Cose di cui cui nessuno parla mai esplicitamente in pubblico: la sbronza

Cose di cui cui nessuno parla mai esplicitamente in pubblico: la sbronza

di Alessandro Morichetti

Sesso anale e vagina, masturbazione, idee politicamente scorrette, uso di droghe che sono legali in paesi pragmatici e quelle invece da combattere sempre: la lista degli argomenti poco dibattuti in pubblico è lunga e nel vino ha un convitato di pietra ineludibile: la sbronza. Il vino, come la birra, i distillati e ogni altro liquido adatto a far godere oltre nutrire, contiene alcol – che fa unanimemente male all’organismo più di solfiti, enzimi, acido tartarico e compagnia – e l’alcol è una sostanza psicotropa, cioè annebbia, insomma ubriaca.
Se cercate un etimo scientifico in quanto scritto avete problemi a prescindere dall’alcol.
Insomma l’alcol ubriaca, ubriacarsi è socialmente poco accettato, o meglio stigmatizzato in pubblico nonché abbondantemente praticato in privato, anzi appositamente ricercato talvolta.

Non si conta una sbronza uguale all’altra perché, come il terroir, oltre all’alcol contenuto nella bottiglia contano contesto, stato d’animo, compagnia, ora della giornata, abitudine e resistenza, tutti fattori centrale per un’analisi completa.

E siccome non sono un blogger codardo, dopo quasi otto anni che ci conosciamo è giunta l’ora che vi parli della mia sbronza, di come e quando capita, della mia tipologia preferita nonché di quelle da evitare assolutamente.

Le prime sbronze risalgono alle cene in motorino a qualche chilometro da casa, diciamo a Porto Potenza Picena d’estate coi compagni del liceo scientifico. Taniche di frizzantino in meravigliose cene di formazione stile all you can eat e balli sul mare a seguire. Bevute potenti, per nulla raffinate, molto conviviali: insomma non s’è mai scopato per quanto mi riguarda ma tanto divertimento.

Poi si cresce e arriva l’Università, quindi il primo amore: il Lambrusco delle Riunite. Leggenda narra di ritorni a casa post-lezione in Comunicazione e pintoni di Lambro low cost prosciugati prima di cena, al cospetto di compagni di casa ingegneri che non potevano credere alla potenza devastante dell’arsura. Bevute forti e casalinghe, rilassate e di nessun rischio per la collettività.

Ok, ho glissato bellamente su quella sera in gita di quinto liceo a Praga dove tra Jim Beam e altra roba…

Mi laureo bevendo Prosecco, Lambro e Moscato d’Asti, amori eterni e duraturi. Intanto, come d’incanto, avevo visto Paolo Lauciani sul Tg5 a Gusto mentre snocciolava meraviglie su un Cervaro della Sala: la scintilla. Ma torniamo al tema centrale: la sbronza.

Io sono per la sbronza controllata, non dimostrativa né depressiva. Bere mi rilassa e rende creativo, suggerisce idee altrimenti offuscate. Se più o meno buone si scopre la mattina successiva, ma intanto escono fuori. Non amo troppo la sbronza collettiva tranne in rari casi e con persone note, quindi in un contesto “familiare”. Poi ci sono le evidenti eccezioni di serate epiche con persone ignote e alcol ma sono, appunto, eccezioni. A differenza di tanti, troppi, bevitori, il vino è sicuramente un elemento socializzante ma lo è anche con la propria interiorità nascosta. Possibilmente a massimo 20 metri da divano e/o letto. Odio bere e dover guidare, se proprio devo guidare mi obbligo a non bere o faccio guidare altri. Non ho nemmeno una rete familiare a supporto quindi i miei amici sono particolarmente tolleranti, e li ringrazio molto. Dove abito io senza veicolo proprio posso anche ammazzarmi.

Diffido di chi non beve mai da solo e abbastanza profondamente. Diffido anche di chi si sbronza spesso in compagnia e straparla, senza che nessuno glielo faccia notare. Apprezzo chi beve e non si sbronza o sa camuffarlo. Stimo Lino Maga per cui una bottiglia va goduta in due, essa stessa e chi la beve. Tre è però il numero perfetto, e non serve argomentare oltre.

Un articolo non si può scrivere bevendo. Forse. Adesso però ditemi voi, perché sono curioso.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vendo vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vivo nelle Langhe. Amo tutti gli animali e qualche umano.

20 Commenti

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sergio

circa 9 mesi fa - Link

Uno degli articoli più belli mai letti su un blog.

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Ted Basmati

circa 9 mesi fa - Link

Hai iniziato a leggere blog lunedì scorso, eh?

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Marco

circa 9 mesi fa - Link

Non lapidatemi.... Non mi sono mai sbronzato pur amando alla follia il vino. Forse è dovuto al fatto che ho iniziato a bere da completo astemio che ero molto tardi... Forse al fatto che sono un bestione da quasi 100 kg.... Non so. Mi sto perdendo qualcosa?

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Alessandro Morichetti

circa 9 mesi fa - Link

Scherzi a parte, non sei l'unico e ci mancherebbe pure. In effetti è un rapporto molto personale col liquido ma non preoccuparti, c'è una speranza per tutti: io ne peso 120 :-)

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Denis Mazzucato

circa 9 mesi fa - Link

La prima sbronza è stata attorno ai 16 anni, il primo concerto fuori porta, ristorante del parco del valentino a Torino. Avevo nella band un enologo e un ubriacone (tutti con almeno 10 anni in più). Mi hanno dato un bicchiere da osteria di barbera colmo all'orlo (a stomaco vuoto). Poi mi hanno raccontato che i primi 4 o 5 pezzi sembravo il pianista dei muppets. Non ricordo quasi nulla di quella sera. Per il resto mi "ubriaco" ogni anno alla storica bagna cauda con gli stessi amici, ma semplicemente perché se mangi bagna cauda per 3 ore di fila *devi* bere 3 ore di fila. Non si scappa. L'ultima un mesetto fa è stata di Pelaverga Belcolle. Non ho mai vomitato per il troppo alcool, in genere mi fermo quando inizio a sentire quel bellissimo ottundimento dei sensi che (vero!) libera idee rimaste per troppo tempo chissà dove! Non ho mai "cercato" l'ubriacatura attiva, mi è sempre successo perché mi piaceva da morire quel che bevevo e in quei casi non sono in grado di smettere.
Ho una moglie astemia quindi la patente è al sicuro! :)
Ai ggiovani che si sbronzano troppo spesso consiglierei di bere molto meglio = spendere di più = bere meno = mentre gli altri sono coricati nell'aiuola tu hai ancora la forza di provarci con la più gnocca.
(poi smetto) ho visto una volta una puntata di una trasmissione ammerecana su un canale ammerecano che parlava di giovani. Protagonista un ragazzo che viene abbordato da una ragazza a inizio serata. Lei ci prova. Lui le dice "ci sto ma solo se lo facciamo in 3 e porti anche la tua amica gnocca". Silenzio. A fine serata arrivano le due tipe e gli dicono "ok, ci stiamo, andiamo". Lui nel frattempo si era stortato talmente tanto che non ce la faceva nemmeno a mettersi in piedi. Gli ho augurato le peggio cose. Ora smetto. Pardon.

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Cli

circa 9 mesi fa - Link

Davvero? Vuoi sapere delle mie sbronze? Tra imbarazzo e divertimento credo che accetterò. La prima sbronza a 19 anni per scommessa: Veneto (io) contro Sardegna (il mio futuro ex, produttore di vino con esperienza di bevute largamente superiore alla mia). Dalle 3 del pomeriggio alle 3 di notte abbiamo bevuto di tutto: birra, vino, grappa, rum e pera... Finisce che io riporto tutti a casa guidando tra tornanti e boschi, ma alla vista di un'insalata russa, tirata fuori per farmi crollare, non resisto e trascorro la notte in bagno. L'ho sempre considerato un 1-1 per essere riuscita a guidare a 19 anni riportando a casa tutti sani e salvi. Qualche anno dopo a Venezia al Carnevale, studentessa. Attacchi terroristici vari fanno traslocare orde di marines americani piacioni e allegrotti in Laguna. Nel goffo tentativo di un approccio amoroso, uno di loro, tra i più palestrati, finisce ubriaco a terra ed io, che proprio sobria non ero, mi ci butto sopra in un epico elbow drop che ancora tutti ricordano con grasso entusiasmo. Qualche anno dopo, davanti al Gotha del vino Toscano, portata via in ambulanza con trauma cranico e sospetto principio di coma etilico. A parte questi 3 episodi, un rispetto per il vino e per chi lo fa fuori da ogni misura e controllo.

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Federico

circa 9 mesi fa - Link

Di sbronza generica si parla? Niente superalcolici giovanili? Niente vodka alla pesca (di cui la metà dei 30/50enni associa al pensiero del vomito)? Niente Tequila e distillati vari da prezzo? Bhè, allora avevi un destino già ben segnato all'insegna del vino, diciamo che sei un predestinato. Io invece ho avuto molte infatuazioni prima di sistemarmi

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abi

circa 9 mesi fa - Link

Mi hai beccato, io non riesco neanche a bere the alla pesca, a 30 anni di distanza

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Stefano Cinelli Colombini

circa 9 mesi fa - Link

Alcuni paleo-antropologi sostengono che l'uomo ha addomesticato i cerali per avere più roba fermentabile per sbronzarsi, pensa te! Dato che è stata la sbronza a generare la civiltà, posso vantare di essere molto civile perché la mia prima l'ho presa a cinque anni succhiando il mosto con una cannuccia fatta con l'avena selvatica. E mi deve aver fatto anche parecchio bene, perché da allora ho sempre bevuto ma non mi sono più sborniato.

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Federico

circa 9 mesi fa - Link

La mia prima, a 11 anni, a forza di ciucciare il goccio in più che mettevo di proposito a ogni bottiglia che riempivo, prima di tapparla, non ha sortito lo stesso effetto. Qualche 'sana' sbornia non me la sono fatta mancare in seguito. L'ho sempre detto che prima si inizia e maggiori sono i risultati

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vinogodi

circa 9 mesi fa - Link

...quindici anni , prima e ultima . L'anno in cui ebbi accesso alla cantinetta privata del nonno appassionato . Rividi sulla scaffalatura quell'etichetta del vino che mi fece assaggiare la settimana prima "propedeutico" alla conoscenza del berealto. Mi piacque così tanto che ne aprii un'altra con un mio amico e ce la scolammo tutta , "fondo " compreso . Speravo mio nonno non se ne accorgesse neppure , ce n'erano decine vicino . Riserva Biondi Santi 1955 ... Dio che buona ....

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Paola

circa 9 mesi fa - Link

La prima sbronza a 14 anni in campo scuola di terza media, una di quelle sbronze collettive che ti ricordi e cerchi di evitare di ripetere per tutta la vita. Poi qualche sbornia da adulta, senza ricordarmi che strada avevo fatto per ritrovarmi davanti alla serranda del box di casa. Essendo sopravvissuta cerco di evitarle come la peste bubbonica, invece mi piace quella sensazione di sentirmi un po' brilla e di avere la consapevolezza dell'ultimo bicchiere: sbronza controllata tutta la vita! Bello l'articolo Ale!

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MG

circa 9 mesi fa - Link

La mia prima sbronza e' stata a 16 anni, io e i miei amici abbiamo pensato bene di comprarci una bottiglia di gin per farci il gin tonic. Io sono tornato a casa in scooter zigzagando molto ma i miei compari, che ancora oggi mi seguono nelle visite alle cantine, sono rimasti piegati tutta notte e non bevono piu' gin :D Da li purtroppo ci sono stati vari episodi, ma abitando in Polonia da qualche anno.... diciamo che qui non c'e' niente di cui vergognarsi :)

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Nelle Nuvole

circa 9 mesi fa - Link

Anticipo che mi è piaciuto lo stile di Moricchia nello scrivere questo post, qualche rutto qua e là, ma discreto.
Vorrei però che il tutto non diventasse un'ode alla sbronza. Non c'è niente di divertente o di piacevole quando si oltrepassa il limite fisico del bere perdendo il controllo del proprio corpo e delle proprie facoltà mentali.
Sbronzarsi suona meglio che ubriacarsi, ma è la stessa cosa. Ci siamo passati tutti da ragazzi e chi ne è uscito indenne adesso si fa una risata nel raccontarlo, perché è un'esperienza che non abbiamo bisogno di ripetere per sentirci fichi, rilassati e contenti. Oppure anche tristi, ma senza vomitare o crollare a terra con la testa in giostra.
Io naturalmente a suo tempo mi sono sbronzata, ho vomitato, mi sono resa ridicola e sono stata malissimo per ventiquattro ore. Non ne sono fiera, anzi mi vergogno proprio.
E poiché mi piace un po' fare il contrario degli altri, racconto non la mia prima, ma la mia ultima sbronza, capitata un paio di giorni fa in terra straniera, dopo anni e annorum che non mi succedeva.
Finita una lunga giornata di presentazione dei vini, passata assaggiando volentieri anche quelli dei miei diretti concorrenti e sputando quasi sempre, con un gruppetto di giovani produttori siamo andati a cena in un ristorante indiano. Gli altri hanno bevuto birra, io un Pinot Bianco Alsaziano dignitoso. Tre bicchieri circa, forse anche quattro.
Siamo usciti, faceva freddo, ho acceso una sigaretta chiacchierando mentre aspettavamo il taxi. Due minuti dopo sono crollata a terra, non avevo più gambe, zero. La testa c'era ma il corpo non rispondeva.
Mentre aspettavamo l'ambulanza che i miei compagni avevano insistito nel chiamare, mi sono resa conto che ormai non avevo più l'età per bere così.
Tutto poi è andato a posto, c'è un tempo per tutto, anche per le sbronze. Sperando che vada di culo quando succede, che non ci siano macchine da guidare, che non diventino violente, che ci sia un accogliente divano casalingo quando questo avviene e non un maschio testosteronico ed approfittatore della debolezza femminile, ecc. ecc.

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Giuseppe

circa 9 mesi fa - Link

16 anni giovedi` prima di Pasqua, birra con patatine e hamburgere in uno dei primi burghy milanesi e poi Amaretto di Saronno a canna dalla bottiglia nel parchetto dietro casa. Vomitato tutta la notte e stato male per 3 giorni di seguito.
Ancora adesso che sono passati oltre 30 anni basta solo l'odore dolciastro dell'Amaretto per un senso di nausea istantaneo!
Be` poco male non mi pesa affatto non averne piu` bevuto da allora, pensa se mi fossi ubriacato con grappa o whisky!

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il farmacista goloso

circa 9 mesi fa - Link

Fiera del Vino di Polpenazze del Garda, 9-10 anni. Galeotto fu il Groppello, un bicchiere, forse due? Chi può dirlo... Ma la prima ciucca non si scorda più. A scendere la via del paesello le gambe andavano per conto loro. Più grande, con qualche acquavite cattiva, gin o rum, che mi hanno allontanato per sempre dai cocktail, traditori per definizione. Mentre cognac ed armagnac non mi fanno mai desiderare un bicchiere di troppo, soddisfano appieno da subito. Ma le ciucche più pericolose si prendono con la birra, specialmente se ti mettono in mano un Maß a Monaco.

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graziano

circa 9 mesi fa - Link

Tra le varie tipologie di sbronza molto diffuse sono la sbronza triste (che prende pieghe malinconiche e nostalgiche capaci di afflosciare l'umore dell'eventuale comitiva) e la sbronza logorroica (quella per cui si attaccano delle pezze mostruose al resto della compagnia, molto simile alla sbronza molesta, con cui confina). Poi c'è la sbronza canterina, molto presente in montagna, che è una delle mie preferite: ci si sbronza e poi si intonano vecchi cori alpini a squarciagola.

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Gianluca Zucco

circa 9 mesi fa - Link

Il tuo “ditemi voi” a quanto pare ha scatenato una seduta di terapia di gruppo virtuale e collettiva, quindi eviterò i dettagli riguardanti la mia prima sbornia ancora infante per, bastian contrario, tessere una umile lode al culto vinoso, quale antidoto alla sbronza.
Sì, da quando ho finalmente imparato, anni or sono, a degustare (parolaccia!, ormai si assaggia, si prova), ho iniziato a ubriacarmi meno, e, le rare volte che l’eccezione accade (la quale accade, accade...), di solito non è vinosa bensì da cocktail, solitamente più traditori.
Per conto mio (quasi sempre, emigrante eremita...) e col vino, ormai riesco a trovare il punto giusto, quello che stimola creatività e ricettività, ma al contempo evita i danni del risveglio.
Un buon vino è l’inevitabile conferma della dicotomia fra qualità e quantità, quando bevo un buon vino preferisco serbarne il ricordo, potermelo sorbire, abbinarlo ad altre emozioni, quali musica, lettura o scrittura.
Saluti e complimenti per l’articolo.

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abi

circa 9 mesi fa - Link

Off topic ma non tanto, da parte dei ristoratori ( e delle Aziende) ci vorrebbe una proposta più ampia delle mezze bottiglie. Una bottiglia in due se vi fermano o avete un incidente anche per colpa altrui sono "tappi amari"

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Paolo Lauciani

circa 9 mesi fa - Link

Scusate se vado contro corrente ma ubbriacarsi da solo a casa è un passo molto vicino all'alcoolismo. La sbronza è uno strumento socializzante, che tutti utlizzano per tale scopo. Sbronzarsi con gin da €3.5 o con vino da 1000€ a bottiglia non ha alcuna differenza a parte la spesa . Ovviamente se vuoi bere non puoi guidare...ma questo è ovvio....

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