Anteprime Toscane 2017. A Chianti Classico Collection tocca all’annata 2015

Anteprime Toscane 2017. A Chianti Classico Collection tocca all’annata 2015

di Andrea Gori

Solito grandissimo afflusso di operatori e giornalisti per la prima giornata di assaggi a Chianti Classico Collection. La denominazione ha passato in scioltezza i 300 anni e guarda al futuro con risultati da record nel 2016, con 285.500 ettolitri venduti: più impressionanti se si pensa che dal 2009 a oggi le vendite hanno registrato una crescita complessiva del 48,5%, finendo in gran parte all’estero (80%). Un altro risultato significativo e incoraggiante, che riempie di malcelato orgoglio i produttori è la crescita (+2%) di Chianti Classico venduto in Italia, per un vino che fa ancora incredibilmente fatica ad uscire dal suo territorio naturale e che vive, oltre che in Toscana, quasi solo a Milano e Roma. Eppure il Chianti Classico è sempre più il vino per gli americani e anche per i tedeschi, per i quali sta tornando ad essere un beniamino.

Il giro d’affari complessivo del Chianti classico è stimabile in quasi 700 milioni di euro, a fronte di un valore della produzione vinicola imbottigliata di circa 400 milioni di euro, cui si devono aggiungere l’olio e altre attività, soprattutto l’indotto straordinario delle vacanze enoturistiche o agrituristiche nei paesaggi delle sue colline.

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Alla Loepolda a Firenze va in scena l’annata 2015, robusta, ricca, salutata con enorme entusiasmo dopo gli stenti della 2014 (che esamineremo domani). Rispetto alle previsioni meno materia e poche esagerazioni nell’estrazione, e una piacevolezza media che potrebbe far ricredere molti sull’universalità di questo vino. Il Chianti Classico a nostro parere ha passato fin troppo tempo a correre dietro il dogma del 100% sangiovese, e potrebbe beneficiare non poco dal togliersi dalla testa di competere, su questo terreno tanto specifico, con il Brunello.

Annata 2015
I vini elencati con l’asterisco* sono prelievi di botte.

Antinori Pèppoli si presenta limpido, netto e distinto, floreale e in più un bel fruttato e sapidità, bocca nervosa ma ben tesa, un tocco di alcol nel finale. 86
Badia a Coltiibuono è ricco e ampio, con lavanda, ribes e ciliegia matura, bocca saporita e gustosa, netto e lungo. 88
Bandi Fonte alla Selva ha legno e struttura, senape e pepe, ricco ma non agilissimo. 85
Barone Ricasoli Brolio ha naso floreale e spezia su fragola e lamponi, bocca limpida cristallina e agilissima. 90
Belvedere Campoli è ricco, luminoso, solare e floreale, bocca dal tanto frutto e sapidità. 88
Bonacchi si apre floreale, un po’ secco, frutto molto maturo, bocca tirata ma non breve, frutto scuro nel finale. 83
Borgo Casa al Vento Aria* ha vaniglia e pepe, cannella e vetiver, peperoni e ribes, bocca dal tannino ricco e spigliato ma non integratissimo. 84
Borgo La Stella* con lamponi e fragole in confettura, bocca un poco arida ma solare ed energica. 86
Brancaia mostra pepe e ribes rosso, fragole e floreale di campo, bel finale e bocca con tannino piccante senza strafare. 91
Ca di Pesa Burrone* ha succo di mela lavanda e pepe, bocca dal tannino un po’ ostico, finale spigliato. 84+
Carpineto presenta legno e cupezza, bocca in fieri ma bel floreale carnoso e succo di ciliegia, finale lungo e distinto. 86+
Casa Emma con sottobosco, lavanda e salvia, amarena e timo, bocca centrata e ricca con bella freschezza. 87
Casale dello Sparviero* è ancora un poco imbizzarrito dalla botte, floreale ricco e fruttato maturo, bocca dal bel ritmo, tannino croccante e lungo. 87+
Castagnoli è gessoso e floreale, trama alcolica un po’ esuberante, bocca che asciuga. 84
Castellare di Castellina al naso ha rosmarino e salvia in un campo di fiori rossi, rose e lavanda, bocca limpida e floreale, fresca e sapida. 88
Castellinuzza e Piuca* delizioso e invitante al naso, tra floreale e lamponi in confettura, bocca di succo di ciliegia, fitto e persistente con eleganza lamolese. 91
Castello di Ama Ama è solare e croccante, frutta e fiori, sapido e netto con ritmo e stile. 88
Castello di Fonterutoli Fonterutoli ha naso ricco, fruttato rosso e spezia orientaleggiante, bocca saporita distinta e lunghissima di ciliegia e vetiver. 90
Castello di Gabbiano è balsamico e fruttato, arioso e solare, bocca intensa e fitta con acidità e verve. 88
Castello di Meleto Meleto ha un tocco di smalto a sporcare un poco un bel naso di ciliegia e menta, bocca sapida e gessosa con tannino gentile. 87
Castello di Monsanto* con viola e rose, bergamotto e ciliegie, bocca ampia delicata solenne a tratti ma sempre godereccio ed elegantissimo. 93+
Castello di Querceto è deciso, netto e roccioso, nel suo stile affidabile e sicuro di frutto esuberante ma misurato. 86
Castello di Selvole mostra un floreale e fruttato di buona intensità, bocca molto ricca ma di pancia. 88
Castello di Uzzano* floreale, sapido ed esile, bocca fine e pulita, semplice ma gradevole. 85
Castello di Volpaia Volpaia ha lamponi e ciliegie appena mature, polpa e intensità al palato, grande luce e vigore. 90
Castello di Vicchiomaggio San Jacopo con ribes rosso e floreale di campo, umami e sottobosco, bocca fine e succosa, tannino appena bizzoso. 88
Casuccio Tarletti* naso un poco stanco e quieto, bocca più animata con nota sapida e gessosa che cresce alla distanza esaltando un bel floreale di rosa e menta. 88+
Cigliano ha polpa ritmo e verve, esuberante come l’annata ma stile misurato e tranquillo, tannino che scalpita ma gioca benissimo di rimando al frutto. 90
Cinciano ha spezia legno e frutto, sapidità e menta, bocca contratta e non snellisce il sorso. 85
Collazzi I bastioni è esile, floreale e pimpante, lieve e succoso, grande ritmo e leggerezza senza banalità. 88
Colle Bereto è ancora indietro come evoluzione, ma ha sostanza sapidità, tannino ricco e ritmato. 87
Concadoro è succoso e fruttato, agile e piacevole ma senza acuti. 86
Dievole ha lavanda e salvia, floreale solare e carnoso, bocca agile netta decisa con finale solido e roccioso. 90
Famiglia Cecchi Storia di Famiglia* ricchezza ed  estratto, mirtillo mora e olive, bocca netta e sapida molto più sciolta del naso, promettente quanto a ricchezza e stile. 92+
Famiglia Cecchi Villa Cerna Primocolle* ha senape e mirtillo, frutto ricco e deciso, bocca agilissima e aggraziata, spezia e sale, bel tannino. 89+
Famiglia Nunzi Conti Nunzi Conti mostra lamponi e rose, tocco dolce di vaniglia e menta, bocca ricca ma snella, beva agilissima e succosa. 88
Fattoria di Poppiano Astorre Noti è solare, con tocco di smalto, ricco, bocca piacevole e semplice. 85
Fattoria le Fonti* ha succo di fragole e mele, bocca dolce  e ben centrata, tannino deciso ma perfetto per la beva. 89+
Fattoria San Giusto a Rentennano* agilità e sostanza, bocca affilata sapida con tanta materia e soddisfazione. 91
Fattoria San Michele a Torri Tenuta La Gabbiola ha spezia e balsamicità, bocca ricca molto tirata con molto estratto ma ben tenuto a bada. 88
Fèlsina Berardenga sottobosco e floreale, lamponi, ribes rosso, bocca agile netta pulita e saporita. 88
Fietri* non a postissimo al naso, bocca e da valutare più in là, di certo tosto e intenso. 87+
Gagliole rubiolo* è cosmetico e finissimo, timo e lampone, bocca fine esile e sapida, modaiolo ma centrato. 87+

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Isole e Olena* è ampio solenne, fitto e saporito, bocca ampia e mentolata, molto serrata giovanissima e fresca con rimandi balsamici che si susseguono in una bocca speziata e ricchissima, esplosivo. 95+
La Montanina* ha un lieve ridotto e chiusura, bocca più spigliata e agile, sapida e croccante, dolce e fine. 89
La Querce Seconda* ricco e netto, bocca pulsante e fruttata, tannino a sgraffio. 85
Le Filigare* con lampone fragola e succo di ribes, bocca molto accesa ricca e con legno presente. 85+
Le Masse Barbagianni da corsa* fitto ma floreale, lavanda e eucalipto, bocca agilissima, dolce ma senza esagerare, lunga e con tracce di canditi e senape, finale curioso e intrigante. 89+
Le Miccine* fiori di campo e fragole, mela e pepe, bocca sapida e fitta di tannino, buona lunghezza. 86
L’erta di Radda* con frutto e sale, centrato e ritmato, vetiver, mirtillo, bocca centratissima animata da energia selvaggia ma ben domata. 91+
L’orcio a Ca’ di Pesa Ca’ di Pesa ha amarene sotto spirito, visciole e tabacco, succoso e discretamente persistente. 87
MonteBernardi Retromarcia è animato, floreale, vivo, pulsante, una meraviglia piccante e dolce da bere e godere. 91
Monteraponi* solenne e allo stesso tempo accogliente e piccante, fitto di rimandi fruttati e floreali, mela, lampone e mirtillo, bocca ampia croccante saporita e sfaccettata, sente l’annata ma la doma alla grande con un tannino strepitoso. 92+
Monterotondo Vaggiolata*  festoso e floreale, poi torna frutto e balsamico, deciso ficcante e ritmato. 90+
Montesecondo finalmente pulizia, succo e sapidità, frutto distinto e bevibilissimo. 87
Oliviera è solare e carnoso, un po’ di cottura nei profumi e nel frutto, bocca distinta e pulita ma un poco stanca. 84
Pasolini dall’Onda Sicelle floreale e frutto molto scuro e netto, oliva cacao e mirtillo, bocca di sostanza ed estrazione, un po’ asciugato il finale. 85
Podere Castellinnuzza è ricco e netto, bocca potente ma non finissima, esuberanza con pochi freni. 85
Podere Cianfanelli Cianfanello* con olive e lavanda, fragola e acciuga, bocca con maturità notevole, bocca arcigna. 85+
Podere La Cappella ha succo di ribes e amarena, prugna e mirtillo, rosmarino e pepe, bocca piacevole e ricca. 87
Podere l’Aja Chielle* è balsamico e intenso, succoso di frutta scura e toni affumicati, bocca agile e ficcante, scuro e deciso ma grande passo. 90
Podere Poggio Scalette Poggio Scalette solare e luminoso, petricore e gesso, bocca con fremito tannino azzeccato, finale in crescendo. 91
PoggioPiano Fattoria Poggiopiano ha dolcezza e sapore, rosmarino e bergamotto, bocca felpata ma finissima, finale sapido e fruttato con tannino lieve ma ben presente. 89
Pomona Bandini Villa Pomona esibisce sale e sole con fiore rosso che stacca, fragola e confettura di lamponi, pepe nero che stuzzica e prepara un gran palato con tannino preciso che scandisce il sorso. 90
Querceto di Castellina L’aura* è sapido e croccante, intenso e fruttato, finale un poco ispido. 84+
Riecine è luminoso, trasparente, con verve incredibile e tanta sapidità, un vino sapido floreale e con un frutto sottile ma che ti conquista sorso a sorso. 92
Rocca di Castagnoli ha fragole, liquirizia e lampone, bocca ampia, ariosa e leggiadra, tanta bevibilità e gusto. 90

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Stomennano* con frutto dolce e carnoso, amarene e visciole, bel tannino e struttura con tocchi di ebanisteria nobile. 91
Tenuta di Capraia solare e piccante, nota di frutta molto matura rossa, bocca con tocchi fumè, tannino da sistemare ma tanta materia bella. 88
Tenuta di Nozzole è fine e piccante, fiori di rosa e viola, arancio rosso oliva e ciliegia, gusto e persistenza , bell’equilibrio e sapidità. 87
Terre di Perseto Albore* floreale e gentile, rose e frutta di bosco, bocca esile ma precisa e ben scandita. 87
Tolaini Vallenuova ha ribes rosso e ciliegie, menta e anice, bocca decisa con estrazione un poco sopra le righe ma tanta sapidità e sottobosco ben orchestrati. 88
Torraccia di Presura frutto molto maturo e dolce, resine, sapidità e balsamico, bocca un poco contratta. 86
Vallone di Cecione* presenta smalto e riduzione, bocca sapida con frutto sottotono anche se c’è bel tannino. 84
Vignamaggio Terre di Prenzano energico e solare, fiori freschi e magnolia, mela e fragola, piccante e vispo. 86
Villa Triturris Turris* naso di fiori e menta, bocca succosa non molto di corpo, piacevole. 85

[Immagine principale: Felsina.it]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

8 Commenti

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Montosoli

circa 3 mesi fa - Link

Grazie tante Andrea...🍷🍷 Ma quanti nuovi produttori ci sono...?/

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

almeno una ventina stavolta! O se non del tutto nuovi almeno alle prime esperienze alla "collection"

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gp

circa 3 mesi fa - Link

Per curiosità e informazione di chi legge: assaggiati e punteggiati alla cieca o a bottiglia scoperta? Dettaglio: alla lettera "V" manca Val delle Corti, probabilmente perché il suo 2015 era presente solo al tavolo del produttore, come segnalato dal catalogo della manifestazione.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

bottiglie assaggiate "scoperte" e al tavolo seduto, integrato con qualcosa dai produttori. Val delle Corti assaggiata la Riserva e la 2014, 2015 saltata in effetti!

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gp

circa 3 mesi fa - Link

Riguardo al votone (92+) al Chianti Classico “Storia di Famiglia” 2015 (campione da botte): se esistessero in prospettiva un milione di bottiglie di questo livello stellare -- è la tiratura ufficiale di questo vino, riportata dal catalogo della manifestazione -- sarei il primo a essere contento, ma il saggio proverbio "non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca" mi induce a un forte scetticismo... A rigore, vini con tirature così elevate non dovrebbero nemmeno essere valutati dalla critica, data la certezza quasi matematica che sia impossibile 1) fare una massa unica (ci vorrebbe quasi mezza piscina olimpionica); 2) imbottigliare tutto a distanza ravvicinata. Inevitabilmente, il vino mostrerà differenze anche rilevanti da lotto a lotto. Chi legge un giudizio su questi "vini da rotativa" dovrebbe avere presente che va preso con un beneficio d'inventario talmente ampio da avvicinarsi a una puntata alla roulette.

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Andrea Gori

circa 3 mesi fa - Link

il voto alto ovviamente si riferisce alla bottiglia assaggiata e non garantische che gli imbottigliamenti siano costanti. Di certo però è il Chianti Classico con anche uve internazionali quindi se la vediamo da un punto di vista più largo è anche più semplice che spunti sopra altri più classici e tradizionali.

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gp

circa 3 mesi fa - Link

Beh, diciamo che questa è una visione molto anni '90, quando prevaleva lo "stile moderno" -- che nelle sue applicazioni odierne è stato giustamente definito "stile moderno/anacronistico" (Rizzari). Oggi finalmente molti giudicano negativamente i Chianti Classico marcati dai vitigni internazionali, e la presenza di uno o più di questi vitigni, soprattutto quando si avvicina al massimo troppo elevato previsto dal disciplinare (20%), è considerata tutt'altro che un requisito di qualità. Questo non implica necessariamente optare per il Sangiovese 100% come lascia intendere il suo articolo, dato che sono disponibili molti vitigni autoctoni storici (Canaiolo ecc.) e percentuali limitate dei vitigni internazionali meno marcanti non vanno demonizzate. Che poi la presenza di vitigni internazionali nell'uvaggio valga a compensare la tiratura "da rotativa" (parlando del vino e non del singolo campione da botte assaggiato) mi sembra veramente azzardato. Infine, ho idea che l'uvaggio indicato da Cecchi sia di larga massima, perché è difficile immaginare che le centinaia di ettari necessari a produrre un milione di bottiglie di un singolo vino abbiano lo stesso mix di vitigni, ovvero mix diversi che si vanno magicamente a comporre nelle percentuali tonde indicate (90% Sangiovese, 5% Colorino, 5% Cabernet Sauvignon, peraltro il più marcante tra i vitigni internazionali). Se dovessi tirare a indovinare, direi che il contributo del terzo vitigno è più sostanzioso, in ossequio alla nota battuta di Tachis sul "Sangiovese grande vitigno, soprattutto quando è aiutato da un po’ di Cabernet”. Che per fortuna appartiene ad altri tempi...

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daniele belluomini

circa 3 mesi fa - Link

Per me manca Casaloste che è molto valido e tradizionale, Listine per la qualità prezzo! Monteraponi "solenne" si addice perfettamente! Complimenti a tutti...

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