Come si riconosce un homegrapper, qualunque cosa significhi

Allambicchi per fare la grappa in casaProdurre birra a casa propria è legale. C’è un esercito di piccoli homebrewers che tentano, con alterni successi, di produrre bionde, rosse o scure in pieno spirito autarchico. Talvolta nascono problemi, perché autolisi, infezioni e puzze varie sono dietro l’angolo. Niente, comunque, che il naso non possa riconoscere e il lavandino accogliere. Ma in Italia c’è un altro esercito silenzioso: gli homegrappers. Esercito perché sono veramente tanti. Silenzioso perché produrre grappa in casa è illegale. Lo dice un decreto ministeriale e si rischia la gabbia.

Il problema è fiscale: lo stato si preoccupa infatti di ricevere una congrua imposta dalla distillazione. Lo si capisce dal testo del decreto, “chiunque fabbrica clandestinamente alcol o bevande alcoliche è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 15 milioni di lire”.

Eppure gli homegrappers sono tanti, soprattutto al nord. Che è la patria d’elezione della grappa. Il Veneto poi è infestato da questa “tradizione”. Mi ricordo che mio suocero mi raccontava sempre che la casa dove abitava l’aveva costruita distillando (abusivamente) grappa. Ma lo faceva nascosto nella boscaglia di una valle. La proficua attività si è interrotta perché un fratello si è fatto beccare mentre lo sostituiva nei turni di distillazione. Altri tempi.

Sono poche le occasioni per incontrare un homegrapper, ma ci sono alcuni trucchi che ci possono venire in soccorso. Il primo trucco è quello di farsi invitare a pranzo o a bere il caffè da qualcuno che abita in zone di lunga tradizione vitivinicola. È molto probabile che qualche parente, se non addirittura lo stesso padrone di casa, distilli illegalmente grappa come hobby.

Il secondo è quello di frequentare manifestazioni come “Distillerie aperte”: gli homegrappers sono quelli che sequestrano il mastro distillatore e lo tempestano di domande tecniche. Il terzo è quello di bazzicare le ferramenta e le rivendite agricole. Fra bulloni e fertilizzanti è facile imbattersi in qualcuno venuto a comprarsi un alambicco, che si trova anche a prezzi modici, a partire da 150 euro. Perché distillare è illegale, ma comprare e vendere l’attrezzatura per farlo no.

Una volta identificati, evitateli. La vostra salute vi ringrazierà. Anche il gusto.

Perché la grappa è come un serpente: ha una testa e una coda. E come nel serpente è più pericolosa la testa. Se la coda infatti è più che altro un insieme di puzze varie, la testa è il concentrato di un vecchio amico del mondo enologico italiano: il metanolo. Che può portare alla cecità e anche alla morte se ingerito in grandi quantità.

Ma anche il vostro naso e il vostro palato ringrazieranno. Se la concentrazione alcolica lo permette, infatti, bene che vi vada sarete accolti da profumi come copertone bruciato, aceto, caprone e crauti e vi farete anestetizzare la bocca dalla presenza di alcol che arriva anche a superare il 60%. E se avrete avuto ancora più fortuna scoprirete che il vostro piccolo avvelenatore avrà usato come sigillante dell’alambicco un impasto di letame e cenere.

Se proprio dovete scegliervi un nuovo hobby, mettetevi a fare birra, và.





10 commenti a “Come si riconosce un homegrapper, qualunque cosa significhi”

  1. Paolo Ghislandi commenta:

    Al di là della legalita o meno, potresti rimanere piacevolmente stupito da cosa sa fare un grapparolo appassionato e competente nel cuore della notte.

    Concordo sulla pericolosità, l’illegalità e la mancanza di adeguate nozioni di chimica e fisica di molti improvvisati e di conseguenza non alimento e non spingo a farlo, nessuno.

    Le migliori grappe,d’ogni modo, ma anche altri tipi di distillati, da me degustati, provenivano da “homegrapper” ben consapevoli di quello che fanno e con attrezzature perfette, ma soprattutto che conoscono la materia.

    Ciao
    Paolo

  2. Alessandra Alessandra commenta:

    ….mmhhh…da sarda…rappresentando quindi il famoso “fil’e ferru”..vi posso dire che non è mai successo nulla ai mitici e fuori legge produttori…a parte forse di inciampare nei loro nascondigli posticci fatti appunto con il fil di ferro per ricordarsi dove nascondevano il nettare…ma a parte questo…nulla!!
    e stiamo parlando di una pratica tradizionale da tempo perpetuata..
    indi per cui….
    A.

  3. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    La grappa fatta in casa, oltre a tutto quanto già detto, porta problemi di immagine anche alla grappa legale, quella con teste e code ben tagliate.
    Una volta (e questo è aneddoto che potrebbe andar bene anche per il post precedente) mi trovai a casa di amici in una villa in Lunigiana: castagne, testaroli, panigacci e focaccette, affettati, vino e alla fine non una, ma “le” grappe.
    Ricordo la sfilata di bottiglie dalle forme e colori i più diversi e disparati, ognuna con una fascetta o pezzetto di carta incollato con scritto il nome del produttore: il nome proprio, Teucre, Giuseppe, Beppe, Giovanni, Alfideo (questo lo ricordo ancora oggi, ma ce ne erano altri strani).
    Si sa che la convivialità è sacra e,in qualche modo inevitabile, inaggirabile: ricordo che bevvi con una certa fatica tanta era la asprezza e la metallicità alcolica di quei distillati.
    Una volta sbronzo e decapitato, prima di addormentarmi pesantemente, in modo perentorio e candidamente, come il Totò che mica si chiamava Pasquale, affermai: ” Ragazzi vi devo proprio confessare che la grappa non mi piace”.
    Non mi piaceva prima, non mi è mai più piaciuta dopo.

  4. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    La verità più vera è che su Dissapore network si sta scrivendo un nuovo vocabolario enogastronomico. Proprio nel senso di raccolta di parole.
    E ne godo come un orco.

  5. Alberto Alberto commenta:

    Cari miei la grappa, come altri distillati se non e’ ben fatta e’ molto dannosa per la salute.Hanno ragione sia Cocco che Ghislandi.Il problema e’ che tanti homegrappers sono davvero esageratamente,ignari della materia, e solo perche’ fatta da loro ritengono sia salutare.Meglio una buona birra artigianale o un limoncello fatto bene.Ci guadagnerete in salute voi e gli amici che invitate. Ciao ciao.

  6. [...] antialcol finanziata dalle enoteche? O qualcosa di ancor più spinto, tipo: “Al rogo gli homegrappers”  (campagna sponsorizzata dal Ministero della Salute)? Nell’attesa, ecco alcuni [...]

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  • Alberto: Cari miei la grappa, come altri distillati se
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