Distopie futuriste tra una polibibita e un carneplastico

Distopie futuriste tra una polibibita e un carneplastico

di Samantha Vitaletti

“Era alto così, era grosso così,
lo chiamavan Bombolo.
Si provò di ballar, cominciò a traballar,
fece un capitombolo”

è sabato e siamo negli anni Trenta, splende il sole e la radio propone le hit del momento. No, hit non si può dire, siamo autarchici. La radio propone i grandi successi musicali del momento e sto per incontrare le mie amiche in un quisibeve del centro, ché “bar” pure non si può dire più. Siamo tutte molto curiose di assaggiare qualche polibibita, ché pure il termine “cocktail” è fuorilegge. Qui ne fanno di ogni genere, seguendo le linee guida proposte da questi famosi Futuristi. Io scelgo un “Decisone”, polibibita ideata proprio dal Marinetti, il non plus ultra del Futurismo, composta da ¼ di vino Chinato, ¼ di Rhum, ¼ di Barolo bollente e ¼ di sugo di mandarino. Maura chiede al cameriere, gentile ma un po’ troppo impettito, un “Giostra d’alcool”, 2/4 di barbera, ¼ di cedrata, ¼ di bitter Campari. Patty si sente un po’ stanca e quindi ordina un “Rigeneratore”: si sbatte un tuorlo d’uovo in mezzo bicchiere di Asti spumante, si aggiungono tre cucchiaini di zucchero e tre noci tostate e il tutto viene servito in un bicchiere da cui spunta una banana sbucciata.

“Noi siam come le lucciole

Che brillan nelle tenebre

Schiave di un mondo brutal

Noi siamo i fior del mal.”

Mentre il grammofono ci ricorda che non siamo tutte sante, aspettando le polibibite chiacchieriamo un po’ di questa faccenda dei Futuristi e della loro influenza che ormai coinvolge non solo l’arte e la cultura ma anche la cucina e il bere. Io sono un po’ scandalizzata per la campagna contro la pastasciutta che questi signori definiscono “assurda religione gastronomica italiana”. Dicono che “la nostra pastasciutta è come la nostra retorica, che basta solo a riempirci la bocca”.

Dicono che “inghiottiti che siano, gli spaghetti infestano e pesano. E ci sentiamo subito impiombati come monete false”. Sconsigliano la pastasciutta agli uomini perché è “antivirile. In quanto lo stomaco appesantito ed ingombro non è mai favorevole all’entusiasmo fisico per la donna”. Insomma, io non sono d’accordo. Patty dice che tutto questo è per favorire il consumo dell’italianissimo riso. Maura, donna di mondo, ridacchia e recita una poesiola sentita in giro: “Marinetti dice Basta/Messa al bando sia la pasta/poi si scopre Marinetti/che divora gli spaghetti”. Eh sì, gira una fotografia: pare che il Marinetti sia stato immortalato al ristorante Biffi a Milano mentre mangia spaghetti, a riprova dell’universalità della coerenza.

Questo primo giro di polibibite è andato. Prima di passare al secondo però ci sembra saggio ordinare qualcosa da mangiare. Il traidue, che “sandwich” non si può più dire, offertoci in accompagnamento alle bevande non ci ha saziate. Il cameriere ci previene scusandosi per la momentanea assenza in carta del Carneplastico. Peccato, l’avremmo assaggiato volentieri, essendo il piatto simbolo della cucina futurista.

Il carneplastico

Il carneplastico

Le alternative, comunque, non mancano. Così Maura, che ama le verdure, ordina un “Ortocubo” (si tratta di un piatto a base di cubetti di sedano di Verona fritti e cosparsi di paprica, cubetti di carote fritti e cosparsi di rafano grattugiato, piselli lessati, cipollini d’Ivrea all’aceto cosparsi di prezzemolo tritato, barrette di fontina. La ricetta originale prevede che i cubetti non superino la dimensione di 1cm cubo). Patty chiede un “Placafame” che è fatto così: sopra una fetta di prosciutto si mette del salame crudo, dei cetrioli, olive, tonno, funghi sott’aceto, carciofini. Si uniscono le due estremità del prosciutto e si tiene chiuso con filetti di acciughe, fetta di ananas e burro.

Io sono indecisa tra “Uova Divorziate” e “Balzo d’Ascaro” ma il cameriere si scusa e dice che purtroppo la fornitura di montone non è arrivata. Allora viro su una “Zuppa Zoologica”, la cui ricetta è stata inventata addirittura da Giachino, il proprietario del Santopalato di Torino, capostipite dei ristoranti che hanno sposato la causa della cucina futurista! E arriva questa delizia: pasta a forma di animali, naturalmente impastata con farina di riso e uova e ripiena di marmellata, servita in un brodo caldo alla rosa rinforzato da gocce di acqua di Colonia, naturalmente italiana.

“Bambina innamorata/
Stanotte t’ho sognata/
Sul cuore addormentata>/
E sorridevi tu.”

Il cameriere ha cambiato musica, sicuramente questa gli pare meno sconveniente al cospetto di tre signore.

Maura nella vita fa la chimica. Ci dice che, su richiesta dei Futuristi, sta lavorando a delle pillole nutritive. Queste dovrebbero adattarsi “ad una vita sempre più aerea e veloce”. La chimica, infatti, dovrebbe apportare rapidamente al corpo le calorie necessarie mediante equivalenti nutritivi, passati gratuitamente dallo Stato. Potremo così arrivare ad ottenere un “reale ribasso del prezzo della vita e dei salari, con relativa riduzione delle ore di lavoro”.

Io e Patty la guardiamo un po’ sbigottite. “Ma come?” dice Patty “Ma i Futuristi non sono quelli del “Pranzo Perfetto” composto da quattrodici portate? Che c’entrano le pillole?” “Eh” ribatte Maura “queste sono solo idee. L’ha detto, Marinetti, sono auspici per il futuro. Dice che in attesa dell’avvento delle pillole possiamo tranquillamente continuare a godere delle delizie della cucina.”

Prima di passare al peralzarsi, ché “dessert” non si può più dire, chiediamo al cameriere di servirci un vino futurista, in linea con i nostri discorsi e col nostro pasto. Naturalmente ci versa del lambrusco, autarchica alternativa allo champagne. Addirittura, durante un aerobanchetto, pare l’abbiano servito in latte d’olio proprio per sottolinearne la natura di “carburante”.

Arriva il momento del dolce: chiediamo un “Paradosso Primaverile” (gelato alla crema guarnito di banane sbucciate tra le quali sono nascoste delle uova senza tuorlo riempite di marmellata di prugne) e due porzioni di Dischi Saporiti (disco di cioccolata guarnito di frutta a formare tre strati. Tra il primo e il secondo strato una crema di salsa di pomodoro, tra il secondo e il terzo una crema di spinaci).

“Maramao perché sei morto?/
Pane e vin non ti mancavan/
L’insalata era nell’orto/
E una casa avevi tu.”

S’è fatto tardi ed è ora di andare, sulle note di questa canzone impegnata salutiamo il guidapalato, ché Maître non si può più dire, e ci affrettiamo al cinematografo: danno “Accadde una notte” e c’è Clark Gable,  davanti a lui l’autarchia per noi può attendere.

Note:

1) Carneplastico: “Interpretazione sintetica degli orti, dei giardini e dei pascoli d’Italia. È composto di una grande polpetta cilindrica di carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte. Questo cilindro disposto verticalmente nel centro del piatto, è incoronato con uno spessore di miele e sostenuto alla base da un anello di salsiccia, che poggia su tre sfere dorate di carne di pollo.

2) Maura e Patty sono veramente due carissime amiche. Nessuna di loro è stata gastronomicamente maltrattata per la redazione di questo post.

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Samantha Vitaletti

Nascere a Jesi è nascere a un bivio: fioretto o verdicchio? Sport è salute, per questo, con sacrifici e fatica, coltiva da anni le discipline dello stappo carpiato e del sollevamento magnum. Indecisa fra Borgogna e Champagne, dovesse portare una sola bottiglia sull'isola deserta, azzarderebbe un blend. Nel tempo libero colleziona multe, legge sudamericani e fa volontariato in una comunità di recupero per astemi-vegani. Infrange quotidianamente l'articolo del codice penale sulla modica quantità: di carbonara.

4 Commenti

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marcow

circa 1 mese fa - Link

Marinetti... la PASTA...e la (in)COERENZA _______ Dall'articolo: "Dicono(i FUTURISTI) che “la nostra pastasciutta è come la nostra RETORICA , che basta solo a riempirci la bocca”. "Marinetti dice Basta/Messa al bando sia la pasta/poi si scopre Marinetti/che divora gli spaghetti”. Eh sì, gira una fotografia: pare che il Marinetti sia stato immortalato al ristorante Biffi a Milano mentre mangia spaghetti, a riprova dell’universalità della COERENZA" (Dall'articolo) ____ INCOERENZA che vedo ancora molto diffusa nel discorso contemporaneo sul cibo in Italia. Ma ne parliamo in altri momenti. _____ Ho apprezzato molto questo articolo di Samantha Vitaletti. E non capisco perché non ha ricevuto nessun commento. __ Eppure c'è ironia. __ Sottile, non vistosa, elegante, non sguaiata, non grossolana. E gli amanti... dell'ironia... sono spariti. Forse...non l'hanno capita.

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Massimiliano

circa 1 mese fa - Link

Una bella ventata d'aria fresca questo post, complimenti Samantha.

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Samantha

circa 1 mese fa - Link

Grazie davvero, Massimiliano.

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Samantha

circa 1 mese fa - Link

Eh sì, ce ne sarebbero di discorsi da approfondire sull’argomento! Grazie di cuore!

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