Alcuni libri sul vino che ci sono piaciuti

Alcuni libri sul vino che ci sono piaciuti

di Redazione

Chi lo sa se è vero che d’estate si legge più che durante il resto dell’anno. L’occasione e il periodo ci sembravano però buoni per segnalare quelli che sono i libri che più ci sono piaciuti in questi mesi, letture sul vino sempre valide, che ci si trovi sotto l’ombrellone o sul divano.

Una breve lista che si affianca a quelle che abbiamo già stilato – da “Vino, un breve elenco di libri utili per iniziare a capirci qualcosa” fino a “Il vino da leggere: 7 libri per l’ora del the” e “9 libri sul vino per fare bella figura in società” – oltre alle tante recensioni che abbiamo pubblicato nel corso degli anni. Ecco qui.

1Nord Piemonte di Giorgio Fogliani

Possibilia Editore (2020)

In questi giorni in cui l’estate comincia a bussare alla porta, dopo mesi di troppa tv e bollettini medici, ho finalmente il tempo di dedicarmi ad un buon libro; grazie al regalo di un’amica ho messo le mani su Nord Piemonte, il nuovo di Giorgio Fogliani di Possibilia editore, che dopo Marsala, Cirò e il versante nord dell’Etna, ci parla di un’altra zona con del potenziale ancora ampiamente inespresso. Un libro in cui troviamo territori come Gattinara, Carema, Lessona, Ghemme, Boca e anche un pizzico di Val d’Aosta, luoghi un tempo dediti alla viticoltura, ricchi di storia, tradizioni (come il sistema di allevamento a maggiorina) e curiosità su un nord che per anni ha vissuto nell’oblio vitivinicolo, oscurato spesso da una facile quanto scontata associazione Piemonte+Vino=Langhe ma che si sta rialzando anche grazie a investimenti di cantine importanti e nuove leve, prendendosi mano mano ciò che gli spetta. Un libro per curiosi, che non si fermano certo al solo bicchiere di nebbiolo.

Simone Di Vito


2In Cina – Vino, società e costumi di Bianca Mazzinghi

Infinito Edizioni (2020)

Sono arrivata in Cina con i miei punti fermi; non troppi, certo, ma almeno due o tre certezze su cui costruire la mia vita, quelle sì; vederle messe in dubbio le ha rinforzate. Per i giovani cinesi è difficile averne, in balìa di un mondo sempre diverso, con regole e ideali in continua trasformazione e il precetto di ubbidire più che di pensare“. Del libro di Bianca Mazzinghi in lettura in questi giorni mi piace il tono, lontanissimo da chi si occupa di saggistica o di analisi geopolitica, e il contenuto: quello di una ragazza che racconta un po’ come fosse un diario di viaggio quello che ha imparato durante una lunga permanenza in Cina e nel mondo del vino cinese, se così si può definire. Il vino è infatti spesso una scusa per aprire uno squarcio su una società che sotto la guida di Xi Jinping sta vivendo cambiamenti straordinariamente repentini tra città ultra digitali e vastissime aree rurali. Iniziato subito dopo “Nella testa del Dragone” di Giada Messetti ne è stata per me la naturale prosecuzione, per uno sguardo sulla Cina di oggi anche attraverso il vino.

Jacopo Cossater


6È un vino paesaggio – Teorie e pratiche di un vignaiolo planetario in Friuli di Simonetta Lorigliola

DeriveApprodi (2017)

Il gioco dell’isola deserta e di un unico libro da portare è vecchio e risaputo ma se il libro è quello giusto e nel bagaglio riusciamo a infilarci anche una bottiglia allora la permanenza sarà più lieve. “È un vino paesaggio” è il titolo per questa estate isolata e isolante, un oggetto narrativo non identificato, dove Simonetta Lorigliola ripercorre storia e gesta dei Vignai da Duline ma il libro è tanto altro. È memoria della viticoltura friulana, è critica del paesaggio, è teoria dell’assaggio “coscientizzata” ed evoluta, è curiosità e scoperta, è una passeggiata in una vigna narrativa. Se immagino il vino come un continente inesplorato questo libro sarebbe la mappa ideale per decifrarlo e lo Schioppettino dei Vignai un valido conforto. Bonus track: è in uscita il nuovo libro della Lorigliola su un altro vignaiolo coraggioso. Quindi avrete buona compagnia sull’isola deserta.

Massimiliano Ferrari


9Prosecco way of life di Primo Franco

Cinquesensi Editore (2019)

Primo Franco riavvolge il nastro dei ricordi di una vita spesa a rendere il Prosecco quel che è nel mondo, un fenomeno planetario più amato all’estero che in Italia. Il bilancio dei 50 anni vissuti in una azienda col doppio degli anni è un libretto che scorre via piacevole, disimpegnato e non cervellotico. Chi ama il Prosecco dovrebbe leggerlo per aggiungere una dimensione al piacere, chi non ama il Prosecco dovrebbe leggerlo per capire che ha una gran bella storia. A margine, per quanto mi riguarda, chi non ama il Prosecco non capisce un ca**o.

Alessandro Morichetti


10In Vino Veritas di Pier Luigi Martelli

Capire Edizioni (2019)

La morte violenta di Ivo  nella vigna in Toscana, trascina il medico chirurgo Ridolfi in un’indagine che lo porterà all’insospettabile assassino. Nel mezzo della storia c’è l’amore per Bruna, la figlia di Ivo, l’amicizia gastronomica col commissario Capotonno ed una pagina di un mio vecchio articolo sulle tipologie di enologo che potete rileggere qui.

Bonus: il libro scorre via che è una bellezza.

Malus: le ricette del libro mettono fame: vi ritroverete fine libro con tre kg in più.

Antonio Tomacelli


3Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione di Étienne Davodeau

Porthos Edizioni (2016)

Étienne Davodeau firma la graphic novel “Gli ignoranti. Vino e libri: diario di una reciproca educazione.” È il racconto di un anno vissuto insieme all’amico Richard Leroy, vignaiolo della Loira. Il gioco è semplice: nessuno sa nulla del lavoro dell’altro. Così, mentre Richard svela al vignettista i segreti del vigneto, Etienne apre al vignaiolo il mondo del tavolo da disegno e della tipografia. Un anno passato tra stupore e meraviglia, dodici mesi di racconto per ricordarci che non c’è niente di più prezioso del momento in cui abbiamo tutto da imparare. Quando davanti abbiamo un foglio bianco, la curiosità guida e noi siamo gli studenti. O se volete, gli ignoranti.

Graziano Nani


4Vini da scoprire di Armando Castagno, Giampaolo Gravina, Fabio Rizzari

Giunti (2016)

Un posto nel mio cuore ce l’ha “Vini da scoprire” del trio Castagno/Gravina/Rizzari, perché è arrivato nel periodo in cui stavo in qualche modo cercando il “mio” linguaggio, e mi ha aperto molteplici finestre mentali. È un piccolo compendio che parla di vino proprio come vorrei fare io, e arriva dove altri approcci (e altri linguaggi) non arrivano, là dove si supera il tecnicismo spinto o il lirismo enfatico per lasciare spazio alle suggestioni, impregnate di cultura. Raccontando anche storie.

Lisa Foletti

Qui l’intervista a Marco Bolasco – direttore della Non-fiction di Giunti Editore – fatta in occasione dell’uscita.


5Un etnologo al Bistrot di Marc Augé

Raffaello Cortina Editore (2015)

Marc Augé è antropologo e filosofo di fama mondiale. Tra le altre cose ha coniato il neologismo e quindi la definizione di non-luogo. Per approssimazione (mia) uno spazio di transito, omologato e omologante, senza storia né chiara identità, che ospita in maniera temporanea individui i quali non entrano in relazione tra loro. Sale d’attesa, mezzi di trasporto, centri commerciali sono solo degli esempi. Il Bistrot può essere un luogo o un non-luogo, tutto dipende da come è nostra intenzione viverlo. La pandemia ce l’aveva quasi portato via. La lettura di questo brevissimo saggio instilla nostalgia per quei posti dove eravamo soliti andare per fare incontri, smarcarci dai ritmi forsennati, perderci nel rituale quotidiano degli scambi di parole tanto inutili quanto indispensabili; per quei teatri dove si rappresentava, senza interruzione, lo spettacolo d’arte varia della vita comune; per quei luoghi antropologici dove tra l’altro si beveva buon vino, possiamo dimenticarcene? Riappropriarci del Bistrot è un modo per ritornare ad essere autenticamente noi stessi, senza dover per forza di cose esibire un biglietto, un documento d’identità o una carta fedeltà. E bere in buona compagnia.

Nicola Cereda


11Drops of God di Tadashi Agi

Il più grande collezionista di vini del Giappone, alla sua morte, mette in palio la sua immensa e preziosissima cantina al primo che riuscirà ad indovinare in una degustazione alla cieca i 13 vini da lui scelti, le Gocce di Dio e i 12 Apostoli (scusa se è poco). I due contendenti sono il figlio, che lavora in un birrificio ma che ha un naso che se fosse un pugno sarebbe Ken Shiro, e uno dei più talentuosi sommelier del Sol Levante, spocchioso, arrogante e che prima di coricarsi la sera assaggia zolle di terra e le indovina, rigorosamente alla cieca. Scritto da Yuko e Shin Kibayashi (sotto lo pseudonimo di Tadashi Agi) e illustrato da Shu Okimoto è diventato un grande classico da 300 milioni di lettori, e si dice che ad ogni volume i vini citati andassero aruba nelle enoteche di tutto il Giappone! Non è mai stato tradotto in italiano ma è un ottimo spunto per chi volesse imparare il lessico delle degustazioni in inglese.

Denis Mazzucato


7L’uomo col cappello di Alexander Lernet-Holenia

Adelphi (1994)

Spedito a Tokaj ad acquistare vino per l’azienda di famiglia con opulente cantine sotto il berlinese Unter den Linden, il giovane Toth si accompagna ad un misterioso avventuriero squattrinato e gourmand, incontrato per caso, alla ricerca della tomba di Attila e del suo presunto tesoro, tra campagne e locande ungheresi. Il romanzesco intreccio, tra storia e mito, avventura ed amore, mistero e mistificazione, visioni spiritistiche ed atmosfere noir, si concluderà attraverso un orchestratissimo crescendo rossiniano, con un colpo di teatro su una collina di magnifici “grappoli nutriti dalla morte”.“Pochi istanti dopo che il suo sguardo era caduto sulle cose che avrebbero potuto confermare la veridicità del suo racconto, già esse non esistevano più”. Da tracannare, a grandi sorsate.

Thomas Pennazzi


8Una poesia di Guido Gozzano

Quest’estate, per evitare il solito 99%-thin-air su vite e vino è bastato poco: già fatto grazie a uno che mai vite e vino prese a tema come noi, “saputi all’arte come cortigiane”, noi che “in modi vari, con lusinghe piane, tentiamo il sogno per piacere agli altri”, noi “corrosi dalla tabe letteraria.” Ho letto “La Loggia” di Guido Gozzano, mi basta, mi piace.

Emanuele Giannone

 

 

 

I.

Noi ci vedemmo sotto cieli tetri,
vite di Cipro, al tempo che tu arricci
pochi rimasti pampini ed arsicci
sui tralci immiseriti come spetri.

Ci rivediamo che ricopri i vetri
di verde folto, allacci di viticci
e attingi coi tuoi grappoli biondicci
la loggia, in alto, più di venti metri.

Chi vede le tue prime foglie vizze,
o loggia solatia, in Vigna Colta,
come un’amica dolce ti ricorda.

Tu fosti che indulgesti alle sue bizze,
quando Centa vietava la raccolta
alla piccola mano troppo ingorda.

II.

M’è caro, loggia, poi che le tue pigne
la nuova luna di settembre invaia,
piluccare i bei chicchi a centinaia
fra le grandi compagini rossigne.

Più mi compiaccio in te che nelle vigne,
ma, poiché getto i fiocini ne l’aia,
Centa s’avvede, Centa la massaia
mi ricerca con l’iridi benigne.

“Bevesti il latte che non è mezz’ora!
Uva e latte dispandon per le membra
tossico fino! Quella gola stolta!…”

Sgridami, Centa! Sali come allora
a condurmi pel braccio via! mi sembra
che tu debba allevarmi un’altra volta…

 

5 Commenti

avatar

josè pellegrini

circa 1 mese fa - Link

Grazie, per le prose e la poesia ,

Rispondi
avatar

endamb

circa 1 mese fa - Link

'Drops of god' ('Kami no shizuku' in Giapponese, e infatti l'eroe 'positivo' è appunto Shizuku Kansaki) esiste anche in Francese: 'Les gouttes de Dieu'.

Rispondi
avatar

Denis Mazzucato

circa 1 mese fa - Link

Grazie!

Rispondi
avatar

marcow

circa 1 mese fa - Link

Ho letto, con piacere, tutte le presentazioni dei libri. In particolare mi ha colpito il ricordo e l'omaggio che Emanuele Giannone ha fatto di Guido Gozzano attraverso due sue poesie. Un poeta che non si dimentica facilmente... anche se i giorni che frequentavamo la scuola sono lontani______ Guido Gozzano ha 4 anni quando va in vacanza al mare in una località del Tirreno. A fianco abitava una cocotte che lo bacia. Guido Gozzano non dimenticherà quell'esperienza e scrisse COCOTTE, poesia celebre anche per questi versi: “Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano  essere e non sono state....”______ COCOTTE: «Piccolino, che fai solo soletto?» «Sto giocando al Diluvio Universale» "Accennai gli stromenti, le bizzarre cose che modellavo nella sabbia, ed ella si chinò come chi abbia fretta d’un bacio e fretta di ritrarre la bocca, e mi baciò di tra le sbarre come si bacia un uccellino in gabbia". (Cocotte di Guido Gozzano)

Rispondi
avatar

Davide

circa 1 mese fa - Link

L'uomo col cappello bellissimo. Non mi aspettavo un manga in lista, non sapevo nemmeno esistessero manga a tema vino!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.