Bibenda Carthago! Pensieri sparsi di un testimone a convegno

di Emanuele Giannone

Ancora qualche considerazione di prima mano sul convegno dell’Associazione italiana Sommelier svoltosi a Roma qualche giorno fa.
1 – Logica for dummies.
I blog non sono credibili. I blog sono ricettacoli di superficialità e mancanza di analisi. I blog mancano di professionalità. I blog diffamano. Visti lustro e calibro dei convitati, la speranza era che si trattasse di tesi e che i baccalaureati si ponessero finalmente alla dimostrazione secondo derivazioni logiche. Possibilmente elementari – da utili comunicatori – ed efficaci. Nel tempo a disposizione, e non era poco, si è arrivati piuttosto a postulare la nocività dei blog. Da quest’assioma si è partiti per risolvere brillantemente tutti i problemi irrisolti, incluso quello della comunicazione del vino, e che ce frega der principio di non-contraddizione: i blog sono superficiali e non analizzano, lo dico io che non dimostro perché sia così, quindi sono di par mio superficiale e non analizzo. Più che all’assioma, penso che ex falso quodlibet.

2 – Logica for dummies, parte seconda. È vero: vi sono anche blog illeggibili per superficialità e mancanza di analisi. Ma da dove scaturiscono le pratiche che causano esecrazione se esperite da un blogger, e poco più che indifferenza quando originano da una redazione televisiva o giornalistica? Allora: se il blog è male, il resto è bene. E quando il resto è male? Tertium non datur. PS tertium non datur non esclude a priori che entrambe le proposizioni – il blog è bene / il resto è bene – siano false. Piuttosto che volerli ammazzare stecchiti, non sarebbe un convegno la sede ideale per parlare con, non contro?

3 – Denominazione di origine (coglionata, garantita). Tra amabilità e arguzie varie, il dibattito licenzia un’allegoria dell’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, che viene idealizzata e fatta simile alla fascetta delle denominazioni. Questa brutta figura retorica viene derivata dalla dirimente presenza di ferree regole deontologiche, alle quali tutti gli iscritti si attengono immancabilmente, e che mancano del tutto alle metaforiche carte internautiche. Di seguito un telegrafico e non ragionato elenco di non-internauti, non- metaforici giornalisti: Augusto, Benito, Bruno e Walter. Beninteso, a me basta la presenza di una sola penna, di una sola voce competente e libera per difendere aprioristicamente il ruolo e la necessità del giornalista. Domando ora, preclari giurati: esiste secondo voi anche un solo blogger che sappia scrivere di vino con competenza e in libertà? Siate conseguenti.

4 – Intravino è un blog per educande. Qui sviscero tutta la mia ammirazione per Carlo Cambi e, sull’onda lunga della logica (e delle sue citazioni – squisite – di due centravanti stranieri) rifletto sul culto dello stile e dell’eleganza che rappresenterebbero la cifra di Bibenda. Sul palco del Cavalieri Hilton Carlo Cambi si è meritato la variazione del cognome in Carlo Sgarbi, grazie a una vibrante e toscanissima sfilza di improperi. L’effetto immediato è stato quello di smascherare l’incongruenza tra fruste pretese da Arbitri Elegantiarum e dura, bieca, simpatica realtà. Quello differito è più doloroso: Intravino cassa gli improperi, quindi è veramente un blog terribile. Sogna pudendo e parla pudico, come un’adolescente costretta a un convitto elvetico. Adesso lo ammettano editors e redattori: Bibenda è più avanti.

5 – Non sputare nel pianto in cui bevi. A proposito di eleganza: al Cavalieri era vietato sputare nel seau à glace. In effetti non è cosa propriamente decorosa la c.d. réverénce du lama, o inchino del lama, antiquata pratica con la quale l’assaggiatore si accosta al secchiello del ghiaccio per liberarsi la bocca. Per chi non avesse voluto contravvenire, ovvero rassegnarsi a dipsomania e ulcera, l’alternativa veniva offerta da quella cosa che è effettivamente meglio chiamare crachoir se la vendi a venticinque euro, perché si sa che il francese è molto più elegante, e che non tutti sborsano sorridendo quella cifra per una c.d. sputacchiera.

6- Eccellere e distinguersi. Era solo il titolo del primo convegno in programma, ma è in linea con tanti claims e statements che caratterizzano campagne e comunicazioni di mamma AIS-Roma. Lo stile è quello dei copywriters ai tempi di Umberto Smaila, tra iperbole, anglismi e prosopopea. Il migliore: “L’Associazione Italiana Sommelier di Roma è oggi il centro di cultura del vino più prestigioso del mondo.” Eccedere ed estinguersi.

A.A.A.A.A.A. FACCIO OUTING. Sono iscritto all’AIS. E lo sono anche con soddisfazione perché, quando l’AIS vuol essere degustazione e non degustificio, allora è una ricchezza alla quale è peccato rinunciare.

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

15 Commenti

avatar

Francesco Annibali

circa 7 anni fa - Link

Dove si scarica il pdf del dizionario italiano-giannone giannone-italiano? :)

Rispondi
avatar

pietro

circa 7 anni fa - Link

lo sto stilando. Quasi finito. Sempre un piacere leggerti EG.

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

"quando l’AIS vuol essere degustazione e non degustificio, allora è una ricchezza alla quale è peccato rinunciare." Le due degustazioni alle quali ho partecipato sono state condotte in maniera perfetta, il servizio dei Sommelier è stato professionale e discreto. Lo stesso devo dire dei Sommelier incaricati di servire ai banchi di assaggio. Il Presidente Maietta mi è piaciuto, sebbene sia evidente che si senta più a suo agio davanti a dei bicchieri di degustazione che ad una platea sbadigliante. Quanto alla prosa di Giannone, questa è un'oasi vivificante in confronto a tante parole sciatte e troppo di moda. Basta sforzarsi un minimo invece di subire passivamente.

Rispondi
avatar

Eleutherius Grootjans

circa 7 anni fa - Link

Per quanto mi riguarda, un chiaro riferimento di stile (non di stilemi) a Roma c'è ed è un grande vinopedista, grande degustatore, giornalista dell'Ordine. Tra l'altro è in forza all'AIS Roma. Non è un marziano, semmai un Marziale. Il Presidente Maietta lo conosco poco. Sembra persona rispettabilissima e senza affettazione. Nei tre o quattro incroci fortuiti al degustificio mi è parso spaesato. Ma forse era solo la discrasia tra il suo apparente understatement e tutta la pomp & circumstance d'intorno.

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Ho il massimo rispetto per l'AIS, associazione che fa ed ha fatto tantissimo per il vino, ma non capisco perché entra in una polemica tra i media del vino. Che, oltretutto, mi sembra più un problema generazionale che una disquisizione sul ruolo di blog e giornali; dai, é ovvio che se oggi Carlo Cambi avesse vent'anni scriverebbe solo su blog! E questo proprio perché è bravo e, last but not least, perché in questi tempi di magra (e di redazioni affollate di vecchioni come me) nessuno lo lascerebbe scrivere su un giornale nonostante la sua bravura. Amici che urlate contro i blog, ma non ricordate come eravate (e come ero anch'io) quando giravate in Vespa e avevate tanti sogni? Eravate irriguardosi, intolleranti verso i "vecchi" e irritati verso chi vi negava gli spazi. Che meritavate. Come i blogger ora.

Rispondi
avatar

Emanuele

circa 7 anni fa - Link

L'unico appunto possibile a questo commento è scherzoso. Riguarda la traslazione generazionale nel significato dei termini "junior" e "senior". Non so quale sia l'età media nelle redazioni, posso solo immaginare che vari sensibilmente a seconda che a far media siano i soli stabili o anche i poveri precari ballerini. Quanto ai blog, almeno a quelli più noti, ho l'impressione che anche qui la fascia d'età fino a 30 anni sia minoritaria. Non so quanto Intravino sia rappresentativo della categoria, ma conferma tale impressione. Se il blog è "nuovo", lo deve in parte alle caratteristiche del veicolo che lo supporta, in parte alla presenza di spirito di chi lo compone, in parte anche alle mutate accezioni di novità e gioventù.

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

posso confermare che a Intravino sono tutti giovanissimi. E' che li portano male per via di una vita debosciata.

Rispondi
avatar

Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Discorso che non fa una piega e ti fa onore.

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

E' la storia dell'Italia. I signori che nel '68 erano giovani e hanno fatto la rivoluzione, oggi rinfacciano come colpe mortali alla generazione successiva e ancor di più a quella dei nipoti di essere giovani e di avere ambizioni di integrazione e subentro. E'così che ai giovani di oggi, che hanno banali ambizioni di subentro senza avere il coraggio di prendere con la forza della giovinezza quello che spetta loro, come fecero quelli del '68, sta bene la lezione della storia: nessuno si è mai fatto da parte per generosità. Non esiste campione del pugilato che abbia lasciato vincere il nuovo sfidante per manifesta superiorità atletica e spirituale. Lo ha invece sempre costretto al sudore ed al sangue, al dolore, alla cattiveria, alla sfrontatezza di alzarsi dall'angolo e avere il coraggio di dire: "io potrei essere tuo figlio e io ora sento la necessità di demolirti per prendere il tuo posto. Perché io sono più forte di te". Ecco qua. Cazzo. E finiamola con questa nenia soporifera per cui ai giovani spetterebbe il potere per naturale successione e fisiologico ricambio. Nella storia dell'umanità non è mai successo. Perché dovrebbe cominciare a succedere proprio ora, per di più in un'epoca fra le più dissimulatamente crudeli ed implicitamente violente che si siano mai viste?

Rispondi
avatar

Emanuele

circa 7 anni fa - Link

Io potrei condividere l'argomento, Rosario, se omettessi di considerare una certa forma di abuso di posizione dominante. Neutralizziamo il peso del fattore-età. Giochiamocela senza pensare all'anagrafe ma su quello che gli anglosassoni chiamano a level playing field. Conosco personalmente giovani medici (quarantenni) qualificati e specializzati che vorrebbero giocarsi alla pari il posto da associati con medici più vecchi: che non si aggiornano, non si schiodano dal posto e si contendono a un baccarat per pochi i posti per i figli. Conosco personalmente giovani autori-di-fatto ma non di diritto, collaboratori di redazione con contratti da pochi soldi e rinnovati - se gli dice bene - di anno in anno. Scrivono articoli e copioni per autori-di-diritto ma non di fatto, perché in redazione si vedono poco, tanto hanno spuntato contratti e ruoli che gli garantiscono comunque un introito. Non devo andar troppo lontano. Mi basta guardare entro la cerchia familiare e amicale. Secondo me, Rosario, la questione centrale non verte su presunti ricambi fisiologici, né su successioni di diritto; piuttosto su quel level playing field. E il poco leale vantaggio della pendenza negativa non è detenuto dai cosiddetti giovani. Tornando sul tema del post: il convegno non l'hanno chiesto i blog, se l'è inventato AIS Roma. Se io volessi sbugiardare i blog per la loro pochezza, lo farei aprendone uno mio, non già mettendo su uno spettacolo di gusto vagamente Midas con ospiti la cui reazione alla tesi-blog è dettata dalle istamine più che da ragioni antitetiche. Sarebbe stato più corretto invitare uno o due buoni blogger in più per tentare di grigliarli a dovere esponendosi al rischio d'esser grigliati. L'unico presente è stato relegato all'ultimo intervento con i minuti contati. Uno che avrei visto bene a far da bersaglio e cecchino è Fiorenzo Sartore. Ma la selezione sapeva molto di Porcellum e liste bloccate. E il dibattito, par consequence, è stato una nenia soporifera.

Rispondi
avatar

Pietro Filippo De Luca

circa 7 anni fa - Link

Due gran belle giornate! Sarebbe stato semplice limitarsi ai congressi di sempre, quelli sì, davvero noiosi ed inutili. Ci voleva coraggio per fare qualcosa di diverso e Maietta ed il suo staff, questo coraggio l'hanno avuto. Badate, la due giorni romana non è stata solo convegni e polemiche. Non è stata solo banchi d'assaggio di vino e gastronomia di qualità. Non è stata solo degustazioni di gran livello, condotte in maniera magistrale. Non è stata solo luogo di incontro e di confronto di incredibile bellezza oltre che di squisita accoglienza. Ma è stata, soprattutto, un'occasione per capire che cosa è oggi l'AIS, un'AIS di cui mi sento estremamente orgoglioso di far parte. Vi prego di cuore, mettiamocela tutta a continuare su questa strada, con impegno e, facendo mia un'esortazione del presidente, Eleganza.

Rispondi
avatar

Emanuele

circa 7 anni fa - Link

Pietro, lo chiedo fuor di polemica e senza sarcasmo: se tu lo hai capito, che cosa è oggi l'AIS? Io ho fatto ricorso alla dicotomia degustazione-degustificio per indicare cosa apprezzo e aborro, rispettivamente. Tu in quale direzione la vedi procedere? Un esempio: un'associazione al passo coi tempi non considererebbe i blog tanto un disturbo, quanto piuttosto un'occasione. Infine, se hai il tempo e la pazienza di rispondere anche a questo: l'Eleganza dell'esortazione è un concetto abbastanza vago. Come va intesa?

Rispondi
avatar

Pietro Filippo De Luca

circa 7 anni fa - Link

Nemo ad perfectionem tenetur, sed omnes ad eam tendere tenentur. E, ancora, per amor di sintesi e non di citazione, provo a pretendere da me il cambiamento che chiedo al mondo: prova a pensare se mi riuscisse una cosa del genere, avrei contribuito nel mio piccolo a cambiare il mondo. Ognuno di noi non solo può, ma è tenuto a dare il proprio contributo in positivo. L'Eleganza, proprio come nel vino è la ridultante dell'Equilibrio tra Qualità Eccellenti. Come si può intuire un obiettivo per niente sempìice da raggiungere, ma non per questo siamo legittimati a non provarci, da qui l'esortazione.

Rispondi
avatar

Francesca

circa 7 anni fa - Link

Caro Intravino, non sarà che alla fine sei inguaribilmente filo-AIS? Al famoso si fa' per dire ci saranno state compresi i relatori 50 persone, allora di che parliamo?

Rispondi
avatar

Antonio

circa 7 anni fa - Link

Il punto 5 "non sputare nel pianto in cui bevi" l'avevo sottolineato ampiamente in un mio precedente post. Evidentemente la crisi si fa sentire, all'epoca l'apposito attrezzo costava solo 15 Euro contro gli attuali 25! Si dovrebbe distinguere tra AIS e gruppo Bibenda, due realtà molto distanti, Maietta è persona degna di massimo rispetto e con una grandissima passione, quanto alla banda romana non mi meraviglierei se avessero Batman Fiorito tra i loro seguaci!!! In ogni caso dopo la mia ultima esperienza al Cavalieri ho smesso di pagare la tessera AIS dopo 13 anni di affiliazione. Del resto 3 polli che comprino altrettante sputacchiere basteranno a compensare il danno derivante dalla mia mancata adesione!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.