Daniele Cernilli smentisce tutto

di Massimo Bernardi

Jancis Robinson e Daniele CernilliCi sei andato pesante, eh Daniele. Se decidessi di iscrivermi al campionato delle querele tra i tuoi insulti potrei addirittura scegliere. Vediamo: 1) “A Massimo Bernardi di fare informazione evidentemente non gliene frega niente“. 2) “I fatti sono questi, a Bernardi e a qualche sciacallo anonimo potranno non interessare, ma devo dire che del loro parere francamente me ne infischio“. 3) “Bernardi, scrivi falsità“. Ma ho smesso di ragionare con i muscoli al primo cazzotto ricevuto da bambino. Da allora tengo il testosterone sotto controllo. Chiedo scusa ai lettori che non stanno capendo granché e passo alla nuda cronaca. Dunque, negli ultimi giorni, il direttore del Gambero Rosso, Daniele Cernilli, ha lasciato uno stock di commenti avvelenati su Intravino. Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Sette. Otto. Nove. Dieci. Perché tanto ardore, cosa voleva dirci?

Voleva precisare alcune cose sul Roadshow, l’evento promozionale organizzato dal Gambero Rosso per far conoscere il vino italiano nel modo. L’argomento è logoro tanto se n’è parlato. Non ci torno sopra, chi lo desidera può farsi un’opinione leggendo qui (Vie del Gusto),  qui (Wine Surf), qui (Dissapore), e qui la puntualizzazione di Cernilli.

Ma soprattutto voleva dirci che non è stato lui a passare le anticipazioni sui premi speciali della guida Vini d’Italia 2010 del Gambero Rosso al sito WineNews. L’ha fatto anche con Jancis Robinson e la smentita è stata pubblicata. Jancis Robinson è la giornalista del quotidiano britannico Financial Times che lo aveva accusato di accordi sottobanco per promuovere la nuova edizione della guida. “Solo il direttore” c’era scritto nel suo sito, “è in grado di passare notizie precise sui premi in arrivo”. Cosa ha ottenuto Cernilli da Jancis Robinson? Questa aggiunta: “Daniele Cernilli smentisce tutto”.

Okay Daniele, facciamo anche noi lo stesso: “Daniele Cernilli smentisce tutto”. Anzi noi facciamo di più, lo scriviamo anche nel titolo di questo post.

Rimane da capire come mai WineNews sapesse con precisione assoluta i premi speciali assegnati dalla guida. Si può smentire certo, ma uno poi dovrebbe dare delle risposte. A meno di non volersi giustificare come hanno fatto quelli di Wine News, incolpevoli perché “abbiamo dato questi rumors anche in altri anni”. E’ una spiegazione questa?

Ps. Una curiosità a titolo personale. Daniele Cernilli è “un dipendente della GRH Spa, non il suo proprietario”, come scrivi qui. O si è ricomprato l’1% come hai scritto qui?

12 Commenti

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cernilli

circa 11 anni fa - Link

Sono un dipendente della GRH e mi sono ricomprato l'1%, le cose non sono in contraddizione, mi pare. Esistono molti dipendenti di Spa che comprano le azioni della propria societò, non vedo quale sia la contraddizione.

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Simone e Zeta

circa 11 anni fa - Link

Scusatemi se adopero questo spazio per alcune e dovute puntualizzazioni. Premessa: Sono stato raggiunto da una telefonata del Sig. Cernilli (furente!) per alcuni miei commenti. In questo caso visto che avevo addirittura inserito il mio cell nel post (3335239872) posso dire di non essermi nascosto troppo; tra l'altro all'interno del Forum del GR è possibile leggere l'esauriente spiegazione fornita. Dopo un ora di conversazione mi sento di fare un paio di precisazioni e di puntualizzare meglio alcune idee. 1)Ho giudicato troppo frettolosamente alcuni passaggi inerenti la normale attività di degustazione e confronto operata dal Sig Cernilli presso l'azienda per la quale lavoravo. Nella schietta telefonata di ieri, ho avuto notizia di alcuni particolari, di cui non ero a conoscenza e che cambiano radicalmente la mia visuale. Dando per scontato che il Sig Cernilli non avesse motivo di mentire (alcuni particolari di degustazione mi fanno capire che niente era inventato), spero che mi rechi uguale soddisfazione, fidandosi del mio resoconto e di quanto, i filtri che alcune persone rappresentano all'interno di un'azienda siano capaci di danni nefasti, qualora stravolgano completamnete il pensiero di qualsivoglia persona. 2) Ho meglio illustrato telefonicamente il mio pensiero sull'operato dei gionalisti all'interno di alcune aziende; ho cercato di spiegare al Sig. Cernilli quello che è il mio approccio come responsabile di un azienda verso il mondo della stampa di settore. Il gionalista/degustatore prima che essere un veicolo pubblicitario deve rappresentare lo specchio aziendale per giungere ad una via di qualità. Non vado alla ricerca di un premio come se fosse un cavallo vincente, ma ho necessità che quei quattro/cinque degustatori italiani di rispetto e con una visuale ad ampio raggio aiutino a far "crescere" la mia azienda attraverso una "consulenza" di carattere tecnico senza sconti . I tre bicchieri sono un grande risultato se il vino arriva a valere quei tre bicchieri, ma se diventano una chimera, per la quale tento di autopromuovermi allontanando il mio pensiero dal prodotto non arriverò mai a niente. 3) La spiegazione fornitami, riguardo al rapporto tra il GRH e la moglie del Sig Cernilli, è esauriente se consideriamo i numeri. Mi viene detto che solamente 2 delle 50 aziende che collaborano con il gruppo Thompson hanno ottenuto il max premio. Il 4 per cento. In effetti la percentuale è troppo bassa per pensare ad automatismi Thompos/tre Bicchieri. Mi sovviene una domanda cattivella, ma la tengo per me visto che è opera della stanchezza, e di una vendemmia che non finisce mai.. Restiamo concentrati sull'argomento: Ho obbiettato al Sig Cernilli che non tutti hanno la fortuna di essere chiamati da Lui in persona e di venir a conoscenza della trasparenza di tutte le operazioni, per l'immaginario collettivo, e per il libero pensiero anche le due aziende di cui sopra possono rappresentare una prova di conflitto di interessi, seppur assolutamente non giudicabile per vie legali, anzi il contrario, a prova di bomba. Tuttavia ho augurato al direttore del GRH di trovare un idea per la quale tutto possa essere trasparente, ma ancor più importante davanti agli occhi di tutti. Se i partecipanti al GR Roadshow fossero citati all'interno della guida (visto che la famiglia è la stessa) si noterebbe subito che non è un viatico per l'ambito Grall. Sono troppo al di dentro del mondo del vino per non ambire a qualcosa di meglio da parte delle guide; parlo di qualche banale filtro per entrare nell'Olimpo dei vini..tipo vigneti di almeno 10 anni di produzione. Cambierebbe il panorama vinicolo? Grazie

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vignereimanonposso

circa 11 anni fa - Link

paradossale. come è vero che troppe persone giudicano senza sapere, è altrettanto vero che la capacità argomentativa di un indubbio professionista come Cernilli possa far cambiare idea troppo velocemente. QUesta è la riprova di ciò che penso da sempre: che ciascuno dovrebbe fare al meglio solo il proprio mestiere

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cernilli

circa 11 anni fa - Link

Io racconto fatti precisi, che sono in grado di provare in ogni momento e davanti a chiunque con delle documentazioni. Altro che capacità argomentativa.

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Simone e Zeta

circa 11 anni fa - Link

@ VmnP, ho usato un tono pacato senza cambiare di una virgola quello che è il mio pensiero sul rapporto vino/stampa. Dovevo al Sig Cernilli una precisazione su una mia uscita, apparsa su questo blog, inerente ad alcune frasi o giudizi da lui mai detti. Con me ha asserito l'esatto contrario di quello che mi veniva riportato. Se devo fare un appunto al direttore è quello di un lieve eccesso di "galanteria istituzionale".

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Bacco

circa 11 anni fa - Link

che tristezza..tutti a menar querele...evidentemente il vino è inacidito...

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cernilli

circa 11 anni fa - Link

Allora Bernardi, c'è una fuga di notizie, magari c'è qualcuno che riesce ad avere accesso ad un nostro data base, mica siamo la CIA, oppure Regoli ha fatto parlare qualche collaboratore o qualche interno che conosceva le cose. I premi sono dati collegialmente, c'erano almeno una quindicina di persone che li conoscevano, ma che vuol dire che "solo il direttore può conoscere certe cose"? Ci sono rapporti di profonda conoscenza fra Regoli e molti dei nostri collaboratori, alcuni dei quali sono addirittura in comune. La fuga di notizie è un danno per noi, non un vantaggio, visto che si parla della guida quando la stessa non è reperibile in libreria. Quindi quale sarebbe il vantaggio concreto che ne avremmo tratto? Far parlare di un libro che ancora non si può acquistare? Bruciando una notizia? Oppure il vantaggio è solo di Wine News che dà un'anticipazione ed incrementa i contatti? Il collaboratore della Robinson ha scritto delle sciocchezze ed ha dato una notizia falsa, alla faccia dell'obiettività britannica. Voi l'avete ripresa dandogli grande spazio, ed ora pubblicate la mia smentita con altrettanto spazio. Punto.

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vinifero

circa 11 anni fa - Link

Mi sembra francamente che Cernilli sia in confusione profonda. Forse non ne ha tutti i torti se guardiamo i dati da poco pubblicati del bilancio 2008 della sua (si fa per dire) azienda Non belle notizie. Le perdite di esercizio, sommando l’attività della azienda principale e quella che si occupa di televisione, è risultata essere di € 3.088.472 contro una perdita dell’anno precedente di € 3.073.599, questo senza contare che la società gestrice della città del gusto di Napoli (di cui il Gambero possiede il 50%) ha perso nel 2008 € 345.445. Insomma, sempre senza contare la città del gusto di Napoli, le perdite accumulate dal gruppo dal 2005 al 2008 assommano ad un totale di 16,312 milioni di euro, una media di poco più di 4 milioni l’anno. Complimenti grande Cernilli!!!! Sembrerebbe evidente che la nuova proprietà, ancora gelosamente nascosta dietro una fiduciaria che possiede il 97,5% dell’azienda, non sia ancora riuscita a trovare il bandolo della matassa, bandolo difficile da trovare anche perché nel frattempo l’indebitamento del gruppo è salito dai 18,842 milioni del 2007 ai 20,770 milioni del 2008. Intanto però nel 2008 la nuova proprietà ha dovuto mettere di nuovo mano al portafoglio per far fronte alle perdite. Lo ha fatto deliberando un aumento di capitale di 6 milioni ma versandone solo 1,5. Non ci sono notizie sull’andamento della gestione del 2009 e non si sa quindi se la nuova misteriosa proprietà ha dovuto provvedere a versare quanto manca dell’aumento di capitale deliberato l’anno prima. Sono in molti, io compreso, ad augurarsi che i nuovi misteriosi proprietari, con i nuovi manager da loro nominati, siano capaci di raddrizzare i conti nell’anno in corso, a dispetto della crisi che sta duramente colpendo tutto il mondo dell’editoria. Altri invece si chiedono, non senza una qualche buona ragione, chi possa avere interesse a proseguire in una impresa il cui risanamento appare davvero molto, molto complicato. La risposta a questa domanda implicherebbe dare anche risposta al mistero che copre i veri proprietari dell’azienda. Forse, per questo, nessuna delle due arriverà mai. E forse anche per questo Cernilli continuerà ad agitarsi senza costrutto.

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cernilli

circa 11 anni fa - Link

Veda, signor vinifero, dovrebbe girare i suoi complimenti a chi ha gestito la società fino al 2007. Io non ero neanche in cda e non avevo quote della GRH, perciò non c'entro nulla nella gestione. Se però avesse la bontà di guardare ai bilanci precedenti, vedrebbe che la situazione era decisamente peggiore, e che nel bilancio del 2009 le cose sono decisamente migliorate. La proprietà non è occulta, è dichiarata. Il 97,5% delle quote sono di una società di Paolo Cuccia, il resto è diviso fra Luigi Salerno e me, che abbiamo attualmente l'1% e Giancarlo Perrotta che ha lo 0,5%. Da considerare che le perdite sono state sempre ripianate, perciò non è corretto parlare di un indebitamento di 20 milioni di euro.

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vinifero

circa 11 anni fa - Link

Caro Cernilli, mi spiace davvero leggere la sua risposta che contiene ovvie falsità tutte facilmente comprovate da documenti pubblici. Il 75% della azienda di cui lei ha l’1% è posseduto dalla società COMPAGNA FIDUCIARIA S:P:A:. Questo l’elenco dei soci proprietari come risulta dal certificato della camera di commercio: ALDRIGHETTI ANGLO GIOVANNI MARIA 35% amministratore delegato ALDRIGHETTI ALBERTO 35% ITALMOBILIARIE SOCIETA’ PER AZIONI 16,7% FALK S.P.A. 13,33 Il nome di Paolo Cuccia non compare fra quello dei soci proprietari ed è quindi assolutamente improprio e scorretto affermare, come fa lei, che il 97,5% delle quote sono di una società di Paolo Cuccia. Continuare a mentire su questo punto non aiuta nessuno e alimenta il ragionevole dubbio su i motivi che consigliano di nascondere dietro una fiduciaria i veri padroni del Gambero Rosso. Spero inoltre che lei avrà la bontà, adesso che è socio proprietario di una società, di farsi indicare da qualcuno gli elementi basilari di analisi di un bilancio così da evitare affermazioni risibili e magari capire anche meglio in che situazione si trova la società di cui possiede l’1,5%. Scoprirebbe così che ricoprire le perdite non vuol dire ridurre i debiti. Lo dimostra il bilancio del 2008 quando un aumento del capitale sociale, reso necessario dalle perdite generate nel periodo e versato per soli 1,5 milioni su 6 deliberati, non ha per nulla diminuito il debito complessivo che è anzi salito da 18,8 milioni a 20,7 milioni di euro. Questo indebitamento è chiaramente indicato nello stato patrimoniale della sua società ed è quindi perfettamente corretto, anzi doveroso, definirlo a questo livello. Se trova, come spero, qualcuno che le spieghi come funziona lo stato patrimoniale nel bilancio di una società di capitali veda anche di farsi illustrare lo stato patrimoniale della società che gestisce la città del gusto di Napoli e di cui la sua società possiede il 50%. E’ uno straordinario e inquietante esempio di finanza creativa.

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Vincenzo Geminiani

circa 10 anni fa - Link

Uafgh!

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