Anteprime Toscane 2018 | Chianti Classico Collection presenta l’annata 2016 e la Riserva 2015

Anteprime Toscane 2018 | Chianti Classico Collection presenta l’annata 2016 e la Riserva 2015

di Andrea Gori

La Collection 2018 del Chianti Classico sarà ricordata per il record di aziende partecipanti: 186 per 659 etichette (in rappresentanza di oltre 35 milioni di bottiglie) e di giornalisti (250) e operatori (1800). Ma soprattutto per il grande senso di crescita collettiva di una denominazione, che al di fuori del nostro paese forse è ancora più evidente. Molti giornalisti e opinion leader (novità dell’anno gli Ambassador del Chianti Classico nel mondo, alcuni nominati altri vincitori di concorsi ad hoc come quello in Canada) concordano sul fatto che il Chianti Classico oggi è la denominazione italiana dove più si lavora su zonazione, definizione dei terroir e comunicazione innovativa di alto livello.

ambasciatori chianti classico

I produttori ascoltano il mercato, e lo stesso consorzio, dopo iniziali tentennamenti, sta ora sposando sempre più la causa della vocazione territoriale comunale e sub-comunale, con la suddivisioni dei produttori per comuni che aiuta la lettura e l’assaggio. Del resto nel frattempo sono tante le associazioni di produttori nate per tutelare e promuovere, in maniera specifica, territori come Lamole, Panzano, Castelnuovo Berardenga, San Donato, San Casciano, Montefioralle (Greve) e altri che stanno nascendo. La matrice comune del sangiovese come uva principale con piccole sfumature di vitigni internazionali, e soprattutto autoctoni, rende confrontabili molti esiti. E in alcuni casi si rileva una sensibilità nella lettura dei vigneti che ricorda i climat e i cru della Borgogna.

Chianti Classico Annata 2016
Venendo alla 2016, presentata in anteprima con vini in uscita nel corso dell’anno anche se molti erano campioni di botte,  si può dire che non tutte le aspettative siano state rispettate. Una buona annata ma non paragonabile all’eccellenza della 2015, forse per dei problemi di valutazione in fase di vendemmia. I vini nel bicchiere mostrano però vibranti acidità, bel frutto e un’impressione generale di grazia e finezza che li renderanno molto graditi agli amanti della tipologia, e complessivamente tracciano il profilo di un’annata godereccia e immediata che potrà piacere anche a chi in genere non beve Chianti Classico.

Gli asterischi* indicano i campioni da botte.

Antico Borgo di Sugame Fiore con menta, spigliato e agile, tannino un poco pungente ma risolve bene il sorso con tracce di legno 85
Badia a Coltibuono* è grazioso, elegante, viola e menta, sorso che parte tambureggiante e ancora deve risolversi ma è divertente ed elegante, con meno calore e pesantezze di altri anni 92+
Banfi – Fonte alla Selva tostature e pepe, frutta ben matura e note appena balsamica, sorso un poco corto e ingessato ma diamogli tempo 84
Barone Ricasoli – Brolio* floreale incantevole, brio ed energia ma sempre sussurrate, bocca più indietro del naso ma tanti agrumi e fiori rossi, tannino agile e snello in stile con l’andata 90
Belvedere Campoli-Conte Guicciardini* floreale ben presente, viola e menta, bocca di sostanza, ricca e piacevolmente speziata 89
Bibbiano con frutta rossa e nera di bosco, nota di eucalipto, in bocca è agile e piccante con bella nota sapida e curiosa 90
Bonacchi ha arancio sanguinella e lamponi, bocca con asprezze e calore, non fila via benissimo 84
Borgo La Stella* ha dolcezza, cipria e piccoli frutti rossi di bosco, naso incantevole, bocca molto indietro ma diamogli fiducia: acidità importante e tannino ben colto 89+
Borgo Salcetino – Salcetino ricchezza di estratto colore, succo di arancio rosso e menta, rosmarino, bocca energica e pulsante con tannino ben presente, non agilissimo 88
Brancaia viola e iris, menta e frutta di bosco con toni più luminosi del solito, bocca di energia e caratura ottima con finezza e slancio 90
Buondonno è arcigno e vecchia scuola, piccante speziato con dolcezza nascosta di frutta nera, bocca energica e risoluta con componenti dure ben disposte che schiacciano un poco la bellissima materia 91
Campomaggio – Tenuta di Campomaggio Castellani* dolcezza di frutta cannella e vaniglia, succoso e intenso, bocca con acidità un po’ nascosta che privilegia il frutto 87
Cantina Ripoli* dolcezza floreale, fine e distinto, non molto complesso e bocca un po’ arcigno ma scattante e reattivo di acidità 87
Carpineta Fontalpino – Dofana* selezione di vigna in quota, dolcezza di sottobosco, terroso e floreale, solare e piccante, bocca splendida armonica incalzante e di lunghezza notevole 90
Carpineta Fontalpino – Montaperto* selezione di vigna, sanguigno e scattante, floreale di viola e rose, calore e frutta matura rossa, bocca un po’ asciugante ma attendendo qualche mese diventerà irresistibile 88+
Carpineto austero e risoluto, naso un po’ smorto ma bella struttura e sapidità, bocca arcigna ma classica 86
Casa Sola* balsamico speziato croccante e netto, bocca molto estratta ma graziosa e lieve 88+
Casale dello Sparviero dolcezza e sole, lamponi ribes rosso e viole, bocca agile netta sapida e ben espressa, divertente e allegro 89
Castagnoli asciutto e fine, austero e piccante, naso di frutta sotto spirito e resine, bocca molto compressa e asciugante 85
Castellare di Castellina – Castellare floreale e sassoso, viola, iris e mentuccia, dolcezza soffusa che al palato si fa grinta sapidità e levità, bel tannino dissetante, armonia e gusto profondi 92
Castellinuzza e Piuca* note da fruttone molto concentrato, confettura di frutta rossa, bocca che marchia e disseta con qualche nota un po’ fuori posto a livello di profumi, tannino placido 87
Castello di Ama – Ama intensità floreale e di ciliegia matura molto bella, anice e rosmarino, bocca graziosa peso piuma ma bella lunghezza pienezza di frutto e personalità

Castello di Fonterutoli – Fonterutoli* note di altura, fresche e pimpanti, mora di rovo e prugne, sapido e snello al palato, bel mix di acidità, freschezza e tannino equilibrato, godibile e ancora di più quando sarà in bottiglia 92
Castello di Gabbiano è asciutto fresco molto floreale, netto sapido ed elegante, semplice e sbarazzino di fiori e freschezza al palato, non ha molta struttura ma fa il suo compito bene 87
Castello di Meleto – Meleto ha succo di ribes, freschezza e lamponi, bocca agile, fresca con sapidità molto invitante, finale di media caratura 88
Castello di Monsanto* è avvolgente, aromatic,o frutta rossa e viola, timo e menta, succoso e in bocca rilancia a più riprese e soddisfa in maniera sublime, un vino accattivante ed elegante come pochi 93
Castello di Querceto ricco energico scuro e polposo, prugna olive e menta, bocca grintosa e saporita, un po’ carica ma ricchezza bella 88
Castello di Volpaia – Volpaia sottile sapido già quasi al naso, floreale fine iris e rose, bella struttura cangiante e finezza di classe nella sua immediatezza 88
Castello Vicchiomaggio – San Jacopo ricco solare energico e tanta materia rossa e nera, sapidità e croccantezza ad ottimi livelli, bel finale e gustoso pieno al palato 87
Cigliano* floreale di iris e lavanda, tocco di tabacco, spezie e pepe, bocca arcigna e succulenta con bel gioco sapido 90
Cinciano speziato e incenso, bocca che cede un poco a centro palato con frutta spenta e spezie fini 84
Collazzi – Bastioni ricco scuro e speziato, resina di pino, more di rovo, sale e torrefazione, bocca sanguigna e potente con bella lunghezza e tannino fitto 89
Dievole azienda in continua crescita, sale menta ribes e spezia, lamponi e fragole ricchissima è presente, bocca agile, croccante tipica del territorio e ben colta nella sua potenza controllata 90
Famiglia Cecchi-Cecchi – Storia di Famiglia* prugna more di rovo e senape, ricco e carnoso, sorso molto pieno e deciso, finale lungo e pieno con qualche pesantezza 87
Famiglia Cecchi-Villa Cerna – Primocolle* piccante rosso saporito, agile e grintoso, sorso divertente salino con frutto finale azzeccato 89
Fattoria Castello di Starda – Malaspina* sole e sale, lamponi e ribes rosso, bocca con calore ed energia, non brillantissimo ma energia e struttura ci sono 86
Fattoria Le Fonti – Le Fonti* floreale incantevole balsamico e dolce di fragole e panna, bocca agile fine speziata piccante con tannino piacevolissimo 91
Fattoria San Giusto a Rentennano* grinta energia e materia per ora soffocano espressività al naso ma in bocca sapidità estrazione frutto ed energia sono un tutt’uno con il bel tannino, vino da aspettare ma ben fatto davvero 92+
Fattoria San Michele a Torri – Tenuta La Gabbiola frutta di sottobosco e menta, ricco e pieno, dolcezza e ampiezza di gamma aromatica, bocca un poco impegnativa ma ampia e divertente 88
Fèlsina – Berardenga trasparente fine aggraziato, sottile ma non meno affascinante, floreale iris e giaggiolo, viole, fragole, bocca esile ma elegante con una riuscita inferiore ad altre annate ma sempre di livello 88
Gagliole – Rubiolo* ricco mentolato festoso con fragole in confettura e rabarbaro, bocca con sale e tannino ottimamente colti, vino semplice ma efficace e divertente 89
Guidi 1929 – San Giorgio allo Spadaio ha passo svelto e deciso senza molte frivolezze ma belle note floreali e agrumi al palato, tannino agile e acidità salina ben colta 86
I Fabbri – Lamole energia scura e potente, frutta rossa e nera more di gelso e lamponi, floreale sassoso, tocco di smalto, bocca che si agita e si dimena ma diverte, non estremamente pulito, per i fan del naturale perfetto 88
Isole e Olena* frutto scuro e spezie esotiche, carne sangue frutto iodato, ferrosità e dolcezza, bocca ancora un ginepraio ma da cui spuntano lampi di piacere puro 92+
Le Filigare* sole e fragole, dolcezze e canditi, mandorla e prugne, bocca che si lascia bere con piacere anche se una nota di calore sporca un poco il bel quadro 87
Le Miccine* grazioso ed elegante il naso di viole e rose, ribes rosso e tocchi mentolato, bocca molto sulle durezze ma i mesi in bottiglia gli daranno grazia e slancio 89+
L’Erta di Radda* acidità e agrumi, molto spinto e scattante e nervoso, bocca in forte sbilanciamento su acidità e tannino, poco valutabile anche se molto promettente 88+
L’Orcio a Ca’ di Pesa – Ca’ di Pesa* ricchezza mentolata e balsamica, note torrefatte e burrose, deciso e corposo e ricco, per gli amanti del genere 87
Monte Bernardi – Retromarcia* fruttino zuegg, pesca e arancio, prugna e ginepro, bocca con note un po’ fumé e non pulitissime, tannino piccante e fine 89
Monteraponi*  naso sottile floreale, fragolina di bosco e sanguinella, viole e anice, bocca arcigna e agrumata, materia bella e stilosa, piccante e dal tannino incalzante perfetto tra qualche mese quando la dolcezza si farà strada 92+
Monterotondo – Vaggiolata* floreale di campo e lavanda, ampio e ricco di spunti eterei, bocca indietro nella definizione ma con grinta e gusto molto intriganti 90+
Montesecondo naso finalmente pulito e netto, frutto tenue rosso, bocca su acidità e toni mentolati, tannino graffiante ma vitale 87
Nardi Viticoltori fine e sottile frutta rossa e fiori di campo, bocca saporita con nota acida molto presente, lunghezza discreta 86
Oliviera – Campo di Mansueto maturità e calma, pepe e ribes rosso, bocca semplice e placida ma con le giuste scosse di tannino e freschezza 87
Podere La Cappella femminile aggraziato dolce e profumato intenso di viola e talco, bocca agile e sussurrata con finale sottile e dolce con il giusto contrappunto di acidità 86
Poggiopiano* naso netto sapido pulito con aromi di fragole e pepe, spaziatura aggraziata, bel finale dinamica e sapidità a bilanciare un sorso scattante 90+
Pomona – Bandini Villa Pomona* naso stupendo cangiante dolce di fragolina di bosco, lavanda, arricchito da note di frutta di bosco e ginepro, bocca sapida e tagliente con tannino succoso e dinamico 93
Riecine agrumi e lamponi anche se naso è più reticente che al solito, viene fuori gessosità e floreale intrigante, bocca che si riprende ed emoziona con un ritmo acido sapido preciso e dissetante 93
Rocca di Castagnoli intensità fruttata molto forte al naso, piacevole e invitante, note più calde in seguito con salinità che spinge bene e tannino a fare il suo dovere nel finale fresco 90
Rocca di Montegrossi intensità impressionante di frutto di bosco scuro e pepato, lampi di viola e bergamotto, ginepro, visciole, spezie orientaleggianti, zenzero, sandalo e menta, ingresso maestoso che occupa manu militari il palato ma sa anche farsi da parte al momento giusto regalando misura e agilità 94
San Fabiano Calcinaia* aromi netti puliti, frutto pimpante e ricco, semplice e diretto ma divertente e finale agrumato che invoglia 88
San Felice lamponi e fragole, sottobosco e tocco di spezia leggera, bocca divertente ritmata agile con tannino preciso e succoso e acidità ben presente, finale intrigante 90
Stomennano* lamponi e fragole, floreale molto intenso e dolce, bocca con bella spina dorsale e lungo finale di frutta di bosco 89
Tenuta di Nozzole – Nozzole fine misurato, elegante floreale giaggiolo, rosa Thea, ribes nero, bocca ostaggio un po’ di acidità ma piacevole 87
Tolaini – Vallenuova solarità ed energia, sottobosco, ginepro e anice, bocca arcigna con acidità e tannino che vanno un po’ sopra frutto ma lo rendono snello e serbevole 87
Vallone di Cecione* frutto sale e tanta energia, bocca ricca sapida e netta, avvolgente e saporito, rilancia con bel tannino in via di definizione 89+
Vignamaggio – Terre di Prenzano agrumi e sottobosco, filante, croccante sapido ed elegante, fine misurato e di vibrante sapidità, non molto complesso ma fa il suo dovere eccome con una beva stupenda e giocosa 88

 

Chianti Classico DOCG Riserva 2015

Le aspettative erano alte per una vendemmia superstar, già molto attesa dai mercati mondiali assetati di Toscana. Grande anche la produzione (con 300 mila ettolitri è una delle produzioni recenti più elevate) ma davvero mirabili alcuni risultati in bottiglia e la media qualitativa. Vini che hanno acidità e sapidità con un frutto nitido al centro, e un tannino ben colto e ricco. Un’annata che era difficile sbagliare, ma che come sempre accade poneva nelle mani dei produttori la responsabilità di non deludere. Oggettivamente in pochi (anche assaggiando i 2015 in uscita ritardata quest’anno) hanno mancato l’obbiettivo, e c’è da sbizzarrirsi a girare per i territori dove, oltre a Radda e Lamole, si stagliano bene aziende della Berardenga e Castellina con, in aggiunta, esempi sempre più convincenti dalla Val d’Elsa, forse la sottozona più in crescita negli ultimi anni come investimenti e attenzione.

Antico Borgo di Sugame. Ricco e complesso, spunti speziato torrefazione menta e olive, un po’ aggressivo al palato 87
Antinori nel Chianti Classico – Marchese Antinori. Squillante e luminoso, polpa e succo di ciliegie e menta, tannino fine e aggraziato, volume e pepatura con legno ben presente, un po’ urlato ma ben definito e polputo 91
Antinori nel Chianti Classico – Villa Antinori. Viole e visciole, squillanti e molto pulite, carne pepe e succo di ribes, bocca con bel tannino e aromaticità agrumata, vispo ma completo 90
Bonacchi. Asciutto e salino, floreale e ricchezza di sottobosco, liquirizia, bocca arcigna e sapida, finale aggrumato ma non molto slancio 86
Brogioni Maurizio. Dolcezza, spezie, carnoso, bocca molto insistita su pepe e spezia, agrumi e sale, un poco asciutta 86
Buondonno. Frutta di bosco, visciole e amarene, tabacco e pepe, bocca succosa e ricca con finale insistito su ebanisteria nobile e confettura con spinta tannica bellissima 92
Campomaggio – Tenuta di Campomaggio*. Ricco e dolce, ritmo bello di sapidità e frutto, un picco ruffiano come costruzione e dolcezza insistita nel finale con tannino ampio 88
Caparsa – Caparsino. Intensità e incenso, frutta rossa e nera, tabacco e pepe, macchia mediterranea e arancio, qualche nota selvatica, bocca agile allegra, bocca ben impostata ed elegante, energia e rusticità ma vino davvero sopraffino e godereccio 94
Caparsa – Doccio a Matteo. Confettura di ribes, menta e spezie dolci ma finissime, bocca da grinta energia ebanisteria, torrefazione, con aperture dolci ma eleganza e austerità di fondo ben presenti 92
Casale dello Sparviero. Limpido e netto, ribes rosso e note sapide croccanti , palato classico di impostazione gastronomica che gioca su bella sapidità e tannino intrigante 92
Castellare di Castellina – Castellare. Frutto molto spinto pepato e saporito, ciliegie in confettura, china, menta, bocca ampia dolce e un filo ridondante, grande ampiezza ma tannino si perde un poco 88
Castello di Fonterutoli – Ser Lapo*. Finezza di mandarino, viole e ciliegie, pesca quasi, bocca ricca e trascinante che necessita di stabilità ed evoluzione 87+
Castello di Meleto – Vigna Casi. Sottile femminile e molto intenso, bocca che spinge e disseta. In un crescendo di sensazioni fruttate molto belle e ben definite, gran carattere e personalità in divenire 93
Castello di Volpaia. Ricco e deciso, bel colore e profondità di toni speziati e fruttati, bocca divertente e sinuosa, dolce ma con tannino sempre a reggere bene il sorso 90
Castello Vicchiomaggio – Agostino Petri. Spezie pepe, lamponi e ribes, carnosità e frutto scuro, pepe al palato, finale ricco e lungo con nota tannica tambureggiante 91
Cinciano. Frutta di bosco e arancio rosso, bocca di polpa e tannino molto presente, frutto che dura abbastanza, finale agrumato interessante 87
Dievole – Novecento. Sale e sole, floreale intenso di viole e menta, bocca animata da grande tannino e acidità ben distribuita nel sorso, finale sorprendete per vitalità e freschezza 92
Famiglia Cecchi-Cecchi – Riserva di Famiglia*. Alloro e macchia mediterranea, pepe e frutto sotto spirito, bocca scura e di concentrazione, allungo di frutto imponente in via di assestamento 89+
Famiglia Cecchi-Villa Cerna – Villa Cerna. Asciutto e diretto, sapido e solare che toglie dolcezze e aggiunge spezie, bella energia e carattere, tannino che coinvolge e sfina il bel frutto estratto 91
Fattoria Castello di Starda – Malaspina. Frutto molto caldo e assolato, lamponi in confettura, amarene, bocca un poco riarsa che non aiuta la beva 86
Fattoria Le Fonti – Le Fonti*. Piccante speziato, vaniglia e canditi, molto dolce e pieno, bocca che continua sulla falsariga del naso, tannino e acidità sono un po’ in difficoltà a gestire la matassa ma da verificare in bottiglia 87+
Fattoria San Giusto a Rentennano – Le Baròncole*. Naso tumultuoso di frutta rossa e nera di bosco, viola e lavanda, bocca intrigante, rocciosa, sapida e con energia impressionante in via di assestamento, tannino molto presente, si farà bello davvero 93+
Fèlsina – Rancia. Sottobosco e spezie, grandi toni accesi e cangianti, succoso e intenso al sorso che si fa in mille rivoli, traboccante di acidità e spaziatura con tannino adeguato, finale in crescendo 93
Il Molino di Grace. Molto dolce e vanigliato l’ingresso iniziale, bocca che ripristina l’equilibrio chiantigiano panzanese con un bel tocco di tannino 88
La Sala. Allegro vispo vanigliato ed elegante, misurato e con stile che sta acquisendo personalità definita, pulizia e nitore anche al palato, lungo e speziato sia pur con tocchi di internazionalità 91
Lanciola – Le Masse di Greve*. Toni molto rossi e da macchia mediterranea, resina di pino, bocca carnosa ed energica con tannino che deve ancora assestarsi ma annata gestita molto bene 88+
Le Miccine. Carino spigliato e divertente il naso di frutta rossa e fiori, bocca con spezie ma non lunghissima 87
Maurizio Alongi – Vigna Barbischio. Floreale viola e menta, sorso divertente e spigliato che rilancia in freschezza, bel piglio autoritario ma divertente allo stesso tempo 90
Monte Bernardi. Lieve notte selvatica che sporca un poco il bel palato solare e fruttatissimo, bocca dal tannino grintoso e sapidità sinergica alla freschezza ma la selvaticità rovina a tratti il lungo finale 88
Monteraponi – Il Campitello*. Sinuoso speziato e freschissimo, intensità di sottobosco fruttato e pepe, elegante, distinto, con frutto istintivo ma tanti elementi a corredo, malva, alloro, allarga davvero il cuore, in bocca cristallino e potente nitido e tannino curatissimo 95+
Oliviera – Settantanove. Carino e fine, grande intensità di viole e timo, bocca agile, snella, ben curata e di buona lunghezza ma in cui si avverte un poco di stanchezza 87
Podere Capaccia*. Lezioso e aromatico, floreale bellissimo vaniglia lavanda e viole, bocca di forza e saporosità raddese, ben armonizzate in frutta e pepe, in assestamento ma il tannino è bello davvero 90+
Podere Castellinuzza. Tocco di smalto e poi frutto lamolese rosso e gessoso, bocca un poco accidentata ma saporita 87
Podere L’Aja. Aromi di frutta rossa e spezie leggera, bocca un poco aggressiva e con frutto molto abbondante non equilibratissimo 86
Poggerino – Bugialla. Affasciante quadro raddese di contrasti sapidi e dolci, spezie e piccantezza, sorso puntellato di tannino e frutto ben estratto, esplosivo e dinamico in un crescendo di piacevolezze e ruvidità passeggere 95
Poggio Bonelli. Piccante e con note non pulitissime, grande frutto e stile ampio e solenne ma non portato fino in fondo con convinzione, cede la parte centrale del sorso 86
Pomona – Bandini Villa Pomona. Naso intenso e molto rosso, bocca piccante ritmata con materia tanta ma anche capacità di tenerla a freno con adeguata sapidità e tannino che reggono sospeso il vino fino al finale bellissimo e cangiante 93
Principe Corsini-Villa Le Corti – Cortevecchia. Affresco di spezie e note di legno classico, niente dolcezze e smancerie ma una bella austerità ben realizzata, bocca animata e cangiante, finale di buona lunghezza 90
Renzo Marinai. Ricco e denso, prugne pepe e menta, macchia mediterranea, viole candite, bocca di volume e sapore, gusto profondo e ben scandito da tannino e acidità 92
Riecine. Sottile ma intenso, floreale chiantigiano classico e struggente, bocca con arancio pepe e ribes rosso, dal grande tannino e sapidità con lieve alcol che sia avverta ma tanta classe 94
Rocca delle Macìe – Famiglia Zingarelli. Sandalo ribes e senape, pepe nero e canditi, mandorle e noci pecan, bocca ampia solenne e ritmata da frutto scuro che rilancia di continuo 90
San Felice – Il Grigio da San Felice*. Schietto e floreale, viola, timo poi vira sulle note scure di more, piccante e sapido al palato, brillante freschezza e succulenza senza esagerazioni 90
Santo Stefano – Drugo. Carico e potente, molto scuro e pepato, potenza e carnosità, polpa e stile pieno, bocca un po’ eccessivamente carica 85
Val delle Corti. Aromatico e lieve, floreale sottilissimo di viole e arancio, bocca che asciuga, molto salata e stretta, manca un po’ di polpa e sostanza ma vena acida e fresca è immutata 87
Vallepicciola. Speziatura canditi e dolcezze, note calde e assolate, energia e fruttino zuegg fragola e lamponi, tannino deciso e acidità ma un po’ squilibrato per adesso 86
Vecchie Terre di Montefili*. Dolce e sinuoso, elegante di frutta di bosco e tocchi speziati di zenzero e pepe, bocca che spinge molto e tannino che dà ritmo e struttura, ma la ricchezza di estratto è davvero dura da gestire al momento 88+
Vignamaggio – Gherardino. Compassato e rigoroso ma anche con frutto nitido e pulitissimo, gessoso e floreale poi fragole in confettura, bocca di sostanza con tannino saporito che rende avvincente e gastronomico il sorso 90
Villa Calcinaia. Sottobosco e frutta scura ribes e chassis, ginepro e pepe, bocca arcigna e divertente con piglio gastronomico sicuro e preciso, bella la lunghezza del frutto in allungo 91

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

21 Commenti

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vinogodi

circa 4 mesi fa - Link

Collection 2018 .... opinion leader .... Ambassador du Chiantì Classicò ... ...eh che fa fico , Andrea, esprimersi internescional? ... PS: Per me l'unico "Collection" esistente è quello di Krug...

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

2/3 delle bottiglie vanno all'estero...ci si deve abituare!

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Vincenzo busiello

circa 4 mesi fa - Link

Scusa Andrea.ma quei produttori più rigorosi che adesso sono fuori col 2012 tipo antico podere Casanova quando andrebbero valutati? Si può dire che chi decide di uscire in ritardo perché, checché se ne dica, il chianti ha bisogno di qualche anno prima di maturare come si deve, è messo un pò in disparte dal carrozzone pubblicitario?

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Vincenzo busiello

circa 4 mesi fa - Link

Per onestà intellettuale dovresti parlare anche di questi vini che ad anteprima chianti 2018 erano presenti. In fondo sono pur sempre i vini più giovani di una cantina

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

Vincenzo per onestà intellettuale ti dico che più di 100-150 campioni in due giorni non riesco a valutarli! Alla Leopolda quest'anno ce ne erano oltre 500 e non era umanamente possibile. Anche io apprezzo Bucciarelli e tanti altri (Ormanni, Castell'Invilla, Monterinaldi) che escono più tardi rispetto agli altri. Ma la Collection ha il suo valore più grande dal punto di vista giornalistico e commerciale proprio sulle annate più recenti e si tende sempre a concentrarsi (come a Bordeaux e altre manifestazioni simili) sulle ultime uscite.

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Andrea Lenzi

circa 4 mesi fa - Link

Andrea, Ti sei perso, a mio modestissimo parere, due gran belle espressioni di Chianti classico con i due Bucciarelli (2011 e 2012)... Sarà dura aspettare il suo 2015... Per fare un paragone siamo sui livelli del Sangioveto che Monsanto aveva in degustazione... (Non so se lo hai assaggiato... io l'ho usato come riferimento dei vini in anteprima.. )

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

allora contatterò l'agente su Firenze per organizzare un assaggio! Grazie Andrea. Sangioveto Monsanto ce l'ho ben presente, notevole anche se non il mio preferito come stile.

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Montosoli

circa 4 mesi fa - Link

Grazie Andrea !

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

prego!

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Radici

circa 4 mesi fa - Link

Grazie per la vastissima panoramica! Delle uscite di Riecine di quest'anno avevo sentito dire un gran bene, in effetti. Cosa che tu confermi. I voti che dai tengono conto più di quello che è il vino oggi o maggiormente delle previsioni evolutive? E a tal proposito, quali vini ti son sembrati già pienamente godibili, per i quali, insomma non serve aspettare a strappare? Un'ultima domanda: secondo te, una denominazione come il Nizza potrebbe intraprendere un percorso di ricerca, definizione e comunicazione del terroir analogo al Chianti, o ci sono differenze concrete che lo impediscono? Grazie!

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

Diciamo che i giudizi tengono conto del potenziale evolutivo, dei 2016 e riserva 2015 pochissimi sono pronti da bere oggi e sono tutti da aspettare almeno dopo l'estate. Nizza è molto più piccola...semmai si potrebbe parlare del Monferrato in genere e Nizza uno dei terroir d'elezione del Monferrato. Poi magari anche nel Nizza ci sono vigneti e cru degni di menzione. Si tratta di un percorso non semplice e che necessita tempo ma è il punto di arrivo di tutti i territori da vino davvero vocati nel mondo.

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Radici

circa 4 mesi fa - Link

Grazie!

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gp

circa 4 mesi fa - Link

"lo stesso consorzio, dopo iniziali tentennamenti, sta ora sposando sempre più la causa della vocazione territoriale comunale e sub-comunale": sarebbe interessante sapere se ci sono sviluppi concreti rispetto all'ipotesi di inserire nel disciplinare un primo livello di zonazione, per esempio comunale. Rispetto a questo, la suddivisione dei produttori per comune nei banchi della CCCollection non è una novità, visto che sono vari anni che viene attuata.

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

Alla collection il chianti classico quest'anno ha addirittura organizzato un tasting blind per giornalisti (tenuto da Jeff Porter, uno dei nuovi Ambassador) che verteva proprio sulle differenze di terroir e sottodivisoni comunali...più chiaro di così!

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gp

circa 4 mesi fa - Link

Ho trovato poche informazioni in giro: il titolo dell'evento era "La prova dei 9", degustazione bendata di 9 Chianti Classico provenienti dai 9 comuni del territorio. Sarebbe interessante avere altri dettagli, come per esempio la lista dei nove vini in lizza. Comunque il livello comunale è veramente il primo stadio di una zonazione seria e andrebbe introdotto nel disciplinare senza particolari discussioni, proprio per iniziare un lungo percorso fatto di ulteriori approfondimenti. Il titolo del tasting sembra suggerire che esistono caratteristiche differenziali dei vini di ciascun comune rispetto agli altri, ma si tratta di quelli che in Borgogna sono noti come "stereotipi comunali". E' sicuramente possibile scegliere vini che confermino questi stereotipi, ma all'interno di ogni comune ci sono terroir con caratteristiche differenti, a volte più vicini allo stereotipo di altri comuni, a volte con caratteristiche a parte, esattamente come in Borgogna. E' già noto che all'interno dei comuni esistono frazioni o località con caratteristiche loro proprie: si pensi alle frazioni di Panzano e di Lamole del comune di Greve. E' interessante tra l'altro che questa parcellizzazione fine riguarda potenzialmente la zona classica, mentre altri comune più periferici della denominazione appaiono meno differenziate al loro interno (per esempio San Casciano in Val di Pesa).

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

che io sappia è andata molto bene con tutti i territori riconosciuti alla cieca dagli intervenuti, nonostante in effetti Panzano e Lamole assorbiti da Greve stonasse un poco. La tua analisi degli stereotipi chiantigiani trova molti riscontri con differenze all'interno di un comune spesso superiori a quelle di comuni diversi. Ma comunque vale la pena cimentarsi nell'impresa...ci sarà comunque un arricchimento sensoriale e degustativo utilissimo.

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gp

circa 4 mesi fa - Link

Grazie, ma possibile che qualcuno dei tanti giornalisti presenti non abbia voglia di condividere l'elenco dei vini? Non è mica un segreto di stato. Rispetto al ragionamento che facevo: se i 9 comuni sono stati tutti riconosciuti alla cieca dalla maggioranza dei presenti, vuol dire che i vini scelti erano rappresentativi dei rispettivi stereotipi comunali. Ipotesi che aumenta la curiosità di sapere queli erano...

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

Mi sono informato: proprio per concentrarsi sui territori e non sulle singole aziende il nome delle cantine non è stato rivelato. Paradossalmente è anche il motivo per cui nessuno forse ne ha scritto...peccato comunque! Almeno i profili organolettici dei vari territori potevano essere rivelati...

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baudolino80

circa 4 mesi fa - Link

Bellissimi questi post. E utili. Sarebbe bello se non si facessero solo per le anteprime di toscana. Per esempio, sarebbero ancora più utili se si facessero - nello stesso stile - per le contrade, per anteprima sagrantino, per l'irpinia, etc.

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Andrea Gori

circa 4 mesi fa - Link

Grazie! ma sono post che richiedono un consumo di tempo ed energie redazionali davvero elevato... cerchiamo di fare il possibile!

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gp

circa 4 mesi fa - Link

Grazie, Andrea (mi riferisco alla risposta su "La prova dei 9" qui sopra). Davvero assurda una degustazione cieca in cui alla fine non si scoprono i vini. Tra l'altro a questo punto come si fa a essere sicuri che i partecipanti abbiano davvero indovinato tutti i corretti abbinamenti vino-comune, risultato che mi pare poco credibile? Così un esperimento serio è diventato un effimero gioco di società, che come sottolinei giustamente non ha avuto nessuna eco, nonostante l'evento fosse riservato ai giornalisti -- a proposito della serietà del Consorzio rispetto al tema della vocazione territoriale.

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