Anteprime Toscane: annata difficile per il Brunello di Montalcino 2014 ma le stelle brillano eccome

Anteprime Toscane: annata difficile per il Brunello di Montalcino 2014 ma le stelle brillano eccome

di Andrea Gori

“Grace under pressure” ed “eleganza sotto esame” erano i claim con cui il consorzio del Brunello di Montalcino ha lanciato l’ultima annata in uscita nelle prossime settimane sul mercato. Annata difficile e impegnativa dove effettivamente il modello e il fine ultimo da inseguire erano l’eleganza e la finezza con una pioggia tambureggiante e un clima molto fresco a rovinare i piani di chi voleva portare a maturità il tannino del sangiovese ilcinese. Non tutti i versanti e non tutti i territori hanno avuto lo stesso clima, è vero, ma mediamente il fatto di trovarsi di fronte a vini magri e poco corposi è piuttosto evidente. Un’annata da giapponesi e forse nelle corde di un mercato che ama acidità e vini magri, disponibili e ideali con gli abbinamenti più disparati ma, a nostro modo di sentire, in realtà la suddetta eleganza appare solo a tratti nei vini della 2014, ai quali nessuno, noi compresi, chiedeva complessità enorme ed estrazione ma, appunto, finezza e dolcezza di tannino.

Forse l’acqua e la scarsità di ossigeno nel sottosuolo ha creato problemi o forse è stata la paura di avere un nuovo 2002 e si è preferito vendemmiare presto senza aspettare la maturazione del tannino, fatto sta che nella maggior parte dei casi le note verdi e amarognole rovinano nasi freschi e pimpanti e l’impressione complessiva è in linea con le scarse attese. Ciononostante ci sono tanti vini molto buoni, segno che la denominazione è cresciuta e i vignaioli  hanno contromisure efficaci contro il calore eccessivo e, in parte, anche contro il freddo e la troppa pioggia. Elementi che verificheremo con la 2018, frettolosamente etichettata come annata a quattro stelle sulla mattonella che oggi Alex Zanardi apporrà sulla parete del Municipio.

Ecco i nostri assaggi effettuati al chiostro:


Brunello di Montalcino 2014


Agostina Pieri: frutta rossa in confettura, bacche di pepe sechuan, pout pourri, bocca con tannino molto corposo non totalmente a sostegno della materia. 89
Albatreti: erbe di rovo e cipressi, frutta rossa in composta con orange peel, poi spezie e tabacco. Bocca con tannino piuttosto strutturato ma di trame definite, materia sottile e flessuosa buona persistenza. 93
Argiano: arancia rossa, ciliegia, ginger, sandalo, bocca animosa, con acidità ben calibrata e tannino gastronomico. 90
Baccinetti: frutto molto maturo e ricco, confettura di prugne e amarene, rabarbaro e timo,bocca un poco spenta e poco dinamica. 86
Banfi: visciole e ribes rosso, arancio e mandarino tardivo, bocca di buona spinta e discreto corpo, fine e sottile ma bella eleganza. 90
Banfi Poggio alle Mura: amarena, ribes nero e cassis, bergamotto e anice. Bocca dolce con tocchi di spezie e pepe, sapidità ben calibrata, lunghezza notevole. 92
Barbi: ampiezza e tocchi femminili graziosi, cipria, mughetto, viola e lavanda, poi in bocca il frutto è convincente, con centro bocca preciso e finale in crescendo. 93
Baricci: frutta scura rossa e nera, sandalo e cardamomo, carnosità, bocca intrigante e finale di amarene, pepe, liquirizia e mentolo. 92
Beatesca: lavanda e floreale, placido, frutto fine e sottile, tannino semplice ma efficace. 87
Bellaria: frutto molto maturo e confettura, prugne pepe e sapidità, bocca con frutto e progressione discreta. 88
Belpoggio: floreale di iris e viole, lamponi in confettura, bocca con attacco dolce, centro bocca non molto ben supportato da acidità e finale elegante. 86
Bonacchi: rose e visciole, tamarindo e tabacco, bocca un poco ispida: 87
Bottega: fragole, amarene, bocca fresca e croccante con toni balsamici che lo ingentiliscono. 88
Camigliano: tocchi caldo di frutta sotto spirito, menta, cola e caramello, bocca di intensità e ricchezza nonostante l’annata. 91
Campogiovanni: frutto ricco, rosso e cassis, lamponi in confettura, senape e tamarindo, bocca di succo e finezza. 90
Canalicchio di Sopra: sottile, frutto nitido e floreale, balsamico di timo e alloro, bocca con tannino splendido, roccioso e dal finale sorprendentemente insistente. 94
Canneta: floreale in poutpourry, bocca semplice con qualche ruga. 85
Cantina di Montalcino: floreale ampio e primaverile, bocca con frutta ben tratteggiata e piccante, lunghezza intrigante  anche se manca un poco di complessità 89
Capanna: ribes lamponi in versione esplosiva e nitida, bocca solida e compassata , elegante distinta e saporita 92
Capanne Ricci: balsamico e speziato, bocca con note di cacao, menta, arancio e finale di ribes, molto aggraziato il tutto. 91
Caparzo: yogurt agli agrumi, viola, lavanda e spigo, bocca sapida e intrigante, un po’ da assestarsi ma lunghezza più che buona. 89
Caprili: profumi di SPA e spezie orientali, confettura di fragole e rabarbaro, ricchezza senza eccessi, bocca di eleganza e carnosità che seducono. 93
Carpineto: naso ricco e rotondo, di erbe officinali e amarene, bocca animata e croccante, discreto il tannino rassicurante. 88
Castello Tricerchi: arancio, frutti rossi, bergamotto e fava tonka, noce moscata. Bocca appagante e lunghissima. 94
Castiglion del Bosco: fresco di visciole e amarene, spezie, erika e muschio. Bocca con grip tannico evidente ma in equilibrio con struttura solida. 91
Cava d’Onice: semplice, floreale, fruttato delicato, tannino un poco ispido. 85
Corte dei Venti: ribes rosso e ciliegie, lamponi e menta, bocca che spinge e disseta con sapidità misurata, lunghezza e complessità. 92
Ciacci Piccolomini d’Aragona: fragrante e carnoso, sfumature di ginepro sul frutto di bosco rosso, the nero. Bocca piuttosto dinamica, tannino curato e buon allungo. 93
Citille di Sopra: pout pourri e mela cotogna, tonalità di tamarindo e bocca con un lieve spunto alcolico, tannino che scivola. 87
Citille di Sopra Poggio Ronconi: naso un po’ soffuso, qualche nota di frutto e sottoboco, bocca concentrata con legno in evidenza anche nella grana tannica. 87
Col d’Orcia: fragrante di garofani, peonie e agrumi, ginepro e humus, bocca con un tannino setoso, buona freschezza, delicato. 90
Collemattoni: frutto rosso in composta, rosmarino e fiori di maggiorana, bocca un po’ monocorde, tannino in evoluzione. 87
Cordelia: maturo e opulento, confetture di bosco, denso anche al palato dal tannino arroccato. 87
Corte Pavone Loacker:  liquirizia, anice, menta e cardamomo, timo e ginepro, frutto che riemerge con convinzione, allunga bene. 89
Cortonesi: floreale primaverile, spigo, lavanda e vetiver, bocca semplice ma determinata. 90
Cupano: ricco, intenso e fruttato, un po’ diluito il palato che comunque non delude. 88
Donatella Cinelli Colombini: vinoso e intenso, ricco di lavanda, viola e lamponi in confettura, bocca dal grande grip tannico notevole. 92
Elia Palazzesi Collelceto: visciole e viole, arancio rosso e timo, note speziate che si rincorrono al palato in maniera molto piacevole. 90
Fanti: visciole, pepe e senape, bocca un po’ contratta. 87
Fattoi: frutto pepato e nitido, amarene e cannella, bocca con noce moscata e ginepro, tannino un po’ involuto. 88
Ferrero: ricco e accattivante, bocca tumultuosa e ricca ma senza molto costrutto. 88
Fornacella: ginepro e lavanda frutto molto esile anche in bocca, finale non lunghissimo. 85
Franco Pacenti Canalicchio di Sotto: giuggiole e carrube, amarene, finezza ed eleganza cui manca un poco di corpo ma la spinta al palato è progressiva e fine. 88
Fuligni: naso incredibile tra cipria, arancio, zenzero, fragole e rose bulgare, bocca con frutto, nitido, sveglio e allegro. Lampi e lamponi nel lungo finale con ritorni sapidi e salini. 93
Gianni Brunelli Le chiuse di Sotto: sottile e delicato, frutto sapido e nitido, saporito, mentolato e croccante. 92
Greppone deè Mazzi Ruffino: frutto, ricchezza, ciliegie e candito di agrumi, pepe nero e bergamotto, bocca di corpo intrigante ma non finissimo. 87
Il Marroneto: rose bulgare e succosa sanguinella, sfumature di ginepro e ginger, in bocca con un allungo piccante e sapido. L’acidità è imbrigliata in una delicata materia dove il tannino ritmicamente segna un tridimensionale dinamismo, anche in profondità seppur con leggerezza. 96
Il Paradiso di Manfredi: naso non pulito ma comunque visciole e senape, mirtillo e resina. Bocca succosa ma con note non pulite che si ripercorrono a ondate, francamente un vino inspiegabile anno dopo anno, eppure per molti è un riferimento. 83
Il Pino Fattoria del Pino: amarene e succo di mela, cannella e bergamotto, bocca ampia, piacevole e dolce, bel ritmo piacevole da bere e ribere. 92
Il Poggione: pepe, spezie, note tostate, Pan di spezie, uvetta, bocca ampia e stuzzicante, lunghezza e animosità ben sfruttata. 90
La Magia: sottile delicato, floreale, stuzzicante e pepato, lunghezza e carnosità. 90
La Palazzetta: floreale di campo, resine, lavanda e acqua di rose, bocca con ritorni di frutta in confettura e sale. 86
La Poderina: tocchi floreali, iodati e ferrosi, grinta e soavità, bocca elegante dolce con tocchi speziati e raffinatissimi. 92
La Rasina: toni dolci e ricercati, visciole e succo di ribes, bocca con ritorni mentolati e buona progressione. 90
La Togata: arancio, mandarino e fragole, erika e pittosforo, bocca ampia ma non lunghissima. 88
La Togata Carillon: mughetto, timo e mirto, bocca asciutta ma saporita, elegante e fine, buona la lunghezza in cui emergono note ferrose e dolci. 89
La Togata Jacopus: rosmarino e mughetto, timo e senape, bocca piacevole, sapida ma non lunga. 87
La Fiorita: sottobosco e nespole mature, bocca scarna, di materia sottile, tannino di serica eleganza, annata spartiacque tra due enologi del calibro di Cipresso/Castelli ma che mostra una interpretazione raffinata della 2014  91 (dopo aver cenato al tavolo accanto alla proprietaria capace di stregare una intera sala, il vino appare sotto diversa luce: si capisce che più il tempo passa più certe cose restano bellissime, quindi direi tipo 95+)
La Fornace: humus e sottobosco, rovi e marasche sotto spirito, pieno con tannino dal grip un po’ rustico. 87
La Fornace Origini: more sotto spirito, densità, tannino austero e contratto, un po’ scomposto. 85
La Fortuna: bacche rosse e albicocca, spezie tropicali, bocca un po’ magra e tannino con grip. 86
La Gerla: ciliegie sotto spirito e pepe sechuan, ribes rosso e scorze di mandarino, bocca con buona freschezza, tannino di grana fine. Finale di arancio rosso e salinità, un riuscito mix di Montalcino Nord e Castelnuovo dell’Abate. 92
La Lecciaia: timide note floreali ed erbe officinali, lamponi e fragoline in composta, bocca slanciata piccante e fresca, tannino a trame fitte ma nitido con una sorprendente sapidità. 93
Le Chiuse: bacche rosse, rododendro, nepitella, orzo, bocca dinamica e vibrante, legno gestito da un chirurgo in un sorso centrato dal tannino vellutato con frutto disteso. 94
Lambardi: agile e fresco, viola e iris, bocca saporita, netta, balsamica, finale di arancio succoso. 88
Lazzeretti: timo, mirto e visciole, bocca con bella dinamica fruttata ma tannino asciuga un poco. 86
Le Potazzine: impetuoso e intenso, ciliegia, pepe e senape, ricchissimo e agrumato. Bocca potente e saporita, si muove dolce e agile con una ricchezza insospettabile per l’annata, ma davvero aggraziata: 94
Lisini: roccia e floreale, lavanda e noce di cola, vetiver e verbena, bocca con tracce di calore ma anche tanta personalità. 93
Madonna Nera: fine e sul frutto rosso sotto spirito, dolcezza di mandorle e nocciole, bocca con bel frutto e note candite, aggraziate. 90
Mastrojanni: arioso e floreale con una vena agrumata e di verbena sulle bacche di rovo, bocca flessuosa con qualche spezia orientale e tannino curato dalla grana elegante. 95
Mocali: intenso di ciliegie sottobosco, ginepro e pasta di cacao, tannino un po’ contratto sulla materia densa e opulenta. 90
Musico: intensità di sotto spirito, spezie e caffè in polvere, bocca con una presenza consistente di legno, anche nel tannino rispetto alla materia. 88
Palagetto: ciliegia matura, gelso rosso, giuggiole sotto spirito, bocca con materia e un buon grip tannico, con freschezza e sapidità. 90
Palazzo: concentrato e arroccato tra erbe officinali e qualche spunto balsamico, bocca piena e tannino strutturato e corposo, pepe sul finale. 90
Paradiso di Montalcino: pout pourri di fiori secchi, mora di rovo, bocca un po’ evanescente rispetto al tannino. 87
Pian delle Querci: floreale di campo, timo e mughetto, bocca che asciuga e spinge su frutto un po’ arcigno. 87
Pian delle Vigne: incantevoli note di frutta di bosco, ribes rosso, cassis e velo di cacao, bocca con succosità di amarene e forza notevole, lunghezza di polpa e spezia. 90
Pietroso: arancio rosso e ferro, spigo e verbena, olive e bergamotto. Bocca piacevole, saporita e di buona lunghezza. 91
Pinino: rosmarino e croccantezza di frutto, bocca raffinata con tannino ben dosato. 91
Pinino Cupio: cosmetico, vanigliato e balsamico, bocca vinosa con qualche stanchezza. 87
Piombaia: arancia sanguinella tratteggiatissima e sottile, lavanda e semi di papavero, bocca sottile e piacevole, senza scosse ma convincente, elegante e seducente. 91
Podere Brizio: floreale di iris e lavanda, noce moscata e cannella, tracce di spezia scura e muschio, bocca ampia e lunghezza notevole. 91
Poggio dell’Aquila: lacca e giuggiole sotto spirito, ciliegie croccanti e ginepro, bocca materica, tannino un po’ arroccato ma intrigante, buona profondità e sapidità. 90
Poggio di Sotto: fragoline e lamponi, profumi cangianti, cannella, tabacco biondo e rooibos, bocca nitida e frutto delicato, succoso con gestione del legno maniacale in bocca. Tannino scintillante allungo millimetrico. 96
Poggio il Castellare: frutta matura un po’ cotta in composta, qualche spezia dolce, bocca molto contratta sul tannino da legno, finale piuttosto asciutto. 86
Poggio la Croce: rovi e humus, cipresso e orzo, bocca molto austera ai limiti del tannico, ficcante e astringente. 85
Poggio Lucina: amarene sotto spirito, granatina, bocca inizialmente ricca aggrappata al tannino che sovrasta. 85
Poggio Landi: naso di crisantemo e rosa, bocca di fragole e frutta sotto spirito, finale non lunghissimo. 87
Podere Canapaccia: frutto e zenzero, mostarda e fruttino zuegg, mandorle e dolcezza, delicatezza e piacevolezza, dolce e semplice ma accattivante. 90
Podere La Vigna: speziatura, caffè, cacao criollo, canditi e crostata di arance amare, bocca arcigna. 86
Podere Le Ripi: viola, iris, cola, chiodo di garofano e menta, liquirizia e oliva. Bocca agile e placida, con meno nerbo del solito ma sempre piacevolissima e sottile. 92
Podere Martoccia: pece e cumino, olive e amarene, bocca contratta e nervosa. 86
Quercecchio: lamponi, ribes rosso, bocca piacevole ma non molto complessa con lampi di calore. 87
Renieri: stuzzicante di pepe e lavanda, toni caldi ma misurati, bocca contrastata dal finale piccante. 88
Ridolfi: cola, timo, acqua di rose e ciliegia, tamarindo e succo di arancio al palato. Piacevolmente fitto di tannini e freschezza. 91
Ridolfi Donna Rebecca: acqua di colonia, bergamotto e sandalo, umami. Bocca misurata e pepata con note saline e iodate che integrano il frutto sottile, seducente e particolare. 90
San Polino: amarene e ginepro, rosmarino e lavanda, bocca di sostanza, prugna, cacao e lamponi in confettura, sostanzioso e scattante, bel carattere 92
San Polino Helycrisium: potenza e animo, battagliero e indomito nel frutto carnoso di ciliegia, more di rovo e arrembante balsamico, bocca di freschezza selvatica e tanta polpa, sorprendente. 94
San Polo: note fruttate e floreali ben mixate, arancio rosso, senape, iodio e ferro, lieve tostatura, bocca in dolcezza e di contrasto. Bella acidità sottesa, manca un po’ di personalità ma è molto completo. 90
San Carlo: roccioso e floreale, zenzero e panpepato, fragole in confettura, bocca con tannino che scalpita. 87
San Lorenzo: amarene, ginepro, tabacco da pipa inglese, resine, bocca completa, ricca e con dolcezza sussurrata. Sottofondo fruttato che spinge e appaga. 93
Sasso di Sole: naso tra i più completi e affascinanti dell’annata, mix di arancio e ferro, ciliegia, pepe viola e incenso. Bocca che fila via facile con tocchi di tannino stuzzicante a impreziosire. 92
Scopone: tabacco e pepe, floreale di campo, rose rosse e bergamotto, miele di castagno. Bocca con qualche inciampo ma complessivamente piacevole e stuzzicante. 88
Sesta di Sopra: ampio, carnoso e con grande arrembante di spezia, bocca piacevole e balsamica con ritorni di agrumi piacevoli. 88
Sesti: buona intensità di albicocca e buccia di pesca, fragrante tra fiori di peonie e garofano, spezie piccanti anche in bocca, tannino sapido con finale floreale. 91
Solaria Patrizia Cencioni: frutta rossa vibrante, speziature salmastre, fior di cappero, sanguinella e bocca saporita con tannino disteso e freschezza: 91
Talenti: radici di liquirizia e ribes rosso, tabacco biondo, buona bocca cangiante e dinamica, tannino curato sul finale. 90
Tassi Selezione: fragrante di rovo e rose, timo e pepe bianco, melagrana e radice di liquirizia, bocca slanciata nella materia, progressione tannica curata, bilanciamento armonico e finale saporito. 94
Tenuta Buontempo: molti profumi con note floreali accese e spezie orientali, bocca diluita e tannini un po’ disgiunti. 87
Tenuta Buontempo Selezione P.56: fiori provenzali, violette e muschi, ciliegie mature, bocca un po’ evanescente rispetto al naso, tannino che cede rispetto all’acidità. 88
Tenuta di San Giorgio: radici di liquirizia, melagrana, tamarindo, saporito con un tannino definito di grana fine ma dal bel grip sulla materia, finale di rovi e salmastro. 91
Tenute Silvio Nardi: floreale di viola, salinità e iodio, bocca tesa e fine, delicato e aggraziato. 88
Terre Nere: colore spento ma vino vivissimo, ribes rosso, pepe ginger e cannella, bocca elegante, appuntita e stuzzicante, finale in scioltezza. 89
Tiezzi Poggio Cerrino: arancio, mandarino, lamponi in confettura, bocca animosa e con visciole, bella freschezza e sapidità. 88
Tiezzi Vigna Soccorso: vinoso, di liquirizia e bergamotto, bocca grintosa ricca, pelle nobile, bocca piacevole, tannino delicato e  buona succulenza 90
Uccelliera: in annata che non si addice al suo stile esce un mostro di eleganza e piacevolezza che seduce lentamente tra lampi balsamici e frutto teso e finissimo. 93
ValdiSuga: stile pinot nero, piccoli frutti di bosco, floreale di viola e lavanda, delicato e fine, manca centro bocca ma c’è tutta la piacevolezza dell’annata con una eleganza da grande vino. 91
Ventolaio: austero e un poco selvatico, bocca fruttata e sapida ma con pochi guizzi. 87
Verbena: fresco e floreale con note mentolate e graziose, delicati spunti di malva e lavanda, ribes rosso e spezie delicate, bocca definita, soffice e fragrante, bacche rosse e sanguinella, finale disteso. 93
Villa Al Cortile: tamarindo e rabarbaro, un leggero cenno alcolico, maggiorana. Bocca con tannino un po’ rustico, finale non lunghissimo. 89
Villa I Cipressi: charms all’amarena, fiori primaverili, acqua di colonia, bocca discreta e tannino con sfumature vegetali. 88
Villa Poggio Salvi: polveroso di cassetto con elementi vegetali e asciugato in bocca. 85

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

14 Commenti

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Vincenzo Busiello

circa 1 mese fa - Link

Scusa andrea. facci capire. Annata cattiva è la premessa. Qualcuno se l 'è cavata hai detto. E poi qualche 85 e la gran parte sopra i 90. Uno si aspetta tanti vini sotto 80. E non dirci che quei voti devono tener conto della premessa che hai fatto. Perche 95 è 95, 90 è 90. E 75 è 75. Non é che il 90 di una annata buona vale più del 90 dell annata cattiva. Scusa. E grazie

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Andrea Gori

circa 1 mese fa - Link

ciao Vincenzo, quando assaggi 1000 campioni in 10 giorni con ritmi di quasi 100 al giorno non puoi dare voti assoluti ed è una premessa che ho fatto spesso qui su intravino quando vengono pubblicate queste liste di punteggi. La relativizzazione per tipologia e per annata è spesso inevitabile. La 2014 non mi è piaciuta ma ci sono molti vini ottimi. Sotto gli 80 non li valuto neanche e li considero quasi tossici, dagli 80 agli 85 sono vini banali (per la denominazione) e dagli 85 agli 89 discreti ma nulla più. Dai 90 in su sono vini consigliati che berrei volentieri e che comprerei per il mio ristorante e dai 95 in poi dei capolavori da assaggiare assolutamente. Quindi si tratta di una guida da prendere come una guida alla 2014 e per selezionare i migliori ma sempre relativamente all'annata di medio livello e di vini da consumare piuttosto giovani, fatto salve sorprese in allungo sempre possibili.

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Vincenzo Busiello

circa 1 mese fa - Link

Per andrea. Vai a vedere i voti che hai messo all annata 2010 che definisti "delle meraviglie". Quadi quasi é meglio non darli. I voti.

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Radici

circa 1 mese fa - Link

Tira di più un pelo di f...ioraia che una coppia di buoi. :-D

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Andrea Gori

circa 1 mese fa - Link

"fiorita" semmai

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EDOARDO SQUILLARI

circa 1 mese fa - Link

Certo, fiorita, che scemo... ;'-D ... Beh però se la Natalie Oliveros si stancasse di fare vino, ce la vedrei bene come fioraia...

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Montosoli

circa 1 mese fa - Link

Grazie Andrea..avete fatto un ottimo lavoro..sempre avanti cosi!! Adesso serve un po di riposo ✌️👋

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Stefano Cinelli Colombini

circa 1 mese fa - Link

Beh, a giudicare dai voti che tu e tutti gli altri gli state dando, direi che il 2014 è un'annata che dimostra l'alta qualità dei produttori e del terroir (odio questo temine, ma non ce n'è un'altro) di Montalcino. E i Rossi di Montalcino 2017 ne sono una conferma, ottimi vini senza nessuna traccia di quei sentori di cotto o di iper-concentrazione che una stagione così secca e calda avrebbe dovuto portare. Montalcino cresce continuamente in qualità, in cura dei vigneti e in cantina, direi che che il dato rilevante del Benvenuto Brunello 2019 sia questo.

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arnaldo

circa 4 settimane fa - Link

Ok. Stefano. adesso bisogna cominciare a berli questi Rossi e Brunelli , perchè il problema è proprio quello. Si beve ancora in giro per l Italia Rosso e brunello ?? Io purtroppo ne vedo sempre meno. Forse perchè sono diventati un po' caretti ???cordialmente.

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Manuel

circa 1 mese fa - Link

Ammiro sempre il lavoro certosino e spesso lo sfrutto anche come taratura. Però a questo giro, se applichiamo metodi puramente statistici, il lavoro non è coerente con la descrizione. Frutta cotta (nel 2014), tannino legnoso, stanchezza....insomma descrizioni politicamente corrette ed indicanti la media. Poi invece i voti sono spostati a dx della gaussiana. Statisticamente non passa alcun test...che tradotto è captatio benevolentiae. A differenza di quanto letto, credo che giudicando i voti letti, più che l'alta qualità ed il terroir, la 2014 dimostri che quella tanto citata incapacità italica di fare sistema stia venendo meno, almeno a macchia di leopardo... e forse non è una bella notizia

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Andrea Gori

circa 1 mese fa - Link

Come detto sopra Manuel, i voti sono da considerarsi relativi all'annata e non assoluti, cosa non fattibile in assaggi così veloci. Per la note calda e di frutta cotta mi credo anche io come sia stato possibile ma ti posso assicurare che se l'ho scritto, c'era!

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Manuel

circa 4 settimane fa - Link

Ciao Andrea. Credo assolutamente ai tuoi commenti sensoriali. Quello su cui non mi trovo è il fitting con i voti. Il numero è di per sé assoluto e se lo si parametrizza all'annata perde di senso ed è pure svilente per chi fa qualità. In ogni caso, la cosa avvilente a mio parere è che una denominazione sfugga dal riflettere a livello sensoriale l'annata. Qualcuno sopra parla di qualità, ma per me è standardizzazione guidata da pratiche tecnologiche. Se il terroir copre l'annata, allora non è terroir...per definizione. Le tecniche a me affascinano, ma nel bicchiere preferisco altro. Buon lavoro e grazie mille del servizio

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giovanni

circa 1 mese fa - Link

Montalcino è la Borgogna italiana?io prefersico la jura,gli unici vini veri e buoni che ho assaggiato nel 2014 sono Siciliani e di Barbaresco,il resto tutto semplicemente verde,specialmente i toscani.aspetto con fiducia i 15 e soprattutto 16.wlf

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Luca

circa 1 mese fa - Link

Nessuna recensione dei rossi che sono curioso e tutti gli anni qualcuno degno di nota viene pubblicato?

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