di | mar 13 mar 2012 ore 16:00
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Frodi vinicole | Come falsificare un grande vino in pochi semplici passi

Il ragazzotto si chiama Angeleno Rudy Kurniawan, trentacinque anni, californiano di Arcadia (sic), considerato uno dei più noti collezionisti di vino borgognone. Era già stato beccato con le mani nella marmellata nel 2008 mentre portava, per una vendita da $603,000, 85 bottiglie del Domaine Ponsot annate 1945, 1949, 1959, 1962, 1966 e 1971. Peccato però che il Domaine avesse cominciato a produrre il Clos St. Denis solo dal 1982. Una svista, orsù, niente di grave. Solo che all’FBI fanno i maestrini con la penna rossa e così la settimana scorsa l’hanno portato al gabbio. Di questo e soprattutto dei trucchetti più in voga per contraffare bottiglie prestigiose ci parla Jessica Levine di Bloomberg Businessweek nell’articolo comparso sul sito e appositamente tradotto per voi da Google Trans…ehm dalla truppa di Intravino. Enjoy.

La scorsa settimana l’FBI ha arrestato un trentacinquenne milionario commerciante di vino, sospettato d’aver tentato di vendere vino contraffatto per un valore di 1.3 milioni di dollari. Il caso eclatante è solo l’ultimo tentativo di un tipo di frode che si è diffusa in ogni angolo del mondo del vino negli ultimi decenni, dal boom del mercato cinese ai circuiti delle aste internazionali.

Dati i prezzi che i collezionisti sono disposti a pagare per bottiglie di fascia alta – ad esempio bottiglie di Grand Cru francesi della vendemmia 1982 che hanno valutazioni tra i $ 2.000 e $ 5.000 a seconda dell’affidabilità della provenienza – la commercializzazione di vino contraffatto può essere un business assai redditizio. Aspiranti truffatori hanno solo bisogno di un po’ di know-how e qualche centinaio di dollari di costi di avviamento. Ecco una carrellata su alcune delle loro tecniche.

Scegli che tipologia di vino falsificare:
Le annate più vecchie sono più facili da falsificare. Sono bottiglie che tendono a rimanere chiuse nelle cantine, come oggetti da collezione. E anche se sono ubriachi, gli intenditori di vino intuiscono che il vino all’interno potrebbe essersi trasformato nel corso del tempo; il gusto ad un certo punto, non è un indicatore affidabile di autenticità.

I METODI:

1) Ri-etichettatura: il più semplice e forse il più crudele modo per contraffare del vino è schiaffare l’etichetta di un vino pregiato ad un altro con la bottiglia simile (la forma della bottiglia tende a variare di regione in regione). Per ingannare gli intenditori, che se ne accorgerebbero appena assaggiato il liquido fraudolento, i contraffattori più industriosi useranno una bottiglia della stessa vigna, ma di un’annata meno acclamata.

Requisiti: nuova bottiglia, etichetta originale.
Pro: relativamente semplice e poco costoso.
Contro: Uno sguardo al tappo di sughero, che porta il nome e l’annata del vino all’interno, e la festa è finita.

2) Riciclaggio: Questo metodo richiede l’utilizzo di bottiglie autentiche, correttamente etichettate, e di annate di grande pregio e quindi il travaso con vino di qualità inferiore, se non addirittura con un’ assoluta ciofeca. Il fatto che bottiglie vuote del 1982 di Chateau Lafite-Rothschild possano valere 1,500 dollari sul mercato nero può essere la prova della popolarità di questo metodo. Ritappare le bottiglie, idealmente con tappi originali, richiede una attrezzatura particolare. La capsula deve quindi essere infilata sulla sommità del tappo. Capsule per vini di qualità sono realizzate in pellicola piuttosto che in plastica, cosa che rende più facile sfilarle da una bottiglia e metterle su un’ altra.

Requisiti: bottiglia originale, tappo originale; vino in sostituzione; tappatrice.
Pro: poche prove di manomissione, aggira le contromisure (come micro-incisioni e raggi ultravioletti) che i produttori hanno iniziato a mettere sulle proprie bottiglie alla fine degli anni ’80 per combattere la contraffazione.
Contro: La prova è nel vino stesso, e un convincente sostituto può essere costoso.

3) Frode inversa: Un metodo raro ma audace. Franck Bourrières di Prooftag, una società che fornisce alle cantine sistemi di autenticazione tecnologicamente avanzati, una volta mi ha parlato di un caso recente in cui un acquirente acquistò un’autentica bottiglia di vino attraverso un noto venditore online. Al suo arrivo, l’acquirente chiese che la vendita venisse annullata perché aveva ragione di credere che la bottiglia fosse un falso. L’acquirente rispedì quindi la bottiglia contraffatta al venditore, trattenendosi la bottiglia autentica.

Requisiti: Costo di una bottiglia originale (sarà recuperata quando la bottiglia verrà restituita); bottiglia contraffatta (vedi sopra).
Pro: Se la mossa funziona, il truffatore ha fatto sparire le sue tracce.
Contro: La tecnica non è facilmente scalabile.

Il tocco magico:
Dal momento che il successo dell’inganno si basa interamente sulla qualità della sostituzione, i falsari del vino a volte prendono misure supplementari per rendere il gusto del loro liquido il più simile possibile all’originale. Questo richiede un savoir-faire inusuale e può essere costoso. Secondo un articolo pubblicato sul volume del 2006 del World Forensic Science, l’aggiunta di una spruzzata di Pomerol ad uno Château Petrus del 1960, ad esempio, può farlo somigliare al più desiderabile Pétrus 1961. I contraffattori possono anche aggiungere lo zucchero o acqua se necessario per avvicinare il gusto, ma i metodi di ricerca sono di scarsa utilità per un truffatore senza un palato educato.

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Info su Giovanni Corazzol

Membro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge sostiene da tempo che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza.
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9 commenti a Frodi vinicole | Come falsificare un grande vino in pochi semplici passi

  1. avatar Olimarox

    Post difficile da commentare adeguatamente. Quindi chiedo a Corazzol che fine ha fatto la nuova rubrica video in cui il nostro eroe (cioè lui) si faceva mimo. Dopo il lancio holliwoodiano e gli sbertucciamenti ricevuti (coro cui non mi sono unito), nisba.

    • avatar Giovanni Corazzol

      l’ufficio marketing dice che così si crea l’attesa. resista ;)

  2. Angeleno Rudy Kurniawan? E Pepito Sbazzeguti quando lo cuccano?

    • avatar exafo

      purtroppo ormai i caratteri rimangono attaccati alla pagina…

  3. avatar Armando Castagno

    Detta fuori dai denti, chi spende 1.500 dollari per una bottiglia di vino VUOTA, fosse pure quello delle nozze di Cana, se la chiama proprio e non si merita altro.

    • Forse sarebbero troppi anche per una piena…..

    • avatar quello furbo

      forse non hai colto che chi spende 1500 dollari per una bottiglia vuota di Chateau Lafite-Rothschild dell 1982 lo fa per riempirla di san crispino e rivenderla a 15.000 cucuzze.

      cmq c’era un articolo interessante sul financial times di due sabati fa circa l’enorme quantitativo di pacchi in circolazione e la sostanziale ritrosia dei truffati (che farebbero la figura dei pirla e magari sperano di rifilare il pacco a terzi) a denunciare.

  4. Pingback: Peccato che fosse falso… Il vino e il suo prezzo. | vinoestoria

  5. Pingback: Condannato Kurniawan il più grande falsario del vino | CinelliColombiniIT

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