Blockchain e vino italiano alla conquista della Cina

Blockchain e vino italiano alla conquista della Cina

di Andrea Troiani

“La somma di tutte le meraviglie”, questo è l’impero cinese secondo il Marco Polo di Italo Calvino, nell’incipit del suo straordinario Le città invisibili.

La Cina delle spezie e delle nuove tecnologie. La nazione del comunismo e dei calciatori bolliti con ingaggi abbacinanti. Il paese che, insieme all’Italia, ha il più alto numero di siti patrimonio dell’Unesco e che colleziona le città tra la più inquinate del mondo.

Soprattutto, il mercato più interessante oggi e di gran lunga il più promettente domani. Interessante anche per gli italianissimi produttori di vino.

Non è quindi difficile immaginare perché Ernst & Young, una delle aziende di consulenza più importanti del mondo, abbia deciso di investire sullo sviluppo di una piattaforma che consente la vendita sicura del vino nel Paese del Dragone.

Il tema della sicurezza, centrale nel progetto, e della tracciabilità ha portato all’adozione della tecnologia blockchain (quella che sta alla base dei BitCoin e delle criptovalute in genere) per lo sviluppo di TATTOO ovvero: Traceability, Authenticity, Transparency, Trade, Origin, Opinion. Una promessa di sicurezza “tatuata” sulle grandi etichette nazionali e internazionali.

Ho avuto l’opportunità di parlarne con Mr. Tim Tse, responsabile dello sviluppo per EY China e Chairman di Blockchain Wine Pte Ltd e con Claudio Meucci, responsabile EY del progetto, in un divertente e informale botta e risposta:


Come evolve il consumo di vino in Cina?
Il mercato del vino in Cina è in crescita costante. I dati ci dicono che entro il 2025 la Cina sarà il secondo mercato mondiale per consumi. Questo anche perché la Cina assiste a un aumento importante della sua classe media, che conterà circa 630 milioni di persone entro il 2022.

Quali sono i vini di pregio preferiti in questo mercato?
I francesi restano leader assoluti nel mercato dei fine wines, l’Italia cresce a ritmi interessanti, ma c’è ancora molto da fare.

Quali sono i vini che a oggi hanno più richiesta?
In generale possiamo dire che i vini più richiesti sono i rossi. Il colore rosso nella cultura cinese simboleggia la buona sorte, la salute e la ricchezza e ciò ha sicuramente contribuito non poco alla diffusione del prodotto in Cina.

In Cina si acquistano vini online?
L’ecommerce in Cina è molto diffuso e preponderante nelle nuove generazioni. Si tratta di 360 milioni di persone che acquistano online con continuità, per un giro di affari di circa 1 miliardo di dollari.

Parliamo di Tattoo, come è nata l’idea e che cosa la differenzia dalle altre proposte?
Tattoo punta sull’apertura ed è un progetto inclusivo, rivolto non solo ai grandi gruppi ma anche ai piccoli produttori di qualità. Inoltre in esso la sicurezza è un tema centrale. Il team italiano di Ernst & Young ha sviluppato la soluzione basata sulla tecnologia blockchain, che è in grado di garantire la sicurezza e la tracciabilità di ogni bottiglia venduta.

La piattaforma si rivolge solo alle aziende o anche ai privati?
1 bancale o 1 bottiglia, Tattoo si rivolge al mercato business e a quello privato garantendo a entrambi la stessa sicurezza. L’accordo worldwide con FedEx è l’anello che chiude la catena con un servizio di consegna di qualità che tiene conto anche del controllo della temperatura durante il trasporto.

Quante etichette gestite a oggi?
Prevediamo di raggiungere le 5.000 etichette diverse per la fine del 2019, con un rapido incremento anche alla luce delle richieste che continuiamo a raccogliere.

Quali sono i costi per le aziende?
L’iscrizione alla piattaforma è gratuita ed è prevista una commissione per le vendite online.

Grazie e zàijiàn [arrivederci]

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Andrea Troiani

Nasce a Roma dove lavora a mangia grazie al marketing digitale e all'e-commerce (sia perché gli garantiscono bonifici periodici, sia perché fa la spesa online). Curioso da sempre, eno-curioso da un po', aspirante sommelier da meno.

1 Commento

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Rosella Gallo

circa 1 mese fa - Link

Molto interessante. Compro regolarmente vino on line e insegno in un'Accademia dove ormai il 50% di studenti è cinese, ma non avevo mai messo insieme questi due fatti. Dunque, bella apertura di orizzonti

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