Anteprima | Es 2010, il primitivo di Gianfranco Fino

di Antonio Tomacelli

“Si avvisano i signori visitatori che la Fiera è chiusa”. Puntuale, come ogni giorno, l’altoparlante fa il suo sporco lavoro. La voce rimbomba tra le corsie di un padiglione Puglia vuoto e spettrale ma, in lontananza, si sentono ancora delle voci. Seguiamo il brusio e, in fondo al corridoio, vediamo della gente in coda davanti a un minuscolo stand: saranno venticinque, forse trenta persone che, incuranti degli avvisi, tendono il bicchiere verso l’ultimo assaggio: vogliono l’Es, il primitivo di Gianfranco Fino.

La contabilità finale dei bicchieri dirà che in 4 giorni, quella specie di cella 3×3 ha ospitato 3.000 persone, accolte con grazia e gentilezza da Gianfranco e Simona. L’hype del Vinitaly 2012 sono loro, no doubt, ma è un successo che parte da lontano. Prima degli assaggi dunque, sarà bene ripassare una storia fatta di terra, lavoro e internet come nessun’altra.

Duemilaquattro, il debutto. La prima bottiglia di Es nasce quasi per scommessa, davanti a un camino in compagnia di amici. L’idea di Gianfranco è, in fondo, semplice: lasciare il Primitivo di Manduria libero di esprimersi come un tempo, quando un vino profondo e ricco di alcol era la norma. Il primo vigneto è un fazzoletto di alberelli vecchi e storti, buoni a produrre tre o quattro grappoli a pianta. Troppi per Gianfranco, che taglia e pota per abbassare la resa fino a 20 quintali per ettaro. Tradotto in soldoni: con la produzione di tre alberelli ci riempi una sola bottiglia! La prima annata, la 2004, è appena un esperimento ma già s’intravedono le potenzialità del vitigno. Il vino è troppo sbilanciato su alcol e densità, molto dolce e senza quella freschezza che sarà la sua arma vincente. Nel 2005 Gianfranco aggiusta il tiro e L’Es diventa il rumour della rete. Forum e blog si dividono animatamente su di uno strano vino pugliese che supera in scioltezza i 16 gradi alcolici e quei pochi che lo hanno assaggiato ne cantano meraviglie. L’annata 2006, quella dei tre bicchieri del Gambero Rosso, convince anche gli ultimi scettici, il fenomeno Es dilaga.

Le iniziali 3.000 bottiglie non bastano più: il successo obbliga Gianfranco ad aumentare la produzione ma per mantenere la stessa qualità, acquista piccole parcelle di vigneti molto vecchi (età media 60 anni), per intenderci, quei fazzoletti di terra segnati dai muretti a secco che disegnano il paesaggio pugliese. Chiamateli se volete micro-cru, ma sono terreni nei quali da sempre è presente una vigna. Oggi l’Es è arrivato a 12.000 bottiglie e le parcelle sono diventate complessivamente 12 fino a coprire un’estensione di 8 ettari tra i comuni di Manduria e Sava. Avete idea di cosa significhi coltivare 8 ettari di alberelli sparsi sul territorio? Immaginatevi una sorta di piccola jungla con le liane che si incrociano e intrecciano in maniera selvaggia, impedendo il passaggio e rendendo difficoltoso qualsiasi lavoro e capirete perchè sia un metodo d coltivazione abbandonato da tutti. Con le annate 2007 e 2009 il successo si consolida e l’Es cambia in meglio, guadagnando eleganza e freschezza senza perdere nulla in potenza.

Duemilaundici, tutti d’accordo. Vinitaly 2011, entro nello stand di Gianfranco e trovo l’annata 2009 in anteprima. L’assaggio è folgorante, di quelli che stendono: novanta punti tondi e senza discutere. L’Es non colpisce solo me e a ottobre tutte, ma proprio tutte le guide sono d’accordo. Attenzione a questo fondamentale passaggio: in Italia esistono 5/6 guide del vino più o meno importanti che ogni anno giudicano 2.000 cantine italiane e decine di migliaia di bottiglie ma quante mettono tutti d’accordo? Cinquecento? Cento? Qualche decina? Siete fuori strada: solo due vini alla fine del 2011 risulteranno i migliori e uno dei due si chiama Es. L’altro Sassicaia, per dire. Si scatena l’ennesimo rumour sulla rete: chi è questo pugliese che può permettersi l’ingresso nell’Olimpo dei grandi? A qualcuno la notizia non va giù, ma sarà l’unica voce fuori dal coro, guardacaso scritta nero su bianco sulle nostre pagine. La “nota stonata” ottiene l’effetto contrario e il popolo della rete (cit.) si ribella: Es sugli scudi, e sarà difficile buttarlo giù.

Duemiladodici, gli assaggi (più di uno). Lo confesso, ho bevuto: dopo il terzo giorno passato al Vinitaly ho smesso di contare gli…ehm, assaggi. Su Facebook gira più di una foto che mi condanna ma che ci posso fare se mi è piaciuto tanto? Avevo definito l’annata 2009 commovente ma, pare impossibile, la 2010 è ancora migliore. Vuoi per l’annata, vuoi per l’aggiunta di nuove vigne ma l’Es è leggermente diverso: è passato dai toni di amarena e cioccolato — Moncherì, per capirci — a quelli più austeri di caffè e cioccolato, praticamente un Pocket Coffee. La bevibilità, vi chiederete? Non me lo ricordate, per un vino di 16 gradi alcolici è perfino imbarazzante. Il terroir? Se non avete mai visto i cespugli di mirto che tappezzano il Salento è dura da spiegare, ma le note di macchia mediterranea sono imponenti. Altri termini tecnici ve li risparmio ma chi sono io per dare meno di 92 punti a un vino così?

Bonus: Negroamaro Jo, il fratello “minore”. Non appare tutti gli anni e un motivo c’è. Il primitivo deve il suo nome alla precocità del raccolto che a fine agosto è già terminato. Per il negroamaro bisogna aspettare settembre inoltrato che, specie nelle ultime annate, si è rivelato un mese disastroso, causa piogge abbondanti. A questo aggiungeteci la testardaggine di Gianfranco Fino che si rifiuta di comprare le uve da terzi e il quadro è completo. L’annata 2010 di Jo per fortuna c’è ed è uno dei migliori negroamaro in circolazione. Il profumo è ciliegioso, pulitissimo e speziato di vaniglia, l’attacco in bocca è dolce, disteso e molto materico. È più fresco e tannico del primitivo ma qualche punticino sotto il fratello maggiore. 89 punti meritati comunque.

E scusate se è poco.

Es primitivo di Manduria d.o.c. 2010. 92 p
Jo i.g.t. Salento 2010. 89 p

Gianfranco Fino
via Fior di Salvia 8 – Lama (Ta)
www.gianfrancofino.it

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

41 Commenti

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Enzo Pietrantonio

circa 8 anni fa - Link

Non cambierei nemmeno una virgola di questo messaggio! Es 2010 è un altro piccolo gioiello di cui essere orgogliosi. Sono convintissimo che anche con questo millesimo il successo sarà planetario! Ps: aspettiamo, in quel di Bari, una verticale completa con presentazione della nuova annata. Siamo in tanti...

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Vignadelmar

circa 8 anni fa - Link

Per l'ennesima volta non sono d'accordo con Tomacelli: dare 92/100 a Es 2010 è una vera follia. Merita almeno 4 centesimi in più. ;-) . Ciao

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Sono passato più volte dalla postazione di Giangranco Fino, portando persone che non lo conoscevano le volte successive alla prima. Il 2010 ha una bevibilità straordinaria. Vino traditore, perchè quella bevibilità lo fa scorrere come pochi altri, ma i 16 gradi se vai oltre il consentito ti schiantano come un abete destinato alla segheria ! 92 punti ci stanno tutti.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ha un residuo zuccherino elevatissimo (il disciplinare consente fino a 10 g/litro). E' una via di mezzo tra un Amarone della Valpolicella ed il Kurni di Oasi degli Angeli. Un vino da dessert. Sta bene con i biscottini alla mandorla (provato, li avevo con me a Verona).

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claudioT

circa 8 anni fa - Link

Concordo con te Massimiliano, l'Es come il Kurni sono vini Icona, giganti massicci e perfetti, vini magari contadini per le gradazioni alcoliche di altri tempi, ma che in un pasto in due fai fatica non solo a scolarli ma soprattutto ad abbinarli. Questo non esclude la loro capacità di emozionare (enorme nei prim sorsi!) come un Amarone di Quintarelli d'antan o di Masi, ma di un bicchiere, diciamo due, poi l'emozione si trasforma di pesantezza, cosa un pò demoniaca oggi con piatti e preparazioni più equilibrate di un tempo, salvo non berli come pasto completo a digiuno!

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Vignadelmar

circa 8 anni fa - Link

Andiamo con ordine. Il paragonare Kurni ed Es è corretto, tanto da averci scritto un pezzo io pochi giorni addietro. Però tutto il resto che voi due sopra avete scritto secondo me è fortemente inesatto. . Lo dico perchè son vini che ho bevuto in decine e decine di bottiglie. Chi mi conosce sa che non esagero. . Il dire che Es 2010 è un vino con un residuo zuccherino elevatissimo è una sciocchezza. Non so quali siano i suoi dati analitici ma in bocca tale zucchero non si avverte in così grande quantità. Meno che mai appunto nella 2010 che è l'annata meno "dolce" di tutte quelle prodotte. Se poi lo mettiamo in relazione agli altri aspetti del vino si scopre che il tutto va a formare un vino dalla bevibilità mostruosa. Discorso quasi identico per il mio amatissimo Kurni (Vino Patrimonio dell'Umanità). Dire che entrambi non invoglino alla beva di ennesimi sorsi ed ennesimi bicchieri e che diventano subito di beva pesante è una delle cose maggiormente risibili che mi sia recentemente capitato di leggere. . Avrei voluto essere meno diplomatico ed avrei voluto usare termini maggiormente adatti alla bisogna ma scrivendo in casa d'altri mi sono chiaramente mantenuto. . Ciao

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Tanto per parlare .. ci mettiamo vicino anche l'Harlequin di Celestino Gaspari (Zymé) ? (anche se a dir la verità è un po' che non lo bevo ...)

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Roberto Gatti

circa 8 anni fa - Link

L'Es 2010 l'ho degustato in anteprima a Barletta durante una cena e nessuno lo ha trovato con un residuo zuccherino " elevatissimo ". Il 2009 ricordo aveva 6 gr/l. che in un vino con una struttura ed un corpo del genere sono quasi impercettibili. Ci sono poi degli amaroni " secchi ", ovvero con residui zuccherini impercettibili di appena 2/3 gr./l., o anche di ZERO gr/l. Di cosa stiamo parlando ? Dell' Es di Fino o di qualcosa per sentito dire ? Credo che a volte i troppi assaggi, specialmente se il vino NON si sputa, possano creare dei problemi degustativi. Personalmente se supero i 40/50 assaggi me li creano anche sputandoli tutti ( tanto per dire ....! ) . Infine posso dire che se l' Es è un vino da dessert....io sono Robert Parker o George Clooney. De gustibus

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

ed è pur vero che ci sono vini con residui zuccherini molto elevati (e non credo sia il caso dell'Es) per i quali un abbinamento dolce sarebbe delittuoso (penso ad alcuni bianchi della Mosella o Alsaziani). La prima cosa che mi è venuta in mente assaggiando l'Es sono le beccacce ! :-)

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George

circa 8 anni fa - Link

Ehi Volluto...

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claudioT

circa 8 anni fa - Link

Luciano, ci mancherebbe altro, io non faccio il chimico e non mi interessa qual è il residuo zuccherino di Es 2009 o 2010 o 2004 come del Kurni, parlo di sensazioni olfattive in primis e gustative soprattutto. L'Es 2010 è dotato di una freschezza e di una buona sapidità che lo rendono molto equilibrato e godibile ma "per il mio gusto", come il Kurni 2005 provato qualche giorno fa, non riuscirei a berne oltre mezza bottiglia, al contrario di altre bocce (penso a I Botri Riserva, Rocca de Piro ARPEPE, Sagrantino di Bea, Montepulciano di Pepe, Quota 600 di Graci, Polvanera 16, Nude di Cantina Giardino...per sparare 2 nomi un pò sulla bocca di molti che hanno sostenute gradazioni alcoliche e di cui non mi interessa fare lo sborone, ma di cui ho bevuto con piacere senza stanchezza varie bottiglie). La provocazione dei pasticcini è simpatica e pungente ma da il senso della cosa, per me sono un pò superati i tempi di stracotti, della cacciagione da pelo o piume, anzi non è mai esistito quel tempo salvo nelle retro-etichette di qualche bottiglia di grido. Per il resto tanto di cappello ai coniugi Fino o a Marco Casoletti e al loro lavoro, ma nel mio piccolo di non operatore di settore preferisco l'emozione di una bottiglia al brivido estasiante di un bicchiere. Con stima Claudio Tenuta. ps ci si può confrontare con diversi punti di vista rimanendo sulle proprie posizioni senza offendersi senza grossi problemi evitando di portare sul web quello che si vede in TV! Luciano, io preferisco questa questa forzata verve diplomatica a quella integralista.

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ivan

circa 8 anni fa - Link

tranquillo claudio..non sei solo ;-)

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Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

Più che altro a me ha fatto saltare sulla sedia l'accostamento "Quintarelli d'antan / Masi" due pianeti di Amarone leggermente diversi...Che il Bepi buonanima non si rivolti nella tomba! ES 2010 anche per me è stato un grande assaggio di questo Vinitaly insieme all'emozionante Tenores 2006 di Dettori...paura vera...

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Non sono così convinta che abbia un residuo zuccherino così elevato. Però vino da biscottini mi ha fatto molto ridere. :D

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Sono d'accordo con te Cristiana. Non ne ha quanto l'olfatto farebbe presagire.

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Sono d'accordo comunque con tutti quelli che l'hanno detto.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Tu prova! Già io uso il Kurni come vino da pre-dessert con la pasticceria secca. Mi sa che l'Es fa la stessa fine. 6g/l di zucchero per uno come me che va a nebbiolo è una cifra spropositata.

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Olimarox

circa 8 anni fa - Link

Meglio col formaggio, per me.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Anche :-)

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attoadivenire

circa 8 anni fa - Link

L'Es 2010 è il vino che Gianfranco Fino forse cercava dal 2004: Potenza, Eleganza, Bevibilità data da una grande freschezza! Per il voto non so se 92\100 sono pochi o tanti, per me è importante che ci troviamo davanti ad un grande vino del sud, questo dimostra che l'italia ha grandi terroir basta metterli in buone mani :)

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Il Jo non ho fatto in tempo a provarlo, era già finito... :(

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GiacomoPevere

circa 8 anni fa - Link

quoto :D

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

Pienamente d'accordo con il post, Es 2010 è forse la versione più complessa e composta di sempre, colpisce analizzare la strada fatta da quel lontano 2004 -vino di cui si intuiva il potenziale ma pieno di eccessi evidenti- a oggi, in cui controintuitivamente la produzione è aumentata a tutto vantaggio della qualità. Va anche detto che parliamo di un distretto in cui Fino ha dovuto assumersi la responsabilità di diventare il modello stilistico di riferimento, visto che uno preesistente e plausibile non c'era. Altri validi interpreti del Primitivo -specialmente in zona Gioia del Colle- già li vediamo, ma pazientiamo, per (ri)creare un distretto di eccellenza il tempo va misurato in generazioni. Intanto bravi e un abbraccio.

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Luca

circa 8 anni fa - Link

Chiedo scusa se mi intrometto nel discorso, non avrò sicuramente il suo curriculum professionale da esibire ma forse una conoscenza del terriotrio in questione più approfondita.... Le sue parole : <>. le ho trovate leggermente inesatte, sgarbate e offensive nei confronti di quelle aziende presenti sul territorio da molti anni ( a volte da molte generazioni) che hanno tenuto alto nel tempo, il nome del Primitivo di Manduria. Nell'ultimo periodo da Lei scritto invece, credo di non aver bene intuito ciò che mi sembra una contraddizione con quanto detto in precedenza : <> Ma allora questi "distretti d'eccellenza" li (ri)conosce o meno? Il fatto che un uomo come Gianfranco Fino sia riuscito a realizzare un sogno e produrre uno dei migliori vini in Italia fa onore a Lui, al suo impegno e a tutta la sua bravura ( come produttore e come comunicatore) ma non credo sia corretto cancellare - come interpreto dalla sua affermazione - tutto quello di buono è stato fatto sino ad ora. Concludo augurando a Fino e a tutto il territorio vitivinicolo pugliese di emergere ancor di più sul piano nazionale ed internazionale, ognuno con la propria identità e con le proprie capacità ( e ce ne sono varie mi creda) . cordialità

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Alessio Pietrobattista

circa 8 anni fa - Link

Aggiungerei a Manduria i vini di Attanasio, per me ottimi nelle tre tipologie. Mi faccio un po' di spam: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/20/la-bottiglia-quel-primitivo-cosi-moderno.html E' un'azienda che seguo da qualche anno ormai grazie ad un grande amico che mi rifornisce prelevando in loco. PS: escono più tardi rispetto a Fino... il 2008 è spettacolare, non oso pensare cosa possa essere il 2010 che mi risulta annata assai felice in zona e non mi stupisce la bontà dell' ES.

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Gianfranco Fino è un gigante. Buoni i suoi vini e buona la sua testa. Es è l'unico vino che una sera mi ha fatto alzare storta da tavola. Non avevo minimamente percepito il grado alcolico tanto era ben armonizzato. Certo, dopo due bottiglie proprio dritta non ero. Es ha una cifra distintiva, i tannini elegantissimi, mi piace molto.

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Luca Cravanzola

circa 8 anni fa - Link

Già a riposo nella mia fredda ed umida cantina... Quando sarà all' apice (circa)???

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Scusa Luca ma intanto la regola è che a un paio di bocce si tira il, collo subito, non si sa mai. Poi secondo me indipendentemente dal potenziale di invecchiamento in tre anni hai già un vino perfettamente in ordine. Vabbè io sono per bere più che posso e prima possibile, quindi forse non sono un esempio da seguire. Insomma Luca fai finta che non ti abbia risposto ;-)

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Luca Cravanzola

circa 8 anni fa - Link

Facciamo che mi vieni a trovare il più presto possibile e, quel giorno, a forza di "colli tirati" all' ES gli diamo 100\100 ;)

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Apperò!!! Posso portare bottiglie di altrettanto adeguata fattura?

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Amministro io la cantina di Luca Cravanzola, le faremo sapere :-D.

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Roberto Gatti

circa 8 anni fa - Link

L’Es 2010 l’ho degustato in anteprima a Barletta durante una cena e nessuno lo ha trovato con un residuo zuccherino ” elevatissimo “. Il 2009 ricordo aveva 6 gr/l. che in un vino con una struttura ed un corpo del genere sono quasi impercettibili. Ci sono poi degli amaroni ” secchi “, ovvero con residui zuccherini impercettibili di appena 2/3 gr./l., o anche di ZERO gr/l. Di cosa stiamo parlando ? Dell’ Es di Fino o di qualcosa per sentito dire ? Credo che a volte i troppi assaggi, specialmente se il vino NON si sputa, possano creare dei problemi degustativi. Personalmente se supero i 40/50 assaggi me li creano anche sputandoli tutti ( tanto per dire ….! ) . Infine posso dire che se l’ Es è un vino da dessert….io sono Robert Parker o George Clooney. De gustibus

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Angelo Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Già in carnet. La verticale prende corpo. La fiducia riposta sempre più corrisposta. Bravi Simona e Gianfranco Angelo Di Costanzo Head Sommelier Capri Palace Hotel&Spa Ristorante L'Olivo Ristorante & Beach Club Il Riccio Ristorante Bistrot Ragù

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Angelo Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Ops... chiedo scusa per la firma, mi è partito un copiaincolla mentre saltavo da una pagina e l'altra sul desk! :-)

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Io invece ti ringrazio. Così sappiamo cosa fai nella vita ;-)

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Davide Catino

circa 8 anni fa - Link

Ancora con questa storia del vino da biscotti e del residuo zuccherino... ma dai! L'ho bevuto, e fatto bere, su piatti i più diversi e l'unico commento "strano" che ho ottenuto da un produttore è che con una bottiglia di Es ne avrebbe fatti uscire 5 del suo... E' un vino fantastico, come il suo fratello meno famoso ma maledettamente buono, il negroamaro Jo, entrambi con una beva da urlo.

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Davide Catino

circa 8 anni fa - Link

Poi ... 92 son pochi, ma pochi davvero. Almeno 96.

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francesco

circa 8 anni fa - Link

6 gr/l sono una inezia, specialmente in certi vini stellari

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Zakk

circa 8 anni fa - Link

Non si deve confondere la dolcezza del frutto con la dolcezza dello zucchero! Es ha frutta a volontà. Kurni 2010 è decisamente secchissimo e credo meriti un thread com l'Es dell ottimissimi Fino. Occhio al kupra 2009, vino monumentale pure quello,

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Roberto Gatti

circa 8 anni fa - Link

Mi conforta il fatto che centinaia di degustatori, collaboratori delle 5 maggiori guide italiane, lo abbiano apprezzato moltissimo al punto di decretarlo nell'annata 2009 come Miglior Vino d' Italia. Non solo. Decine e decine di addetti ai lavori, giornalisti, sommelier, enotecari ecc. ne hanno scritto in maniera superlativa, cosi' come questo vino merita. Che poi ci sia qualche voce contro è normale, ma da quello che si legge nel web, sono rare come le mosche bianche. Ho la mia opinione a tal proposito ma preferisco non scriverla ne qui, ne altrove : de gustibus... Mi preme però evidenziare che in Puglia oggi non c'è solo Fino con l'Es, ma molte altre realtà che viaggiano comodamente sopra i 90/100. Qualche nome ? ( i primi che mi vengono in mente ) : MilleUna con il Tretarante Giuliani Chiaromonte Ferri Schola Sarmenti Polvanera Pirro Varone Tenute Zicari Agricola Pliniana Feudi di San Marzano con il 60 anni Castello Monaci- Artas Tenute Rubino- Visellio Coop. Gentile- Vino Turitto ecc.

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