Avvertenze sulla salute: immagini choc sulle bottiglie dei superalcolici. In Irlanda lo stato etico fa sul serio

Avvertenze sulla salute: immagini choc sulle bottiglie dei superalcolici. In Irlanda lo stato etico fa sul serio

di Pietro Stara

L’Irlanda è già un bel pezzo avanti. O indietro, a seconda dei punti di vista: “Il governo di Dublino ha adottato a dicembre 2015 la proposta di legge sulla salute pubblica, notificata in Commissione a gennaio. Per le sostanze alcoliche inebrianti il provvedimento introduce divieti promozionali (no a pubblicità sui mezzi pubblici e loro fermate in prossimità di scuole), divieti di sponsorizzazione (per eventi per minori e adolescenti), prezzo minimo imposto (10 centesimi per ogni grammo di alcol in bottiglia), possibilità di divieti di vendita sottocosto «durante un periodo limitato» (happy hour). E soprattutto introduce l’obbligo di «avvertenze sulla salute». Il provvedimento è ancora in discussione a Dublino, ma ha già ricevuto il benestare di Bruxelles.” (Fonte: La Stampa del 2/10/2016).

Torna prepotentemente, insomma, la possibilità che le acque spiritose (alcolici) vengano equiparate al tabacco e che pertanto le etichette, su proposta dell’intransigente Vytenis Andriukaitis, possano contenere, in un futuro non lontano (la discussione dovrebbe aprirsi nel 2017 a livello Europeo), le simpatiche diciture “uccide”; “fa molto male a te, ma di più a tua suocera”; “ammazza più l’alcol dell’Isis”; e via di questo passo.

Fuor di burla, non adotterò qui ragionamenti retorici che potrebbero valere esattamente come i propri contrari. Non dirò, quindi, che vino, whisky, cognac, sono cultura, storia, alimentazione, convivialità, eccetera, perché risalgono ai tempi in cui Noè bevve nudo, oppure a quando il fratello John Cor e i monaci delle Highlands, qualche annetto più tardi (fine 1400), si ubriacarono vestiti o ancora, a stretto giro di posta (1600), al tempo in cui solerti olandesi si gettano a capofitto per portare migliorie all’alambicco di ripasso. Non lo dirò perché si può dire esattamente l’opposto, cioè che oggi (mannaggia la miseria) la gioventù e la senescenza preferiscono gli alcolici per stordirsi, per farsi del male e fare del male. Ma pure a quei tempi, figlie di Lot comprese (Genesi 19, 31 – 37). Non dirò nemmeno che farà male ai commerci e agli scambi, perché da queste parti, in realtà, si beve molto meno di qualche anno fa e non a causa delle etichette. Ma, poi, qualcuno di noi potrebbe osare tanto da affermare che il tabacco, ‘il cibo degli dei’ precolombiano, non sia alla medesima ragione cultura, storia, convivialità, simbolismo? E dissolutezza viziosa.

Quindi non dirò tutto questo e non esorterò alla giusta misura o all’αὐταρχία propugnata dai gaudenti cirenaici, al dominio di sé pur nell’appagamento del desiderio: ‘usare i piaceri ma senza esserne vinti’ o al ‘possedere senza essere posseduti’. Vi dirò, invece, ciò a cui rifuggo da cui discende quello che non sopporto: rifuggo l’idea di uno Stato etico, secondo la concezione hegeliana: “Lo Stato è la realtà dell’idea etica; lo spirito etico, in quanto volontà manifesta, evidente a se stessa, sostanziale, che si pensa e si conosce, e compie ciò che sa e in quanto lo sa.” (G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto).

Non sopporto, quindi, il fatto che un sistema, sedicente liberale, possa da una parte intimidire i propri sudditi su cosa non sarebbe giusto fare per sé e in sé, secondo un’ipostatizzazione etica che farebbe sorridere Pippo, Pluto e Paperino. Per, poi, con l’altra mano, guadagnare lautamente i lasciti fiscali di tanta aborrita pratica. Niente di peggio che sostenere ciò che non si vuole realizzare. Niente di peggio che scambiare le domande di senso e di modo: il “perché” con il “che cosa”. Ovvero perché chi sta male utilizzi un qualche cosa a rimedio del disagio. E ci toccherebbe discutere sul senso delle relazioni umane.

[Crediti immagine: Newsflash.com]

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

21 Commenti

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alessandro sbarbada

circa 3 anni fa - Link

in Irlanda qualcuno propone di scrivere avvertenze sulla salute nelle etichette dei superalcolici, e in Italia, in tutta risposta, si attacca Hegel e la sua concezione dello Stato. Dotte disquisizioni sul nulla: l’informazione in etichetta – che già c’è per legge in moltissime nazioni, dal Giappone agli Stati Uniti, fino alla vicina Francia - non intacca al libero arbitrio, così come non li intacca, per esempio, il segnale che sulla strada mi indica la prossimità di un attraversamento pedonale.. Al contrario, rende le scelte sul bere (quali che siano) più informate, quindi più consapevoli, quindi più libere.

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Pietro Stara

circa 3 anni fa - Link

Terrorizzare non significa informare. Questo non rende alcunché più libero, né più consapevole. Che sia vino o altro. Non si parla dunque di libero arbitrio, ma di arbitrio interessato: i soldi. Infine, si tratta solo di una parvenza moralistica e pietistica ad imitazione di uno Stato Etico. Ne prende le misure (di facciata) senza portarne le conseguenze. A casa mia questo si chiama ipocrisia. Le etichette informative sono ben altra cosa. Hegel permettendo.

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alessandro sbarbada

circa 3 anni fa - Link

La proposta di legge parla di "avvertenze per la salute". Sta scritto "avvertenze" e lei - chissà perché - ha arbitrariamente interpretato "terrorismo", facendo poi derivare tutto il suo ragionamento dalla parola "terrorismo", che però era solo nella sua testa. Si trova peraltro in buona compagnia con il giornalista de "La Stampa", che, per motivi suoi, fantastica di "foto traumatizzanti". Ma sulla proposta sta scritto un semplice, serafico, "avvertenze per la salute". I produttori di vino italiani sanno bene che, quando esportano il loro prodotto negli Stati Uniti, devono scrivere in etichetta: "ACCORDING TO THE SURGEON GENERAL, WOMEN SHOULD NOT DRINK ALCOHOLIC BEVERAGES DURING PREGNANCY BECAUSE OF THE RISK OF BIRTH DEFECTS”– “CONSUMPTION OF ALCOHOLIC BEVERAGES IMPAIRS YOUR ABILITY TO DRIVE A CAR OR OPERATE MACHINERY,AND MAY CAUSE HEALTH PROBLEMS". In Francia è obbligatorio stampare il logo con il divieto per la donna incinta. In Giappone ci scrivono di evitare il consumo da parte dei minorenni. Da oltre vent'anni perfino nel Botswana scrivono sulle etichette degli alcolici "è meglio non usare bevande alcoliche quando si guida o si fanno lavori pericolosi". Ora in Irlanda ne parlano. Prima o poi ci arriveremo anche in Italia. Solo per informare, niente di più.

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Frederick

circa 3 anni fa - Link

E se il denaro non fosse visto come la contropartita per ripagarsi del danno che il fare male a se stessi comporta per la società intera in termini di maggior spesa sanitaria? Solo una domanda. Solo un altro punto di vista su cui riflettere.

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Frederick

circa 3 anni fa - Link

(ovviamente c'è un 'non' di troppo)

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Germano

circa 3 anni fa - Link

propongo di scrivere sulle bottiglie di latte: "il consumo eccessivo nuoce gravemente alla salute: può causare coliti, diarrea, vomito, calcolosi renale ebiliare"

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alessandro sbarbada

circa 3 anni fa - Link

Quando ci saranno persone che si schiantano in auto, magari travolgendo incolpevoli passanti, dopo aver bevuto latte, quando ci saranno violenze - domestiche e non - conseguenti all'assunzione di latte, quando nasceranno bambini con disturbi dell'attenzione o dell'apprendimento a seguito del latte bevuto dalla mamma in gravidanza, quando il latte sarà inserito dallo IARC tra i cancerogeni di Gruppo 1, allora sottoscriverò la proposta di apporre avvertenze per la salute anche sulle etichette delle confezioni di latte.

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Pietro Stara

circa 3 anni fa - Link

Buon giorno, mi fa piacere constatare che le sue obiezioni confermino la sostanziale bontà delle tesi che espongo. Provo a replicarle, sapendo già, che non arriveremo ad un incontro. Ma pazienza. 1) La legge vieta già, non dissuade bonariamente quindi, di guidare ubriachi, di picchiare o ammazzare qualcuno in stato di ebbrezza o di folle lucidità 2) Molte persone continuano a fare o a non fare cose sulla base di una consapevolezza che ha ben poco a che fare con la didascalie apposte su alcuni prodotti. 3) I bonari avvertimenti non saranno più tali. 4) E visto che a lei piacciono le correlazioni statistiche dovrebbe anche segnalare se l’aumento degli stessi (tumori), o quello che lei in maniera del tutto priva di sostegno clinico definisce come “disturbi dell’attenzione”, siano strettamente correlati con l’apposizione di “avvertenze per la salute” oppure no. 5) Lei pensa che il libero arbitrio venga garantito dal fatto che lo Sato, guadagnando dalle accise sulla vendita di prodotti che fanno male, in qualche modo ci abbia avvertito: “te lo avevo detto!”. Insomma, mi vendi una pistola e poi mi scrivi sulla fondina “guarda che può ammazzare!”. 6) Lei continua a scambiare le ragioni per cui avvengono certe cose con il “che cosa” ovvero con la sostanza. Venga a farsi un giro per i vicoli (dove abito) di Genova durante la movida e forse capirà che sono altri i meccanismi che presiedono allo sballo. 7) L’unica funzione che avranno sarà quella di dare un senso univoco al vino, alle grappe, al cognac…: non sono e non saranno mai più cultura, alimento, socializzazione, festa, ma pericolo e danno per la vostra e altrui salute. Unidirezionale come ogni sciacquatura di coscienza

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Fabrizio

circa 3 anni fa - Link

E' un'iniziativa ridicola. Perchè non scriviamo sulla bottiglia di acqua che a berne 5 litri può far male? Tutto fa male, tutto è veleno, dipende dalla quantità! Queste sono espressioni di Stati in quanto organizzazioni sociali che non funzionano. E' stato semplicissimo con le sigarette: vietate in pubblico perchè non mi devo sorbire il tuo fumo, poi fai quello che vuoi. Personalmente toglierei quelle immegini ridicole e inutili dai pacchetti di sigarette, il problema è culturale, se giovani e meno giovani trovano conforto nel bere troppo alcol, quasi sempre di bassissima qualità, è un problema culturale e di informazione seria della salute, non di terrorismo che suona come quando mia nonna mi diceva ...: 'Mi raccomando stai attento'. Fisiologicamente siamo quello che mangiamo (beviamo...)? Ma culturalmente mangiamo quello che siamo!

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 anni fa - Link

Da ex grande obeso (quattro anni fa pesavo 165 chili, ora 79) posso confermare per esperienza personale che l'eccesso di cibo è intossicante come e quanto l'alcol, che nuoce alla salute come e quanto l'alcol e che provoca invalidità e costi sociali per assistenza molto più dell'alcol. Eppure nessuno si sogna di mettere teschi e tibie sulle scatole dello zucchero o sui bomboloni. I signori Germano e Sbarbada ironizzano sui danni del latte che però, se consumato in eccesso, è dannoso come ogni altro alimento. Ripeto, come ogni altro alimento. Senza gli alimenti non viviamo, ma con troppi moriamo e questo dovrebbe insegnare una sola ed unica lezione; evitare gli eccessi. Null'altro.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 anni fa - Link

Ah, dimenticavo. Alla mia argomentazione sulla nocività di ogni alimento si può legittimamente obiettare che la carne di agnello, lo zucchero raffinato o la coda di balena sono cibi, mentre il vino non lo è. Tesi di facile presa, ma falsa. Quasi ogni cibo può essere surrogato da altri analoghi, per cui strictu sensu nessuno è indispensabile. Ma tutti sono utili, in giusta dose. Il vino mi fornisce calorie, polifenoli e mille altre sostanze utili ma, soprattutto, è indispensabile per il mio piacere. E questo, dato che sono una persona civile e il piacere è un fattore fondante della civiltà, lo qualifica in modo piu che soddisfacente come cibo.

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Denis Mazzucato

circa 3 anni fa - Link

Discorso lunghissimo... In generale l'alcool, a differenza delle sigarette, non fa male. A giuste dosi (il famoso bicchiere di vino a pasto) c'è addirittura chi dice che faccia bene all'organismo. 10-12 sigarette al giorno (che credo sia circa il consumo medio) fanno male, punto. Però c'è un però: è vero che un consumo consapevole di alcool non fa danni, ma c'è un'emergenza ENORME di ragazzi sempre più giovani che si riempiono di schifezze e poi si ammazzano in vario modo (o in coma etilico o direttamente contro un muro). La soluzione irlandese non è la migliore, ma è un tentativo di mettere un freno a questo fenomeno francamente preoccupante... Una qualsiasi soluzione che dissuada dal consumare troppo alcool però è accettabile solo se accompagnata da una ancor più decisa campagna di educazione sulla prevenzione, altrimenti sì che è ipocrita! Ho un figlio di 4 mesi. Penso gli insegnerò a bere (se vorrà bere) sempre molto bene, cercando la qualità in favore della quantità. Gli insegnerò a bere (se vorrà bere) perché gli piace, non perché lo fanno gli altri o perché serve un po' di ottundimento per divertirsi di più o perché se bevi di più sei più figo. Se una sera tornerà a casa un po' brillo perché gli dispiaceva lasciare nella bottiglia quei 2 bicchieri di verdicchio gli farò un bel c**o ma dentro di me ne sorriderò. Se arriverà a casa brillo per essersi bevuto 5 mojiti fatti con sciacquatura di alambicco il c**o che gli farò sarà esponenziale e dentro di me non sorriderò proprio per nulla. Se scoprirò che fuma non mi chiederò né il perché né quante sigarette fuma al giorno. Scatterà il c**o d'ufficio.

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Fabrizio

circa 3 anni fa - Link

Minch... Stefano, 165Kg?? Mi dici come perderne 5? Se la colpa era del vino allora si che è un espediente per limitarne gli accessi! Vedete per fare ampi paragoni, se politici furbi ed evasori fiscali fanno sorridere e alla fine li riteniamo dei furbi non funzionerà mai niente, avevo degli amici in una zona di montagna dove il beverone di turno doveva reggere il personaggio che ormai era diventato suo, e tutti gli offrivano da bere ad ogni bar della valle fino al passo, raccontando di come prendeva i tornanti senza timore con le tre ruote dell'ape... questo doveva essere considerato un idiota e non un simpaticone, anche perchè non capiva una beata michia della qualità di grappe etc. ... questo è uno dei punti basilari, il beverone è un idiota che fa pena, non un macho, un simpatico amicone, 'uno che regge' perchè è forte... nel piccolo, ma grande, iniziamo con dei divieti coerenti: merendine zuccherate e bibite gassate dalla scuole!

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Denis Mazzucato

circa 3 anni fa - Link

@Fabrizio Cosa c'è che non va nelle merendine zuccherate?? Evitare gli eccessi ok, controllare la qualità di quel che si mangia ok, diminuire il consumo di zucchero ok, ma vietare tour court le merendine zuccherate è sbagliato (oltre che difficilmente applicabile...).

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sergio

circa 3 anni fa - Link

"nel piccolo, ma grande, iniziamo con dei divieti coerenti: merendine zuccherate e bibite gassate dalla scuole!" (Fabrizio). Questi divieti sarebbero salutati con applausi e non troveresti nessuno che parli di stato etico. Penso che il post sia un modo per non affrontare i problemi legati all'uso dell'alcol, penso che sia un modo per togliere la polvere mettendola sotto il tappeto.

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Denis Mazzucato

circa 3 anni fa - Link

E dai con vietare le merendine... Uno stato che vieta le merendine zuccherate è uno stato nazista. Non diciamo castronerie! Se uno si porta pane e nutella per l'intervallo che fai, glie lo sequestri? E se si porta mezza torta della nonna fatta con le uova delle galline del proprio pollaio e le mele dell'orto? Via anche quella? E credete che il problema per un bambino che gioca 12 ore al giorno sia quel buondì motta che si mangia tutti i giorni alle 4? Dai su! Stiamo veramente esagerando...

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sergio

circa 3 anni fa - Link

Denis M, forse non sono stato chiaro ma la penso come te.

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Fabrizio

circa 3 anni fa - Link

Ma io non dicevo di vietare merendine, bibite etc, volevo far pensare invece che effetto farebbe scriverci che fanno male, fanno venire il diabete, il colesterolo, l'obesità etc., non avrebbe l'effetto di prevenzione desiderato, ma almeno leviamole dai distributori automatici di scuole ed ospedali, poi se uno studente se la porta da casa faccia ciò che vuole! Ovvio che uno Stato in quanto tale deve normare, legiferare, in ultima analisi vietare, ma con un logica ed obiettivi mirati, di questo passo dove arriveremo? Nel nord Europa in certi paesi i vini ed alcolici sono tassati per diminiurne il consumo al punto che un vino mediocre costa 15e... ma continuano ad avere un grande problema di alcolismo, non hanno risolto nulla o quasi. Io la soluzione non ce l'ho, ma metterci immagini ed avvertenze sulle etichette di un buon vino mi appare mostruoso e rovina la cultura, la storia, la serenità, che in un paese come il ns il vino esprime come poche altre cose. Una bella botta al tabagismo è stata data (con 20 anni di ritardo) da divieti sensati e mirati, non con le immagini di polmoni bruciati. Quali controlli sono in atto alla vendita di sigarette ed alcolici ai minori? Quindi, viviamo in un mondo in cui si parla a vanvera di mettere le avvertenze sulle etichetta del buon vino e poi si parla anche di liberalizzare le droghe cosiddette leggere? Ma fatemi il piacere, coerenza per favore, e testa sulle spalle! Con un bicchiere di vino in corpo vai dove vuoi, con uno spinello fumato sei pericoloso anche a piedi.

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Denis Mazzucato

circa 3 anni fa - Link

Ok, direi che siamo d'accordo. Effettivamente farebbe molto ridere se contemporaneamente si scrivesse sulle etichette di Barolo che fa venire la cirrosi e poi si legalizzassero le droghe leggere...

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senzapatria

circa 3 anni fa - Link

Non entro nel dibattito, troppo complicato o troppo semplice se vogliamo. Una domanda per qualcuno che sappia far di conto più di me: ma 10 cent. per ogni grammo di alcool in bottiglia, ipotizzando una bottiglia da 750ml, quindi da 750 gr. circa, con 12% vol., quanto dovrebbe costare minimo? 750gr. x 12% = 90gr. di alcool, cioè 9€?

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sergio

circa 3 anni fa - Link

Non condivido le opinioni di Fabrizio e Denis Mazzucato sulla cannabis. Il proibizionismo dell'alcol negli USA tra il 1919 e il 1933 portò a risultati disastrosi e fu abolito nel 1933. Anche per altre ragioni sono favorevole alla legalizzazione della cannabis. Tengo a precisare, per i benpensanti, che mi faccio soltanto di vino.

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