Antonio Boco e il sangiovese nelle Terre di Pisa DOC

Antonio Boco e il sangiovese nelle Terre di Pisa DOC

di Andrea Gori

Un sangiovese di vento e di collina che il mare non lo perde mai di vista, barriere coralline ancestrali che emergono nel terreno di conchiglie e calcare, alabastro, tufo e decine di km di latitudini diverse cui aggiungere altre variabili climatiche molto enfatizzate durante gli ultimi anni: non sono pochi i motivi di interesse sul “nuovo” sangiovese delle Terre di Pisa. Si rafforza decisamente la DOC Terre di Pisa che ha come cardine la tipologia “sangiovese” e, con Antonio Boco, Pierpaolo Penco e i direttori tecnici delle principali tenute, se n’è parlato a Pisa durante l’evento annuale della Camera di Commercio che vuole fare il punto e cominciare a far scoprire questo territorio ad appassionati e addetti del settore.

Rispetto alle zone classiche del sangiovese  qui il carattere è più essenziale e fa emergere la naturalezza di espressione del territorio a dare un vino schietto e diretto dalla bella e pimpante acidità e che non ha nella potenza e nella densità il suo tratto distintivo, neanche nei casi dei vini più importanti. Un altro aspetto di contorno molto decisivo, il fatto che le tenute e le aziende hanno mediamente tanti ettari di proprietà e in proporzione poco vigneto. La monocultura per fortuna qui è poco frequentata e la conservazione del paesaggio è un aspetto molto sentito assieme ad una filosofia che vede il vino come uno dei vari prodotti agricoli e non l’unico su cui investire energie e capitali.

Gli assaggi del seminario condotto da Antonio Boco partono dai Terre di Pisa DOC Sangiovese  e arrivano ai Rossi Terre di Pisa DOC dove è possibile unire il sangiovese ad altri vitigni, nella maggior parte dei casi (come per il merlot) presenti in zona da centinaia di anni e non solo come moda recente. Una DOC che nasce per raccogliere i migliori vini del territorio e non certo per imbottigliare e racchiudere vini dagli esiti incerti e lo dimostrano gli assaggi effettuati.

Badia di Morrona Vignalta 2016
Sangiovese da vecchia vigna prima annata doc Terre di Pisa. 700 ettari di proprietà di cui “solo” 100 dedicati al vino, un vino da unica vigna su terreno argilloso calcareo, bassa resa, 18 gg di macerazione e affinamento in botte grandi. Note belle di ciliegie e fiori di lavanda e ribes. Ricchezza e profumi intriganti, tannino fine, saporito ed elegante, foriero di ottima longevità come dimostrato in molte verticali. 92

Castelvecchio DOC Sangiovese terre di Pisa Qui e Ora 2015 (638 bottiglie)
Siamo a Terricciola, azienda piccola ma molto aperta al pubblico per visite e con una specializzazione rinomata sul Vin Santo. Questo vino è una microscopica produzione di sangiovese in purezza che fa un anno di barrique, dal carattere fresco e sapido di lavanda e rosmarino, ritmo piacevolezza e gusto dal tannino che incalza, cerasa di maggio chiara e scura, cacao e volume importante. 87

Casanova della Spinetta Doc terre di Pisa Sangiovese Nero di Casanuova 2015 Sangiovese 100% 120k bottiglie (che in pratica sono la metà della DOC Terre di Pisa!)
Un vino targato Rivetti nel bene e nel male con note evidenti di  legno spezia e intensità, (fermentazione con rotomaceratore), ribes rosso e nero, cassis, sandalo, poi pepe anice e finocchietto. Bocca dolce e ricca ma con pungente tannino che lo tiene sveglio e pimpante. 87

Podere la Chiesa DOC Terre di Pisa Doc Sangiovese “Opera in Rosso” 2014
16 ettari a Terricciola, biologici dal 2014 in conversione, su terreni pliocenici. Amarene e marasca, piccantezza e tabacco, lunghezza bella continuamente ravvivata da fragole in confettura e speziatura, tannino piacevole, solo appena nervoso. 89

Fattoria di Fibbiano DOC Terre di Pisa Sangiovese Ceppatella 2013
Un vino che convinse gli attuali proprietari a rilevare l’azienda, una vigna vecchia prefillossera su barriera corallina, una vigna vecchia che va frenata se c’è troppo caldo perché non va in stress, con una costanza produttiva che impressiona, a rivelare la natura e il suo equilibrio. La Tenuta di Fibbiano copre 85 ettari di cui una ventina in produzione. Il vino sa di iodio, menta, sole e note umami, frutta rossa e nera, sottobosco e pepe. Sorso dalla lunghezza impressionante ed eleganza di chi la sa lunga. 93

Tenuta di Ghizzano Terre di Pisa doc Veneroso 2015 Sangiovese 70% cabernet Sauvignon 30% 25k bottiglie
Vigneti che hanno dai 20 ai 30 anni per questa trentesima vendemmia aziendale: siamo a Peccioli, verso Volterra, nella cantina forse più prestigiosa di tutta la denominazione. Naso pimpante intenso e seducente, vispo, croccante, marinaro iodato e vitale di  ciliegia, marasca, pepe nero e cassis. Ricorda più il Chianti Classico stile Tignanello, spadaccino e verticale poi bocca con menta e balsamico, lieve vegetale, tannino piacevole e acidità grintosa. 92

Usiglian del Vescovo Doc Terre di Pisa Il Barbiglione 2015 Syrah 75% cabernet 15% merlot 10%
Da una zona molto sabbiosa, pliocenica marina, vecchia barriera corallina con tante conchiglie. Al naso ha note di liquirizia, pepe, spezia, cuoio, cioccolato, ematico e pasta d’oliva nera. Notevole peso specifico e lunghezza che impressiona, arioso e solare nel finale molto Côte Rotie. 90

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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hakluyt

circa 3 mesi fa - Link

Casanova, senza la u...

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

correggiamo!!!

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