Diario semiserio di una cameriera

Diario semiserio di una cameriera

di Federica Benazizi

Sabrina ha le unghie laccate rosa maialino. Indossa un tubino rosso smanicato, i suoi capelli biondi sono raccolti.

Sono le 17 in punto e nel giardino il sole d’agosto non vuole smettere di picchiare. Colpisce i brillantini che ha sugli occhi mettendo in risalto il suo trucco leggero e impeccabile.

Tranne per i brillantini.

Lei indossa dei guanti blu, 58 centesimi al paio e con una spugnetta verde sta pulendo il tavolo 193. Guardando come è vestita mi vengono in mente le tipe che in America (o nei film americani) insaponano le auto in bikini e tacchi a spillo.

Poi penso che tutti abbiamo delle abitudini che ci permettono di mantenere la nostra sanità mentale.

Ecco, questa dev’essere la sua.

Quando passi la maggior parte della tua vita in divisa o con la camicia nera/bianca (o di jeans!), pantaloni neri e scarpe nere il tuo guardaroba diventa incredibilmente noioso.

Certo, fra 2 ore e mezza, esattamente alle 19.30, ovvero quando arrivano i primi clienti, anche lei sarà costretta ad indossare la sua divisa. Ma prima, quando i clienti ancora non ci sono, lei indossa quello che vuole.

***

“Nel mio paese la frittata si mangia a colazione!”

“Perché tu hai già fatto colazione?”

“No.”

“Appunto.”

Cicoria ripassata, insalatina mista e frittata con le patate è il mio pranzo-colazione di oggi.

Sono le 19.05 e tutto lo staff o quasi sta mangiando perché i cinesi vengono presto.

15 minuti dopo, quando tutti sono spariti negli spogliatoi e qualcuno ancora sta prendendo il caffè, cinesi maschi e femmine aleggiano per il locale.

“ Scusi, tavolo pel cinque?”

“ Aspetti che le cerco il responsabile dell’accoglienza”

“Acqua natulale, flizzante e una coca da un litlo.”

“Guardi che apriamo alle 19.30, sono le 19.22!”

La sana anarchia di questo posto mi esalta. Oggi ho sentito un tavolo parlare di carcere, c’era una escort che pomiciava con un cliente al 136 e abbiamo venduto una quindicina bottiglie di vino della casa.

Non vi dico come si chiama ma la cosa più bella è stata raccontare a un 17enne che fa il runner che il bianco e il rosso della casa si chiamano così perché si ispirano ad una costellazione dello zodiaco.

Oppure raccontare la storia dell’est est est a un tavolo che ne aveva ordinata una bottiglia da 375ml.

“Mmm. Ma questo è più buono di quello che ci ha portato l’altra cameriera!”.

L’altra cameriera mi imbruttisce e io penso nella mia testa: “ Le storie rendono tutto più buono, anche il fottuto est est est” .

3 Commenti

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Excellence

circa 2 mesi fa - Link

in agosto diventate come la Gazzetta dello Sport con gli articoli sul calciomercato.....

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Antonio Tomacelli

circa 2 mesi fa - Link

Come darle torto? (la direzione)

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Federica

circa 2 mesi fa - Link

Non leggo la Gazzetta dello Sport (Non me ne frega una ceppa de calcio anche se ci giocavo da piccola) ->>> mi potresti spiegare cosa intendi?

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