Cose da fare quando tutti dicono che un vino è buonissimo e tu invece pensi di no

Cose da fare quando tutti dicono che un vino è buonissimo e tu invece pensi di no

di Fiorenzo Sartore

Ma io non ci sto più, e i pazzi siete voi. La citazione da Alice di De Gregori pare quella adatta per dire come ci si sente, a volte, quando tutti intorno a voi assaggiano un vino descritto come pazzesco, e tu pensi invece “ma no, manco se mi pagano”. Perché dai, diciamocelo: non vi è mai successo? A una fiera, ad una degustazione, una sera qualsiasi nel wine bar del cuore. La folla acclama una certa etichetta e tu assaggiando lo stesso vino lo trovi orrendo al limite della respingenza.

Siccome, è noto, qui non si può scrivere di etichette reali in termini negativi, ci inventeremo un vino di fantasia, il Salto del Tombolo 2016 dell’Azienda agricola Stropiccio. Che appunto tutti, ma proprio tutti, dicono sia un capolavoro. Tu lo assaggi e ti incazzi. Che fai?

1. Ti arrendi e segui la folla
Probabilmente hanno ragione loro. Non è possibile che tutti, tutti, dicono sia buono e solo tu lo trovi ributtante – e allora ti adegui. Trovi delle scuse, dici: devo riassaggiarlo. Non è lui, sono io, sono in una giornata no, oggi mi ha telefonato il commercialista, ho Marte in opposizione, sono depresso, ho il beri beri. E come un Macron qualsiasi davanti ai gilet gialli, ti arrendi e concedi tutto.

2. Difendi il punto contro tutto e contro tutti
Parliamoci chiaro: sei un assaggiatore pro da quarant’anni. Hai partecipato a guide, giurie, degu comparate di denominazioni che non conosce nemmeno un Armando Castagno. E adesso dovresti dire che questi incolti hanno ragione? No, mai. Difendi il tuo argomento fino alla morte, maltratti chi ti contraddice (“giuro cazzo che te lo faccio bere tutto, ma tutto”) finché resti solo al bancone del wine bar e tutti ti abbandonano al tuo soliloquio.

3. Relativizzi abbestia
Aspetta – aspetta. Non esiste niente di più variabile, soggettivo e inafferrabile del concetto di gusto personale. E poi ci sono mille altre possibili sfumature di relativismo: per esempio se l’assaggio avviene in un diverso tempo, contesto. Se per te l’effetto è quello, negativissimo, è giusto manifestarlo, pure nel rispetto del parere della maggioranza, che peraltro gode dello stesso diritto relativo. Vogliamoci bene, abbracciamoci, siamo tutti fratelli.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

3 Commenti

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peppino

circa 3 mesi fa - Link

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare : sommelier e tecnici Onav freschi di patacca a tracolla , con esperienza sui vigneti e cantine pari a zero pontificare su certi vini di etichette famose sentendo profumi particolari ovunque e bocciando vini biologici con zero presenza di solforosa solo perchè sentivano altri colleghi che dicevano la stessa cosa e si adeguavano anche loro ,cioè sentivano la solforosa su vini che in base ad analisi chimiche non ne contenevano quasi niente e comunque sotto i 10 mg/L, oppure sentivano profumi e sapori Complessi in vini che erano solamente contenuti in botti marce.. Molta gente annusa l'aria , sente prima i commenti e le impressioni degli altri e , temendo di fare brutta figura, si adegua alla massa, solo perchè non ci ha capito nulla di quel vino. E quella è gente che va'in giro per degustazioni a giudicare i vini degli altri..!!!

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ALE

circa 3 mesi fa - Link

Beh certo, una delle regole più importanti di sommelleria è cercare di leggere l'etichetta di cio' che stai assaggiando prima di iniziare a parlare...:)

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motown

circa 3 mesi fa - Link

4. Davanti a loro fingi di essere d'accordo e menti spudoratamente sulle virtù del vino, poi svuoti il bicchiere nella sputacchiera del banco d'assaggio retrostante, dove non ti vedono.

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