Chianti Classico e Figlio di Mezzadro, Silvano Formigli racconta la storia del Gallo Nero

Chianti Classico e Figlio di Mezzadro, Silvano Formigli racconta la storia del Gallo Nero

di Andrea Gori

Nel suo giro d’Italia lo scorso gennaio per presentare il libro  “Chianti Classico e Figlio di MezzadroSilvano Formigli ha fatto tappa da Burde e ci ha raccontato 800 anni di storia del vino in Toscana nei luoghi magici del Gallo Nero. Per chi non lo conoscesse, Silvano Formigli è stato direttore tecnico di Castelli del Grevepesa, la più grande cantina sociale del Chianti Classico fiorentino, direttore di Castello di Ama ai tempi dei primi successi di Apparita e la nascita dei Cru Bellavista, per poi fondare la prima distribuzione moderna di vino incentrata sulla consulenza alle cantine più che soltanto sulla commercializzazione, ovvero Selezione Fattorie, tuttora attiva.

Già dagli anni ’70 ha cominciato inoltre a promuovere la cultura dell’olio extra vergine per la cucina e sulle tavole. Ma tutto il libro e il suo racconto, che potete ascoltare in quattro video in alta definizione e ottima qualità audio, girano attorno al Chianti Classico, il territorio dove appunto Silvano nasce in famiglia di mezzadro. Il Chianti Classico fu rivale per notorietà e importanza del Bordeaux nel 1700 per poi cedere posizioni per molte vicissitudini storico politiche e commerciali e con un momento storico in cui ha rischiato persino di sparire ai primi del ‘900.

Nel primo video si racconta delle origini della denominazione, la costituzione e la politica ai tempi della lega del Chianti, il ruolo del potestà di Radda e i primi censimenti delle uve, nel mentre nascono tecniche poi diventate patrimonio universale del vino, ovvero il governo chiantigiano, la damigiana in vetro, il colmatore- bollitore e altre inventate proprio in questo territorio.

Nel secondo video prosegue la storia del Chianti Classico con la famosa formula ricasoliana, l’attenzione alla “malvagia” e non tanto al trebbiano e soprattutto le ricette di due vini del territorio di cui uno da invecchiamento solo con sangiovese e senza uve bianche.
Si analizzano in dettaglio le zone dove sorgono le cantine di imbottigliamento per delimitare il Chianti Classico e guarda caso nascono seguendo le linee ferroviarie più che i terroir non solo per vendere e commercializzare il vino, ma anche per facilitare la lavorazione di vini e mosti in arrivo dal sud. Nel 1932 arriva l’allargamento con scelta molto particolare politica e non territoriale, tanto bosco e poca vigna per la zona “Classico” e un assurdo allargamento del termine Chianti a mezza Toscana contro la storia , un vulnus che ancora oggi azzoppa entrambe le denominazioni portando alla guerre intestina continua tra Chianti DOCG e Chianti Classico DOCG e a tanta confusione nei consumatori che continuano a usare i due termini come sinonimi.

E’ il momento più nero con la gestione della vigna con i mezzadri a governare i campi, castelli diventati ville di campagna e riserve di caccia e la perdita di tanta qualità. La coltivazione è promiscua perchè il mezzadro deve produrre non solo uva ma quanto necessario per il suo sostentamento, l’acero maritato alla vite, in alto le terrazze e in basso il campo. Si arriva alla fine della mezzadria solo “grazie” alla gelata del 1956  e la terribile grandine del luglio 1959 che rendono insostenibile le condizioni di vita dei contadini.

Finita la mezzadria si assiste al fenomeno delle vigne abbandonate poi rinate solo con fondi Feoga e inizio di meccanizzazione, salari e tecnica, biotech con il risultato di grappoli più grandi e produzione in aumento vertiginoso con ovvia scarsa qualità e, infine, DOC negli anni ‘60 che nascono per tutelare tutto tranne qualità, con le rese per ettaro e la densità della pianta fatta per usare trattori pensati per pianura padana e la possibilità di usare vini fuori zona per le DOC, altro disastro legislativo che impedisce il decollo di tante zone ancora oggi.

Il tutto porta a una crisi di qualità pazzesca dagli anni 70 rispetto ai vini degli anni precedenti ma sono anche anni che vedono nascere brand e marche ma non certo vini buoni (raddoppiando produzione…).  Primo cambio di qualità per legge solo nel 1984 e comincia nel Chianti Classico con resa a pianta e non per ettaro che lascia meno spazio a produttività. Ma la strada da fare è lunga e le sottozone con ancora minacciate e invise ai grandi imbottigliatori.

Nel terzo video Silvano Formigli racconta l’avvento dei supertuscan, il merlot e il cabernet, dall’Apparita di Ama e il suo successo straordinario (ma anche il pinot grigio in barrique che nessuno ricorda…). La rinascita di un territorio usando le uve da fuori zona, Tignanello ma non solo. Curioso l’aneddoto del 1985 quando, da Giorgio Pinchiorri, Silvano cercava di vendere il cru di Chianti Classico (oggi Gran Selezione) Bellavista 1982, allora però invendibile perché era Chianti classico, e doveva accettare di togliere il Gallo Nero dall’etichetta perchè Giorgio lo comprasse, così come era accaduto per Sergio Manetti e il Pergole Torte. Fu allora che Silvano lanciò la scommessa (vinta) che di lì a pochi anni non ci sarebbe stato solo Ama in carta da Giorgio ma anche altri Chianti Classico.

Ultimo spezzone della serata dedicata ad un tema per cui Silvano ha fatto molto dagli anni ’80 in tempi difficilissimi, ovvero l’olio extra vergine di oliva di qualità. Suo il dubbio e la volontà di molti:  “Quello che abbiamo fatto con il vino dovremmo farlo anche per l’olio che vive una situazione ancora più disperata del vino ai tempi dello scandalo metanolo… da dove possiamo partire?

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Leif Karlsson

circa 5 mesi fa - Link

Una descrizione bellissima della stora di Chianti Classico, complimenti! Ora mi cerco di comprare il libro di Sig. Silvano Formigli.

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Andrea Gori

circa 5 mesi fa - Link

ecco Leif, puoi comprarlo dal sito dell'enoteca del figlio di Silvano, Andrea https://www.vinotecaalchianti.it/it/prodotti.html

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Silvano Formigli

circa 4 mesi fa - Link

Non posso commentare il mio intervento.......dico solo un GRANDE GRAZIE!!! Ciao Andrea, grazie ancora Silvano

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Michelangelo Diligenti

circa 4 mesi fa - Link

Veramente interessante ed istruttivo, ho imparato un sacco di cose nonostante che frequenti il Chianti (Classico) da decenni! Grazie Silvano ed Andrea.

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