Bordeaux 2010, parte prima | Pauillac e dintorni nell’ennesima “annata del secolo”

di Fabio Cagnetti

Mentre in riva alla Gironda è appena terminato l’assaggio dei Bordeaux 2011 en primeur (attenzione: ricordiamo che sono vini che devono ancora entrare in botte, a questo stadio si valuta più la vigna che la cantina), mi fermo un attimo per parlare dei 2010, che in botte ci sono già stati e stanno per entrare in bottiglia. L’occasione è l’annuale degustazione dei “primeurs un anno dopo” organizzata da Millésima, uno dei più importanti negociant di Bordeaux, il primo per la vendita per corrispondenza e –con ogni probabilità- per servizio clienti: l’assaggio, a cui partecipa un nutrito plotone di giornalisti da tutto il mondo, avviene nelle cantine di Millésima, che ospitano oltre tre milioni di bottiglie.

L’annata 2010 è iniziata in modo simile alla 2009, con una primavera decisamente fresca, ma il ritardo di maturazione è stato pienamente colmato durante l’estate: da luglio a settembre è prevalso il caldo secco, anche se le temperature non sono state troppo elevate e più che il calore il problema è stato semmai lo stress idrico. In ogni caso la vendemmia è da considerarsi ottima, per l’assenza di particolari eccessi climatici e una maturazione piuttosto costante che ha permesso in molti casi di far coincidere la maturità tecnologica con quella fenologica, ossia, in soldoni, di raccogliere uve con tannini maturi e livelli ottimali di acidità e zuccheri. La quantità di tannini, nel 2010, è particolarmente elevata, e questo ha portato, in qualche caso, delle criticità, dovendo aggiungere a quella dell’uva la carica tannica apportata dalla maturazione in barrique. Chi ha assaggiato i 2010 l’anno scorso non ha potuto valutare questo fattore, e i proclami di annata del secolo sono fioccati. Si è anche detto che 2009 e 2010 siano stati i due millesimi consecutivi migliori di sempre.

Premesso che ho nel cuore l’accoppiata 1989-1990, c’è da dire che si tratta comunque di due ottime annate. La 2009, calda e matura, è già annata parkeriana per antonomasia, specie dopo che il Nostro ha assegnato i fatidici 100/100 a ben diciotto vini, con evidenti ripercussioni sul mercato. La 2010 è più equilibrata, meno grossa, meno incline all’assegnazione di punteggi reboanti, ma spesso altrettanto felice, seppur in modo un po’ diverso.

Inizialmente avevo pensato di dividere gli assaggi dell’evento di Millésima in due parti, una relativa alla riva sinistra della Gironda e l’altra alla riva destra. Ma poiché la lenzuolata di assaggi sinistrorsi m’è parsa sovrabbondante anche per un letto a tre piazze, ho preferito operare un’ulteriore divisione. Di seguito trovate le note dei vini della parte nord della riva sinistra: Pauillac, Saint-Julien, Saint-Estèphe e Haut-Médoc. Il resto della riva sinistra, ossia Margaux, Moulis e le Graves, verrà pubblicato nella seconda parte, mentre l’ultimo episodio riguarderà Saint-Emilion e Pomerol, comuni della riva destra.

Trattandosi di campioni di botte, ho preferito dare una forchetta di punteggi piuttosto che un singolo voto numerico. Il prezzo che trovate è preso dal sito di Millésima.it, conteggiato per bottiglia in caso di acquisto en primeur di casse da sei o dodici bottiglie, IVA esclusa; per avere una stima di scaffale di enoteca onesta, aggiungete l’IVA e almeno un buon 30%.

Un’ultima annotazione: illustri assenti sono i tre Premier Cru Classé di Pauillac (Lafite, Latour e Mouton Rothschild) oltre a qualche altro grosso calibro come Leoville Las Cases.

SAINT-JULIEN

Talbot: Naso di estrema complessità, assai balsamico. Eucalipto, mirto, erba tagliata e poi more e note minerali e terrose. Non è meno complesso al palato, e anche se il tannino è importante riesce a trovare un suo equilibrio, riuscendo a sedurre con la sua profondità, la sua freschezza e la sua mobilità al palato. Vino che ha molto da dire e inizia già a dirlo, dalla struttura non pachidermica ma che fa della precisione  e dello spettro aromatico i suoi punti vincenti. (90-92; 46,6 Euro)

Léoville Barton: Estremamente chiuso, prevalgono i piccoli frutti scuri affiancati da un po’ di legno. Molto intenso, un po’ alcolico ma non squilibrato grazie a un estratto notevole, riesce a risolvere cotanta materia con apprezzabile compostezza. (87-89; 87 Euro)

Léoville Poyferré: Naso elegante, mirtillo, erbe aromatiche, mirto e trifoglio, dice molto bene quello che ha da dire. In bocca ha una bella materia, anche se il legno si sente e il tannino risulta, a conti fatti, non perfettamente integrato (86-88; 106 Euro)

Lagrange: Legno, caffè e fruttini scuri; fresco in bocca ma un po’ contratto, anche se tutt’altro che carente sul fronte dell’estratto, tuttavia il finale rivela una tannicità lievemente fuori dal corpo (85-87; 45,15 Euro)

Branaire-Ducru: Piccoli frutti neri e terra, di media struttura, con acidità un po’ slegata che tuttavia gli consente di chiudere fresco (85-87; 55 Euro)

Gloria: Naso piuttosto complesso anche se non particolarmente esuberante, prevale il caffè accompagnato da note erbacee, tabacco e cuoio. Buona materia anche se tutt’altro che pachidermico, fresco e discretamente equilibrato (85-87; 32,5 Euro)

Saint-Pierre: Monocorde sul caffè e sulla crème de cassis, la bocca essenzialmente corrisponde al naso, glicerico ma non carente sul lato dell’acidità, la cosa migliore è il finale, piuttosto composto (84-86; 61,5 Euro)

Beychevelle: Molto ruffiano, cioccolato e caffè, potente e largo. Ampio in bocca, il legno si sente ma c’è anche parecchia materia, peccato per la chiusura tannica e brusca. Forse è in una fase poco felice, in caso contrario da questa proprietà è lecito aspettarsi di più (84-86; 65,5 Euro)

PAUILLAC

Pichon Comtesse de Lalande: Naso maturo ma al contempo di grande eleganza, cassis e grafite, tabacco e curcuma. E’ un vino grosso, ma cotanta materia è davvero ben gestita, l’estratto è ben supportato, spinge ma l’alcool resta nei ranghi, il tannino è setoso, il finale lungo e sapido (92-94; 162 Euro)

Pichon Baron: Naso molto fine di ribes nero, tabacco, menta e grafite, impreziosito da note fumè. Al palato si sente deciso il legno, è un vino molto indietro, con un’acidità e un tannino al momento importanti, ma il finale è molto lungo è sapido. L’impressione è di un vino al momento assai compresso, ma che si farà (90-92; 159 Euro)

Grand-Puy-Lacoste: Bella complessità olfattiva, eucalipto, salvia, timo, cacao e ciliegia scura. Ha carattere, è complesso e fresco, molto lungo, gli esce solo un po’ di tannino di troppo nel finale (89-91; 66,5 Euro)

Lynch-Bages: Appare piuttosto indietro, il legno si sente, sa di vaniglia, cuoio, cacao e ciliegie nere. Ha una bella materia, è fresco, equilibrato seppur non enorme e molto lungo (88-90; 119,5 Euro)

Pontet-Canet: Naso molto intenso di ciliegia scura, un filo surmaturo, quasi un piccolo Porto. E’ molto potente e un po’ alcolico, ma complesso, sapido e meno iperconcentrato di quanto ci si aspetterebbe; al palato il tannino da legno si sente in modo evidente. Molto largo, si fa apprezzare anche per la lunghezza (87-89; 130 Euro)

Batailley: Piuttosto cupo, terroso, fruttini neri, vaniglia, cioccolato e poi caffè, tanto caffè e un po’ di fiori. Molto complesso ma non enorme, un filo di alcool di troppo, glicerico ma comunque non statico e composto nel finale (86-88)

Grand-Puy Ducasse: Naso molto accessibile, caldo e carnoso, in cui prevale la prugna essiccata. In bocca si rivela caldo e glicerico, l’alcool è un po’ fuori registro ma di materia ce n’è tanta e il legno, pur percepibile, non è così fastidioso; è solo un po’ tannico nel finale (86-88; 32,9 Euro)

Haut-Batailley: Scuro e intenso, dominano la prugna e la vaniglia. Piuttosto indietro e non un mostro di concentrazione, ma la materia c’è, in particolare si fa apprezzare per la sapidità e chiude composto (85-87; 32 Euro)

Duhart-Milon: Frutta scura e vaniglia, il legno c’è e si sente. In bocca il tannino gallico è importante, solo in parte equilibrato da una buona morbidezza, si ricompone nel finale (84-86; 110 Euro)

D’Armailhac: Chiuso al naso, prevalgono i frutti neri. Al palato c’è una bella polpa ma anche legno, è forse un po’ semplice, anche se piacevole, e non lunghissimo (84-86; 38 Euro)

Clerc Milon: Naso molto intenso, legno e fruttini scuri, un po’ terroso. Assai concentrato, masticabile, ma il tannino è amaro (84-86; 56,75 Euro)

SAINT-ESTEPHE

Montrose: In questo momento piuttosto leggibile, al naso c’è del legno ma dà l’idea di potersi riassorbire con facilità. Prevalgono i frutti di bosco neri accompagnati da erbe aromatiche e caffè. Profondo e carnoso, è ampio ma tutt’altro che statico, dal tannino importante ma maturo, chiude lungo anche se un filo alcolico e tannico (92-94; 150 Euro)

Calon-Ségur: Decisamente complesso, frutta scura e caffè accompagnati da note balsamiche ed erbacee, corteccia di sandalo, fave di cacao. Molto sapido in bocca, è piuttosto morbido e nel finale convince per la lunghezza (89-91; 77 Euro)

Lafon-Rochet: Caffè e frutta scura, humus e legno. Tannino importante ma perlopiù dolce, è un po’ statico e di media lunghezza (85-87; 34,5 Euro)

HAUT-MEDOC

La Lagune: Terra bagnata, mirtilli e foglie secche. Tannino forse un po’ verde, discreta struttura, frutta secca nel finale (84-86; 50,5 Euro)

Cantemerle: Piuttosto chiuso al naso, svela note di mirtilli, erbe aromatiche e poco altro. Gioca più sull’equilibrio che sulla potenza, con risultati tutto sommato apprezzabili: è sapido anche se un po’ alcolico, e chiude deciso sul tannino (84-86; 25,5 Euro)

Sociando-Mallet: Naso chiuso e dominato dal legno, che lascia sfuggire solo un po’ di spezia e humus. Ha una bella materia ma è tannico, davvero troppo tannico in bocca dove oltretutto l’acidità pare andare per conto suo. Il finale lungo ci ricorda che questo è un vino che spesso dà delle soddisfazioni, purtroppo non in questo millesimo o perlomeno non in questa fase della sua evoluzione (82-84; 25,5 Euro)

Per ora è tutto, presto su queste pagine il resto della riva sinistra con i vini di Margaux, Moulis e delle Graves.

27 Commenti

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Gianni Ruggiero

circa 6 anni fa - Link

Mi chiedo come si possano dire quantita' di sciocchezze in così poche righe,e' pur vero che la rete permette di esprimere analisi e pagelle a chiunque ed in questo caso anche a me,ma ci sarà un limite alla decenza!

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

ahem. Cosa ci sarebbe, di preciso, che non va? Hai assaggiato anche tu questa annata allo stesso stadio evolutivo?

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Gianni Ruggiero

circa 6 anni fa - Link

Credo sia azzardato e prematuro fare critiche e dare punteggi .sarebbe stato interessante un giudizio sulle eventuali potenzialità da un esperto del suo calibro ,nel caso sia stato scortese me ne scuso.

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

Non c'è problema, certo che come primo commento non argomentato e circostanziato da assaggi altrettanto recenti degli stessi vini è un attimo brutale. Le critiche e i punteggi azzardati li danno tutti i maggiori critici mondiali, anche PIU' azzardati visto che come ho specificato le prime lenzuolate di voti griffati arrivano sei mesi dopo la vendemmia, PRIMA che i vini vadano in botte. E sappiamo come, in non pochi casi, a Bordeaux gli enologi abbiano una mano piuttosto pesante. Io non avrò certo l'esperienza dei "maggiori critici mondiali", anche perché per dirne uno Parker ha iniziato ad assaggiare Bordeaux quando ero ancora nella culla, ma avendo l'ambizione ad aspirare a un posto al sole non trovo miglior ricetta del cogliere al balzo ogni occasione di degustare insieme a loro, commentare, confrontare e sbagliare, con loro o contro di loro.

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

in ogni caso le potenzialità dell'annata sono in generale buone, sono vini che richiederanno più tempo dei 2009 per distendersi, la gestione del tannino è stata cruciale e non è detto che tutti i vini riescano infine a trovare il loro equilibrio. Aromaticamente sono ora molto ritrosi ma la sensazione è che ci voglia solo del tempo, surmaturazioni ne vedo tutto sommato poche, insomma è un'annata che, generalizzando, mettendo da parte eventuali vincoli di bilancio si può acquistare senza troppi pensieri. Poi ho forti dubbi sui prezzi di uscita, per me troppo elevati: grandi annate mature degli stessi vini si comprano a meno.

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salva

circa 6 anni fa - Link

Mi sia scusato il mezzo OT: ma la differenza, enorme, di prezzo, tra il 2009 ed il biennio precedente, è corroborata da un ritorno qualitativo adeguato? Grazie

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

obiettivamente l'annata 2009 è di molto superiore alle due che l'hanno preceduta. Il mercato di Bordeaux va così, le oscillazioni sono importanti e dipendono dalla domanda effettiva, a sua volta condizionata dalla qualità percepita (leggi voti di Parker). Insomma, la differenza è corroborata ma include anche la crescita, importante, della domanda asiatica e, in misura minore, sudamericana.

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Io che leggo - e che di Bordeuax son poco pratico - trovo un post articolato e qualcuno che ci vede sciocchezze ma senza dire quali, come e perché. O ci aiuta a capire meglio come stanno le cose - a patto che non stiano come dice Fabio - oppure ci diamo una ridimensionata col tenore dei commenti, ok?

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Gianni Ruggiero

circa 6 anni fa - Link

Non volevo offendere la sua sensibilità ok!

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Alessio Martino

circa 6 anni fa - Link

Bhe effettivamente o dici a cosa ti riferisci altrimenti stai zitto, sennò non solo fai un commento inutile, ma addirittira passi per un idiota.

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Gianni Ruggiero

circa 6 anni fa - Link

Che classe!

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Ciao Fabio, come mai nemmeno uno dei Saint Julien assaggiati presentava un accenno di cedro? di solito credo sia una nota tipica, almeno era presente in tutti i Lagrange che ho assaggiato. Si sviluppa forse con l'invecchiamento? grazie

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

In questo momento la quasi totalità dei Bordeaux 2010 è piuttosto compressa dal punto di vista dello spettro aromatico, con un annetto di vetro è prevedibile che i vini più erbacei e freschi si sviluppino in quella direzione.

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Mi stupisco anche di vedere Sociando-Mallet cosi' basso come valutazione preliminare e con assenza persino una traccia qualunque di frutta... vorra' farsi attendere :)

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

grande delusione, spero nella fase particolarmente infelice, è un vino che generalmente considero la quintessenza del qualità/prezzo a Bordeaux, oltre che del "pescare ai confini dell'Impero". Ero indeciso se dare un punteggio o solo dei punti di domanda, il 2009 (segue nota) allo stesso stadio evolutivo era ben altro vino. Con tutto che la 2009 è un'annata che a 18 mesi dalla vendemmia era assai più leggibile e distesa: Sociando-Mallet: Molto intenso e piuttosto elegante al naso, dove si impongono sentori di mora di gelso, germogli di ribes, grafite. In bocca è più fine che potente, ma certamente non leggero né privo di polpa, e il finale succoso, pienamente sul frutto, lo dimostra (88-90; 37 Euro)

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Ma infatti e' un vero peccato, ritengo anche io sia un ottimo vino al prezzo che si paga! Il ribes sopratutto (come dimostrano anche le tue note del 2009) e' presentissimo di solito e molto piacevole! Ho nel frigo cantina una 2003, dovro' stapparla prima possibile per riprendermi dalla delusione :D Sottotono anche Léoville Barton, rispetto alle performance usuali. No?

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

Leoville Barton non è esattamente uno sprinter, il naso era prossimo al mutismo e c'era un po' di alcool di troppo, è un vino che preferisco in annate più fresche e spesso, in quelle sottovalutate, dà delle belle sorprese. Il 94 (annata che in origine snobbavo per poi ricredermi col passare delle bottiglie stappate) l'hai mai bevuto?

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

No ! non ricordo di aver bevuto un 94 ! Se non ricordo male l'ultima annata che ho bevuto e' stata un 2000 durante una competizione ignorantissima, alla cieca e casalinga, con alcuni colleghi tra cui un francese di Bordeux, borioso strenuo difensore della loro Grandeur e accanito bevitore di SOLI vini francesi da oltre 50 anni... 3 bocce italiane e 3 bocce francesi a confronto (scelte con il solo limite di 3 fasce di prezzo: basso, medio, alto). Vitigni a scelta. Quando e' arrivato il bicchere di Château Puygueraud 2002 (scelto dal francese), senza sapere lo fosse, nel momento in cui ha esclamato "questo e' sicuramente un vino di m@@da italiano" ho goduto come un riccio!!!

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

ahahah, idolo!

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Gabriele Succi

circa 6 anni fa - Link

Quando i francesi capiranno l'importanza dell'uso del bidet, sarà sempre troppo tardi... :twisted: :lol:

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GiacomoPevere

circa 6 anni fa - Link

Tu chiamale se vuoi, soddifazioni. :D

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Altra domanda, ci saranno nelle prossime note di degustazione Château D'ESCURAC (Médoc), DE FONBEL (Saint-Émilion) e Château GAZIN (Pomerol)? personalmente considero difficilmente eguagliabili come rapporto qualita'/prezzo! sopratutto il primo che costa mediamente 11 euro a bottiglia !

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

di questi solo Gazin, gli altri due non erano in degustazione. Ti anticipo che non mi ha impressionato favorevolmente, l'ho trovato troppo alcolico. Con tutto che i Pomerol 2010 mi sono piaciuti certamente più dei Saint-Emilion.

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Alberto G.

circa 6 anni fa - Link

Sono prezzi di millesima?Devo verificare. Grazie.

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Luca Cravanzola

circa 6 anni fa - Link

Una domanda Fabio.. ma questa assurdità dei prezzi folli per i cinesi altrettanto folli.. cosa dicono i negociant? P.s: parli di annate mature a prezzi ragionevoli.. dove?? (oramai neanche più sul GR si trovano)

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Fabio Cagnetti

circa 6 anni fa - Link

in generale i negociant sono contenti che sia finita, la campagna dei primeurs 2010. I 2009 hanno venduto come non mai, convincere i clienti a prendere anche i 2010 a prezzi simili è stato difficile ma pare le vendite siano andate bene. Però c'è del malcontento e i 2011 - annata di certo inferiore alle ultime due - dovranno volare bassi per essere venduti. Il mercato è abbastanza saturo e ha bisogno di respirare un po', l'Asia ha lanciato i rialzi dei 2009 ma è solo uno dei molti mercati su cui i Bordeaux devono essere venduti. I broker che trattano vecchie annate hanno ancora qualche perla qua e là, soprattutto degli anni 80... magari non gli 82 che sono cari un po' ovunque, ma un po' di 86, 89 e 90 a prezzi più o meno intorno a quelli dei 2010 che ho pubblicato qua sopra a saper cercare si trovano. Dal 2000 è diventata una faticaccia.

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alvaro pavan

circa 6 anni fa - Link

La 1988 era a prezzi davvero accessibili, gli ultimi credo, ed è una delle più belle e classiche annate di Bordeaux, dallo stile atlantico, che a più di vent'anni sta evolvendo e maturando in maniera stupenda. Credo, penso, l'ultima annata di un Bordeaux di un certo tempo. Oggi non è più così, inevitabilmente, e sarà curioso vedere i Bordeaux odierni come matureranno. Perchè così come i tempi sono cambiati, anche Bordeaux è cambiato parecchio. Cordialmente, Alvaro Pavan

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