7 riflessioni profonde su Slow Wine 2012

di Alessandro Morichetti

Slow Wine 2012 è la seconda edizione della guida ai vini targata Slow Food. Per i promotori, un modo nuovo e rivoluzionario di fotografare il mondo del vino. Per gli scettici, un tentativo interessante ma poco riuscito. Per i critici, tanto rumore per nulla: sempre di premi e categorie si parla. Sono stato alla presentazione (il video di Mauro Fermariello, oltre ad essere esteticamente gratificante, rende perfettamente l’atmosfera) e sto consultando compulsivamente il nuovo volume per farmi un’idea. Divisa in punti:

1 – Mi piace perché è una guida raccontata e parla del mondo che amo da una prospettiva insolita. Storie di vita e vigna, da questo punto di vista NON è una guida dei vini in senso classico. Le altre si chiamano “Vini d’Italia”, questa non potrebbe. Azienda, vigne, approccio agricolo diventano parte integrante dell’analisi. Non vedo una deriva agronomica dell’enologia però in molti casi il refrain “agricoltura convenzionale ma con buon senso” potrebbe essere evitato. La sensazione che molti dei produttori stiano diventando più buoni, puliti e giusti è troppo forte per essere vera.
[Quella in foto NON è la miglior prospettiva sotto cui vedere il superpremiato Sabbie di sopra il bosco 2009 di Nanni Cope’, alias Giovanni Ascione: incrociando Guida ai vini delle parrocchie italiane, Prontuario dei club anti-alcol e Annuario ai vini 2012 di Marina Culo è il miglior vino italiano, ndr]

2 – Una presentazione in cui Vittorio Graziano è seduto in prima fila ha qualcosa da dire. Graziano è il secondo a sinistra nella foto, un vero lambruschista dalla camicia rossa. Questa guida mette nell’Olimpo anche gente così e io la stimo incondizionatamente quando coglie il bersaglio. Diciamo che in questa categoria ci sono vette significative di emozione.

3 – L’articolazione del giudizio sui vini è interessante, con qualche perplessità. Grande vino, vino quotidiano e vino slow sono concetti non ancora del tutto chiari, al lettore e spesso agli stessi collaboratori. O meglio: passare dalla teoria alla pratica non è facile. La distinzione è nelle mie corde e invito all’approfondimento chi ci vede “paraculaggine” (un contentino a ciascuno non fa male a nessuno). Il grande vino è buono a prescindere da territorialità, costo, stile ecc. Per questo, Pergole Torte è un grande vino: pur tipico, ha un prezzo non alla portata di tutti. La variabile “prezzo” nella distinzione grande vino/vino slow andrebbe spiegata meglio. Vino slow è il riconoscimento più importante. Il Barbaresco 2007 dei Produttori ne è la spiegazione più efficace: vino territoriale, grande anima, prezzo per tutti. Arshura 2009 di Valter Mattoni, Schioppettino 2006 Bressan, Calabria Rosé 2010 ‘A Vita e Passito di Pantelleria 2007 Ferrandes sono ottime incarnazioni del concetto, “qualcosa in più dei centesimi” (cit.). Di esempi discutibili ce ne sono e ognuno troverà i suoi (a partire dai due Pecorino vinificati in riduzione – Offida Pecorino Ciprea 2010 dei Poderi Capecci San Savino e Pecorino 2009 Cataldi Madonna: entrambi 3 Bicchieri per il Gambero Rosso ma questa non è la tipicità del vitigno, una volta per tutte).

4 – L’analisi dei vini senza riconoscimenti è al limite dell’inutile. Il vino X “ha profumi di pera e in bocca risulta persistente”, Y è “vino di grande spessore, la conferma di un’annata decisamente favorevole, destinata a ulteriore evoluzione”, Z “ha stile internazionale, gran succo e perfetta armonia”, K è “minerale e godibile” e potremmo continuare all’infinito ma la domanda mi rimarrebbe in testa: insomma, ‘sto vino mi consigli di comprarlo oppure no? Perché le cose sono due: o sei Porthos e mi descrivi una bottiglia con mezza pagina (e poi magari non capisco uguale ma almeno ci hai provato con mani e piedi), o sei L’Epresso e mi metti un numero con qualche parola tagliando corto con troppi giri di parole. Tertium non datur.

5 – La simbologia delle cantine è perfettibile. Il modello “Osterie d’Italia” insegna che il locale con chiocciola è ben diverso da quello con chiocciola, bicchiere e formaggio. La scelta di escludere altra simbologia in presenza della chiocciola toglie informazioni utili. Io aggiungerei un simbolo fondamentale: “cantina leader di mercato” (ben accetta dicitura migliore salvando il concetto). Toglie dall’imbarazzo e riconosce la reale natura di molte aziende. Poi, un caso particolare: apro Neive, leggo Bruno Giacosa e non trovo uno straccio di simbolo, colore ecc. Ora, posso capire una batteria non entusiasmante di vini, ma che una cantina simile non venga segnalata in qualche modo al lettore mi pone un problema. Qui non siamo a casa di Pincopallo e dovete trovare il modo per farlo capire. Costi quel che costi.

6 – È una guida che regalerei anche a chi non capisce una mazza di vino. Informa, approfondisce posizioni, offre una chiave che va oltre il vino in sé, si fa leggere e può appassionare. In questo senso, all’estremo opposto piazziamo la guida ai vini dell’Espresso, per i non addicted appassionante come una colica renale.

7 – Rivedere le strategie di marketing e comunicazione. Pubblicare un tot di listoni scaglionati – tra vini e cantine non si arriva mai – fa molto old style e non si addice per nulla a chi dice di non dare premi. L’impressione finale è contraddittoria. Continuo a pensare sia più questione di forma che di sostanza. Una guida deve esprimere giudizi, sennò è inutile. Capisco la volontà di distinguersi dal tradizionale “premio” ma il modo di comunicarlo è ancora confuso.

Sono curioso di sapere che impressione si vada facendo chi sta sfogliando il prodotto. Si invita i gentili uditori all’adozione di uno stile in linea col mantra “dillo civilmente come se avessi davanti Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni (i due curatori)”.

[Video: Winestories. Autoscatto di Giovanni Ascione. Foto di Alessandro Morichetti]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

57 Commenti

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esperio

circa 7 anni fa - Link

Piacevole la sorvolata fatta dal vidio sui produttori vinicoli intervenuti alla presentazione che mostravano passione e impegno per il loro lavoro atto a mantenere alta la qualita e nel frattempo frenare l'industrializzazione nella produzione vinicola. Comunque, purtroppo, viene da chidersi : A causa del prolungarsi del disastro economico che pervade l'Europa, quanti di questi bravi signori/e sopravviveranno?

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esperio

circa 7 anni fa - Link

Rileggendomi,con autocritica mi vien da dire - Che Cassandra - Scusatemi.

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Paolo E Katia Babini

circa 7 anni fa - Link

Non credo che vogliamo frenare l'industrializzazione, vogliamo solo distinguerci, far capire al consumatore che dentro al bicchiere può trovare, non una semplice bevanda alcolica, ma il racconto di un territorio e del produttore che lo vive quotidianamente.

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esperio

circa 7 anni fa - Link

Daccordo, ma per il semplice fatto che sempre di piu' i produttori si dedicano alla produzione di vini schietti, buoni e accessebili, significa che si sottrae in questo modo,terreno a chi e' dedito a misturare incondizionatamente. Quello che mi preoccuca e'se i consumatori siano consapevoli del vostro messaggio e se le condizioni economiche del prossimissimo futuro non tarpi le ali a molti innovatori.

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Wayne

circa 7 anni fa - Link

Complimenti per l'articolo. Fate vedere molto bene cosa ci vuole per una buona presentazione e una comunicazione efficace. Trovo che l'aproccio di slow wine sia un ottima aggiunta al mondo delle guide sul vino, ma specialmente nel presentare e raccontare il vino dovrebbero migliorare ancora parecchio. In quel campo in Italia Luca Maroni è il numero uno.

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Ringraziando per l'apprezzamento mi duole comunicarle che l'ultima frase è al vaglio della censura. Nome in codice: "Marina Culo"... :-D

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lurkerologo

circa 7 anni fa - Link

Morichetti se scoppia la rissa nei commenti non lamentatevi. Marina Culo. Diabbbolico

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lupin

circa 7 anni fa - Link

Per comunicazione assolutamente!...come sostanza avrei dei dubbi, anche sull'onestà visto che si fa pagare dalle aziende la consulenza e i punteggi lievitano....

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Wayne

circa 7 anni fa - Link

Come sostanza è ovvio che quelli che amano i vini frutto sono d'accordo con Luca, mentre gli altri che preferiscono i vini più vecchio stile orientati verso gli aromi terziari non particolarmente entusiasti del suo metodo. Comunque la cosa interessante che il metodo di Luca è coerente, cioè ognuno può "decifrarlo", anche perché alla base sta una ricerca scientifica pluriennale. Dubbi sull'onestà non li vedo. Siccome l'assegnazione di punteggi è "decifrabile" da tutti, Luca Maroni farebbe un autogol se si mettesse a premiare aziende in consulenza da lui. Per me non c'è niente di male se Luca fa consulenza per aziende. Basta che tiene ben diviso assegnazione di punteggi e consulenza. I punteggi lievitano se il vino migliora e calano se il vino peggiora. Per esempio Vinosia, una cantina storicamente molto stimata da Luca Maroni ha cambiato l'enologo e i punteggi sono subito precipitati perché il cambiamento ha influito sulla qualità. L'anno scorso il miglior vino di Vinosia prendeva 99 punti, quello meno buono 87 punti. Quest'anno il miglior vino prende 91 punti, il peggiore 84 punti.

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Luciano

circa 7 anni fa - Link

Appunto. Questa coazione a ripetere (la denigrazione di Maroni) è molto sospetta. E mai che vadano a verificare le sue scelte concrete: sempre e solo critiche a prescindere!

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Giovanni Arcari

circa 7 anni fa - Link

Moric, credo che il punto 4 si prenda a schiaffi con il 6. Credo. Secondo me ci sono due cose molto importanti che fanno la differenza: mentre le altre guide cercano di far passare un giudizio profondamente soggettivo -perché in pieno ambito edonistico- nella valutazione del miglior esperto che viene dipinta come "l'indubbia oggettività di quello che ti dico, è la verità" qui si cerca di raccontare e di far capire che quello che piace di più non è il meglio in assoluto, ma il meglio per chi degusta. In questa guida mancano i "baroni" oppure se ci sono si piegano alla causa e allo stile che si è deciso per la guida, perché i protagonisti devono essere gli uomini che il vino lo producono e non chi racconta le loro gesta. L'altra cosa fondamentale è l'aderenza alla realtà, anche se a volte, come spieghi nel punto 1 "Non vedo una deriva agronomica dell’enologia però in molti casi..." di certe cose potrebbero farne a meno soprattutto nell'era in cui certe pratiche sono più racconti da strumentalizzare, che azioni reali(fino a prova contraria). Aderenza alla realtà perché si torna a parlare degli uomini come protagonisti e artefici dell'arte di trasformare un frutto di una natura che si è deciso di plasmare, in un prodotto finale che si chiama Vino e che senza l'uomo non esisterebbe. La Frase finale di Giavedoni è molto semplice e chiara: "fate il vino che piace a voi e poi spiegatecelo". In primo piano l'uomo e poi la personalità del vino che non può che rispecchiarsi in quella di chi lo produce.

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

"Fate il vino che vi piace e poi spiegatecelo" (Giavedoni) e "Il vizio tutto italiano di parlar male del proprio vicino deve finire" (Gariglio) sono stati due dei passaggi più interessanti della presentazione. Affatto banali, direi.

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Giovanni Arcari

circa 7 anni fa - Link

Hanno detto ciò che non si fa (Giavedoni) e ciò che si fà (Gariglio).

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Paolo

circa 7 anni fa - Link

Ma siamo sicuri che come dici tu in TUTTE le altre guide "la valutazione del miglior esperto viene dipinta come l’indubbia oggettività di quello che ti dico, è la verità”? Io ho sentito e ho letto in giro cose un pò diverse. Per esempio ho potuto partecipare a una bella degustazione condotta da Armando Castagno (AIS) e lui ha precisato che nessun giudizio serio può vantarsi di essere un giudizio oggettivo e assoluto. I curatori della guida espresso scrivono concetti analoghi: "Chi fa il nostro mestiere deve essere consapevole che quasi ogni vino ha lati insondabili e soprattutto indescrivibili a parole. Che restituirne senza residui o approssimazioni la personalità, il carattere, o ciò che idealisticamente si chiamerebbe l’essenza, è impossibile. I critici passano per essere boriosi, pieni di certezze, arroganti, altezzosi, ombrosi, privi di ironia, insofferenti delle opinioni altrui, tromboneschi, sparasentenze; e diversi lo sono davvero. Non tutti però; e per fortuna. Alcuni si sforzano prima di tutto di trovare un linguaggio e dei codici per aiutare il lettore a orientarsi. Gli offrono degli strumenti, non delle verità assolute."" Più avanti si trova anche "Il voto non è una sentenza apocalittica data una volta per tutte, il testo descrittivo non è soggettività pura. Così non c’è contraddizione tra il dare giudizi, analitici e sintetici che siano, in una guida, e il sapere che la qualità più profonda di un vino si può soltanto indicare, far lampeggiare da lontano." DOve sta tutta questa spocchia o dove stanno questi giudizi assoluti?

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Giovanni Arcari

circa 7 anni fa - Link

Peché pare che la valutazione del vino (in centesimi, simboli, ecc..)valga idealmente di più di chi il vino lo produce, di un territorio... è ciò che si cerca in queste guide e un voto ha per me il sapore di una prova scolastica, dove conta di più dimostrare di far bene il compito, piuttosto che di aver compreso concetti e ruoli. è un mio parere e non voleva essere una critica a nessuno ma la constatazione di due modi differenti d'informare il consumatore. L'Espresso che citi tu, la sfogli per sapere un giudizio (certamente autorevole) su di un vino, slowwine per sapere che fa e chi è chi lo produce.

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Renzo Corresti

circa 7 anni fa - Link

Ai produttori "fate il vino che vi piace": bella frase e bel concetto, peccato che l'abbia pronunciata prima di Giavedoni Ernesto Gentili alla presentazione della guida dell'espresso qualche settimana prima. Se volete vedere c'è il video sul sito di acquabuona.it.

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Giacomo

circa 7 anni fa - Link

Visto che siamo in tema di chi dice prima cosa, Fabio Giavedoni ha semplicemente citato Carlo Petrini alla presentazione dello scorso anno di Slow Wine... Di video non ce ne sono, ma i giornali l'hanno ripresa....

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giorgio ingroia

circa 7 anni fa - Link

Riguardo al punto 4: ma vi siete fatti un giro sulle altre guide? mi pare che morichetti dimentichi che il 70% dei vini su Espresso abbia un punteggio compreso tra 14 e 15,5, oppure sul gambero i due bicchieri, o i 4 grappoli su Bibenda... Insomma una volta che il 70% dei simboli uguali che cosa ti ha chiarito di più? almeno qui trovi i vini quotidiani che di là praticamente sono assenti! punto 6: ben venga una guida che si piglia delle responsabilità e ha le spalle larghe per dire che in un'annata sfigata magari Giacosa i vini li ha cannati... Punto 7 completa ragione a Mirichetti, per la comunicazione a Slow Wine devono imparare tanto! ste liste ci hanno sfinito!!!! Il video è bellissimo e se fossero furbi a Bra lo adotterebbero in tutte le loro presentazioni...

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

ti dico il perchè mi piace questa guida: -mi sono venuti a trovare loro ,hanno voluto vedere la vigna -hanno degustato i miei vini ,poi mi hanno chiesto i campioni e sopratutto ti dicono FAI IL VINO CHE TI PIACE FARE... (Per correttezza anche la guida dell'espresso si è mossa circa così) Le altre guide non ti chiamano ,non ti cercano ,se vuoi gli mandi i campioni tu con deplian informativo per spiegare chi sei,poi una volta degustati ti possono anche dire " guarda per me il Lambrusco non è così.."ti consigliano anche come fare il vino di casa tua e magari stanno a km da te...roba da matti. P.S. il punto 2 è meraviglioso!!

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...il punto 2 mi lascia invece piuttosto perplesso , così come le sottoclassificazioni dei vini.Ma non per parlare male di questo o di quello che so per certo essere bravissime persone , quanto per ciò che mi è capitato nel bicchiere , obtorto collo per scienza e conoscenza o per impegno di giudizio, giudizio al quale quando posso cerco sempre di sottrarmi , perchè per me il vino è piacere puro. Già il concetto di "vino quotidiano" e "vino intelligente" mi fanno cagare : se è buono è buono. Metti di fianco il prezzo al giudizio , poi ognuno si scelga quello adatto alle sue tasche, senza bisogno di moltiplicare categorie e classi e sottoclassi e classi nelle classi ... che casino. Categorizzare all'eccesso significa solo voler moltiplicare le citazioni , che sembra Slow non voglia negare a nessuno . Infine la fregola di elevare a dignità planetaria alcuni vini che conosco bene , premiati e mediocri, solo perchè ideologicamente corretti secondo l'orientamento politico della "classe enooperaia che deve andare necessariamente in paradiso" mi lascia quasi sbigottito... PS: fra un pò , ci giurerei, emergerà la teoria che Slow si è divisa dal Gambero Rosso perchè ormai vera depositaria degli enovalori di sinistra , mentre oggi il Gambero , per sue vicissitudini editoriali , si sta orienatndo politicamente verso l'enoberlusconismo...

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

Eccolo ...il punto 2 mi piace perchè parla del mio ex capo. poi tu puoi essere o non essere d'accordo.Tutto quello che scrivi dopo non lo capisco proprio del tutto,scusami ma io preferisco il parlato allo scritto. magari me lo spiegherai alla prima occasione. Domanda: tu fai il degustatore per qualche guida? Per quanto riguarda il PS: "fra un pò , ci giurerei, emergerà la teoria che Slow si è divisa dal Gambero Rosso perchè ormai vera depositaria degli enovalori di sinistra , mentre oggi il Gambero , per sue vicissitudini editoriali , si sta orienatndo politicamente verso l’enoberlusconismo…"ti invito a rileggerti le guide del gamberto dal 98 a oggi sopratutto i giudizi su Radikon ,Gravner etc.Mascarello.e quelle sui colli bolognesi .Dove oggi premiano un ottimo vino ,prodotto da un ottimo produttore,che guarda caso è bio-dinamico.è il biologico -biodinamico insomma a cui ti riferivi a quando parlavi di enovalori di sinistra? e io di politica non ne capisco un c...o La mia preferenza è dovuta al comportamento dei curatori e della logica con cui ti inseriscono o no. Ciao Gian Paolo

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

CITO:"Domanda: tu fai il degustatore per qualche guida?" RISPONDO:...io non degusto , bevo ... e bevo solo per il piacer mio, non per emettere giudizi professionalmente. Il fatto che qualche commissione mi chiami , che qualche editore mi faccia commentare per divertissement o tanti produttori chiedano un consiglio, è solo un incidente di percorso perchè , unico vantaggio di non essere giovanissimi (seppur ancora fichi), l'età e la lunga militanza nel berealto porta ad accumulare abbastanza esperienza che può essere utile in determinate circostanze. PS: capisco a volte di non essere linearissimo nei concetti espressi , soprattutto quando coinvolto emotivamente con quanto scrivo , ma se sbaglierò "mi corigerete": pure tu , però , non scherzi. PPS:...inoltre è un mio limite ... quando si tende a ideologizzare l'agricoltura sostenibile ritenendola una prerogativa legata ad uno schieramento politico,oltre ad incazzarmi mi sovvengono tante similitudini un pò becere con il no-globalismo o l'animalismo di facciata che servono solo ad ammantare di idealismo ciò che è solo buon senso legato alla preservazione di ciò che Iddio ci ha donato . Ma se da un certo punto di vista questa ideologia farlocca si inserisce nel contesto sociale cavalcando la psicosi collettiva da avvelenamento , dall'altra ci sono tanti e bravi produttori che non vogliono schierarsi ma perseguono solo un loro disegno ecocompatibile ; tanti, tra l'altro, che annovero come amici ... ma tanti,appunto, che cavalcano l'onda solo perchè è l'unica chance per emergere in un mercato troppo competitivo per le loro forze, senza avere né la capacità tecnica né la forza dei risultati per dar loro ragione, perchè il Mercato gli riconosce solo quello che hai da offrire nel bicchiere, non nelle dichiarazioni d'intenti.Da qui la necessità di essere "sostenuti" da un movimento diventa per loro condizione necessaria e sufficiente per far galleggiare la propria "impresa" ... PPS: oggi ero a Fornovo ad assaggiare un bel manipolo di bravi produttori "bio" ;tante belle cose ,parecchi produttori seri...però anche tantissime emerite cagate che mi chiedo come possano mai essere fruite da chi piace bere bene . Vini pieni di difetti, puzzettosi, alcuni ridotti, alcuni ossidati, tanti banalmente uguali in questa ricerca esasperata di macerazioni improbabili , di vinificazioni fantasiose pur di "raccontare qualcosa" e rendere il vino più oggetto di curiosità che di piacere di beva ... boh... PPPS: sai perchè il punto 2) un pò mi perplime? Perchè quei vini quest'anno li ho assaggiati più volte ed anche in alcune commissioni (non dico quale) mi sono fortemente posto criticamente nei loro confronti, dati i gravi difetti riscontrati , in contrasto con altri che "pretendevano" un premio a prescindere in quanto rappresentanti di un indirizzo precostituito da sostenere...

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

1 stai parlando con un contado che ha 4 ettari e tenta di vivere con quanto ha e non sono ne bio e altro.. 2 pienamente concordo che certe volte i vini di Vittorio hanno un ridotto insopportabile e altre volte sono i migliori Lambruschi del comprensorio-almeno per me- 3 così di primo pelo non mi stai molto simpatico ..però forse mi sbaglio , sai i primi giudizi sono quelli sbagliati. 4 visto che bevi e avevo capito che sei di Parma mi vieni a trovare o ci troviamo a bere i miei vini -questo è il mio cell 3491459612-così magari mi spieghi le cose che non capisco-detto senza ironia alcuna- ciao Gian Paolo

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

E' ideologico dire che quando i vini non sono all'altezza il produttore venga premiato lo stesso. Si veda la scheda di Flavio Roddolo per capire il concetto. I vini erano meno buoni dello scorso anno e lui non ha la chiocciola. Spero sia un metodo consolidato perché di premi automatici ne abbiamo un po' tutti le tasche piene. Forse per Roddolo varrebbe un discorso simile a quello fatto per Giacosa al punto 5. In questo, trovo magnifico il meccanismo delle stelle assegnate arbitrariamente dall'Espresso: una, due o tre. A prescindere da premi, annate ecc. Scelta dei curatori e punto. Mi piace.

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

Ragazzi, non fate arrabbiare Gian Paolo.... :) :) http://www.comune.campogalliano.mo.it/mostra.php?prm1=/html/attach/31/3179.articolo.gif&tit=L%E2%80%99Informazione

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...farlo arrabbiare? Ora mi sta più simpatico perchè anch'io provengo dal ring , la vecchia gloriosa Boxe Colorno... secoli fa , però... ma continuo ad apprezzare i valori dei combattenti , il rispetto delle regole e lo spirito di sacrificio . Mò lo vado a trovare per davvero...

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

bene ora ti aspetto..ricordati il paradenti :) il vino lo metto io!!

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Il punto 2 è talmente geniale che mi stupisco di averlo scritto ogni volta che lo rileggo. E' sostanziale, aggiungo.

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...contento te...

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Paolo E Katia Babini

circa 7 anni fa - Link

E la foto parla da sola!

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Elia Cucovaz

circa 7 anni fa - Link

sarà che sono ancora giovane ed idealista, ma non capisco perchè una breve descrizione dei vini, senza punteggi, dovrebbe essere inutile. (punto 4) mi posso fare un idea del vino, capire se sta nelle mie corde prima di assaggiarlo. poi giudicherò da me. e non con fattori oggettivi, ma soggettivamente: mi piace, non mi piace, lo voglio riassaggiare in altra occasione, lo voglio bere ancora e ancora e ancora, lo voglio abbinare a questa o quella preparazione o occasione, lo voglio regalare a... Eccetera, eccetera. forse Alessandro volevi dire che le descrizioni sono meno accurate di quel che sarebbe necessario? di questo si potrebbe parlare. ma non ho ancora letto la guida.

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Paolo Cianferoni

circa 7 anni fa - Link

C'è un aspetto che vorrei sottolineare, oltre a “Fate il vino che vi piace e poi spiegatecelo” (Giavedoni) e “Il vizio tutto italiano di parlar male del proprio vicino deve finire” (Gariglio), che secondo me sono concetti molto importanti per fare "sistema" senza andare in ordine sparso. Ho notato molti giovani, giovani che sono venuti a visitare le vigne e le cantine, giovani curatori, giovani entusiasti. Ottimo. Ho anche notato, io ero alla presentazione dei "vini slow" e chioccciola, quello che in pochi hanno notato: c'erano cinque ragazzi con problemi comportamentali e down, su quindici, della scuola alberghiera che facevano servizio presso i tavoli. Il ragazzo vicino a me alla fine aveva fatto un lago di vino sui tavoli, è inciampato, moccolava perchè non riusciva ad eseguire operazioni che normalmenmte sono molto semplici. Mi ricordava molto "Hollywood Party". Insomma, nonostante questo, c'era un'atmosfera serena, ammirevole, solidare che, devo ammettere, non si è mai riscontrata in altri eventi del genere, dove tutto deve essere perfetto. Ma la perfezione non esiste, e nel vino pure. Quindi un grande grazie a questi cinque ragazzi, e non solo a loro.

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

@Scusa Paolo ..tanto per parlare male del vicino...la tua Ris. mi rimette in pace con il mondo!...mo ste brev!!!Compliments P.S. mi scuserete per l'OT :)

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armin kobler

circa 7 anni fa - Link

la persona che è venuta a visitarmi era molto preparata e abbiamo passato assieme qualche ora molto interessante tra far vedere, discutere ed assaggiare. da come parlano i produttori (premiati?) nel filmino e da come ne parlate voi sembra che non ho fatto veramente bene a rifiutarli l'invio di campioni. vedremo cosa ne penserò in futuro...

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Armin, tu hai letto il prodotto finito? Nel caso, che ne pensi?

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armin kobler

circa 7 anni fa - Link

io ho letto qualche scheda su internet l'anno scorso. finchè vengono mantenute le tabelle in fondo alla scheda (http://www.cantinadelpino.com/press/press/page9.html per esempio, non conosco l'azienda, zio google me l'ha proposta) gli sforzi lodevoli dei curatori di capire il produttore viene reso invano. infatti sono inutili nonché fuorivianti e riproducono esattamente questo, denunciato dal mio amico produttore fiedler: "Però bisogna tener presente che l’interesse di tanti profani verso una tematica così complessa come l’enologia su un mercato combattuto comporta anche una lotta per la superiorità interpretativa di concetti tecnici di per se neutri. Ma siccome un approfondimento delle conoscenze enologiche di norma non è possibile (e in tanti casi neanche voluta), la discussione si concentra su poche parole chiave che dovrebbero inquadrare il retroscena del vino. E dato che questi modelli esplicativi suonano così logici e semplici, i moralisti del vino con i loro principi di fede basati sul bianco e nero vincono spesso." questo era il motivi per cui non ho voluto partecipare. la tabella è bianco e nero. se un giorno la abbandoneranno ne riparleremo.

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

Scusa Armin, non ti capisco. In che senso la tabella sarebbe solo bianco o nero? Si richiede semplicemente di dichiarare cosa fai. Concime: nessuno, organico, minerale? Fitofarmaci: nessuno, tisane, solo rame e zolfo, sistemici? E' solo trasparenza, senza nessun giudizio "morale". E' semplicemente quello che un consumatore medio desidera conoscere.

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...a me non me ne frega un cazzo, ad esempio . Se è una bevanda messa in commercio , do per prerequisito la salubrità e il rispetto delle leggi, che in Italia sono assai (le più) stringenti dal punto di vista del controllo fitosanitario. E' un elemento di comunicazione importante quello di stabilire un rapporto di trasparenza, ma non quello di stabilire claims che sono solo fuorvianti . SE io sono "naturale" , gli altri cosa sono, "artificiali"? Se segui un proptocollo "Bio" , ti certifichi come tutti gli altri alimenti e chiusa lì . Altrimenti io , molto più romanticamente dei miei pragmatici amici "bio-bio", mi limito a quel che sta nel bicchiere come risultato finale oggetto di personalissimo godimento palatale ... e non di poesia bucolica ma la puzza di merda nel bicchiere... PS: ribadisco per non creare equivoci: non mi riferisco a tutti i produttori , ma ad una bella schiera di questuanti di verginità "naturalista" solo come veicolo comunicativo di promozione commerciale ... che sono tanti , se non la maggioranza, con anche qualche bella associazione che se ne erge a paladina indefessa. PPS: scusate , inoltre, per i francesismi e la schiettezza, ma comincio ad averne le palle piene di 'ste categorie di duri e puri...

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BRUNA FERRO

circa 7 anni fa - Link

Gentile Vinogodi, la Sua osservazione è sinteticamente giusta, ma vorrei, se desidera, che mi inviasse un messaggio sulla mia posta personale e, poi, a mia volta le invierò i resoconti di un confronto effettuato la scorsa vendemmia su due tipi di vinificazione..e, poi, sempre se Le interessa, riflettiamo su ciò che ha scritto: "do per prerequisito la salubrità e il rispetto delle leggi, che in Italia sono assai (le più) stringenti dal punto di vista del controllo fitosanitario"!! ..e, secondo me, non mi preoccuperei neppure di coloro, come Lei cita, che propongono una realtà .. dubbiosa !! una delle grandi VERITA' in questo mondo "naturale" è che, chi ci avvicina, anche se idraulico o falegname o banchiere, è sensibile al tema natura e non gliela si può contare più di tanto perchè, anche se non ne capisce tanto di Vino o Campagna avverte l'equilibrio che c'è o non c'è, perciò se si contano fandonie il conto da pagare, poi, sarà salato!!..ed io non credo che qualcuno si spinga sino a rischiare così tanto!! A me questa Guida piace molto perchè invita a fare l'unica cosa possibile per conoscere sempre di più il mondo Vino: visitare le aziende, conoscere chi lavora in prima persona ed assaggiare/bere in loco! .. e, perchè no, sarebbe bellissimo proporre anche di lavorare un po' col produttore, magari qualche giorno di vacanza.. così si capisce appieno.!! (non lo scrivo con ironia, ma personalmente ho avuto la fortuna di addentrarmi per qualche giorno in realtà che vivevo solo dalla parte del consulatore, e, dopo queste esperienze, oltre a conoscere e cogliere alcune differenze, apprezzo molto di più quando ritorno ad essere consumatore!!) Buona giornata.

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armin kobler

circa 7 anni fa - Link

per diversi motivi che per dire la verità ho già esposto ma forse mi sono spiegato male. "E’ semplicemente quello che un consumatore medio desidera conoscere." non è l'idea sua ma impiantata se mai dagli opinion leader enoici che tramite quattro cinque o poco più parametri pensano di poter inquadrare il carattere di una produzione, oggigiorno in special modo la sua ecocompatibilità. ed inoltre io non penso che il consumatore medio di professione idraulico, postino o direttore di banca possa valutare le risposte date (rispetto il consumatore per le sue preferenze nei confronti dei vini, ma non per la parte tecnica). sappiamo anche che al momento le risposte non restano lì così ma vengono interpretate in bianco e nero: letame è buono, concime minerale è male per esempio, non facciamoci l'illusione che il lettore valuti veramente l'incidenza agronomica delle due pratiche, la tabella non glielo concede neanche. infatti se uno, e ce ne sono, fa frequenti letamazioni per di più in periodi sbagliati inquina di più la falda freatica che un altro che non concima quasi mai (perchè in quella sua situazione non serve) e se vede che di aminoacidi nel mosto ne ha pochi e la fermentazione si blocca dà ogni 15 anni 30 kg di azoto ureico, chi dei due lavora in modo più sostenibile? lei ed io sappiamo chi, ma la tabella dice il contrario! e così via con gli altri parametri. riassumendo la tabella propone pochi parametri "alla moda", disegna un quadro della situazione troppo limitato per avvicinarsi alla realtà e consolida giudizi sommari.

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

Armin, non credo che tutte le loro valutazioni si basino solo sulla tabella in fondo alla pagina.... Almeno lo spero... I curatori in questo, potrebbero essere chiarire...

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

Scusate, c'è un "essere" di troppo...volevo scrivere "i curatori potrebbero chiarire".

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armin kobler

circa 7 anni fa - Link

ciao gabriele, no, sono certo, almeno spero fortemente, che per i curatori i contenuti della famigerata tabella, se mai, sono solo un piccolo tassello nella valutazione finale del prodotto. ma è il lettore che la vede subito e nella lettura non tutto approfondita della guida (chi leggerà tutte le schede al completo al di fuori di quelle delle aziende che interessano in partenza?) possono essere decisivi in quanto possano sembrare come dei riassunti. attenzione: io sono per la trasparenza totale (le webcam in cantina per esempio, anche se un po' simbolico) e ognuno può venire da me in vigneto e cantina quando gli pare, però in quell'occasione si parla, si discute, non si butta in testa quattro dati ed anche il blog va in questa direzione.

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gian paolo

circa 7 anni fa - Link

ARMIN SINDACO!come al solito sie chiaro e didascalico. La mia esperienza personale con la guida - molto positiva per non dire ottima- è che i curatori non si fermano alla "tabella" ma vanno a sentire quello che c'è nel bicchiere. tornando sul personale ,lo sanno che magari un sistemico in fioritura ci scappa se la stagione è bastarda,però non ho mai visto nessuno storgere il naso.Anzi la loro visita in vigna è stata approfondita. Tornando sulle tabelle anche a me non fanno impazzire però ...meglio quelle che tante altre cazzate colortate. Ciao Gian Paolo -Armin fans club sez. Campogalliano- P.S. @vinogodi a parte il francese che non sò :) il tuo commento mi piace!

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lurkerologo

circa 7 anni fa - Link

Gianpaolo e Gbriele, ho pronte le vostre magliette del fan's club Armin Kobler. Ormai siamo tanti. Siamo un movimento, forse un partito. E magari ne mando una anche a quel somaro di Fabio L'Insultatore

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armin kobler

circa 7 anni fa - Link

gian paolo, ripeto a dire che la persona che è venuta da me era molto preparata, aveva molto tempo a disposizione, l'avevo conosciuta già in un'altra occasione come assaggiatore e da quello che ho capito lavora professionalmente per sf. lui sicuramente ha capito (che no vuol dire necessariamente che deve condividere le mie scelte) l'indirizzo dell'azienda ed il perchè di certe decisioni in una o l'altra direzione. era una visita tra le più interessanti in assoluto degli anni scorsi. ho anche esposto la mia lode per l'intento della guida e la mia perplessità nei confronti di quella, scusate, stupida, tabella che secondo me rovina un po' tutto. per questo ci ho pensato su molto e non era facile per me rispondergli al telefono che i campioni non gli verranno inviati. cmq se mai dovessi partecipare ad una guida loro stanno in prima fila.

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er pizzardone

circa 7 anni fa - Link

ammazza, te stanno a cercà tutti ma tu nun te concedi, e chissarai mai, Madamina Leroy?

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Baser

circa 7 anni fa - Link

Premessa: ho comprato la guida di Slowine l'anno scorso, e l'ho ricomprata quest'anno. Perchè, nel complesso, mi è piaciuta. Ciò che scrivo qui di seguito, è quindi un superfluo chiacchierare-cavillare. E quindi: capisco bene che il Bagiano Classico Superiore 2009 di Zarzizzi possa essere meglio del Bagiano Classico Superiore 2008 di Zarzizzi, ma faccio fatica a capire come il giudizio sulla cantina Zarzizzi possa variare da un anno all’altro. Perché, a parer mio, se credo nel lavoro dei Zarzizzi, e quindi nel mio giudizio su di loro, non può bastare un’annata un po’ meno fortunata per toglierli dalla mia “top list”. Cito: “Chiocciola: simbolo assegnato ad una cantina che ci piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food”. Se oggi una cantina ti piace in modo speciale per come interpreta valori organolettici, territoriali, ambientali e identitari, mi aspetto che ti piaccia anche domani; oppure, almeno dimmi perché. Certo: le cantine chiocciolate del 2011 “declassate” nel 2012 non sono tante, ma ci sono. Ed estremizzando, ai limiti della boutade: va bene che una guida incentrata sulla gente del vino e non sulle bottiglie esca ogni anno? Una guida sui vini deve avere cadenza annuale, ma per una guida sulle cantine sarebbe forse più sensato uscire ogni 3-4 anni… Così, tra l’altro, si rischierebbe meno l’effetto “ripetizione”. Le vigne dei Zarzizzi sono sempre le stesse dal 1789 (alla faccia della fillossera): come farà Slowine a scrivere anno dopo anno un paragrafo sempre diverso, per cercare di mantenere l’interesse del potenziale acquirente?

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GIAMPIERO PEZZUTI

circa 7 anni fa - Link

In sintesi: i maestrini di Intravino consigliano la Guida dell'Espresso.

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Sintesi che non condivido. Le due guide sono perfettamente complementari. Adesso corri dietro alla lavagna con le ginocchia sui ceci :-D.

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lupin

circa 7 anni fa - Link

Buondì a tutti, vorrei aggiungere alla discussione che ovviamente nella guida c'è una legenda dove da dei dati su come leggere i dati didascalici di ogni recensione. L'obbiettivo ovviamente non è dare un parere bianco o nero, anche qui è dare invece la possibilità al lettore di scegliere, e approfondire, cose che nessun altra guida fa. Sinceramente a me non interesaa un punteggio, come posso fidarmi o meno di un degustatore, magari i sui gusti non sono uguali ai miei, su quali parametri indicare che un vino è buono? e se quel giorno aveva la bocca impastata e ha fatto cilecca? Per quanto riguarda la salute e se un vino in bottiglia è certificato che non è nocivo, non sarei così convinto. Putroppo la legge itaiana non esamina tutti i componenti all'interno di una bottiglia e soprattutto non li somma, per questo vorrei postare questo puntata di Report di qualche anno fa: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a399d52c-90e6-4946-bf45-558a9870dbf6.html

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...un momento memorabile del giornalismo d'inchiesta:dovetti portare a letto perchè adormentati , nell'ordine: mia figlia (17 anni)perchè sperava si parlasse di vino , Minou (la mia gatta), mia moglie(che sperava finisse presto perchè dopo voleva vedere un film), Polpetta (il mio gatto certosino), Simone (mio figlio , che ha resistito più degli altri solo per vedere i gol alla domenica sportiva perchè tifosissimo , ahimè, del Milan ma è crollato di schianto all'ennesimo intervento inopportuno della Gabanelli), infine i pesci rossi , che li ho trovati addirittura pancia all'aria e pensavo fossero morti . Secondo me Victor (il boa constrictor) non si è addormentato perchè, pur guardando quella trasmssione, ogni tanto mi fissava inebetito in quanto non ci stava capendo un cazzo...

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Vinogodi anche tu tieni famiglia, dì la verità che dopo ti sei scolato una bottiglia come si deve.

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vinogodi

circa 7 anni fa - Link

...pensando a te , bella biondina...

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Riccardo

circa 7 anni fa - Link

Per quanto riguarda la guida non mi esprimo perchè non l'ho ancora vista... andrò alla presentazione alla rotonda di Senigallia domenica prox.... Caro Morichetti ho però apprezzato moltissimo la "critica" al pecorino vinificato in riduzione , e vorrei sapere qual'è la sua idea sul Verdicchio vinificato alla stessa maniera. Io sono un produttore di verdicchio e mi impegno da tempo per far capire quale mostruosità sia vinificare un uva come il verdicchio , da tutti riconosciuta come una delle più importanti d'italia a bacca bianca, in quel modo....scontrandomi sempre con lo stesso muro di gomma... e dulcis in fundo trovo su alcune guide vini in edicola premi e descrizioni forvianti di questi prodotti...sostenendo chiaramente che questi vini sono l'espressione più classica del terroir...! Comunque , ovviamente , ogni produttore è libero di fare quello che vuole...anche travestire un verdicchio da Sauvignon e venirci a raccontare che lui ha solo esaltato delle caratteristiche nascoste del vigneto...poi però, basta che parli anche con l'ultimo degli enologi che ti confida sottovoce che qualsiasi uva bianca vinifichi in micro-riduzione da a grandi linee lo stesso prodotto , un simil-sauvignon...prodotti ke ovviamente se ne infischiano della tipicità e del terroir!!

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

ovviamente quoto con entusiasmo

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Riccardo

circa 7 anni fa - Link

Grazie Corrado , Noi ci conosciamo , o meglio io conosco te ma molto probabilmente tu non ti ricordi di me...!! Domenica per caso sei alla presentazione di Slow Wine?

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