Champagne 2018, una delle migliori vendemmie di sempre

Champagne 2018, una delle migliori vendemmie di sempre

di Jacopo Cossater

Grandi notizie per gli appassionati di Champagne, dalla Francia quelle che arrivano in questi giorni raccontano di una vendemmia a dire poco eccezionale, di quelle che non si vedevano da molti anni.

Una stagione ideale: in tutta la regione l’inverno è stato molto piovoso, con precipitazioni da record. Tanta acqua ma altrettanto sole: le temperature, anche queste al di sopra della media, hanno portato sia a uno sviluppo molto rapido della vegetazione che a una fioritura anticipata che ha avuto una progressione particolarmente lineare durante i mesi di giugno e di luglio. Condizioni che hanno portato a una vendemmia anticipata: quella del 2018 è infatti, prendendo come riferimento gli ultimi 15 anni, la quinta a iniziare con la fine di agosto. Un contesto pressoché ideale che ha visto le piante produrre una grande quantità di grappoli in perfetto stato di salute con una ricchezza zuccherina da manuale.

Per un commento a caldo abbiamo sentito Daniel Romano, collaboratore della guida “99 Maison di Champagne” che vive e lavora in zona. “Al momento si è di fronte all’eccezionalità, c’è addirittura chi tira in ballo vendemmie come quella del 1959 o, da prendere con le pinze, alcune raccolte del XVIII secolo.

Come quantità si è su rese davvero importanti, un contesto che a differenza di altri anni permette alle aziende di fare anche una perfetta selezione delle uve. Si vedeva che sarebbe stata un’annata proficua ma probabilmente non a questi livelli, penso soprattutto alle zone dei bianchi: dalla Côte de Sézanne alla Côte de Blancs. Se un grappolo di chardonnay può normalmente pesare 80/90 grammi quest’anno si arriva con tranquillità ai 160 grammi, quasi il doppio. L’unica zona che forse ha sofferto un po’ è quella dell’Aube a causa di forti attacchi di peronospera. Lì la situazione va vista villaggio per villaggio in base alle precipitazioni: dove non ha piovuto però non ci sono stati problemi.

Lo stato delle uve poi è fantastico: se si pensa alla difficile vendemmia del 2017 quest’anno si è alla perfezione, non c’è acino non maturo o deteriorato a livello sanitario. A questo si unisce -altro parametro incredibile- una maturità alcolica davvero elevata. Ho assistito a scene di produttori increduli di fronte a uve da 13,5/13,7 gradi alcolici potenziali, uve che naturalmente verranno destinate ai rossi. Addirittura in alcuni casi il densimetro champenoise (che arriva a una densità di 1090, il grado massimo che si può trovare in zona) non riusciva a misurare quella del mosto.

Uno dei parametri fondamentali per valutare le basi destinate alla produzione di Champagne è il grado di acidità, questo permette poi lunghi affinamenti. Quest’anno nonostante il grado alcolico siamo di fronte ad acidità che hanno tenuto, che non sono scese di molto. Tra l’altro la maturazione fenolica delle uve è stata molto lenta, una condizione che avvantaggerà chi normalmente raccoglie un po’ dopo e chi magari lavora con i legni. Insomma, le premesse per una grande annata ci sono tutte, posto che ovviamente ne riparleremo una volta che avremo i primi vin clair nel bicchiere, in primavera.

A margine: viste le premesse è un’annata che permette di fare di tutto, dai rossi ai Rosé de Saignée, sperimentazioni e prove di ogni tipo. Una vendemmia da parco giochi.”

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

4 Commenti

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Roger

circa 2 settimane fa - Link

io direi una vendemmia perfetta per lo stato sanitario, ma il caldo e la mancanza di pioggia porta sicuramente vini con più alcol e molta meno acidità. Vini meno verticali e meno longevi da ogni punto di vista. Poi se si aggiunga acido tartarico o meno questo non lo so, di certo non la giudicherei una annata straordinaria.

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Daniel Romano

circa 2 settimane fa - Link

In realtà le analisi di acidità e ph mostrano valori praticamente abituali. Questo forse è il dato più incredibile. Le acidità totali sono tra 4.5 e 6.5, i PH tra i 2.9 e i 3.3. Chi lavora con i legni di troverà anche meno PH a fine fermentazione. Vedremo

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Paolo A.

circa 1 settimana fa - Link

Dopo anni e anni ho capito che i francesi conoscono solo 2 tipologie di annata: quella straordinaria (in cui i prezzi aumentano rispetto all'anno prima per la qualità) e quella classica (in cui i prezzi aumentano rispetto all'anno prima per le basse rese).

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Alvaro pavan

circa 1 settimana fa - Link

Acidità totale di 4,5 nella champagne? Ma stiamo scherzando! Questi sono valori che nemmeno il prosecco da 300 quintali ettaro titola!

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