Colorado: la Napa Valley della birra craft Made in USA, un Eldorado (e la marijuana libera)

Colorado: la Napa Valley della birra craft Made in USA, un Eldorado (e la marijuana libera)

di Alessandro Morichetti

Patrick J. La Viola è uno studente del Master in Cultura del vino italiano presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Questo articolo è la sua prova d’esame in Enogiornalismo e Wine Blogging.

Montagne, snowboard, biciclette, musica country e bluegrass, cibo gourmet, acqua buona, marijuana legale e birra artigianale sono le prime immagini che saltano in mente quando ripenso ai miei anni universitari in Colorado. Uno stato piuttosto sottovalutato dal punto di vista culturale fino a pochi decenni fa ma che ora si sta facendo valere sfruttando l’appetito (nostalgico) che hanno gli americani per l’immagine che il Colorado trasmette: un’America ancora pressoché incontaminata dalla grande industria monopolistica e dalla globalizzazione; una parcella ancora pulita della ‘vecchia’ America che ricorda i vecchi giorni di esplorazione coloniale di metà ‘800, completo di paesaggi naturali inviolati che sono quelli che circondano le Rocky Mountains, dalle quali nascono sorgenti e scorrono ruscelli che portano “direttamente” ai birrifici un infinita quantità di acqua che è tra le più pulite e fresche degli Stati Uniti.

Colorado

Oltre alle mistiche acque rigenerative delle sorgenti naturali attorno alle Montagne Rocciose ed oltre a condizioni climatiche favorevoli alla coltivazione di cereali e luppolo, la birra artigianale ha trovato la sua ‘Napa Valley’ nel Colorado anche grazie a condizioni sociali e legislative importanti. Il Colorado è lo stato dove cowboy e repubblicani di vecchio stampo si sono ritrovati, a partire dalla metà del secolo scorso, a convivere con una popolazione del polo opposto, immigrati da altri stati americani, liberali, conviviali, acculturati, filosofi mancati, cannaioli; gente, insomma, con una mentalità di pensiero molto aperta, sempre alla scoperta del nuovo, al consumo informato e al disprezzo della grande industria.

Mentre cowboy e repubblicani sono rimasti nelle zone un po’ più sperdute del Colorado a gestire i loro ranch e i loro campi agricoli, gli ‘immigranti’ hanno occupato le zone più attraenti del Colorado, quelle urbane montane e pedemontane. Grazie a questi ultimi, le città di Denver, insieme ad altre come Fort Collins, Boulder e Colorado Springs, sono ormai in continuo e rapidissimo sviluppo industriale, culturale, e sociale e insieme queste cresce di pari passo l’industria della birra artigianale.

Beercation: Denver, Colorado

La cultura della birra qui ha radici storiche che iniziano nel XIX secolo. Fatta eccezione per la presenza di alcune tribù native americane che consumavano bevande fermentate indigene molti anni prima dell’arrivo dei colonizzatori euro-americani, la storia della birra nel Colorado inizia intorno al 1858 con la scoperta dell’oro sulle Montagne Rocciose: quello che viene chiamato “Colorado Gold Rush”.

Nota a margine: non si tratta di una storia avvincente, eroica o colorata ma, piuttosto, legata all’imprenditoria opportunistica di individui che hanno colto le giuste occasioni partendo dalle esigenze degli abitanti nei nuovi insediamenti sul versante orientale delle montagne. In poco tempo, l’insediamento di Denver si riempì di saloon e barrooms. La prima forma di governo della città iniziò infatti in un saloon chiamato Apollo Hall nel Larimer Square, che al tempo era il centro più attivo della zona. In particolare, si vede comparire all’inizio di questa storia il nome di un immigrato polacco ventinovenne di nome Frederick Z. Salomon che colse subito l’occasione, nel 1859, di seguire i minatori. Si mise in società con un certo Joseph Doyle e insieme aprirono un negozio di provviste ad Auraria, un insediamento opposto a quella di Denver City, divisi l’uno dall’altro dalla Cherry Creek. Presto si accorsero che l’insediamento si stava sviluppando molto velocemente e che, tra Denver e Auraria, numerosi imprenditori avevano soddisfatto le esigenze dei colonizzatori con la fornitura di cibo, conserve, attrezzatura, vestiti, alloggio, svago, e un grande abbondanza di whiskey – il tutto in cambio di polvere di oro.

Mancava solo la birra. Soltanto che la birra era un prodotto ingombrante e troppo pesante da trasportare, con poco margine di profitto rispetto ai distillati. Salomon capì che bisognava aprire un birrificio in loco. Fu fondata così nel 1850 la Rocky Mountain Brewery e si iniziò la produzione a novembre dello stesso anno. Grazie alla buona riuscita del prodotto e alle recensioni positive del giornale Rocky Mountain News, il birrificio ebbe un successo immediato. Negli anni successivi crebbe fino a diventare il birrificio più grande tra Saint Luis e San Francisco e vennero aperte altre sedi negli insediamenti a sud di Denver.

Successivamente comparve sulla scena un giovane immigrato tedesco, Adolph Coors, che approdò in America come passeggero clandestino su una nave insieme ad un amico, provvisto soltanto di $3000 ed una ricetta per un Pilsner. Apri il suo birrificio nel 1873 utilizzando l’acqua delle sorgenti naturali delle Montagne Rocciose circondanti la sede dell’azienda. Le sue birre divennero presto le preferite tra gli abitanti della zona e con il passare degli anni divenne uno dei maggiori produttori di birra negli Stati Uniti rimanendo di gestione familiare fino al 2006.

Nel 1916 iniziarono nel Colorado gli anni del proibizionismo – nel 1920 si estese in tutta la nazione – e nonostante ciò, Coors riuscì a sopravvivere per tutta la durata (19 anni) producendo latte al malto. Nel frattempo, a Denver, continuò il consumo di birra nella Gahan’s Saloon, leggendario bar e poker hall per politici, poliziotti e dipendenti del municipio, che durante i dry years si trasformò nello speakeasy più popolare della città con il nome ‘Gahan’s Soft Drink Parlor’.

Nel 1978 il presidente Jimmy Carter firmò il H.R. 1337, permettendo ai cittadini americani di produrre birra nelle proprie case; legislazione che avviò la produzione di birre artigianali in birrifici e nei brewpubs di tutta la nazione. Boulder Beer Company, il primo birrificio artigianale del Colorado, fu aperto nel 1979.

Boulder Beer Company

Dopo un lento inizio, si vide una forte espansione a partire dagli anni ’90. Nel 1991 aprì le porte New Belgium (nel 2008, per Outsdide Magazine, la migliore azienda con più di 250 dipendenti in cui lavorare negli Stati Uniti), seguito da parecchi altri come Oskar Blues (2002), che per primo mise le sue birre artigianali in lattina. Oggi Denver sorpassa qualsiasi altra città americana in produzione di birra, con 15 birrifici artigianali in centro città, compresi due dei più grandi nella nazione, il Wynkoop Brewing Company (1988) e il Rock Bottom Brewery.

John Hickenlooper, fondatore della Wynkoop Brewing Company fu persino eletto sindaco di Denver nel 2006 e successivamente Governatore del Colorado. Similarmente, Pete Coors si candidò, senza successo, alla posizione di Senatore. Questi due personaggi sono testimonianza del fatto che i ‘grandi’ del settore della birra sono spesso attivi politicamente essendo figure molto influenti all’interno delle comunità del Colorado.

Nei primi anni del 2000 si vide una forte competizione tra i vari birrifici artigianali che si sfidavano tra di loro nella creazione di birre sempre più estreme. Dalla semplice elevazione del titolo alcolometrico, che arrivò in certi casi ai 10-12% o persino al 17%Vol, si passò a gusti sempre più estremi e non convenzionali, tra cui cocktail di birra, beer floats, beer-shakes e persino il Rocky Mountain Oyster Stout: una birra prodotta con l’aggiunta di 25 libre di ‘Rocky Mountain Oysters’ arrostiti – ovvero testicoli di toro.

Un birrificio artigianale è definito, negli Stati Uniti, come un produttore indipendente che produce non più di 6 milioni di barili annui. I piu’ importanti produttori di birra artigianale oggi sono Avery Brewing Co., New Belgium, Oskar Blues, Odell Brewing, Left Hand Brewing, Divide Brewing. La maggioranza della produzione avviene nel Front Range in città come Fort Collins, Boulder, Denver e Colorado Springs, ma si vedono importanti attività anche in montagna e sul pendio occidentale grazie alla presenza di Breckenridge Brewery, Aspen Brewin Company, Kannah Crekk Brewing Company (Grand Junction), Ska Brewing Company e Steamworks Brewing (Durango).

La forte cultura della birra e i grandi impegni di valorizzazione da parte dei produttori hanno dato luogo a molteplici festival della birra che ogni anno attraggono grandi quantità di turisti e appassionati dal Colorado e da tutta la nazione. Esempi principali sono il Great American Beer Festival a Denver dove si incontrano più di 400 dei maggiori produttori artigianali della nazione; il Colorado Brewers’ Festival a Fort Collins dove, da 20 anni, ogni anno a luglio si radunano più di 50 produttori del Colorado, completo di musica dal vivo e street-food; e il Brewers Rendezvous a Salida. In aggiunta, ogni estate a Fort Collins avviene il Tour de Fat, evento ideato da New Belgium e divenuto ormai tradizione locale, durante la quale gli abitanti di Fort Collins si travestono in costumi bizzarri, si muniscono di biciclette e girano il paese per una giornata intera seguendo un percorso lungo il quale ci si ferma in tutti i birrifici locali per una degustazione di birra artigianale.

Dal punto di vista legislativo-economico c’è da notare che l’avvento e il grande successo che hanno avuto i piccoli produttori di birra artigianale nel Colorado è dovuto in gran parte anche al fatto che in tutti i supermercati dello stato è vietata la vendita di birra con titolo alcolometrico superiore a 3,2% vol. Dunque la vendita di questi prodotti avviene in gran parte in negozi specializzati nella vendita di alcolici: i liquor stores. Questi ultimi, oltre ad offrire maggiore assistenza e servizio ai clienti, danno spazio alla vendita dei prodotti di birrifici con piccoli livelli di produzione che non potrebbero altrimenti rispondere alle esigenze dei grandi supermercati o fronteggiare la concorrenza di aziende di dimensioni maggiori. Ne risulta che, se fosse approvata una legge che permettesse la vendita di birra a pieno contenuto alcolico nei supermercati, l’intero settore della birra artigianale del Colorado sarebbe messo in crisi.

Nel 2015 questo settore, il quale offre 7.766 posti di lavoro in 94 città diverse, ha contribuito ad un impatto pari a $1.7 miliardi nello stato del Colorado, un numero che rappresenta una crescita del 48% di crescita rispetto al 2014. Nel 2016 era prevista l’apertura di una cinquantina di birrifici artigianali nuovi mentre metà di quelle esistenti hanno previsto una crescita pari o maggiore del 20% per l’anno successivo. Complessivamente, negli Stati Uniti le vendite di birra artigianale ammontano al 12% della produzione nazionale mentre nel Colorado ne costituiscono il 26% ($882 milioni).

Dunque la birra artigianale nel Colorado is here to stay, come si usa dire. Una bella IPA fresca non gliela toglie nessuno al tipico Coloradoan e guai a chi gli tocca la amber ale, l’abbey dubbel, il Belgian-style tripel, lo stout e soprattutto guai a chi gli toglie il piacere di gustarsi una sour beer (birra acerba).

La cultura del Colorado è ormai parte di me: capita spesso di svegliarmi non da studente appassionato di cultura del vino italiano ma da Coloradoan soggiornante all’estero, nostalgico delle sue montagne e della sua birra, ogni giorno e in ogni occasione diversa. Il Coloradoan in me suggerisce caldamente un tour di questo stato, per vivere in prima persona la cultura montanara e quella della birra, assistere ad un concerto nell’anfiteatro naturale di Red Rocks, sciare sulle piste di Aspen, Vail o Brekenridge, percorrere le piste ciclabili immerse in paesaggi naturali maestosi, gustare il meglio della gastronomia locale e magari abbinare alla birra giusta la marijuana giusta e lasciare che il Colorado doni delle esperienze indimenticabili.

Patrick J. La Viola

 

Sitografia
http://coloradobeer.org/why-colorado-is-a-breeding-ground-for-craft-beer/
http://www.denverpost.com/2016/06/17/best-beers-brewed-in-colorado/
http://www.denverpost.com/2016/09/02/colorados-craft-beer-industry-boasts-1-7-billion-impact/
http://www.denverpost.com/2015/12/22/breckenridge-brewery-sold-to-giant-anheuser-buschs-high-end/
http://coloradobeer.org/
http://www.denverpost.com/2016/04/05/10-percent-of-the-largest-u-s-craft-breweries-are-in-colorado/
https://www.brewersassociation.org/statistics/by-state/https://www.cpr.org/news/story/innocent-hops-case-colorado-s-first-craft-beer
http://www.denver.org/about-denver/denver-history/denver-beer-history/
http://www.vagabondish.com/microbreweries-denver-brief-history-colorado-beer/
http://blogs.denverpost.com/beer/2012/02/06/colorado-the-beer-state-the-history-of-beer-in-the-state-in-splashy-new-video/2314/

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vende vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vive a Barbaresco. Ama tutti gli animali e qualche umano.

3 Commenti

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Andrea R

circa 3 mesi fa - Link

Complimenti!Davvero illumunante. Next journey on the road to Denver. Una curiosità: un barile sono 117 litri giusto? Se fosse vero un birrificio può produrre e definirsi artigianale fino a 702 milioni di litri di birra annui. Che fa 7 milioni di ettolitri. In Italia un birrificio artigianale ha, se non sbaglio, il limite a 200 mila hl annui. Che sono comunque una buona quantità. Sbaglio o c'è una concezione differente?oltre che evidentemente un consumo differente? C'è un intento da parte del legislatore di far concepire al di fuori del Colorado un'idea di birra artigianale come etichetta dì qualità riconoscibile e poi avere la forza di fare export?

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Leonardo Finch

circa 3 mesi fa - Link

Articolo ben scritto e preciso nel dipingere alcuni degli aspetti più importanti, da un punto di vista "industriale", della birra artigianale USA. Ci sono alcune imprecisioni, forse chi scrive non ha dimestichezza con la materia oppure si tratta di banali problemi linguistici: una pilsner non un pilsner; se parliamo di abbey dubbel allora vale lo stesso per la tripel a anche la dubbel è belgian-style come la tripel; sour beer non è una birra acerba ma una birra acida. Un focus più attento sugli stili birrari e la loro evoluzione in Colorado avrebbe reso l'articolo più fruibile anche da un appassionato di birra o da un semplice curioso. Complimenti a Patrick e in bocca al lupo per il prosieguo degli studi.

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il farmacista goloso

circa 3 mesi fa - Link

Bravo. Ed ora, il prossimo master ti toccherà farlo con lo steinkrug in mano nella Svizzera della Franconia, a tutta birra ! https://en.wikipedia.org/wiki/Franconian_Switzerland

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