dimentica.

Daniele Cernilli il 30 gennaio sul sito di Doctor Wine pubblica un pezzo dal titolo “Stelle Scadenti”. Il pezzo si concentra sul fenomeno degli chef stellati che diventano chef-star in televisione, su chi spende 300 euro senza essere in grado di apprezzare la qualità del cibo, sul nefasto influsso che giovani menti possono subire da una distorta idea professionale della ristorazione, sull’idea militaresca del lavoro in cucina. Giusto, niente da dire, ben fatto.

Valerio M. Visentin sulla pagina del blog Mangiare a Milano che tiene su Corriere.it, il 4 febbraio scrive un post dal titolo “La crepa”. Usando il sarcasmo pungente che gli appartiene, il critico mascherato, forte della severa forma di clausura mediatica a cui si sottopone e della pluriennale battaglia contro qualunque forma di sovrapposizione tra critica enogastronomica e oggetto della critica enogastronomica, bacchetta generosamente Cernilli riconoscendo la giustezza del suddetto articolo, ma rimproverando stizzito la tarda presa di coscienza. Giusto, niente da dire, ben fatto.

E adesso? Che succede adesso? Verrebbe da dire: nulla, come sempre. Un paio di commenti ben assestati e avanti popolo. La sensazione persistente, che rimane in chi oramai riconosce queste dinamiche un po’ bolse, è quella di assistere ad un altro esercizio di autoerotica contemplazione del proprio ombelico, uno sport in cui ci si sostiene tutti a vicenda fingendo ognuno di ricoprire stancamente un ruolo oramai ripetuto troppe volte; due vecchi pugili che oramai si sono dati al Catch. Succede tutte le volte che si perde il senso della misura, quando si varcano i confini e si estende la propria capacità di giudizio pretendendo di fornire argute interpretazioni, nella migliore delle ipotesi, utili a trascorrere pomeriggi di autocompiacimento conclusi dalla bandiera bianca dell’”almeno, secondo la mia opinione”. Che poi si torna tutti a casa, si aspetta un’altra occasione per ricominciare a giocare coi soldatini facendo bum! quando spara il cannone . Divertente, basta non scambiare questa per “critica” e illudersi che fuori dal pollaio abbiano capito di che si stia parlando.

Oggi comunque siamo tutti felici per la laurea ad honorem a Massimo Bottura. Attendiamo, domani, uno che si lagnerà della sovraesposizione.

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Giovanni Corazzol

Membro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge sostiene da tempo che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza.

28 Commenti

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sergio

circa 2 settimane fa - Link

Grazie per avermi fatto leggere l'articolo di Cernilli che non conoscevo. Per il momento faccio soltanto i complimenti a Cernilli. Anzi gli applausi perché se è vero, come dice Visintin, che si poteva dirle prima, è pur vero che, nella PALUDE della CRITICA GASTRONOMICA italiana, le argomentazioni di Cernilli sono rilevanti per rinnovarla.. E' vero che Visintn ha svolto un grande ruolo in solitaria ma penso che personaggi come Cernilli abbiano un potere mediatico molto più alto e qualcosa produrrà sia pur lentamente. Grazie Cernilli.

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amedeo

circa 2 settimane fa - Link

Io invece avevo letto Cernilli (che per la precisione ha scritto un altro post dello stesso tono proprio ieri), e condivido, nella sostanza, ciò che ha scritto. Ma siccome siamo nel paese dei dietrologi e dei complotti, naturalmente ci doveva essere per forza qualcuno che facesse la critica della critica. E sennò come ti diverti? Vero caro Giovanni?

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Giovanni Corazzol

circa 2 settimane fa - Link

Non lo so.

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vinogodi

circa 2 settimane fa - Link

...sono di parte ma ... indipendente nel giudizio. Secondo me Daniele ha scritto cose sacrosante e la penso alla medesima maniera . Tra l'altro senza pretese di dietrologia , lo conosco da quasi vent'anni ...

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Giovanni Corazzol

circa 2 settimane fa - Link

Deve esserci un muscolo involontario da qualche parte che induce a vedere attacchi a Cernilli quando non ve ne sono. Ok, warning: non è una critica a Cernilli

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amedeo

circa 2 settimane fa - Link

Ah ecco dimenticavo, un altro sport italiota, lanciare il sasso e nascondere la mano.

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Giovanni Corazzol

circa 2 settimane fa - Link

Io ho un nome ed un cognome Amedeo, lei no. Sia gentile faccia lo spavaldo a volto scoperto oppure si nasconda del tutto.

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Giorgio Giorgi

circa 2 settimane fa - Link

Scusa Giovanni Corazziol, ma la tua non è un po' una risposta ormai stereotipata (e un po' isterica) per un blog? come in TV quando un ospite dice "io non l'ho interrotta, lei lasci parlare me!" Intendo dire che è insito nel mezzo su cui scrivi il dover interloquire con anonimi o alias, no? facciamocene una ragione

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Giovanni Corazzol

circa 2 settimane fa - Link

Corazzol non Corazziol, grazie

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Paolo

circa 2 settimane fa - Link

Essendo sostanzialmente corretta la spiegazione dei due "contendenti", io apprezzo la conclusione sommessa: una contemplazione del proprio ombelico che non porta da nessuna parte. Se è vero, come è vero, che l'internet non dimentica, è giusto ricordarsi di chi provò (senza successo) di fare quel passo _oltre_: il compianto Stefano Bonilli, strappato alla vita appena prima di realizzare il suo progetto "Per una nuova editoria enogastronomica". Sarebbe stato (e non fu, lui assente) probabilmente il primo passo per alzare lo sguardo dall'ombelico. Si tenne una due giorni, di tenore tutto differente da quello che era stato pensato, e il mondo dell'editoria enogastronomica ha proseguito tale-e-quale prima, nel suo percorso tutto intorno all'ombelico, tutto puntato sull'ombelico. Sic stantibus rebus, da lettori ci mettiamo comodi a leggere argute schermaglie come queste, attendendo fiduciosi la prossima puntata, la prossima contesa in punta di fioretto. Che anche di questo vive il settore, no?

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Matteo Cabras

circa 2 settimane fa - Link

Sinceramente l'articolo di Cernilli a me ha infastidito e non per il "solito" autoreferenziale richiamo al ruolo della critica (che tra le altre cose lui svolge piuttosto bene), ma per la premessa sulla presunta immoralità di pasti in ristoranti stellati per 300€. Ma come, il giorno prima incensiamo un economicissimo Dom Perignon P2 vintage o un prodotto di un vigneron indipendente come un Jacques Selosse e poi diciamo che si possono assaggiare dei piatti buonissimi anche per 20€. Perchè la cucina no e il vino si? Perchè il pubblico dei ristoranti stellati dovrebbe essere di ignoranti riccastri , mentre un accanito consumatore di grand cru di borgogna un saggio buongustaio. L'eccellenza si paga, e il mercato amplifica il gap di prezzo tra il prodotto solo buono e quello veramente fantastico. Che i critici ci aiutino a prendere meno fregature possibili ma fare la morale sui prezzi non è il loro mestiere, proprio perchè dovrebbero sapere cosa si nasconde dietro dei grandi prodotti.

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Federico

circa 2 settimane fa - Link

Niente male come commento. (Non come il mio...utilissimo!).

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Luca Venturi

circa 2 settimane fa - Link

Matteo Cabras ottimo intervento. A mio avviso, sono uno di quelli categorici sull' argomento, i fans di questo mondo, sia esso l' "alta" ristorazione o quello dei "vinoni" è fatto di vanesi e nulla più. Vorrei ricordare, però, un articolo di Cernilli a difesa delle Cantine Sociali contro gli snob della critica.

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Alessandro Morichetti

circa 2 settimane fa - Link

Concordo.

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Luca Venturi

circa 2 settimane fa - Link

Mah, la laurea all' inventore del piatto "ops, mi è caduta la crostata al limone" non mi esalta. Io la laurea ce l' ho ma non per le cagate geniali che mi sono inventato nella vita, e fidatevi, a cagate sono un genio. Non riesco nemmeno ad osannare sempre lui, il neo laureato che conclude il proprio discorso con "è bello essere patata (cit.)". A me non farebbe ridere, tantomeno riflettere, nemmeno alla sagra dei tortellini, figuriamoci in Santa Lucia a Bologna.

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sergio

circa 2 settimane fa - Link

@ Giorgio Giorgi----- Condivido. Allora si dica apertamente che chi interviene con un nickname non può fare critiche.Se applaude va benissimo ma se fischia non è tollerato. La frase di Corazzol l'ho letta spesso nei blog di argomenti diversi, anche pronunciata da altri commentatori. Ora è risaputo che, in tutto il mondo, nel web ognuno sceglie tra le due modalità. E' un modo per sminuire l'interlocutore, una classica fallacia ad personam. Se invece un commentatore è maleducato io sarei favorevole anche alla censura. Approfitto per dire che ho notato una diversa TOLLERANZA alle CRITICHE tra i vari redattori/trici del blog: è normale (e umano) che sia così. Ma applausi soltanto a chi ha la pazienza(che è forza) di...sopportarci :-)------------- @Luca Venturi. Condivido. La retorica di Bottura non mi hai convinto, la trovo stucchevole. Ma in Italia sono molti gli adoratori e gli adulatori di Bottura.

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Capex

circa 2 settimane fa - Link

Condivido su tutta la linea.

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sergio

circa 2 settimane fa - Link

Vorrei segnalarvi il post di oggi di Daniele Cernilli su un bel ristorante del Salento dove c'è il simpatico Vignadelmar. http://www.doctorwine.it/Firmato-DoctorWine/Firmato-DW/La-cucina-democratica . Cernilli prosegue senza sosta e senza farsi scalfire dalle critiche(ma tanti sono stati i consensi) il suo impegno per RINNOVARE la Critica gastronomica nazionale troppo occupata a glorificare gli stellati. Cernilli invita i critici a puntare l'attenzione verso la realtà più importante della ristorazione italiana. Spero che altri nomi importanti escano dal CONFORMISMO che affligge la nostra cultura gastronomica.

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Acino Aspro

circa 1 settimana fa - Link

quello di Cernilli è un posizionamento nel mercato della critica gastronomica. Fra l'Espresso di Vizzari, le identità di Paolo Marchi (critica ?) e i neoavanguardismi à la Meldolesi, che si fa? ci si accoda al carrozzone o si cerca una posizione fuori dal coro? strano, perché DW ospita recensioni del Dom e altri vini buoni per "[...] un ristretto numero di ricconi, spesso ignoranti, che non battono ciglio davanti a un conto di mille euro in due". un altro come Francesco Federico Ferrero che, dopo venti anni e mille cene stellate (a suo dire...) riscopre la tavola rustica di Nonna Piera.

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sergio

circa 1 settimana fa - Link

Un bel commento. Per il momento commento soltanto questa frase: "le identità di Paolo Marchi (critica ?)"----- Critica? Ma stiamo scherzando? E' un momento di "ALTA(cucina) AUTOREFERENZIALITA" in cui i protagonisti privilegiati del sistema mediatico gastronomico italiano si autocelebrano per perpetuare i privilegi.

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Acino Aspro

circa 1 settimana fa - Link

sì, quello di Marchi è un simposio di [beeep]. vizio di cui non sono immuni le nuove leve della critica (piuttosto pubblicistica) gastronomica (corsera, ilsole24ore, ... )

da bravo acinoaspro, troviamo termini decenti, grazie. oppure asteniamoci dal regolare conti che va bene lo stesso. [F.]

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Acino Aspro

circa 1 settimana fa - Link

quanto siete suscettibili. quel sostantivo è decente e non offensivo

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sergio

circa 1 settimana fa - Link

@ Acino aspro nel tuo primo commento argomenti secondo la fallacia cd "hominem tu quoque". "Il tu quoque (o anche ad hominem tu quoque) sottolinea che la persona non è congruente in quanto non fa quello che dice. Esempi:"Tu dici che dovrei smettere di bere, ma sappiamo bene che hai avuto problemi di alcool anche tu!"(dal WEB) "L'argumentum ad hominem ("argomento contro l'uomo") è una strategia della retorica con la quale ci si allontana dall'argomento della polemica contestando un'affermazione dell'interlocutore. Tale strategia retorica veniva utilizzata frequentemente nella sofistica ed è molto utilizzata anche ai giorni nostri nelle discussioni politiche e nelle polemiche giornalistiche. Le affermazioni ad hominem non appartengono necessariamente al registro degli insulti e costituiscono, in ogni caso, una delle tecniche più utilizzate in retorica"(dal web)--- Insomma per contestare Cernilli sposti il discorso sulla "presunta" contraddizione di Cernilli di trattare anche vini costosi: lo ha fatto anche M Cabras. Sulla contraddizione Cernilli nel post a cui ti riferisci, chiarisce un po'. Poi non capisco perché per essere coerente non dovrebbe parlare di vini costosi--- Tu attacchi Cernilli anche sul piano delle motivazioni e il tuo ragionamento non fa una grinza: potrebbe essere motivato da un calcolo preciso e pragmatico. Ma, ammettendo che fosse vero, questo toglie forza alle sue argomentazioni? Intanto, come dici tu, staccarsi dal CARROZZONE(la cultura dominante mainstream) non è così facile come fai credere: richiede una certa dose di coraggio, che molti non hanno perché si rischia. Molti vorrebbero dire le cose che ha detto Cernilli ma non hanno le palle per "uscire dal coro".----- Io applaudo Cernilli perché condivido da tempo quello che dice: per il contenuto di quello che dice. E spero che altri nomi che hanno una certa influenza mediatica abbiano un po' di coraggio in più per cambiare la critica gastronomica italiana, inginocchiata al tavolo degli stellati.

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Acino Aspro

circa 1 settimana fa - Link

in sunto, se Cernilli critica una certa declinazione della cucina [d'autore, ? ] perché rivolta a pochi riccastri, dovrebbe utilizzare lo stesso metro per quei vini [recensiti da DW] che rimangono appannaggio dei suddetti ricconi. quanto alla presa di coscienza, servirebbe ripartire da una tabula rasa., senza ricorrere alla chiamata alle armi del Cernilli. forse parlando e scrivendo meno dell'ossessione collettiva contemporanea: il cibo. perché anche sul fronte della cucina tradizionale si annoverano frescacce degne dei neoavanguardismo stellati.

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sergio

circa 1 settimana fa - Link

@ Acino Aspro. "forse parlando e scrivendo meno dell'ossessione collettiva contemporanea: il cibo" Condivido----
" perché anche sul fronte della cucina tradizionale si annoverano frescacce degne dei neoavanguardismo stellati" Condivido.
Questo fenomeno sta diventando rilevante ma io lo vedo collegato alla glorificazione mediatica degli stellati.---
Chiudo qui il mio intervento nel dibattito. E' stato un piacere dialogare con Acino Aspro.

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hakluyt

circa 1 giorno fa - Link

Niente da commentare a proposito dell'articolo sugli "enofighetti" ???

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Giovanni Corazzol

circa 1 giorno fa - Link

No.

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hakluyt

circa 1 giorno fa - Link

Volevo rivolgermi ai "gestori" di questo sito, non a te. Ma non sapevo come fare...

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