Anteprima Chianti 2011 | L’identità, il territorio, i prezzi bassi ed altri vasti concetti

di Fiorenzo Sartore

Anteprima Chianti, la prima volta. Sia per me, che c’ero, che per il Consorzio Vino Chianti: il 18 febbraio ha allestito l’anteprima degli assaggi 2011 della DOCG toscana nella sua denominazione vasta. E’ la prima volta che il Consorzio si apre al rito delle anteprime che in questa settimana attraversa la regione: Chianti Classico, Vernaccia, Nobile, Brunello. L’orgoglio di Toscana flette i muscoli e ci ricorda che a febbraio il centro dell’enomondo è in quest’area benedetta dalla storia e dalla cultura. Poi quanto è bella Firenze? Questa città ha una bellezza sfrontata, imperativa. Non so immaginare un vino deludente presentato in un posto come questo. Se tutto va bene, se il mondo non impazzisce e se nessuno proverà a sprecare questo vantaggio naturale, le sorti per il vino saranno solo progressive.

Non c’è modo di definire, sul piano della qualità, quale sia il livello di una denominazione così sterminata per estensione. Quanti territori, quanti produttori diversi si alternano e si succedono nella denominazione Chianti DOCG? Da Firenze a Pisa a Siena, fin giù a Montepulciano, il Chianti “generico” è appunto costretto in questo descrittore intrinsecamente brutto perché non si specifica in “Classico”, “Rufina”, “Colli Senesi” (eccetera, eccetera). Al tempo dei terroir, dei cru, dell’identità di microarea, esibire un modo d’essere indefinito manifesta qualche difficoltà. La conferenza stampa ha avuto attimi di humour involontario quando Ernesto Gentili ha candidamente affermato che “il vero Chianti è il Chianti Classico” (e come non essere d’accordo). Ho temuto che il presidente del Consorzio Chianti lo volesse percuotere col microfono, ma tutto è andato bene.

Il Chianti ha più di un motivo per essere una next big thing. Ha frutta sfacciata (cit. Marco Sabellico), poi ha quella facilità di beva che è così contemporanea, assieme alla freschezza, cioè alla “spina acida”. Elementi che possono attizzare chi ha a noia i turbomodernisti maroniani, e si orienta su espressioni vinoveriste. Infine, ha prezzi notevolmente interessanti. Ho assaggiato diverse release del tutto consigliabili, con prezzi in enoteca tra i cinque ed i sette euri. Sono cifre che si commentano da sole, per vini che si assestano su punteggi tipo 82-84/100. Bisognerebbe che il Chianti, magari attraverso qualche genere di supervisione del suo Consorzio, uscisse dal cono d’ombra del vino da supermercato, spesso e volentieri piazzato sullo scaffale a prezzi risibili. Purtroppo il fatto che, durante il dibattito, si sia voluto indicare proprio nella GDO un canale in grado di “comunicare” la qualità del prodotto rischia di costituire, in definitiva, una contraddizione in termini. E sorvoliamo sul livello qualitativo di certi Chianti da hard discount.

Il Consorzio, infatti, non ha invitato all’Anteprima tutti gli iscritti, che sono una legione. Ha fatto una selezione dei produttori, secondo l’unico parametro sensato: il livello qualitativo. L’assaggio della vendemmia 2011, oggetto appunto dell’Anteprima, era la parte difficile di tutta la kermesse: gli assaggi da botte richiedono competenze da super-sommelier miste a quelle dell’aruspice. Più comprensibili gli assaggi delle annate in commercio, 2010 o 2009. Dopo questa mezza giornata di test l’idea di Chianti che rimane è: vino dai prezzi aggressivi e qualità (spesso) encomiabile. Un esempio tra tutti? Malenchini. Il Chianti 2010 (generico, ecco, l’ho ridetto) spiccava per sensazioni fruttate profonde e bocca scattante, molto vivida. Invitante, caratteriale e stiloso, un vino da 82/100 che in enoteca sta sotto i cinque euri. Altri consigliabili: Castello di Poppiano (aveva una riserva 2008 rarefatta, aristocratica), Sorgenti (2010 con nota di cacao al naso, morbido e lungo), Corbucci (il miglior 2011 assaggiato, fruttone masticabile ma entusiasmante). Una goccia nel mare, perchè l’area del Chianti è proprio così: vasta.

[Immagini: Malenchini, Consorzio Vino Chianti]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

9 Commenti

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Manilo

circa 8 anni fa - Link

Fiorenzo hai per caso assaggiato Fietri? son curioso che ne pensi.

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

sorry, mancato

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Leonardo Romanelli

circa 8 anni fa - Link

Fietri è un Chianti Classico, sarà in degustazione domani alla Leopolda a Firenze...

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Manilo

circa 8 anni fa - Link

Vorrei un suo parere.

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francesco bonfio

circa 8 anni fa - Link

fietri è un chianti classico della zona di San Gusmè. Era in degustazione oggi alla Chianti Classico Collection

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francesco bonfio

circa 8 anni fa - Link

chiedo scusa

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Stefania Pianigiani

circa 8 anni fa - Link

Fietri è una piccola frazione del comune di Gaiole in Chianti, tra Monteluco TV, dove c'è l'antenna della Rai, e San Gusmè.

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