6 vini da piscina sotto i 20 euro

6 vini da piscina sotto i 20 euro

di Sara Boriosi

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia contro il caldo di cui non sai nulla. Sii gentile e porta il vino.

È più caldo del solito, non sentite caldo anche voi? Ah, il global warming come spinge! In questi casi bisogna togliersi la maschera da misantropo, sfoderare un generoso sorriso e fare quella telefonata che si rimanda in data da destinarsi per riallacciare il rapporto con quell’amico che guardacaso vive in campagna e ha una piscina strepitosa. Bando alla timidezza, dunque: bisogna guadagnarsi un generoso invito con la promessa di di contraccambiare la gentilezza in modo appropriato e direttamente proporzionale al numero di visite successive. Per mia esperienza di donna mediamente gelosa delle bottiglie predilette, ogni volta che vado in visita dalla coppia di cari amici che hanno il buen retiro nelle ombrose colline dell’Altavalle del Tevere, abbasso la guardia della diffidenza e metto a disposizione quelle etichette che costano meno di quindici euro, sono comprensibili a tutti, vanno bene per lo spuntino, l’aperitivo o la cena leggera ma soprattutto piacciono alla sottoscritta, e visto e considerato che voglio bere anche io è meglio farlo come si deve.

Anche se non possiamo fare previsioni per l’annata in corso, abbiamo ben chiaro come sono andate le annate precedenti, perciò pochi tentennamenti e aprite quel frigo, che a condividere bottiglie buone si guadagna in amicizia!

Ecco la mia mini lista.

La Staffa Verdicchio dei Castelli di Jesi 2018: Riccardo Baldi non ha bisogno di presentazioni, se ne è parlato abbondantemente qui in Intravino quando si facevano le scoperte come Pippo Baudo nei tempi d’oro. Talentuoso produttore marchigiano, non arriva ai trent’anni e produce questo verdicchio da vigna giovane. Vino affatto scontato, possiede tutte le doti del verdicchio più una spiccata nota erbacea particolarmente gustosa, pungolata da un pizzico di sale che tenta il sorso e alza la pressione sanguigna. Dissetante se bevuto con i piedi in ammollo, a circa 12 euro in enoteca.

La Basia La Moglie Ubriaca Valtènesi Chiaretto 2018: Assaggiato la prima volta durante l’Anteprima Chiaretto 2019, mi pento e mi dolgo di non averlo conosciuto in precedenza. Groppello in prevalenza, un po’ di barbera, poi marzemino e il sangiovese che dà quella sfumatura di agrume che rende il vino irresistibile. Rosato pieno di slancio, giocato in sottrazione, ha i suoi bei profumini estivi di frutta rossa, cipria per dare quel tono che deve avere un rosato per bene, fiorellini un po’ qua e là, tanto per gradire. Ottima salinità, consigliato in caso di svenimenti. Tutto accennato, niente di sguaiato, lunga persistenza, discreta longevità, dicono. Io non posso saperlo, perché le bottiglie che ho vivranno la vita delle falene. In scaffale a 12 euro circa.

Ancarani Indigeno sui lieviti 2017: sei in piscina col culo in ammollo come Franco Cerri ma con meno dignità, e non ti bevi una bollicina? Lo champagne no che fa arricchito, il metodo classico italiano nemmeno, che fa cugino di secondo grado del cugino ricco; per farti notare devi proporre qualcosa che sia diverso e che incuriosisca. Rita Babini e suo marito dal nome sconosciuto – ma noto a tutti gli insider come “L’Agricolo” – ci regalano un Trebbiano di Romagna rifermentato coi fiocchi. Delicato al palato, ma energico come una scarica elettrica, pieno di crosta di pane ed erbe di campo, iodio. Da servire ben refrigerato, né agitato né shackerato se non volete svegliarvi con gli occhi gonfi da cinese il mattino dopo, a causa dei lieviti. Bevuta super energizzante per combattere l’affaticamento da canicola. Trebbiano di Romagna, la piscina ci guadagna. In enoteca a circa 12 euro.

Raboso Colfondo Casa Belfi: Opera di Maurizio Donadi, enologo generoso e dalla mano riconoscibile. Il vino da piscina per eccellenza, secondo il mio personalissimo gusto estivo fatto di ciabatte, caftano e occhialoni strategici. Metodo ancestrale prodotto con precisione certosina, il suo raboso è un succo di mirtillo leggermente alcolico e frizzante il giusto. Da totale disimpegno, ottimo come merendina spezzafame accompagnato da banalissima frutta. 13 euro nelle enoteche che la sanno giusta.

Martina Rosato Togni Rebaioli 2017: dal frutto caparbio per franchezza espressiva, come il produttore che ne estrae il succo. Questo è un rosato camuno prodotto da uve di erbanno, un clone del lambrusco. Dal frutto allegro e piacevolmente acido, l’esatto contrario del rosato tipico nell’immaginario collettivo: zero bubble gum, ma asciutto e snello; ne sto bevendo a secchi da tempi non sospetti. Bisogna rivalutare i rosati del Nord Italia, quando non sono caricaturali esprimono un carattere decisamente intrigante. Lo trovate a 15 meritatissimi euro.

Ruzninteina Claudio Plessi 2016: Da tempo desidero scrivere dello strano caso di Claudio Plessi, ex professore di agronomia e salvatore di specie vinicole in estinzione. Lo vorrei fare qui, sento l’urgenza di scriverne, ma ogni volta che mi dedico ho l’impressione di prendere la sabbia con le mani. Dunque, in attesa di buttar giù qualcosa di sensato, vi propongo l’unica bottiglia leggermente fuori budget ma ottima per il contesto piscina-disimpegno- sudore a secchi. La Ruzninteina è un rifermentato prodotto con uva ruggine, chiamata così per il colore ramato dei grappoli, ma mi piace pensare che il motivo vero sia quel sapore spiccatamente rugginoso che ha il vino fatto con questi grappoli, minimo comun denominatore di tutta la produzione di Plessi. Ruzninteina da ruggine, dunque. Grandiosa bevuta, quasi introvabile, dai 18 ai 22 euro nelle enoteche più fornite.

Grazie ai miei consigli, se vi va bene, passerete un’estate a scrocco nelle migliori magioni italiane. Se sapete anche cucinare la carne alla griglia, avete il mondo in mano. Mi raccomando: per una minivacanza di successo non parlate di politica né di religione, ma concentratevi sulle chiacchierette sessuali, che rallegrano l’umore e preparano il terreno per il doposerata.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

4 Commenti

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Alessandro

circa 5 mesi fa - Link

Solo per informare che il Sig. Franco Cerri, grande chitarrista jazz, ma ahimè, più famoso per la pubblicità di un noto detersivo, è vivo e vegeto.... sulla bollicina mi riservo l' assaggio. salutoni Ale

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Sara

circa 5 mesi fa - Link

Grazie! Sì, mi sono confusa con Stefano Cerri. Perdono!

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Enofobo

circa 5 mesi fa - Link

Adoro i pezzi di Sara Boriosi, dovrebbe scriverne di più! Le descrizioni dei vini nemmeno le ho lette, mi bastano l'incipit e la chiosa... Una scrittura così leggiadra, ironica e segsi... Che anche se faccald ti scmuov l'ormon. Smack!

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Filippo brombin

circa 5 mesi fa - Link

Bell articolo complimenti. Mi permetto di indicare altri rosati a mio parere molto interessanti .e dall ottimo prezzo. Il 5 jours 2018 di Cantina di Cuneaz ( Gressan Valle d' aosta) , il rosè Lakrez 2016 di Reyter ( Bolzano) ed infine il Balia 2016 di Tomassetti (Castel colonna Ancona)

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