Differenze tra un vinofilo di quelli seri e un umano normale, durante una degustazione profèscional

Differenze tra un vinofilo di quelli seri e un umano normale, durante una degustazione profèscional

di Redazione

Francesco Bucci non racconta nulla di sé ma ci piace la sua scrittura. Questo è il debutto, sapete, quella cosa “abbiamo ricevuto e ci siamo detti, oh ma guarda questo, perché no”.

Finalmente convinco Ettore a partecipare ad una degustazione guidata. Il mio obiettivo è quello di stimolarlo a capire ciò che beve. Ettore è Il classico tracannatore seriale. Ingoia qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Qualche tempo fa ero come lui, oggi invece sono un po’ più indottrinato e come tutti quelli che vedono la luce enologica provo a salvare il prossimo dalla bevuta poco consapevole. La cosa sembra interessare più a me che loro.

Con Ettore ho provato già da tempo a cercare uno spiraglio, un varco che mi permettesse di fargli capire che il vino è molto di più del semplice liquido ingerito. Ma niente, non attacca. C’è troppa confidenza, mi manda a quel paese appena provo a chiedergli di dedicare un minimo di attenzione all’analisi organolettica.

Ho sperato così che il contesto “professionale” ed il fascino del sommelier potessero incuriosirlo. Ettore è intelligente e so che se stimolato nel modo giusto può cominciare a cambiare punto di vista. Dopo vari tentativi ha accettato il mio invito. Devo ammetterlo sono emozionato io per lui. Finalmente il giorno del battesimo con il VERO mondo del vino è arrivato.

Niente. Vedo e sento la sua insofferenza seduto su quella sedia. Ha una sorta di tic alla gamba e con fare sornione mi chiede perché ancora non sia cominciato il servizio. Io vorrei prendere appunti ma la mia mente è occupata a pensare che Ettore si stia annoiando. Forse ho fatto una cazzata a pregarlo di venire con me. Gli appare un ghigno in volto appena vengono riempiti i calici, così mi rilasso un pochino. Lui è eccitato perché sa che alcune di quelle etichette costano parecchi soldi, ma allo stesso tempo è anche deluso perché non è esattamente il quantitativo che si sarebbe versato se avesse avuto la possibilità di avere lui la bottiglia tra le mani. Gli spiego che per capire il vino non serve berne una mezza litrata ma lui su questo punto non è molto d’accordo.

Devo dire che è diligente, il ragazzo si applica: annusa quando annusa il sommelier, rotea il bicchiere quando lo fanno gli altri. Visto dal di fuori si mimetizza bene nel branco.  Alla serie di commenti tecnici detti dal degustatore come finale armonico / tannino nobile / palato ampio / si accavallano i suoi : Bono / ammazza questo è bono bono / ma un altro po’ pare brutto chiedelo? 

Vengo distratto continuamente, non mi sto godendo per niente gli assaggi. Lui invece sembra sempre più coinvolto e l’euforia massima viene raggiunta quando, proprio come dice il sommelier, riesce a distinguere l’odore di speziatura all’interno del calice.

Ora è lui che si preoccupa per me, mi domanda perché io non finisca tutto quello che ho nei calici, se forse qualcosa non sia di mio gradimento. Vedo nei suoi occhi il desiderio di chiedermi se può bersi anche i miei resti, ma per fortuna lui non chiede ed io non propongo.

Finiamo la serata, sono distrutto. Ho scritto 3 righe di appunti e non ricordo le sensazioni dei vini assaggiati. Lui è su di giri, mi prega di ordinare subito, via internet, le etichette provate altrimenti il giorno dopo rischierebbe di non ricordarsele.

Mi chiede quando bisseremo l’esperienza e la cosa mi prende quasi alla sprovvista. Farfuglio che in questo momento non ci sono molte  degustazioni in giro perché si sta andando verso l’estate. Mento clamorosamente ma lui non se ne accorge. Allora rilancia: vabbè ma sabato sera porchetta e romanella ai castelli come la vedi? La cosa mi tranquillizza, vuol dire che non molto è cambiato…

4 Commenti

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vinogodi

circa 7 mesi fa - Link

...più che un racconto, sembra uno spaccato di vita quotidiana . Episodi che succedono assai di frequente e normali se contestualizzati alla passione di nicchia . Mi è successo di recente fra appassionati informatici (io ero l'informatico - depresso) e di motori ( dove si parlava di iniezioni e cambi automatici come io normalmente parlo di Barolo e Borgogna) ... l'evangelizzazione è una guerra persa in partenza, dove non scatta la scintilla dell'approfondimento...

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Giovanni

circa 7 mesi fa - Link

Molto molto divertente, e reale! Bello.

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sergio

circa 7 mesi fa - Link

Tra la degustazione egemone, quella analitica, e quella alla Ettore ci sono altre varianti. Tra queste ultime quella del prof. Perullo, ormai dimenticato in questo blog. Perullo proponeva il superamento della degustazione analitica senza sfociare in quellla alla Ettore. Il quale continuerà a essere preso in giro come da anni si fa con i bevitori di tavernello. Se gli togli la degustazione analitica ad alcuni gli togli il potere.

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Fiorenzo Sartore

circa 7 mesi fa - Link

Beh, insomma, dimenticato...

Una presentazione:
http://www.intravino.com/grande-notizia/quasi-un-manifesto-parlare-di-vino-o-parlare-col-vino/

Un paio di recensioni al libro:
http://www.intravino.com/grande-notizia/epistenologia-di-nicola-perullo-un-libro-che-non-lascia-scampo/
http://www.intravino.com/grande-notizia/unaltra-recensione-a-epistenologia-lassaggiatore-e-nudo/

Poi post a margine, due a caso:
http://www.intravino.com/primo-piano/e-in-corso-una-liberazione-del-gusto-del-vino-e-noi-non-possiamo-farci-proprio-nulla-per-fortuna/
http://www.intravino.com/primo-piano/ma-voi-davvero-vi-divertite-a-parlare-tutta-la-sera-di-vino-saltando-da-una-fiera-allaltra/

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