Mini-verticale con aggiunte del Corton-Charlemagne di Coche-Dury, il capolavoro, la leggenda

di Cristiana Lauro

Bambole, cambiereste una bottiglia di Corton-Charlemagne di Coche-Dury con una full immersion tra Victoria’s Secret e Louboutin, in addebito sulla Visa del vostro ex? E voi, giovani virgulti, cedereste un Meursault Les Perrieres per due Belen Rodriguez direttamente a casa vostra? Io dico di no e dico anche che Coche Dury è il più grande produttore di vini bianchi al mondo. Lui è lui, il marchese del Grillo, e gli altri… beh, lo sapete.

Quasi 8 ettari di uve bianche a Meursault, fra chardonnay e pochissimo aligoté e due ettari e mezzo vitati a pinot nero, per una produzione annua complessiva di circa 45.000 bottiglie. Coche-Dury ha molte parcelle a Meursault, quindi vari premier cru e poi Corton Charlemagne, il capolavoro, la leggenda.

Coche-Dury è caratteristico e inimitabile, elegante ma potente, marcato da  un’impronta citrica ottenuta anticipando la vendemmia che lo rende unico. Coche lo riconosco sempre, mi piace e mi emoziona. D’altra parte che in Borgogna si producano i più grandi bianchi del mondo non è certo affermazione inedita, ma dai  quarti di finale in poi il gioco si fa duro.

Qualche sera fa, ancora in vacanza, non riuscivo a prendere sonno e, siccome gli ovini non mi appassionano, ho contato, rispolverando  la memoria, un pò di Coche-Dury fra quelli che ho amato maggiormente.

Le mie annate preferite sono: ’89, ’96, ’02, ’05 e 08 e lì mi fermo, ma pare che la 2009 e la 2010 siano di un altro pianeta. Quindi se qualcuno di voi le ha provate si faccia avanti che sono curiosa di conoscere il vostro parere, prima che finiscano tutte in servizio al bicchiere in qualche ristorante di Shangai.

Meursault Les  Navaux 2005. Grandissimo in un’annata veramente felice. Verticale, minerale e dinamico.

Corton-Charlemagne 1989. Elegantissimo con una nota di cedro e buccia di pompelmo ma anche frutti gialli. Grande mineralità e acidità che sono una costante nello stile della casa. Bocca ricca, perfettamente armonizzata e coerente dalla punta della lingua al finale, persistente, attraverso un centro bocca gaudente. La texture conta nei vini e se fa scopa con acidità e giusto grado alcolico, l’invecchiamento è garantito.

Corton-Charlemagne 1996. Bevuto di recente, ha un passo ineguagliabile. Struttura decisa, tutt’altro che abbondante, acidità sostenuta. Bocca ricca, complessa ed elegante. Si apre con un bouquet aromatico che, se non vi addormentate prima, sintetizzo in frutti bianchi, susina, buccia di cedro, spezie e con finale interminabile.

Corton-Charlemagne 1999. Sontuoso. Un corredo aromatico che avrei riconosciuto a distanza. Nocciola, agrumi e pesca gialla. Anche qui una nota speziata e questo marcatore citrico che è un pò il marchio di fabbrica di Coche-Dury.

Corton-Charlemagne 2000. Ne ho parlato di recente su Intravino. Ancora giovane ma è una grande bottiglia. E per finire Corton 2008 che mi ha paralizzata per la sua perfezione. Floreale, ancora giovane, fine ma con struttura. La fusione tra finezza e complessità è il vero tesoro di Coche -Dury che viaggia solo sui binari della classe e dell’eleganza.

Meursault les Perrieres 1988. Provato lo scorso capodanno, è leggermente maturo, con un lieve sentore fumé e grande equilibrio nel contempo. Avercene di bottiglie come questa! Ricordo un grande ’89 dello stesso cru con nocciola al naso, un po’ di miele e una spina acida che avrebbe retto una cattedrale. Niente male anche i millesimi ’95 e ’96, con una preferenza per il primo che è un po’ piu’ ricco nel bicchiere. La 2002 è una bottiglia da manuale. Quest’annata mi manda al manicomio, è totale, completa, assoluta.  Sapido e fresco con una proiezione futura che solo in questi vini riesco ad anticipare. Tutto ciò che mi aspetto da una bottiglia di quel calibro. L’annata 2003 invece l’ho trovata deludente, con un sentore di fieno che copre un po’ le note floreali ancora vive e in movimento nel giovanissimo 2002.

Certo, parliamo di vini costosissimi, inavvicinabili, a parte l’Aligoté che segnalo nella sua semplicità perché mantiene la stessa mano su una base leggera e meno impegnativa e rompe le ossa a molti bianchi italiani. Unico caso al mondo in cui non ho bisogno di aggiungere cassis per rendere potabile un Aligoté.

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

27 Commenti

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Alessandro Bocchetti

circa 5 anni fa - Link

Che meraviglia CRI... E poi alla fine belen è sopravvalutata ;) Ciao A

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Gianpaolo Giacobbo

circa 5 anni fa - Link

Grande Cri! Quanto alle due farfalline magari un'altra volta...

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giacomo

circa 5 anni fa - Link

Bevuto il Meursault 2009 un paio di settimane fa.....ancora lo ricordo. Aspetto con impazienza il momento di riprovarlo tra qualche anno!!

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Burde

circa 5 anni fa - Link

Bevuto il Mersault 2008 da Pinchiorri poco tempo fa su un mitico piatto dei "Venti di Mare" menu da venti portate di questa stagione... Vino particolare con note di Salvia maggiorana, gesso ribes bianco, pepe, miele castagno e acacia, bocca sapida e cangiante suadente e rabbiosa , potente , acidissimo e imperioso ma sempre mersault, finale di more di gelso e zenzero, profondissimo....

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Giovanni Solaroli

circa 5 anni fa - Link

nient'altro? con quello che costa è lecito esigere di più, molto di più.

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jovica todorovic (teo)

circa 5 anni fa - Link

Cristiana ti invidio.... Sono vini che purtroppo si bevono sempre troppo poco ovvero mai abbastanza. Anch'io pensavo che Coche Dury fosse inarrivabile fino a quando, grazie alla generosità di un amico, non ho messo naso e bocca in un Les Narvaux Meursault 2001 D'Auvenay. Follia per Follia...Speculazione per Speculazione secondo me D'Auvenay potrebbe ingarellerasi e vincere spessatamente. @ Burde ma perché, perché, perché non perdi mai occasione di far sapere a tutti che ti sei abbonato a tutti i numeri di Le Nez di Vin... Che due P-A-L-L-E Io ti voglio bene e ti verrò a trovare prestissimo... Su via almeno qui no tutti sti riconoscimenti lasciali stare ammenoché tu non voglia rubare la scena al Sommelier di quell'Albanese :-):-)

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Lido

circa 5 anni fa - Link

Concordo con te Cristina il piu' grande, il 2009 e' da sballo ma che Belen quella e' roba trita e ritrita un Coche e' paragonabile solo ad una Monica Vitti in versione anni 80, se passi da Lucca stappiamo, ti attendo ciao Lido.

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lidolucca

circa 5 anni fa - Link

Cristiana.

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allievo divino

circa 5 anni fa - Link

L'allievo è pieno di dubbi... Ma potrà mai essere? http://www.bibenda.it/bibenda7/singolo-articolo.php?id=350 E come diavolo sibila la pietra focaia? E il mondo ideale è un mondo in cui tutti gli chardonnay assomiglino ( o cerchino di assomigliare) al mostro sacro di Coche-Dury? Oppure anche l'internazionale per eccellenza può farsi interprete del territorio?

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SirPanzy

circa 5 anni fa - Link

Cristiana, per Belen non cambio nemmeno un langhe bianco ;) Figuriamoci un mostro sacro come "coscia dura" Visto che ieri sono stato additato come enosnob :) devo abbassare il livello delle bevute. Dunque mi permetto di aggiungere alla tua lista di divinità anche il Bourgogne Chardonnay. Semplice ma non sempliciotto, diciamo un vorrei ma non posso...di classe! Domanda aperta: in una delle visite ad Aloxe-Corton mi dissero che il Charlemagne prese il nome appunto da Carlo Magno visto suo amore verso quel cru. Ma era prevalentemente vitato in rosso (pinot e gamay) e quando il buon Carlo ritornava a casa da una delle sue 6/8 mogli si beccava sempre il cazziatone perchè la barba era rossa a forza di svuotar cantine. Da li la decisione di convertire il tutto a chardonnay e aligoté per far felice l' imperatore. Ero già ubriaco o questa storiella ha un fondo di verità?

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Alessandro Bandini

circa 5 anni fa - Link

Le due cose non sono necessariamente alternative :-)

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

SirPanzy: ma quale enosnob! C'e' un momento per bere grande vino e un momento per bere vino piu' semplice. Le etichette in genere le appiccicano gli stolti. Io sto sorseggiando un Rossese di Dolceacqua adesso e lo gusto con gioia mentre ti scrivo. E' buono, ben fatto e adesso non vorrei altro. Il contesto conta. Giudizi, pregiudizi ed etichette, lasciamoli a chi non ha altro da dire. Sulla storiella di Carlo Magno mi cogli impreparata. Vediamo se qualcuno la conosce e ce la racconta. ;-) @Giampaolo Giacobbo :-))))))))))))))))))))))))))) @allievo divino : bella domanda...boh!!! Spero di essere stata sufficientemente esauriente :D @Lido: se sei estimatore degli ottant'anni, oltre che degli anni 80, con me vai forte! Ah!ah! Un invito a bere non si rifiuta mai...occhio che ho il gomito allenatissimo;-) @Giacomo grazie per la testimonianza, devo rimettermi in pari al piu' presto @jovica fai sempre un gran casino e ti amo per questo @ Bocs: ok ho sbagliato, Belen non va bene. Ave Ninchi?

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pollo

circa 5 anni fa - Link

complimenti per la passione e per la tenacia con la quale ti sottoponi a dosi tanto elevate di chardonnay (che in cote d'or appare e si differenzia nettamente da vigneto a vigneto, di chi sei allievo?) un paio di domande: come mai hai saltato la 2007? nei toui pezzi parli quasi esclusivamente di jf cd possibile che nessun'altro - celebre o sconosciuto - ti piacci/interessi?

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Lido

circa 5 anni fa - Link

Anni 80 anni 80 Cristiana x il gomito allenalo.

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Manilo

circa 5 anni fa - Link

Allenalo bene da Lido si beve, poi se non sai la strada, volentieri accompagno giusto per bere qualcosa.

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luigi

circa 5 anni fa - Link

Sir panzy, gli enosnob sono quelli che ti hanno dato dell'enosnob. Cristiana, ma non era Romanèe-Conti il più grande Corton? Parole tue ;-)

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Non raccolgo questo genere di provocazioni. Rubi a casa dei ladri @pollo, complimenti per il nome. Non vedo altri. lafon e' piu' classico, complesso e sovrabbondante. Burroso e meno lineare. Roulot mi piace molto ma e' piu' convenzionale e gli manca lo scatto finale. Bonneau du Martray e' ultimamente appannato, se penso a Corton. Leroy e Romanee Conti sono un caso a parte. Giganti, ovvio. Folle anche l'ipotesi di paragone con qualcosa di estremo, con lo stile curva sud, perche' da quelle parti e' un discorso di qualita' e certe sciocchezze non esistono. Forse Cervaro della Sala...dai sto a scherza'! Ah!ah!

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luigi

circa 5 anni fa - Link

Lauro, vuoi la guerra? ho una foto recente che ti ritrae alla festa dell'Unità di Roma mentre bevi Romanel Conti, la famosa romanella. Magnavi pure bombe alla crema. Vuoi che le passi su questi schermi? così vediamo chi ruba a casa dei ladri. Breg 91? Ce la fa?

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Alessandro Bocchetti

circa 5 anni fa - Link

Figurati, se conosco la CRI ( e la conosco...), sarebbe deliziata da quella foto, ce ne sono di peggiori in circolazione, tipo lei che sbrana un secchiello di chupa chups... Se pensi di vincere così... Stai fresco :D Breg 91... Dai non scherzare... Ciao A

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Meravigliosa, voglio subito quella foto!!! Breg 91 e' un monumento, uno dei bianchi piu' buoni che abbia mai assaggiato. Certo, l'accostamento a Coche e' ardito. Pero' se vogliamo divertirci con questo giochino, accetto la sfida e metto sul piatto un Coppo fantastico (86 o 89, non ricordo bene) che forse non scambierei per Coche ma per Leroy, si'. E ora attendo la tua prossima mossa...'a guera e' guera! @Bocs, se vuoi partecipare... ;-)

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Alessandro Bocchetti

circa 5 anni fa - Link

Beh, sarò monotono ma ricordo un Valentini 77 e un tunina 91.... Non so se li cambierei con un coche dury (di mende dal coche ovviamente), ma con tanti altri si! Ciao A

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Alessandro Bocchetti

circa 5 anni fa - Link

Anche alcuni millesimi di ravenau, tipo Valmur 87 o Smaragd di dx pichler smaragd 95 Ciao A

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luigi

circa 5 anni fa - Link

Alessandro Bocchetti,quel 77 di Valentini lo ricordo al Vinitaly scorso, durante la degustazione guidata da francesco Valentini. Che vini e che persona. Vintage tunina 91 a me è piaciuto tanto e credo che quel vino sia, al di là delle mode, uno dei migliori bianchi italiani.Uniamo gli archivi con le foto di Cristiana, dammi retta che famo i sordi.Insisto su Breg 91 è buonissimo.

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luigi

circa 5 anni fa - Link

Bocchetti,quel 77 di Valentini lo ricordo al Vinitaly scorso, durante la degustazione guidata da francesco Valentini. Che vini e che persona. Vintage tunina 91 a me è piaciuto tanto e credo che quel vino sia, al di là delle mode, uno dei migliori bianchi italiani.Uniamo gli archivi con le foto di Cristiana, dammi retta che famo i sordi.Insisto su Breg 91 è buonissimo

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pollo

circa 5 anni fa - Link

nome nomen... Lafon mi piace piu' che a te ma che mi dici di Laflaive d'Auvenay Ramonet?

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Cristiana Lauro

circa 5 anni fa - Link

Ramonet lo considero serie B, campionato diverso. D'Auvenay grandioso e concordo con Jovica. Leflaive mi ha mandata al manicomio un paio d'anni fa con un Les Pucelles 1976... Suggeri' quel gran palato di Maurizio Paparello, che uomo e che bevute!

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Vittorio Vezzola

circa 5 anni fa - Link

Con un prezzo oltre i 1000 euro a bottiglia ci mancherebbe anche che non fosse buono!

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