Case volanti e biodinamica da Sequerciani a Gavorrano

Case volanti e biodinamica da Sequerciani a Gavorrano

di Andrea Gori

La casa volante è quella che vedete nelle visionarie etichette di Sequerciani. Un disegno di Hannes Binder raffigurante una zolla di terra che si alza da terra dando una impressione di leggerezza a metà tra Up! e qualche sogno strano di ritorno alla natura. In effetti la storia, molto recente, della cantina si basa proprio sulla voglia di proporre una lettura di un territorio selvaggio e della possibilità dell’uomo di farne parte senza stravolgerlo.

Se avete voglia di scoprirla, l’attuale proprietario Ruedi Gerber ne ha fatto un piccolo romanzo illustrato che vale la pena di leggere se avete qualche minuto, se non altro per capire cosa significa innamorarsi di un luogo e di un’idea e far di tutto per renderla vera. È un viaggio/ricerca/indagine che coinvolge famiglie e storie di contadini e agricoltori che abbraccia l’ultimo secolo della storia della nostra campagne. Storia simbolica, divertente e con momenti in cui il fato e il destino ci mettono lo zampino in maniera così tanto profonda da dimostrare tutta la loro forza. Ruedi Gerber si innamora della Maremma all’età di 17 anni e da allora il fascino di questo territorio non smette di animare le sue scelte.  Quando parliamo di territorio qui parliamo di Maremma quella tosta, il far west toscano che ha visto tanti tentativi di addomesticazione, non così spesso vincenti.

Il mare non lontano, boschi, campi di grano, colline fino ai 400 mt e una infinity pool da sogno che traguarda lontano. Potrebbe sembrare un’operazione di marketing a tavolino studiata nei minimi dettagli e forse lo è, visto che eventi, matrimoni e varie esperienze turistiche trovano ampio spazio nell’economia dell’azienda ma la scommessa enologica è comunque valida e alta.

Pugnitello Igt Toscana  2017
Naso esplosivo e dirompente come si conviene a questa varietà che promette di sconvolgere lo scenario  vitivinicolo toscano, ricco di spezia, cassis, more selvatiche, tocchi fumè e soprattutto un palato che non va di pari passo, ovvero, risulta fresco ritmato e saporito senza eccessi. 91

Foglia Tonda IGT Toscana 2017
Il vitigno oggetto di tanti studi ( se ne parla almeno dal 1887, in un saggio del conte Giuseppe di Rovasendae, abbandonato nel dopoguerra perchè molto produttivo ma difficile da portare a maturazione essendo più tardo del sangiovese, è però resistente a peronospora, botrite e all’oidio, per approfondimenti) e  riscoperto anche in Val d’Orcia, promette benissimo in questa configurazione a se’ anche se la questione se sia in realtà da utilizzare soprattutto in combinazione con il sangiovese rimane aperta. Pur in annata calda e contrastata ha ritmo e personalità, speziatura fitta, colore immaginifico e ancestrale, tannino forte ma promettente e un ritmo originale di beva che alterna piccantezza e dolcezza di frutta scura. 88

Verment’oro IGT Toscana 2018
Cemento e anfora, infine barrique, dorato come promette e decisamente lontano dalle consuetudini per questo vitigno pur non facendosi scavalcare dalla tecnica. Note di bergamotto, iodio, un’idea di mare in sottofondo e sprazzi di freschezza in un sorso che ispira calma e sospiri. Le erbe aromatiche del vermentino sono ben presenti così come le sue belle note agrumate ma in chiave evoluta e ossidativa. La chiave di volta però è il sorso che mantiene freschezza e giovinezza senza perdere in complessità dando un orange molto meno piatto del classico arancione oggi sul mercato. 91

Libello 2018 Igt Toscana Sangiovese e Ciliegiolo
L’unione dei due parenti vitigni re del passato e del presente del centro Italia regala molte soddisfazioni pronte e goderecce, amarene e ciliegie fuori scala in un’ottica di piacevolezza ricercata e costruita enologicamente ma immediata nei fatti. Floreale di viola, lavanda e piccantezze appena accennate, tannino in chiave dolce e sottile, punzecchia divertendo senza voler impressionare. Vino acqua e sapone godibilissimo nella sua evocata semplicità. 88

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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Ivano

circa 4 settimane fa - Link

Buongiorno Andrea. Ma il Foglia Tonda è varietà specificatamente locale o è legata in qualche modo alla Foja Tonda (casetta o Lambrusco Foja Tonda) delle Terre dei Forti? Sarebbe comunque curiosa l'omonimia.

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Andrea Gori

circa 4 settimane fa - Link

Ciao Ivano! credo che siano due varietà diverse...la foglia tonda è censita da tempo immemore in toscana , leggi anche qui https://www.jamesmagazine.it/wine/foglia-tonda-antico-vitigno-guarda-al-futuro/ Ci sta che siano diverse anche perchè il nome "tondo" può essere attribuito a molte varietà se ci pensi, compresa una varietà di Lambrusco

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Ivano

circa 4 settimane fa - Link

Grazie Andrea. Avevo letto l'approfondimento ma mi rimaneva il dubbio. Vabbè, toccherà provare anche questa 😎

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