Champagne Day 2012 a Roma, la rivincita delle grandi Maison

di Andrea Gori

La Giornata dello Champagne organizzata dal CIVC diventa sempre più grande (è la seconda al Mondo dopo Londra) e catalizza un grande interesse anche in un momento in cui i soldi per certe bevute sembrerebbero venire meno. Ma trascurando Caterpillar che si infila tra i critici e chiede se le Maison possano impedire che Fiorito & Co comprino Champagne per i loro festini, l’entusiasmo e la curiosità sono state palpabili, quasi un remake delle code per comprarsi l’iPhone5. Ambiente grande e bellissimo ma piuttosto caldo, dalle 16 in poi quasi invivibile, ma vini sempre a perfetta temperatura e grandi sorrisi. Qualche vip giornalista come Gilletti, Bonsignore e ragazze tanto alte e taccomunite da sembrare decisamente fuori posto. Alla fine, anche se si trattava di Champagne, sempre una degustazione era ed è stata una occasione importante per fare il punto del mercato e della situazione, un mercato in mani alle grandi marche per quasi l’86 del totale, seguito dal 9% da recoltant (i cari piccoli coltivatori indipendenti che ricevono tanta attenzione oggi) e il resto da cooperative.

Proprio questo margine appare ovviamente incolmabile ma aveva sempre fatto immaginare una progressiva conquista di mercato da parte dei piccoli che è ancora al di là da venire. Soprattutto riguardo alla qualità  che paradossalmente in molti casi va sempre più nella direzione dei grandi numeri. Specialmente per quanto riguarda le cuvèe sans annèe si assiste ad un lento ma costante miglioramento delle principali etichette delle grandi maison, che hanno fatto tesoro di indicazioni da parte dei “piccoli” mentre i piccoli appunto fanno molta fatica a presentare prodotti di livello quando l’annata non è favorevole.

Quindi un certo ritorno al passato si respira tra i banchi anche se, va detto che i principali esponenti dei “recoltant” non erano presenti.   Ecco i nostri assaggi:

AYALA
Brut Majeur: costante e affidabile, cremoso e sapido, agrumi e frutta rossa sugli scudi 85
Rosé Majeur: pallido rosa ma piacevole, gustoso e stuzzicante anche se non lunghissimo 83
Vintage 1999 RD (sboccato dicembre 2011): Scuola Bollinger evidente nella tecnica ma risultati originali per un vino che sfodera arancio candito, confetti, mughetto e acacia, poi incenso e salvia,. Bella bocca e prezzemolo, finale delicato e finissimo 87

BOLLINGER
Spécial Cuvée: la nuova bottiglia (più simile ad una piccola magnum) porta un colore più carico che annuncia il classico stampo da legno che non prevale mai sul frutto e la carnosità del pinot nero, sfiora la florealità dello Chardonnay ma si lega indissolubilmente al Meunier e al suo frutto. Al naso ci ha dato camomilla, cedro candito, frutta secca, cocco, orzo e caramella inglese, caramello. Vino di una freschezza impressionante quasi da magnum, spina dorsale notevole e che appaga ogni palato. 88 (ma se vi piacciono le note di legno aggiungete pure 2 o 3 punti!)

BOIZEL
Blanc de Blancs: floreale e delicato, gelsomino e acacia, bocca semplice ma di soddisfazione per la tipologia 84
Rosé: accattivante e immediato, lampone e tabacco, delicato e fine 82
Millésimé 2002: maschio e deciso, canditi e the al bergamotto, mallo di noce, bocca ricca e fresca ma piuttosto dura 86

BRUGNON
Brut: fragola e ribes, spumoso, lime sottile, bel finale 84
Rosé: Rosa antico, tabacco e gesso, bocca più delicata 83
Prémier Cru 2008: bel carattere fragola e mora di gelso, mela verde, bocca ancora in fieri ma non male vista l’annata 85+

BRICE
Brut Tradition: semplice tranquillo, lieve vegetale, delicato anche troppo 78
Brut Rosé: immediato e godibile, finale lievemente sdolcinato 79
Brice Brut 2004: Ispido ma curioso, confetti e origano, cappero e pesca, bocca non lunghissima ma citrina e minerale 84

CHAMPION ROLAND a Choully
Blanc de Blancs Grand Cru: spumoso meringa e sambuco, pepato e floreale, bocca lieve con finale verdino 82
Spécial Club Blanc des Blancs Grand Cru 2007: menta e mela, zenzero e frutta bianca, ancora compressa 86
Carte Noire 2004: Nota di lievito importante, frutta caramellata e resine, ma equilibrio raggiunto 87

BRUNO PAILLARD
Première Cuvée: sempre affidabile e dotata di una cremosità particolare, briosciata e agrumata non tralascia mai il frutto rosso e la bevibilità. Vino in costante evoluzione, al suo top con un degorgement tra i 6 mesi e l’anno per chi ama l’equilibrio complessivo 87
Assemblage 2002: iodato e nocciolato, fiori di zagara e pompelmo rosa, lamponi e cipria, bocca soffice all’inizio ma che si ricorda subito di essere un millesimo con eoni di evoluzione davanti e quindi comincia a frustarti di acidità e incalza ancora tra agrumi, macchia mediterranea, fragole e ribes bianco. Finale in crescendo succulento. 90+
Paillard NPU 1999: (presentato la sera in evento separato da Settembrini Libri e Cucina): resina, calore e soavità, miele e agrumato intenso, sfumature di iodio e mirra, frutta rossa e radici. Bocca umorale, ricca e avvolgente, bocca fresca e suadente  che tocca lati poco esplorati dello champagne, torrefazioni, tabacco dolce, agrumi maturi, spezie orientali, è tanti vini in uno come capita spesso per l’NPU. Ti lascia con un arrivederci  e una sottile carezza metallica e orzata, ma non sarà tra un mezzo secolo 94

CHARLES HEIDSIECK
Réserve: Distinto e intenso, ampio e sontuoso con note dolci di ginestra e pesca, bocca seriosa con filo amarognolo ma accattivante, signorile e piccante 89
Rosé Réserve: in punta di piedi ed elegante, arancio e china, bel finale in assestamento con dosage forse abbondante 85
Blanc des Millénaires 1995: Vaniglia e pepe bianco, fine e composto, elegante e inglese, caramella d’orzo , sambuco. Bocca charmant e profonda di classe 96

DE SAINT GALL
Orpale Blanc de Blancs Grand Cru 1998: Evanescente, intenso e balsamico, a tratti medicinale In bocca sparisce un poco, non si dispiega più di tanto, candito e miele, minerale e sapido 84

DEVAUX
Collection D La Cuvée D: Vaniglia, pane grigliato, caffè, tropicale fresco di ananas e tocco di maracuja. In bocca deciso e affilato, per ora chiusa sugli agrumi. 84
Rosé “D” de Devaux: Colore rosa Renoir, naso soave e squillante d’arancio e fragolina vanigliata, spezie delicate, bocca fresca e succosa con nota minerale. Interessante, comunque prevale l’aspetto da aperitivo; convince anche sui crostacei e zuppe saporite. 87
Millésimé “D” de Devaux 2002: Caldo e ricco, ginestra, pesca e pepe bianco. Palato da 2002, tanta frutta e materia pronta ad esplodere ma che si ferma ad un passo per privilegiare l’eleganza  88

DEUTZ
Brut Classic: Classico sul serio, elegante, fruttato e ricco di note di lieviti e spezia, bocca di livello ma non lunghissimo 86
Brut Rosé: Pinot nero croccante e fragoloso, bocca ficcante e seriosa, bel finale 85
Brut 2006: Mela e timo, salvia e resina, bocca stupenda potente e saporosa, finale di zenzero  89+

DRAPPIER
Carte d’Or: Floreale di ginestra e pesca condita con pepe e minerale croccante, bocca precisa ed equilibrata 83
Brut Nature Rosé: Incantevole già dal colore, una fragola tra le più belle di sempre. Al naso regala in sequenza: melograno, cassis, vaniglia, zucchero a velo e cipolla di tropea. Bocca arcigna, di corpo e decisa, con una bolla non finissima ma nello spirito giusto per la tipologia 86

G.H. MUMM
Millésimé 2004: Fruttato ricco e carnoso, vaniglia e tabacco, finale penetrante e gioioso, molto immediato e persistente 88
Blanc de Blancs: Ricco di confetto e agrumi. Speziato e curioso, finale che incalza e seduce, minerale 87

HENRI GIRAUD
Hommage – Ay Grand Cru: intenso e stuzzicante, cedro e canditi, bocca importante ma di una eleganza rara, chiusura nel carcadè e rosa 84
Esprit Rosé: Ampio e femmineo, soave e curioso, bocca peró vinosa che sorprende, bel finale serio 86
Fut de Chêne 2000: Dal 90 prodotta solo in 4 annate, questa l’ultima che lascerà posto ad un Fut de Chène sans annèe. Naso croccante tropicale mango e papaya, ossidazione, volume in bocca grandissimo, finale che rilancia di continuo, stupendo e sontuoso che esplora tanti lati del pinot nero di Ay, il sole e il bosco, rabbioso ed elegante, unico 97

HERBERT BEAUFORT a Bouzy
Carte Or Grand Cru: gessoso e floreale, speziato di cumino e salvia. Bocca cremosa, esuberante non finissima ma stuzzica 81
Rosé Cuvée La Favorite: Caramelle e brachetto, ribes e fragolina, colore impressionante, bocca potente e caratteriale 79
Millesime 2005: Pinot nero alla grande, territoriale e dinamico, bocca succulenta, carnosa e piccante di bacon e fragola, non lunghissimo. 82

JACQUESSON
Cuvée n. 735: Dolce incenso candito, affumicato, citrino, bocca di polpa ma sferzante, gesso e miele, finale dritto anche se un filo sgraziato 85
Dizy Terres Rouges Rosé Millésimé 2007: Ovviamente tutto pinot nero, colore e profumo di charms multicolor, naso resina china e cardamomo, orientale e boscoso, bocca decisa di rosa, decisamente non uno champagne qualsiasi ma stupendo come vino in sé 91 (ma non a tutti piacerà…)

JEAN VESSELLE
Extra Brut: Naso tagliente, bocca soffice, floreale ricco 84
Oeil de Perdrix: Ormai un classico baciato da grande successo, si capisce presto il perché, preciso taglio tra piacioneria e austerità in rosso 86
Grand Cru Prestige 2002: Ficcante, floreale di campo e frutta di bosco, bocca in bell’equilibrio, scorza d arancio, finale polposo e freschissimo 87

JANISSON BARADON
Grande Réserve: Mandorla e pinolo, floreale e piccante, un poco di solforosa di troppo, bocca semplice e citrina 78
Grand Cru 2005: Roccioso e saponoso, incenso, menta. Il corpo latita un poco creando squilibrio 82

JOSEPH PERRIER
Cuvée Royale: Ricco e deciso, con una bella consistenza 84
Cuvée Royale Rosé: Assemblage con rosso, delicato e croccante, bocca che esce e incalza, finale tabacco e vaniglia 85
Cuvée Royale Millésimé 2002: Saporoso e soffice, affumicato e distinto, molto ampio, intenso con una spinta minerale da grande chardonnay e una profondità boscosa del pinot nero 90

LAURENT-PERRIER
Brut LP: Agrumato e intenso anche mentolato, bocca ricca fresca e complessa, finale di zenzero e cumino 87
Cuvée Rosé: (saignèe): Pallido e sfaccettato, bocca di melograno e china, finale tabacco e resina, serio 85
Millésimé 2002: Fiore bianco e crisantemi, arancio rosso e giallo, pasticceria e canditi, finale ricco e profondo 91

LOUIS BARTHELEMY
Améthyste Brut: Fresco giovane e modaiolo, nocciola e ribes bianco, lieve ed elegante, una bevuta moderna ma territoriale 87
Rosé Rubis: Rosa e fragola ma non intenso, floreale e gessoso, bocca succulenta ma secchissima 84
Saphir Millésimé 2005: Boscoso e con note tra miele e spezia, carnoso e intenso, balsamico e candito, finale profondo ma leggiadro 89

MAILLY GRAND CRU
Grand Cru Réserve: Frutto e leggera ossidazione, mela renetta, frutta di bosco fragola e rabarbaro, note legnose non finissime ma caratterizzanti. Bocca immediata e succulenta, non profondissima se non per una saporosa mineralità e una traccia fruttata netta. 84
Grand Cru Rosé: Incalzante e deciso, charms agrumi e bosco, bocca allegra seria e composta, gessosa 83
L’Intemporelle 2006: Soave e delicato, gessoso e balsamico, lampone e fragola, bocca di arancio lime e mandarino, finale di tabacco, profondo e aggraziato come un grande Chardonnay di carattere  91

LOUIS ROEDERER
Brut Premier: Timbro caldo e maturo, molto ricco tra talco, pepe bianco, rosa, vanigliato quasi, canfora. Bocca più affilata di quanto si pensa e più cerebrale, nella quale i tocchi di legno aiutano a far risuonare territorio ma soprattutto la piacevolezza e maestria dello chef di cave. 91
Vintage 2005: Boscoso e umbratile, salvia timo e basilico, nocciola e lime. Bocca di spessore sostanza e fruibilità pur mantenendo un carattere roccioso e radicale con ritmo classico da 2005. 92

Cristal 2o05: color rosa iridescente,  ha note mature e lievemente evolute con una carnosità tra rosa e frutto della passione, bocca  turgida e pimpante con la classica acidità da annata chardonnay che nel sorso si fa kumquat e zenzero, frutta di bosco e toni biscottati che rendono giustizia ad un pinot nero molto contratto in questa fase. Il finale sapido e gessoso fa dimenticare ogni idea di maturità e ogni preoccupazioni di eccesso ossidativo o di precoce evoluzione lasciandoci nel bicchiere  un Cristal come sempre da aspettare ma già straordinario adesso. 94

 

MOËT & CHANDON
Brut Impérial: Ha quasi la cifra del millesimo con una nota prepotente e fresca che impressiona, caramello tiglio e frutta rossa, caffè e tocchi di mandorla, finale succulento 87
Rosé Impérial: Giuggiolone e d’impatto, ruffiano con tanta frutta rossa fragola e ribes, bocca piaciona ma coerente 82
Grand Vintage 2002: Fresco e ampio, di una fragranza inquietante, compatto e sfaccettato, miele e pesca, noci e frutta rossa, tanta spezia bianca. Bocca cremosa ma ancora giovane, persistenza agrumata e gessosa, grande danza calda e avvolgente, cremoso come un cappuccino  92

MARGUERITE GUYOT
Cuvée Désir: Meunier in purezza, emblematico della casa. Floreale e frutta intensa, ginestra e radici, humus e lampone, finale freschissimo 85
Cuvée Fleur de Flo: Naso croccante di ribes rosso, nota leziosa ma bocca molto meunier e secca 82
Cuvée Exstase 2002: Naso un filo caseico, nota di lacca e legno, lievito e panificazione. In bocca è cremoso, tirato e agrumato, finale croccante e gessoso 88

NICOLAS FEUILLATTE
Brut Reserve: Floreale e fruttato tra mela, pera e tropicale, fiori di campo, resina. Bocca semplice, gustosa, bella crema e finale salino. 82
Rosè Brut: Classico lampone e viola, di un arancio salmone molto accattivante, bocca non molto dinamica ma fresca e gastronomica. 80
Cuvèe 225 Millesime 2005: Naso di frutta candita, cedro e menta, poi rafano, mandorla ed erbe di campo. Finale accattivante e moderno, molto persistente. 87

PAUL BARA
Réserve Grand Cru: giallo carico, mughetto, agrumi e noccioline, vaniglia e talco, bocca compressa, asprigna ma allegra 82

PERRIER JOUËT
Grand Brut: Floreale e speziato, timo e fior di pesco, bocca in debito dal degorge, finale lezioso ed elegante 84+

Blason Rosé: Appena austero, dopobarba e bergamotto, bocca con frutta che esplode e seduce, bel finale risoluto e incantevole di cipria e mughetto 87
Belle Epoque 2004: Continua l’evoluzione e la fase è austera se non fosse per un incredibile floreale mentolato, bocca con caramello e miele e tanti agrumi solari, note rosse di fragola e finale di tabacco, elegante e deciso 91

PIPER HEIDSIECK
Rare 2002 Lo “champagne delle dive” si presenta con una bottiglia incredibile e prepotente che racchiude un vino prodotto solo 4 volte dal 1979 ad oggi. Questo 2002 è sorprendentemente buono (per gli standard della maison), agrumato e mandorlato, verbena e cipria, tiglio, vaniglia e miele. Bocca cremosa con vena acida e pinot nero che regala ribes e lampone nitidissimi, finale stupendo e con velleità future mica male. 92

POL ROGER
Vintage 2002: Etichetta nera, scuro e cupo , ogni tanto libera note vegetali e balsamiche. Bocca cipria e limone bivalente, notevole ma un poco sospeso il giudizio anche se sembra grande 89+

POMMERY
Apanage: Brut soffice e pepato, ricco e sbarazzino 83
Rosé Apanage: Salmonato e floreale di rosa e giaggiolo, bocca  evanescente 79
Cuvée Louise 1999: In forma strepitosa, anice e finocchietto, mirto e salvia, menta e pomodoro, bocca sontuosa ed elegante, profondo  93

ROGER COULON
Millésimé Blanc de Noirs Premier Cru 2004: Naso floreale e mela grattugiata, ricco e dinamico. Finale in evoluzione 85+

ROGER POUILLON
Cuvée de Réserve: Soave e incalzante, ebanisteria e floreale giallo e bianco, corposo e maschile ma con stile 85
Rosé Premier Cru: Rosa shocking anche nel naso, bocca vinosa, melograno, arancia rossa, mirra e canfora, finale esile 83
Le Millésimé 2005: Chardonnay serio e muschiato, agrumi passiti, canditi e uvette, bocca ossidativa ma saporosa, finale quasi rosso, canfora 88

RUINART
Ruinart Rosè: Cuvée delle annate 2009, 2008 e 2007. Arancio allo stato puro, poi pompelmo rosa e  ciliegia. Bocca cremosa, incalzante, da favola con finale stuzzicante e freschissimo. 87

SALON
Cuvée “S”- Le Mesnil 1999. Floreale allegro e penetrante,  nocciole e iodio, bocca che si apre ed esplora lo chardonnay tra mela cotta, vari agrumi maturi e anche canditi, gesso e note tropicali, in bocca è frutta pura con spezzature orientaleggianti vivide e suggestioni balsamiche. Un vino che si è evoluto non poco dallo scorso anno e ha acquisito maturità, equilibrio perdendo quella acidità e sapidità che sono marchio distintivo di Salon “giovani”. Un vino che oggi possiamo fotografare in un momento davvero appassionante e godibile. Di certo non si intravede un lunghissimo futuro ma berlo adesso è entusiasmante e regala soddisfazioni incredibili 96

VEUVE CLICQUOT
Yellow Label: Dorato e candito, saporito e floreale di glicine e mallo di noce, bocca polposa nello stile maison ma in conversione, finale ammandorlato e speziato 86
Rosé: Stile Veuve in bella evidenza, 12% di vino rosso, rosa e glicine, biancospino e rosa di pesca, bocca di soddisfazione femminile e di una certa durata 85
Vintage 2004: Serio e austero, fiori di campo e iodio, agrumi e canditi, frutta rossa e lampone, finale lunghissimo e piccante in cui tornano lychees, fragola e talco 91

VIEILLE FRANCE
Brut: Stuzzicante e speziato, sapido e contrastato, poco volume, semmai 82
Rosé :Antico e classico, confetto e mandorla, appena legnoso, miele di castagno, bocca arcigna e vinosa 83
Millésimé 2004: Intenso di alici e filo di caseica, floreale, bocca dove sale la mela grattugiata e la noce, finale gesso e pinolo 86

L’impressione è appunto che lo Champagne dal punto di vista qualitativo abbia avuto un generale aumento dovuto a pressioni di mercato e alla grande sovrabbondanza di richiesta, che portato ai limiti lo sfruttamento del territorio e che ha costretto le maison  a ripensare le loro politiche meramente espansionistiche. Quindi non Champagne per tutti (soprattutto visto che i mercati orientali non si sono dimostrati così ricettivi per la tipologia) ma miglior Champagne per i paesi che ne sono sempre stati i mercati migliori. E per fortuna, al quinto posto in valore e al sesto in volume, l’Italia è ancora una potenza mondiale.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

9 Commenti

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jovica todorovic (teo)

circa 7 anni fa - Link

Sarà perchè ti ho conosciuto e mi sei stato simpatico, non posso dire la stessa cosa di Fabretti :-) (scherzo) ma sono daccordo su tutta la linea. Ho assaggiato meno di te e chiaccherato molto di più ma il Fut de Chene è stata la vera straordinaria sorpresa. Buonssimo anche l'Assemblage 2002 di Paillard e il 2002 di Pol Roger. Sorpendente il BdB di Henriot molto ben fatto. Delusione più grande il Bollinger Grand Anné (un mito che si inabissa) e il Janisson Barandon Grand Cru 2005 per lo stesso motivo, senza essere neanche un mito, sapevano entrambi di Chianti Classico Riserva. Brutti,esili, smaltati caratterizzati da un legno ingenuo tipico di certe espressioni di Chianti classico Riserva.

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Jovica ma sei fuori? A me Fabbretti e' simpaticissimo e con me la pensano in parecchi. Informati, perdio! ;-) Mi interessa molto questo Fut de Chene che non ho mai provato. Henriot e' veramente buono e ho bevuto un paio di magnum di annate vecchie, 59 e qualcosa anni 80, davvero eccezionali. Su Npu avrei qualcosa da ridire ma devo vedermela col padrone di casa, il mitico Andrea Gori. A me il '99 e' sembrato vecchio senza esser mai stato giovane... ne parleremo. ;-)

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fabrizio pagliardi

circa 7 anni fa - Link

Bella degustazione anche se sempre con i soliti noti. Anche se Lupetti mi definisce un talebano in realtà discordo in pochi punti da te. AYALA Brut Majeur:Costante nell'essere una delusione 76 Rosé Majeur: pallido in tutto 75 Vintage 1999 RD (sboccato dicembre 2011): Ok 87 BOIZEL Blanc de Blancs: Semplicità per me non accettabile per un b.b. 100% còte de b. 80 Rosé: Saltato Millésimé 2002: ok 86 BRUGNON Brut: Troppo dolce al naso finale interessante 80 Rosé: L'ho trovato incoerente bocca naso caldo e bocca troppo limitata 76 Prémier Cru 2008: Saltato BRUNO PAILLARD Première Cuvée: Manca di persistenza e carattere 82 Assemblage 2002: ok ma non più di 90 per la mancanza di carattere che per i miei gusti e abitudini è la cifra stilistica che spesso uniforma i paillard. Paillard NPU 1999: (presentato la sera in evento separato da Settembrini Libri e Cucina): io sono andato all'evento separato che si svolgeva alla barrique dal titolo "te sei divertitò mo vai a lavorà" CHARLES HEIDSIECK Réserve: ok sulle note ma per me un 84 Rosé Réserve: troppo tendente al dolce con finale poco aggraziato 80 Blanc des Millénaires 1995:ok 96 DE SAINT GALL Orpale Blanc de Blancs Grand Cru 1998: Uno dei peggiori rapporti q/p della champagne 80 DEUTZ Brut Classic: Classico sul serio, elegante, fruttato e ricco di note di lieviti e spezia, bocca di livello ma non lunghissimo 86 Brut Rosé: Sono prevenuto il Pinot nero croccante e fragoloso mi indispone 80 Brut 2006: saltato HENRI GIRAUD Concordo su tutto tranne sul Fùt che trovo segnato 90 JACQUESSON Adoro questa maison tutti e due con tre punti in più. LOUIS BARTHELEMY Améthyste Brut: costruito 80 Rosé Rubis: astringente al limite del fastidioso 80 Saphir Millésimé 2005: costruito ma buono 86 MOËT & CHANDON Brut Impérial: fortemente piacione, ottimo lavoro di cantina su un vino noioso 82 Rosé Impérial: ok 82 Grand Vintage 2002: ok 92 POMMERY Per me la cuvèr luise non arriva ai 90 per me max 86 e con gli stessi soldi mi sarei divertirei un sacco. SALON Cuvée “S”- ho dato 98 a annate troppo migliori assai per dare più di 94 a questa VEUVE CLICQUOT Yellow Label: Sotto il dosage molto poco 78 Rosé: i rosè li saprebbero fare ma-sono limitati dalla materia 80 Vintage 2004: buono peccato per il finale poco minerale e molto fruttato che lo limita fortemente nell'allungo 85

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jovica todorovic (teo)

circa 7 anni fa - Link

mi sono dimenticato il jacquesson TR Rosé l'ho asaggiato molto distrattamente ma mi ha incuriosito molto. Mi è parso quasi "spontaneo" nella sua espressione molto personale e unica. Caratteristiche da cerasuolo...di Valentini però. Spero di poterlo bere quanto prima

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Luigi Fracchia

circa 7 anni fa - Link

Andrea, non ti va giù che esistano i piccoli produttori? In privato puoi anche pensarlo ma scrivere un incipit così partigiano, mi sembra un po' troppo. Che potere economico possono mettere in campo di fronte alla grandi maison? Poi sulla qualità non si discute.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

a me non pare "partigiano", esprimo solo una constatazione del livello qualitativo e del fatto che davvero avrei avuto piacere nel vedere i piccoli presto alla pari con le grandi maison. Invece per vari motivi piccoli in Champagne non sempre è bello e spesso organizzazione complessiva e dimensione contano, qualcosa di molto in controtendenza con quanto succede ad esempio da noi

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fabrizio pagliardi

circa 7 anni fa - Link

Andrea una manifestazione organizzata dal CIVC non è assolutamente un paradigma della situazione qualitativa in champagne ma solo della situazione qualitativa vista dal punto di vista del CIVC. Ci sono quattro manifestazioni indipendenti in champagne due a Reims e una a Epernay e una a Avize nelle quali approfondire l'argomento. I partecipanti a queste manifestazioni difficilmente e raramente li troverai a braccetto con il CIVC perchè sono manifestazioni che vogliono mettere l'accento sui diversi terroire della champagne piuttosto che sullo "Champagne vino" frutto di assemblaggio. Detto questo nella manifestazione di Roma i piccoli interessanti si contavano su una mano perchè quelli veramente rilevanti e importanti non erano presenti. Una delle manifestazioni è lunedì infatti parto domani.

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fabrizio pagliardi

circa 7 anni fa - Link

Ad esempio Cavalli ha portato Vesselle che è un buon produttore e niente più ma nel suo listino ci sono prodotti molto ma molto più interessanti che non si ispirano alla filosofia del CIVC anzi che hanno spesso problemi con il CIVC.

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