Di cucina, bellezza e vita: il nuovo menù di Massimo Bottura

Di cucina, bellezza e vita: il nuovo menù di Massimo Bottura

di Signorina Margherita

“With A Little Help From My Friends” – Con un piccolo aiuto dei miei amici – è una canzone scritta da John Lennon e Paul McCartney per Ringo Starr. È pure il nuovo menù di Massimo Bottura.

What would you think if I sang out of tune – Cosa penseresti se cantassi stonando

Would you stand up and walk out on me? – ti alzeresti e andresti via?

Lend me your ears and I’ll sing you a song – Prestami ascolto e ti canterò una canzone

And I’ll try not to sing out of key – e cercherò di non essere stonato

Oh, I get by with a little help from my friends – Ci riesco con un piccolo aiuto dei miei amici

Mm, I get high with a little help from my friends – sto benissimo con un piccolo aiuto dai miei amici

Mm, gonna try with a little help from my friends – ci proverò con un piccolo aiuto dei miei amici

Sono le otto e mezza di un caldo martedì di agosto “siamo in ritardo” borbotto io al mio amico croccante tra i sampietrini delle strade del centro di Modena. “Sono emozionata” borbotto ancora quando mi compare dietro l’angolo l’insegna dell’Osteria Francescana.

Sono otto giorni che cerco di ricostruire e ricomporre i pezzi di quello che ti può capitare ad andare a cena da Bottura di questi tempi. Questo è il quarto file che salvo. Le parole di una giovane sorella fotografa mi hanno aiutata.

Lei mi insegna che la foto è qualcosa di molto complesso. Che dietro ad uno scatto ci possono essere giorni e notti di lavoro. Esistono le istantanee, e sono bellissime, e poi esiste la tecnica, la passione, il lavoro: foto che di istantaneo hanno solo la testa di chi li crea. Ci devi credere, te lo devi sentire dentro quel fuoco che ti fa creare qualcosa di unico.

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Ora quindi vi spiazzo. Io Margherita il menù di Bottura lì per lì l’ho messo in discussione, prima di mettere in discussione me. 

Perché? Semplice, perché non è razionale ed è diverso da tutto quello che abbiamo visto sino ad oggi.

Apro parentesi: il menù prevede 12 piatti creati dalla brigata in lock down, che spaziano in colori, gusti, odori, tecniche non solo del nostro paese; piatti che sfidano la classe e la classicità e lasciano il passo alla fantasia, alla luce, alla musica, all’inaspettato. Chiudo parentesi e mi racconto.   

Averlo messo in discussione, il menù, è l’istantanea. L’arroganza di una foto che non dice nulla. E non avevo capito proprio un bel niente.

Otto giorni che mastico e rimastico me e quei piatti perché mi sfuggiva qualcosa. Tipo una maionese impazzita.

E lui facendomi pensare per otto giorni a quella serata così rock e assordante, così fuori dagli schemi che non dimenticherò mai, probabilmente ha colpito nel segno.

Ha messo in tavola piatti nati dai giorni bui che abbiamo vissuto, piatti pieni di vita e di storie di vita. Piatti che non sono un diario di una città chiusa e che azzerano ogni sterile regola e ogni armonia.

Mancano le regole a questo Bottura che osa e ci spinge in un’Osteria dove l’arte non è solo nelle farfalle di Damien Hirst o nella moquette del designer Marcel Wanders; qui l’arte è anche in un risotto alle fragole e lambrusco che probabilmente non rimangerò mai più, nello zucchero filato del dessert, nel pane ricoperto di miele e fiocchi di sale servito come portata leccandosi le dita. Perché un pane che profuma di boulangerie Parigina e che mediamente penseresti di divorare a colazione, se ti arriva così è rock. Destabilizzante.

La serata è come entrare nella fabbrica di Willy Wonka “L’invenzione, miei signori, è per circa il 93% traspirazione, 6% di elettricità, il 4% di evaporazione, e il 2% di zucchero e buono burro”.

Siamo tutti eccezionali, forse è anche questo che ci vuole dire lo chef Bottura spaziando dalla musica ai colori, dai dumpling allo clam chowder, dal pane alle farfalle.

Alla Francescana la tradizione è un frenetico e veloce movimento, qui la tradizione crea l’avanguardia.

La musica dei Beatles accompagna tutto questo viaggio, lo incornicia e lo racconta.

Però per sederti a quel tavolo devi alzare il volume al massimo e ti devi lasciare andare ad un nuovo modo di vivere ogni singolo piatto. Non pensare al risotto come ad un comune risotto di fragole lambrusco gamberi mozzarella affumicata e pepe di Sichuan, pensa piuttosto che quello che vai a degustare è uno Strawberry fields. Ma non farti troppe domande, a certe cose non serve una risposta per forza di cose.

Se ti siedi a quel tavolo e aspetti ti arrivino i tortellini di Castelfranco Emilia ti sei già rovinato la serata perché per essere razionalmente soddisfatto devi aspettare che arrivi il piccione – che poi arriva davvero.

L’Osteria francescana è vibrante, oggi più di sempre, come l’emozione che si può avere al primo passo di un grande museo di arte contemporanea.

Noi abbiamo bisogno di allegria. Io ho voglia di allegria. Di ascoltare persone che ascolteresti per ore perché trasmettono energia pura.

Il menù non è un menù di sole 12 portate.

What would you think if I sang out of tune – Cosa penseresti se cantassi stonando

Would you stand up and walk out on me? – ti alzeresti e andresti via?

Lend me your ears and I’ll sing you a song – Prestami ascolto e ti canterò una canzone

L’Osteria Francescana – prestami ascolto.

Se ascolti ne uscirai non con un menù ma con un pezzo di vita da raccontare.

Grazie Massimo Bottura per quello che sai generare.

Grazie perché rappresenti il nostro paese in questa grande sfida che è la cucina, la bellezza e la vita di tutti gli uomini di tutti i giorni.

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19 Commenti

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Giuseppe

circa 3 mesi fa - Link

Lei personalmente, mi indichi un piatto che le stimoli l'acquolina in bocca? LA PRESENTAZIONE NON E' QUESTA! TUTTI ARTISTI DEL PENNELLO! HANNO PERSO L'AMORE E IL RISPETTO DEL CIBO.

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Pietro

circa 3 mesi fa - Link

Caro Giuseppe, ha provato il menù? Come è facile, dietro ad uno schermo, giudicare ciò che non si conosce.

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Giancarlob

circa 3 mesi fa - Link

A provarlo magari è buonissimo e mi fa passare definitivamente la voglia di andare in altri ristoranti (mia condizione dopo essere andato da Bottura alcuni anni fa), ma a vederli mi trovo d' accordo con Giuseppe: non mi fanno scattare la voglia di assaggiarli.

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Pietro

circa 3 mesi fa - Link

Sarà.. il diritto di critica anche da parte degli "ignoranti" (nel senso che ignorano ciò che criticano, non avendolo assaggiato) lo posso anche condividere, ma almeno si usasse un po' di misura. A cosa vale, urlare: HANNO PERSO L’AMORE E IL RISPETTO DEL CIBO come fa nella sua chiosa il sig. Giuseppe? Conoscesse meglio ciò di cui parla, saprebbe che nei 12 piatt di questo fantastico menù, Bottura ed i suoi collaboratori hanno messo tonnellate di rispetto, per le materie prime, per la tradizione modenese e per quelle dei vari amici stranieri, creando dei piatti che, oltre ad essere presentati in modo artistico sono, a mio parere per carità, decisamente quasi tutti eccellenti. Di sicuro, tutti sorprendenti. Un po' di rispetto per il gran lavoro e la creatività che sono dietro queste creazioni denoterebbe maggior equilibrio.

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Marianna

circa 3 mesi fa - Link

Io questo menù l’ho provato: prima di tutto è squisito. Sorprendente, irriverente, geniale ma, soprattutto, squisito.

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Gianluca

circa 3 mesi fa - Link

Giuseppe se lo lasci dire...... Lo provi e prima di scrivere, si ricordi che se l'Italia avesse più Bottura e Brigata .... sarebbe davvero un paese migliore..... Forza Massimo, Lara, Beppe e tutta la brigata... Io tifo sempre per voi!! ❤️

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Monterosso

circa 3 mesi fa - Link

Signorina, quanta retorica inutile e pomposa. Scriva d'altro, anzi non scriva proprio.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

"Non scriva proprio direi di no", ma recensioni su ristoranti ce le può anche risparmiare che ne è piena la rete, soprattutto di posti iper noti come l'Osteria Francescana e il Clandestino.

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

Personalmente preferisco la versione che Joe Cocker ha interpretato a Woodstock...

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Nelle Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

Sono d'accordo sulla scelta di Joe Cocker come interprete - anche la sua comparsata nel film Across the universe è notevole - invece dell'originale cantata da Ringo come servisse un pesce bollito. Sul post non mi pronuncio, lo farò dopo aver cenato all'Osteria Francescana, cioè mai.

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

DuCognomi una di noi...

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Paolo A.

circa 3 mesi fa - Link

Qualche parola un po' più concreta sui piatti sarebbe stata gradita.

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Ale

circa 3 mesi fa - Link

È tutta elucubrazioni ed esaltazione mentale, perché, nel concreto, del contenuto dei piatti quasi non parla.

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Claudio

circa 3 mesi fa - Link

Il risotto fiacco come le terminali del mio corpo e ivini ridicoli

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Esprimo delle opinioni su alcuni punti del dibattito. 1 Non si può esprimere un'opinione sul ristorante recensito... se non dopo aver mangiato. Si legge spesso quest'affermazione nelle migliaia di dibatti sparsi nel web... ma, attenzione, soltanto se l'opinione è negativa. Se un commento è positivo, anche se non si è pranzato, nessuno si alza e dice: "Ma cosa dici, non puoi parlare perché... non hai assaggiato, degustato i piatti del ristorante recensito". Chiarisco meglio. Certamente l'opinione di chi non ha mangiato deve avere dei limiti ma, attenzione, se una recensione(qualunque sia l'oggetto) è completa, se una recensione è ben scritta... non può non stimolare nel lettore delle riflessioni,dei pensieri... delle opinioni. Altrimenti, signori, ditemi a che serve una RECENSIONE. È forse uno spot pubblicitario per spingere i lettori ad andare a vedere un film, a leggere un libro, ad andare a pranzare al ristorante recensito ecc...? Questo lo fa la Comunicazione Commerciale. La recensione è, prima di tutto, al servizio del cliente.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

2 E vengo al secondo punto,collegato al primo, che è stato accennato nel dibattito. Una recensione deve contenere innanzitutto INFORMAZIONI UTILI al lettore. E poi, anche, una VALUTAZIONE. In generale c'è una carenza di informazioni utili nelle recensioni della critica enogastronomica italiana. Questo è evidente ancor di più quando si recensisce la cucina stellata, la cd. cucina creativa. C'è creatività nei piatti? Degli stellati? Chi recensisce lo deve far capire ai lettori. Purtroppo c'è, invece, specialmente al tavolo degli stellati, una quantità eccessiva di elogi, di superlativi, di iperboli, di retorica... poiché lo scopo principale non è quello di fornire informazioni utili al lettore... ma quello di ESALTARE il SEMI-DIO della cucina stellata. Che va ADORATO. Come i santi di una volta. (I ristoranti sono le nuove cattedrali, ormai sempre più vuote) E i critici i nuovi predicatori, i nuovi sacerdoti delle messe cantate... sul WEB) E verso il quale(Lo CHEF STELLATO MEDIATICO) è una bestemmia concepire nella mente anche soltanto... un piccolo pensiero critico.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Qui è ancora più grave la cosa perché dei piatti in sé non si parla quasi nemmeno, non c'è l'elogio degli stessi, ma solo dell'esperienza complessiva. È una finta critica, sembra più un post di instagram giocato su qualche frase emozionale e sulle foto. Poi siamo su un sito di vino, che senso ha pubblicare una cosa del genere dove di vino neanche si parla? Almeno su altri post simili cosa si beveva e si abbinava si diceva. Speriamo sia l'ultimo di sto genere, che li dirottino su Dissapore o siti simili.

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Greta

circa 3 mesi fa - Link

Io questo menù l'ho provato ed è una bomba. Il Massimo in tutti i sensi.

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Roberto

circa 2 mesi fa - Link

Mm, a me è piaciuta questa recensione, non dei piatti ma del sapore della serata, grazie! l'unica cosa che mi lascia perplesso è questa traduzione: "Mm, I get high with a little help from my friends – sto benissimo (?) con un piccolo aiuto dai miei amici" ...e vorrei provare tutto ciò...

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