Black Lives Matter ma il vino è solo bianco

Black Lives Matter ma il vino è solo bianco

di Elena Di Luigi

Questo viaggio di parole parte dopo aver visto un paio di eccellenti spettacoli del comico sudafricano Trevor Noah, conduttore del talk/news americano The Daily Show. Nei suoi monologhi parla molto della sua infanzia, di come fosse difficile essere figlio di una donna nera e di un uomo bianco durante l’apartheid, sempre o troppo scuro o non abbastanza.

Noah dice che in Sud Africa ancora oggi vengono riconosciute tre razze, la nera, la bianca e la colorata. Con la lente del Black Lives Matter industrie e istituzioni stanno ripercorrendo la propria storia fondativa, e si scopre l’ovvio e cioé che in un paese come il Sud Africa costituito per il 90% da neri, solo il 3% dei produttori/proprietari sono di colore, 67 etichette in tutto. In USA solo lo 0,01% dei neri è proprietario di una cantina.

Quando un secolo fa lavoravo in un wine shop londinese e cominciavo ad appassionarmi di vini, notavo una tendenza che, seppur generalissima, distingueva i clienti di colore, che compravano birra e/o liquori, dai bianchi che preferivano birra e/o vini. I nostri comportamenti sono nostri ma anche il risultato di tante varianti che si incrociano e si mescolano, alcune molto singolari. Per esempio la impopolarità del vino presso i neri del Sud Africa è anche attribuibile al fatto che durante l’apartheid il vino era la moneta che i proprietari utilizzavano per pagare i salari degli operai delle cantine, un altro simbolo dell’oppressione. Nelle scuole pubbliche delle zone rurali, quelle frequentate principalmente dai giovani nativi per intenderci, la matematica e la fisica non erano materie di studio. Cosí la gestione delle risorse del paese rimaneva nelle mani dei colonizzatori.

L’industria vinicola è stata parte di tutto questo.

Per chi si è sempre ritenuto non razzista ritrovarsi a parlare o a scrivere di uguaglianza sociale nel 2020 è quantomeno strano. Eppure secondo la scrittrice Robin Di Angelo i “non razzisti” che si rifiutano di parlare di razzismo perché fa male, anche se ancora esiste, sono quelli che piú contribuiscono a perpetrarlo. Lei la chiama “fragilità bianca”  un modo per spiegare perché stiamo ancora vivendo dentro una colossale bugia collettiva.

Un esempio di fragilità bianca è quella denunciata da Tahiirah Habibi, la fondatrice di Hue Society, organizzazione che promuove la diversità nella cultura enologica, quando racconta in un video la sua esperienza per diventare membro della Court of Master Sommeliers Americas. Habibi dice che in sede di esame uno degli esaminatori si premurò di ricordarle che poteva rivolgersi ai membri della commissione solo chiamandoli “master”, incurante della carica razziale del titolo.

Lei supera il primo turno e decide di non presentarsi al secondo perché, dopotutto, non si riconosce nei valori del club. Dopo questa pubblica denuncia la Court of Master Sommeliers ha deciso di cambiare le regole, ammettendo il ritardo e dichiarando che in futuro al titolo sará necessario aggiungere il cognome del sommelier oppure usare il termine di “master sommelier”. Quanto sembra banale questa puntualizzazione eppure secondo Tahiirah Habibi l’industria vinicola da sempre evita di denunciare o vedere le diseguaglianze a sfondo razziale nel settore per non mettere in imbarazzo un pubblico prevalentemente bianco. Fragilitá bianca, appunto.

Cambiare significa includere le persone di colore nelle fasi decisive e di pianificazione, piuttosto che utilizzarli come quote rappresentative di facciata. Significa creare borse di studio mirate, pagare gli operai di colore tanto quanto i bianchi e nel rispetto delle regole contrattuali. Senza se e senza ma.

Significa capire perché nel 2020 il vino è ancora la bevanda dei bianchi e non dei neri.

74 Commenti

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Per favore, almeno qui risparmiateci tutto questo, è un supplizio contro il buon senso

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Francesco Romanazzi

circa 3 mesi fa - Link

Invece no, continuate, non si parla mai abbastanza di razzismo ed emarginazione. Sarà scontato per te o per me che siamo persone normali e così ben dotate di buon senso, ma per tutti quelli che diversamente da noi non hanno ben chiara la dimensione del problema trovo giusto insistere, ovunque e sempre. Inoltre, in tutta franchezza, ritengo molto più interessante un post del genere rispetto alla solita verticale di quello, o a cosa ha bevuto in quarantena o a Natale quell'altro, o alla serata tra amici per i quarant'anni di tizio e caio e di quell'altro ancora.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Questo articolo e questi fatti non parlano di razzismo, ma sono loro stessi razzisti, perché discriminano le persone , la cultura e il linguaggio in base all'ignoranza e alla piccolezza mentale di certi individui. Nel caso citato il titolo di master non viene usata anche da bianchi per rivolgersi ai docenti e quindi? Si sta facendo una discriminazione al contrario. Se un individuo non è in grado di cogliere il senso di una parola nel contesto è un problema estremamente grave. Razzismo sarebbe stato se la persona in questione non fosse stata ammessa al corso perché discriminata sulla base della pelle, ma questi non sono casi di razzismo, ma una perversione delirante e ai limiti del fanatismo dei nostri tempi. Immagino quanti bambini di colore siano cresciuti frustrati e con profondo disagio quando giocando a DnD erano costretti a chiamare chi conduceva il gioco "Master": una cosa orribile e disdicevole. Di sto passo fortunatamente elimineremo tutte queste parole e ci ritroveremo in una società migliore con una "neolingua" di eurasiatica memoria.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Oceanica, non eurasiatica ovviamente, ma il riferimento penso fosse chiaro

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

È chiara la tua ignoranza, certo. I vertici del master of sommelier si dichiarano a favore di cambiare le regole ammettendo l errore ma Maurizio no. Maurizio deve farci capire che sa la differenza tra euroasiatica e oceanica con un po' di ritardo. Maurizio decide che la comunità nera esagera dalla sua posizione di bianco boomer europeo. Grazie Maurizio, stai dando ragione alla tesi della articolo senza renderti conto :)

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Quoto in pieno e le risposte degli altri utenti dimostrano quanto abbiamo bisogno di questi articoli e di riflettere su certi argomenti. Senza trincerarsi dietro un '' no ma io non sono razzista, mangio kebab due volte a settimana'' e spingere sempre più in là la nostra tolleranza e la nostra voglia di comprendere, che siano neri, asiatici etc..

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Intendo che quoto in toto l opinione di Ramazzotti e Cossater, limitiamoci a prendere atto del problema e a fare del nostro meglio per cambiare lo status quo

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Romanazzi non Ramazzotti :')

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Poverino, secondo te i vertici del court of master sommelier hanno deciso di cambiare perché sono progressisti e illuminati? Così come sono progressiste e illuminate multinazionali dell'informatica che decidono di abolire il termine blacklist o altre dei cosmetici che aboliscono le creme sbiancanti (ma non abbronzanti)? Non è difficile se fai un piccolo sforzo, forse ci arrivi al motivo da solo con la tua testa, forse. E comunque in tutto il tuo ragliare non hai articolato un ragionamento contro le obiezioni mosse, ma solo vomitato insulti nervosamente. Tipico della comunicazione politica moderna in cui chi grida di più e insulta di più pensa di aver ragione. Candidati alle prossime elezioni, ne prenderai di voti.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Non mi è ben chiaro l'aneddoto del titolo "master." Non credo sia un episodio a sfondo razzista ma un appellativo di riconoscimento che vale per tutti, senza distinzione di razza e colore, magari un po' altezzoso e classista ma non vedo del razzismo. Mi sembra molto forzata come cosa!

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Damiano

circa 3 mesi fa - Link

Black wines master

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jacopo cossater

circa 3 mesi fa - Link

Nel video su IG Tahiirah lo spiega molto bene, anche io avevo rilanciato la cosa qui su Intravino qualche giorno fa in un post sui Master Sommelier. Il punto centrale è, credo e in base alla nostra cultura, che per noi è impossibile valutare quanto termini come master richiamino o meno la schiavitù e più in generale un’idea di discriminazione. Tutte cose che non appartengono a un passato remoto, anzi, basta guardare la storia del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti per rendersi conto di quanto sia tutto drammaticamente attuale

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Andy

circa 3 mesi fa - Link

Si, ma stiamo parlando di un termine, quello di "Master" seguito dal cognome, a cui tutti i canditati si rivolgevano. Tutti senza distinzione. Sembra che si voglia proprio cercare di rendere le cose più grosse del necessario. Ho visto il video della signorina su IG e non mi ha convinto per nulla la sua spiegazione. Ripeto, non trovo nessuna forma di razzismo, al massimo una terminologia superba e orgogliosa.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Master in inglese significa padrone perciò per una comunità sfruttata, oppressa e tutt oggi calpestata credo sia legittimo contestare il titolo e proporre nuove soluzioni.

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Damiano

circa 3 mesi fa - Link

Come se fosse antani ma potrei dire che tra i proprietari di macellerie Halal la % di etnia biancocaucasica è prossima allo zero...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 mesi fa - Link

Bah, qui stiamo piombando in un mondo che si divide in etnie, tribù e simili realtà arcaiche. Questo è stupido e razzista, esiste una sola razza ed è quella umana. Mi rifiuto di valutare il mio prossimo sulla base del colore della pelle, e mi rifiuto di dividere il vino in “prodotto da bianchi”, “prodotto da gialli chiari” o “prodotto da turchini”, è davvero troppo idiota.

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Armin

circa 3 mesi fa - Link

A quando l'abolizione del nome "Negroamaro"? In altri paesi ormai non ci sarebbe più da tempo (che sia giusto o meno).

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

...e che dire della famosa canzone di Edoardo Vianello "I Vatussi"? Già l'inizio fa: " siamo i vatussi, siamo i vatussi, gli altissimi negri...", il buon Vianello la continua a cantare in TV ed è utilizzata da molti anche per i compleanni dei bambini ancora oggi. Se consideriamo che ad Agahta Christie, quando presentò il suo più celebre romanzo "Ten little niggers ", gli venne imposto di cambiarlo per ovvi motivi in "Ten little indians"....era il 1939. Diciamo che non ci sono regole precise.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Certo dire '' siamo gli altissimi negri'' è razzista come i vecchi decrepiti che la cantano, esatto. Quando vuoi ci arrivi eh

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

"Quando vuoi ci arrivi eh" Ma parli con me? Ti rendi conto che la mia era una denuncia? Ho fatto anche l'esempio di Dieci piccoli indiani perché fosse più chiaro. Che dici, ci arrivi?

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Il tapiro al più stupido va a Armin. Bravoh

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Armin

circa 3 mesi fa - Link

Grazie. Purtroppo mi manca la tua intelligenza per capire il perché.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Noi non possiamo valutare la realtà oggettivamente e se un intera comunità ritiene che il termine master ( significa padrone) sia offensivo, il vostro sbattere i piedini a terra per far valere la vostra opinione è ridicolo e inutile, non siete semplicemente in grado di comprendere. Evviva questi articoli, anche il mondo del vino deve prendere una posizione.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Un ragionamento estremamente sensato: la maggioranza la pensa così quindi mi devo adeguare, evviva il libero pensiero. Di sto passo diventerà inutile pensare con la propria testa visto che basterà seguire quello che fanno tutti come delle pecore. Meno male che non sei vissuto negli anni '30 se no chissà cosa avresti detto visto che al tempo c'erano "intere comunità" che ritenevano il razzismo una cosa sana ed auspicabile.

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Ruggero Romani

circa 3 mesi fa - Link

aboliamo dunque anche la parola mastro, che di master è il gemello? Oppure diremo Mastro Falegname Geppetto? o Mastro Muratore don Gesualdo?

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Ruggero sei scemo? Si, rispondo io per te. L inglese è una lingua e l italiano è un altra lo capisci vero questo? Ci arrivi? Ecco scommetto che fino qui ci arrivi. Se una persona passa un esame a detta di tutti impossibile e poi rifiuta il titolo lo fa per quale motivo? Di certo ascolterò più volentieri il suo parere di quello di un tizio che paragona la lingua italiana a quella inglese pensando di essere intelligente

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Ruggero Romani

circa 3 mesi fa - Link

L'italiano Mastro e l'inglese Master derivano dal latino Magister che significa capo/maestro, l'inglese ha poi sviluppato il senso di padrone,l'italiano no, pur mantenendo il significato originario come nel caso di Master of Arts, che non significa Padrone delle Arti. confondere i 2 significati di master è frutto di ignoranza e cecità ideologica. PS eviterei di dare dello scemo ad un interlocutore.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Anche la parola '' negro '' deriva dal latino nigrum e quindi? È ritenuto offensivo dai neri e non la uso. Poi oh se volete dimostrare che etimologicamente e idealmente la parola ha quello o questo significato ok, bravi avete studiato la lezione. Se a una parte della comunità da fastidio e disagio io non la uso voi fate appello al vostro vocabolario etimologicamente corretto.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Leggi con attenzione il commento di Marcow a riguardo.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Non sei nero quindi la tua opinione sulla faccenda vale quanto l' opinione di Trump sul coronavirus, cioè meno di niente. Mi spiace, devi fartene una ragione.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Per di più sei un boomer perciò per te l inglese è una cosa sconosciuta quindi cosa vuoi dare un opinione cosa? Mi sembri quelli in fila alla coop che si credono virologi. Com era il detto? Meglio tacere e sembrare stupidi che digitare cose a caso per sembrare forbiti e fugare ogni dubbio

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Chiedo scusa, mi sono fatto prendere dalla rabbia. Il mio parere resta lo stesso, non spetta a noi dare pareri sulla faccenda.

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

Dai, spiegami allora come mai la comunità nera rap chiama i cantanti MC (masters of ceremony). In questo caso non si fanno problemi ??? PS - dovresti andarci cauto con gli epiteti (stupido, scemo)...

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Pe lo stesso motivo per cui un nero può dire ''nigga'' e un bianco no.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

PS un conto è autodefinisri padroni di qualcosa, un altro è doversi rivolgere a una persona col termine '' padrone''.

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Nelle Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

Io sono una boomer e l'inglese per me è una cosa conosciutissima visto che bazzico la lingua e chi la parla da quasi quaranta anni. Pensa Luca che per quanto ne sappia, e ti assicuro che ne so, l'appellativo Master in UK viene dato ai giovani maschi prima che essi abbiano raggiunto l'età adulta. Cioè se si indirizza loro una lettera o una comunicazione ufficiale, viene scritto "Master XXYY". Naturalmente la lingua, ogni lingua, è fatta da persone e da nuove generazioni, per cui quello che era il significato primario di una parola, ora non lo è più. Finita questa inutile dissertazione, trovo il post di Elena più che interessante per la divulgazione di quello che è uno dei tanti aspetti del variegato mondo enoico occidentale. Un'altra prova provata che si tratta non di un mondo a sé, ma di un insieme di persone con le stesse contraddizioni di tutti gli altri. Quello che a noi può sembrare razzismo alla rovescia è lo sfogo arrabbiato e giustificato di chi ha nel proprio bagaglio culturale la mortificazione di generazioni. Ah, il mio è un parere, un parere che mi sento libera di dare riguardo ad un post che mi ha coinvolto.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Un commento intelligente, a differenza dei tanti sproloqui scritti da un troll di professione

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Non sono un troll, ammetto di essermi arrabbiato troppo e aver esagerato, deviando dal civile modo di esprimere opinioni e discutere. Detto questo ritengo che su alcuni temi bisogna essere chiari e non lasciare spazio a interpretazioni o opinioni di chi quei temi non li può, per natura, comprendere fino in fondo.

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

Io starei ancora aspettando una tua spiegazione riguardo come hai risposto al mio intervento.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Lascia stare, non ti risponderà, non lo ha fatto per nessun intervento, si è limitato ad arrabbiarsi e a dire che ha ragione lui. La cosa più costruttiva che ha fatto è stata stigmatizzare un lapsus e questo dice tutto. Il suo modo di fare ricorda proprio quelli di un Trump o di un Salvini, Diamogli ragione che almeno è contento.

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Vinoltre

circa 3 mesi fa - Link

E il nero di troia??? Ma dai su...

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Capex, avevo frainteso il significato del tuo intervento. Sono partito a testa bassa e non ho pensato. Chiedo scusa. Maurizio vuoi crocifiggermi? Intanto mi puoi spiegare cosa intendi con discriminazione al contrario? Chi viene discriminato in questa situazione? In che modo i fatti citati e l articolo sono razzisti? E inoltre mi puoi spiegare in che modo e cito il tuo post ''non saper cogliere il senso di una parola nel contesto è un problema estremamente grave'' questa frase si accordi con la tua pretesa di giudicare la piccolezza mentale e ignoranza di certi individui sempre per citare il tuo bel post,individui che vivono in un contesto che tu non puoi minimamente immaginare, con anni di soprusi alle spalle e tutt ora discriminati ogni giorno. Sono loro a non capire il contesto in cui vivono? Chi lo sa

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Sì Luca, sono loro. Se una persona, nel 2020, di colore, prova fastidio a rivolgersi a un'altra, chiamandola "master", perché i suoi antenati, secoli fa, usavano quel termine costretti, in un altro contesto e con un altro significato, per rivolgersi ai loro padroni, quando quello oggi è un appellativo che viene usato con tutto un altro senso e senza la benché minima allusione dispregiativa o razzista, ha un serio problema. Il razzismo c'è, è giusto stigmatizzarlo sempre, per tutti (a proposito, visto che si parla di Sud Africa, informatevi un po' sulle leggi di assunzione dei bianchi in quel paese), ma quello descritto in questo post non è razzismo, è una idiozia che non aiuta a combattere il razzismo, ma anzi lo intralcia. La dimostrazione è che a parte il tuo, tutti gli altri interventi a questo post sono stati di critica e non certo perché chi li ha mossi è razzista. Nel 1946, a pochi mesi dopo che i nostri nonni sono stati massacrati, che alcuni sono stati deportati in campi di concentramento e trattati peggio degli schiavi, i tedeschi sono tornati a fare le vacanze in Italia e nessuno si è sentito offeso di sentire parlare una lingua o sentire certi termini che per anni erano stati associati a un'idea di terrore e oppressione, ovviamente aggiungerei. Fare il contrario sarebbe stata un discriminazione , benché in molti casi lì si parlasse della stessa generazione. Figuriamoci ora dove si parla di una cosa ancora più remota nel tempo.

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

Grazie Luca

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Il razzismo c'è, siamo tutti d accordo, e in questi ultimi anni sta crescendo e non siamo certo noi, bianchi a poter decidere cosa debba o non debba dare fastidio, anzi disagio a chi questo razzismo lo vive tutti i giorni. La parola Master ha più significati ma il contesto non elimina il rimando al significato che può creare associazioni mentali sgradite a chi le pronuncia. Se chiedono di cambiare un termine non succede niente a noi, al mondo del vino, al mondo in generale ma anzi servirebbe solo a far sentire incluse più persone il che è solo un bene, non penso sia un capriccio di gente ignorante. Il discorso sulle leggi razziali in sud Africa cosa c'entra qui ? Il paragone con i tedeschi non capisco cosa c entri col discorso. Io non vedo commenti così tanto di critica come il tuo e se anche fosse? Inoltre non ho capito perché quindi abbiano accettato di cambiare parzialmente il termine in questione se fossero solo idee di gente '' ignorante e dalla piccolezza mentale''.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

È evidente ma te lo spiego e come ti ho scritto sopra è lo stesso motivo per cui tante multinazionali stanno seguendo politiche simili: business.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Business? Quindi tu credi che se non avessero fatto questa scelta molta gente non evrebbe più dato credito al titolo di Master Sommelier? Non è un po' in malafede la tua idea? Non può essere in nessun caso che la giuria abbia deciso di cambiare una insignificante regola banale pur di non fare sentire a disagio una parte della comunità?

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Tu puoi chiamare la cosa "non fare sentire a disagio una parte della comunità". Io la chiamo "non avere rotture di scatole e non avere un rischio di calo dei ricavi". Che è la cosa che stanno appunto facendo tutte le più grandi compagnie al mondo. Sul caso specifico non so se io sia in malafede, mi sono limitato ad applicare il motivo che va per la maggiore in questi casi. Può essere malafede mia, dabbenaggine tua, oppure qualcosa nel mezzo, chi lo sa.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Una delle critiche al politicamente corretto è che si riduce a... "igiene linguistica" ... senza affrontare il problemi(es. razzismo) in modo profondo(e radicale). Questa critica è riassunta nelle parole di Natalia Ginzburg che scrisse: "Le connotazioni quali “non vedente” o “operatore eco­logico”, al posto di “cieco” e “spazzino”, non hanno por­tato a rispettare di più i soggetti o a aiutarli meglio, hanno solo inventato una falsa e ipocrita solidarietà nei termini, artificiale e scorretta". _____ Ma il politicamente corretto ha altri aspetti patologici preoccupanti e patologici. Può intaccare la più GRANDE delle LIBERTÀ PERSONALI. È la cd. cancel culture: se ne sta discutendo nelle ultime settimane in Usa e anche da noi: vedi Linkiesta con una serie di articoli di Guia Soncini. E si fanno esempi di giornalisti e di altre categorie costrette a dimettersi perché un giorno non sono stati troppo attenti a controllare il loro linguaggio e... risultavano... politicamente... scorretti. Per questo motivo, ma più in generale per difendere la liberta di espressione del pensiero, pochi giorni fa 150 intellettuali e scrittori famosi, di posizioni ideologiche diverse, hanno scritto una lettera sulla rivista Arper's che ha suscitato un intenso dibattito in tutto il mondo e anche in Italia. __ In questo intenso dibattito sul politicamente corretto e sulla cancel culture è stato inserito anche il libro di Robin Di Angelo "Fragilità Bianca" che viene riportato nell'articolo su cui stiamo discutendo. ____ Ho voluto accennare alla COMPLESSITÀ degli argomenti in gioco. E alla difficoltà di comprenderli ...in profondità. Non sono arrivato ancora a delle convinzioni forti sui temi che ho accennato anche se voglio ribadire: 1 che sono contro le discriminazioni razziali e 2 la LIBERTÀ DI ESPRESSIONE del PENSIERO è importantissima, la più grande delle LIBERTÀ.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Un contributo molto utile il tuo, grazie marcow.

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

Se volete toccare con mano la suprema idiozia del "politicamente corretto" leggete qui: https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/razzismo-la-migros-toglie-i-moretti_1358713_11/ L'avevo già scritto qualche giorno fa ma (non capisco il perchè) non è passato al vaglio del moderatore...

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

La lettera in questione è stata criticata da vari personaggi in particolare modo dalla Ocasio Cortez e a quanto pare nessuno dei firmatari è mai stato censurato o altro. Sembra più una paura ingiustificata che razionale quella riguardo gli '' aspetti patologici '' del politicamente corretto. Ad oggi non credo che la sostituzione di alcuni termini abbia minato la libertà di nessuno mentre la libertà di sfogare la propria ignoranza verso minoranze sia sempre più in ascesa. Quindi se devo valutare cosa sia più pericoloso al momento direi che cambiare certi termini non mi spaventa. Per di più vorrei far notare che il politicamente scorretto è la filosofia dei vari Trump, Salvini etc. Davvero la libertà di espressione va difesa strenuamente in tutti i casi o è solo una bella frase da dire? Feltri è giusto che scriva tutte quelle boiate? Salvini è giustificato dal dire zingaracci migranti stupratori attentatori etc? Forse si può fare uno sforzo per controllare il nostro linguaggio dove offende terzi o questo lo avvertite come privazione di chissà quale libertà?

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Logicamente la difesa della libertà d'espressione non deve essere strumentalizzata. I vari Trump e Salvini ne fanno ampio uso a loro piacere, senza dignità, dimenticandosi che non si tratta di un diritto assoluto. In questo caso non si tratta più di "libertà d'espressione," per come nasce questo diritto, ma una storpiatura bella e buona, un mezzo per diffondere odio e violenze in mano a persone senza scrupoli. Per cui delle limitazioni ci devono essere in una società come quella attuale. Poi che dall'altra parte della barricata tirino la corda in senso opposto, sono d'accordo. Si va avanti a compromessi.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Ultimo intervento. Vorrei fare notare a chi parlava di contesto che la critica in questione è nata dal doversi riferire al docente col termine Padrone, nessuno ha chiesto di abolire il termine, di cambiare il nome del titolo rilasciato(parlo al genio che citava l MC del rap) o di togliere la libertà di espressione al mondo intero. Solo eliminare l obbligo di chiamare padrone un professore. Sembra ragionevole non trovare?

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Luca: "Forse si può fare uno sforzo per controllare il nostro linguaggio dove offende terzi o questo lo avvertite come privazione di chissà quale libertà?"___ Luca, e lei si è CONTROLLATO in questo dibattito?

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Touché. La cosa bella è appunto che Luca vorrebbe non si usasse il termine master per non urtare lievemente la sensibilità di qualcuno, però ha insultato serenamente nel dibattito a più riprese svariati utenti che esprimevamo educatamente il proprio pensiero. Ma va bene, è libertà di pensiero ed espressione anche questa. Preferisco un mondo dove a uno l'insulto scappa e ci si mette un pietra sopra sulla faccenda che uno in cui se l'insulto scappa viene linciato e tacciato di razzismo e apostasia come fosse peggio di Hitler. Alla fine Luca dovresti essere concorde anche tu su questo, altrimenti se a moderare il post ci fosse stato uno sensibile come te ti avrebbe censurato dopo 2 interventi.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Non puoi mettere nello stesso paniere un insulto estemporaneo e la discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessista. Altrimenti vale tutto. I contesti per favore, cerchiamo di capirli e interpretarli o no caro Maurizio :) Le tue uscite poi su Hitler, sulle leggi razziali in sud Africa, su i tedeschi che venivano in vacanza in Italia fanno un po' storcere il naso. E in più se alcuni miei commenti fossero stati censurati sarebbe stato meglio, non mi sarei certo potuto lamentare.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Infatti mi sta dando ragione. Io lo '' sforzo'' l ho fatto, pur trattandosi di casi differenti e a quanto può vedere è sempre più utile venirsi incontro che invocare non so quale diritto inalienabile.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Se i moderatori fossero stati però "sensibili" come te, ti avrebbero censurato al secondo commento, invece hai potuto andare avanti a esprimere il tuo parere anche se con toni sopra le righe e penso. Da un lato invochi l'uso di un linguaggio scrupolosissimo per non urtare minimamente la sensibilità altrui, dall'altro ne usi un altro e ti esprimi pienamente e senza filtri grazie alla libertà che ti viene concessa di usare certi modi. Alla fine da come ti sei comportato sembra che coi fatti anche tu preferisca di gran lunga la libertà di espressione a scapito del perbenismo di facciata.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Scusa ma eri tu che invocavi l ignoranza di chi non capisce i contesti? Mi sembra che stai facendo lo stesso errore che giudichi così severamente caro Maurizio. Come puoi paragonare le due cose, sono molto diverse. Uno sfogo su un blog di vino e la richiesta di cambiare un modo di rivolgersi a un docente di una Coorte autorevole. Suvvia, non sono lontanalente paragonabili.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Si parla dell'atteggiamento e del ragionamento che vi sta dietro non del caso specifico e se ho ben inteso è quello a cui ha anche alluso Marcow facendotelo notare. Hai detto tu appunto "Forse si può fare uno sforzo per controllare il nostro linguaggio dove offende terzi o questo lo avvertite come privazione di chissà quale libertà?". E dicendo questo non ti sei riferito al caso specifico, ma hai parlato in generale. Per cui se questa pratica l'avessero applicata i moderatori in questa maniera tu saresti stato censurato. Quello che dici è l'opposto di come ti sei comportato. Puoi rivedere o l'una o l'altra posizione, ma entrambe sono chiaramente incompatibili.

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Se I miei commenti più volgari, 2 in tutto, fossero stati censurati sarei stato anche d accordo senza appellarmi alla libertà di espressione. In ogni caso potremmo andare avanti a oltranza a rinfacciare questo o quello. Credo che il commento di Cossater racchiuda tutto il mio pensiero, non siamo abbastanza vicini a quella cultura per capire e giudicare. Fine. Se vuoi sostenere il contratrio ok, fai pure. Ciao.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Capisco, io non credo ci sia un cultura nera, una bianca, una gialla o una del colore che vuoi. La cultura di un paese dovrebbe essere una e fatta della complessità di quelle dei suoi abitanti. Se iniziamo internamente a dividerci in culture diverse, fazioni o religioni questo è il passo giusto per innescare nuovi conflitti e raggiungere l'opposto dell'integrazione. E mi sembra che un certo atteggiamento che va di moda ora stia portando a questo. Questo è un mio parere ovviamente.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Perché Salman Rushdie e Noam Chomsky, insieme a 148 intellettuali e scrittori, scrivono queste parole sulla rivista Harper's un giorno di luglio del 2020? Sono contro Trump: basta conoscerli Sono contro il razzismo. Contro il fanatismo. Basta conoscerli. E allora perché scrivono queste parole?___ Dalla lettera dei 150: [...] "Le forze illiberali stanno crescendo in tutto il mondo e trovano un potente alleato in Donald Trump. Lui rappresenta una vera minaccia alla democrazia. Ma la resistenza non può permettersi di irrigidirsi nel suo stesso marchio dogmatico e coercitivo, cosa che i demagoghi della destra stanno già sfruttando. Il processo di inclusione democratica che vogliamo può essere ottenuto solo dichiarandoci contrari a questo clima di intolleranza che si sta diffondendo ovunque. Il libero scambio di idee e informazioni, la linfa vitale di una società libera, ogni giorno viene compresso sempre di più. Se abbiamo imparato ad aspettarcelo da parte della destra radicale, va detto che un atteggiamento censorio si sta ora diffondendo molto di più nella nostra cultura. Intolleranza per i punti di vista contrari, ostracismo e umiliazioni pubbliche, la tendenza ad annullare questioni complesse di politiche pubbliche nel quadro di una stringente certezza morale. Noi sosteniamo il valore di una contro-narrazione forte, anche caustica, proveniente da ogni direzione. Ma è diventato fin troppo comune assistere a richieste di castighi rapidi e severi per ogni presunto abuso della libertà di espressione e di opinione. [...] Continua ____

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Chapeau

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Marcow, la lettera nasce dopo le proteste per la morte di Floyd cercando di arginare la deriva che la situazione ha preso. La questione della parola master ha origini ben più lontane, nel 2016 Harvard ha ricevuto richieste di cambiare nome ad alcune aule e ha accettato. Le richieste possono essere legittime o meno e questa mi pare sia legittima. Se si parla di abbattere statue o altro si può discutere anche di quello. Fare di tutta l erba un fascio equivale a dire che non si può mettere in discussione nulla e accettare lo status quo.

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Paolo

circa 3 mesi fa - Link

Alla replica che iniziava "ultimo intervento" ne sono seguite altre cinque, nelle ore e giorni successivi. Da piccolo dicevi "non lo faccio più, giuro Signora Maestra", poi correvi dal preside a chiedere che fosse abolito il termine "Maestra", vero Luca?

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Paolo hai da aggiungere qualcosa di intelligente sulla questione o rimani a leggere di nascosto per non condividere il tuo prezioso punto di vista?

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Si Paolo bravo. Anche più di cinque direi se vai a vedere le risposte a altri post. Quindi Maestra ha anche un accezione negativa in italiano?

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Giacomo

circa 3 mesi fa - Link

Mentre qualcuno costruiva la cappella sistina altri facevano le capanne di fango. Eggià Esfahan.... capanne di fango.

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Antonio Tomacelli

circa 3 mesi fa - Link

Mentre qualcuno cacciava a mani nude, altri costruivano piramidi...

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Ma che discorsi fate? La storia è degli uomini, mica delle razze. E comunque gli egiziani mica erano neri, nubiani a parte...

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Non sappiamo quali fossero le "intenzioni" di Giacomo e se sono state tradite da una cattiva "espressione" del "suo pensiero". Può darsi che ci sia dell'ironia nel suo commento che alcuni lettori potrebbero non cogliere. Fatte queste premesse, a me "sembra" un commento dal contenuto "razzista". E allora? E allora vorrei collegarmi al dibattito e al suo sviluppo. Secondo la logica del politicamente corretto (ma anche senza scomodare il P C) poteva essere censurato. Perché? Perché fortemente offensivo verso i lettori di origine africana. Non è stato fatto. Ma, attenzione, l'editore del blog si è, comunque, dissociato in modo molto efficace dal contenuto. E io l'ho apprezzato. E allora? E allora, pur non sacrificando la libertà di espressione del pensiero(cioè senza censurarlo) si è contrastato(secondo me efficacemente) un'opinione che non si condivide. PS Vorrei chiarire ulteriormente il mio pensiero. Difendere la LIBERTÀ di ESPRESSIONE non significa... che POSSIAMO DIRE TUTTO QUELLO CHE CI PASSA PER LA TESTA. Penso alla maleducazione, agli insulti gratuiti che, secondo me, vanno censurati.

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Capex

circa 3 mesi fa - Link

Fammi capire se ho capito: tu, pur con i dovuti dubbi, potresti ritenere il commento di cui sopra razzista. Non condividendolo ti compiaci del fatto che l'editore si sia dissociato, altrettanto ti soddisfa che l'editore non abbia censurato. Auspichi la censura per offese e maleducazione. A questo punto mi verrebbe da dire: il dubbio, generato da una possibile ironia, rende non censurabile un commento pur ritenendolo razzista. Quindi, per chi ha proprietà di linguaggio e, per questo, capacità di esporre con eleganza e stile, è possibile esprimere concetti deprecabili senza incorrere nella censura...magari cavandosela con un mi dissocio da parte di chi mette a disposizione lo spazio per esprimersi in tal maniera. È come il giocatore che commette fallo e se la cava con un giallo grazie all'astuzia, evitando il rosso. Praticamente Vittorio Feltri prima che perdesse la brocca.

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