Abbinamenti alternativi | Il Barolo chinato ed i sigari, per dire

di Fiorenzo Sartore

L’abbinamento del vino serve a ricomporre una sorta di equilibrio gustativo. Se è vero che il caos è il male, sentiamo il bisogno di riportare ovunque la calma: anche in mezzo alle nostre papille. Così armonizziamo una sensazione gustativa con vini che hanno caratteri opposti, cioè scegliamo il vino, quasi sempre, secondo un principio di contrapposizione. Raramente, ma con lo stesso scopo, si usa la concordanza (per cui, esempio classico, si beve vino dolce col dessert). Il vino, però, non serve a bilanciare solo il gusto dei cibi.

Esiste un’altra fiera sollecitazione del cavo palatale che trova sollievo nell’abbinamento alcolico, ed è il fumo – segnatamente, il fumo del sigaro. Per quanto mi riguarda, sono stato iniziato al fumo del sigaro proprio nell’ambiente che frequento, formato da edonisti desiderosi di esercitare la lingua in ogni modo possibile. Quindi molti anni fa accadde che, alla fine di una cena memorabile, il sommelier servì alcuni sigari cubani. Io, che non avevo mai fumato una sigaretta in vita mia (e tuttora non ne fumo) cominciai a coltivare pure questo vizio – un altro, in definitiva.

Il mio sigaro del cuore è il toscano. Ovviamente amo i cubani, ma sia per una questione di censo, sia a causa della fumata impegnativa (i cubani richiedono cura e relax, i toscani sono più easy) mi dedico quasi solo al tabacco nazionale. Adesso so che dovrò fare la digressione politicamente corretta: l’alcol fa male, il fumo uccide (c’è scritto sulla scatola, del resto). La verità è che tutti quanti conosciamo i rischi che derivano da determinati comportamenti – tuttavia alla fine scegliamo liberamente di praticare i nostri vizi, perché, sia quel che sia, il finale è noto. In sostanza, è lo stesso principio per il quale “la prima causa di divorzio è il matrimonio”. Sperando d’essermi liberato delle inevitabili lagnazioni salutiste, vi narrerò del mio abbinamento sigaro/vino preferito: il Barolo chinato. Come molti ho usato i distillati (rum, whisky) per accompagnare il fumo, ma tempo fa, grazie agli amici di Maledetto Toscano, ho cominciato ad abbinare il vino liquoroso che, in zona Barolo, ha questa tradizione risalente e a modo suo nobile. Ecco i miei abbinamenti, tra vari produttori, e differenti sigari.

Cocchi e il Toscanello
Il Barolo chinato prodotto da Cocchi è probabilmente il più mainstream: facile da reperire, si caratterizza per una certa esagerata dolcezza che, rendendolo notevolmente seduttivo, è in grado di conquistare chi è alle prime armi con questo vino liquoroso tutto sommato caratteriale: per un bevitore inesperto le note di china mescolate ai chiodi di garofano possono essere spiazzanti. Lo abbino al Toscanello, probabilmente il toscano meno impegnativo (si trova già ammezzato) e meno costoso.

Schiavenza e l’Antico Toscano
Questo è il mio abbinamento del cuore: sia l’etichetta, che il sigaro, sono i miei preferiti. Il chinato di Schiavenza marca una nota vinosa-terrosa in mezzo alla dolcezza, che resta elegante, non esonda. L’Antico Toscano, col suo piglio duro, speziato, accompagna bene il sorso rilassato e rarefatto di questo vino liquoroso lungo, complesso. Ho provato anche l’abbinamento col Toscano Originale, un sigaro fatto a mano, esaltante, e l’abbinamento è stato formidabile.

Borgogno e il Toscano “Soldati”
Le note di china si mescolano ad un piacevole erbaceo-amaro, che evoca il vermouth, e cacao. Borgogno ha buon equilibrio tra dolcezza e vena sapida: ideale abbinamento col Toscano “Soldati”, un sigaro abbastanza moderno, delicato, benché faccia riferimento ad un fumatore-testimonial storico. Composto solo di tabacco nazionale, anche per la fasciatura esterna (di solito l’esterno è tabacco americano).

Marcarini e il Toscano “Modigliani”
Un altro Barolo Chinato di suadente dolcezza, quello di Marcarini. L’ultimo assaggio è risalente (un anno fa), ma il naso lo ricordo ampio, fitto, tutto chiodi di garofano-pepe-cannella. Idealmente associabile al Modigliani, un toscano dal gusto poco pungente, pure lui 100% tabacco italiano, che si armonizza bene con questo Barolo chinato fine, gentile.

Erbaluna e il Toscano Extravecchio
Erbaluna è un piccolo barolista bio di La Morra. La sua interpretazione di Barolo chinato appare molto vinosa, fresca, tutto sommato non sovrastata dalle spezie. E’ schietto e a modo suo un po’ accigliato. Gli affiancherei il Toscano Extravecchio, che nelle mie fumate ha sempre mostrato carattere forte, e una certa irruenza gustativa. Il tabacco di questo sigaro è di esclusiva provenienza toscana.

Cappellano e i cubani (ma pure Il Moro)
Le classifiche sono sempre una roba difficile. Però, se dico che il Barolo Chinato di Cappellano è il numero uno, il più amato dai chinatisti, è facile che ci abbia preso. Mescola amabilità ed austerità, non si limita alla dolcezza, ma è piuttosto complesso, visto il profumo composito nel quale ci si diverte ad indovinare i vari possibili ingredienti. Peraltro segretissimi, come in ogni ricetta di chinato che si rispetti. Sarebbe bello associarlo al rarissimo Moro, il supertuscan dei sigari, oppure al fumo più dolce e seducente di certi Montecristo cubani, come il no.4, o il no.5, che sono abbastanza reperibili ad un prezzo, tutto sommato, umano. A volte manifestano un “tiro” un po’ difficile, e ci sono alti e bassi nella produzione, ma un Montecristo no.5 in buono stato è sempre una delizia.

[Credit | Immagine: Mezzotoscano.it – Video: Ilvinobuono]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

5 Commenti

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Cellar Tours

circa 7 anni fa - Link

Il Barolo chinato di Cappellano, oltre ad Augusto Cappellano stesso, lo trovate qui: http://www.enodissidenze.org/ il 5 e 6 maggio ... ai sigari dovete pensarci da soli!

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Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Col Cappellano mi viene in mente un altro Montecristo, il 2, che è quello che preferisco. Certo è più caro del 4 e del 5. Un'aggiunta che c'entra relativamente: una mia ultima grande scoperta in campo di chinati è stata il Rossenotti, Freisa chinata dell'azienda Lo Spaventapasseri. L'ho trovato al negozio MioBio di Milano. Impagabile.

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pietro

circa 7 anni fa - Link

Interessante articolo e affascinante video. Verrebbe voglia di provare a farlo...!

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Pietro Caputo

circa 7 anni fa - Link

Gentilmente Sartore, qualche indicazione di prezzo?

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Fiorenzo Sartore

circa 7 anni fa - Link

prezzi variabili, non so dire i prezzi da vendita diretta, ma mediamente a bottega sono questi: Cocchi (50 cl.), poco sotto i 30 euro. Schiavenza (75 cl.), circa 33. Borgogno (50 cl.) sui 34. Marcarini (75 cl.) circa 30. Erbaluna (50 cl.) circa 22-24. Cappellano (75 cl.) tra 33 e 36. tuttavia le variazioni possono essere notevoli, se riesce ad acquistare direttamente. Ma questo, immagino, e' noto :)

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