128 mila calici rotanti ovvero cronache di un Vinitaly quantistico

128 mila calici rotanti ovvero cronache di un Vinitaly quantistico

di Andrea Troiani

In fisica teorica si definisce una singolarità quel fenomeno che prescinde dai parametri delle teorie consolidate, anzi, per dirla tutta, in una singolarità le teorie perdono di significato e bisogna scalare a sistemi e modelli matematici superiori per avere un quadro della situazione. Una roba per cervelloni svizzeri insomma.

Eppure anche nel nostro paese, esiste un dove ed un quando, in cui le leggi della fisica vengono sospese, la gravità cessa di comportarsi secondo le teorie di Newton, e i liquidi ruotano.
Centinaia di migliaia di bicchieri ondeggiano in mano, o ben poggiati sui tavoli, ed il loro contenuto ruota vorticosamente come in preda ad una impazzita legge di Coriolis. Poi tuffi di naso in bicchieri semivuoti, occhi semichiusi al cielo, e giù in intensi e sapidi sorsi di liquidi che continuano il loro moto rotatorio all’interno di cavi orali esperti o sedicenti tali.
Ecco, tutto questo per 128 mila persone che elevate per i 4.270 produttori presenti fornisce un numero incalcolabile, almeno per la matematica euclidea, di calici rotanti presenti.

In 4 giorni, gli spazi enormi della fiera di Verona sono occupati militarmente da un accampamento di aziende piccole e grandi: generali, comandanti e soldati semplici di un esercito di produttori che, quest’anno, ha presentato il proprio lavoro a 30.200 compratori (buyers li chiamano i veri business men) da oltre 142 nazioni del mondo. Un esercito, quello dei produttori, in continuo aumento, +4% sull’anno precedente che vede molti stranieri tra le proprie fila (questi ultimi con un incremento di presenze straordinario nell’ordine del 74%).

Stand espositivi argentei, lussureggianti ed illuminatissimi, come astronavi pronte al decollo, presidiati da slanciatissime sommelier tacco-vestite si alternano a banchetti minimal, dove non è facile far entrare tutte le diverse etichette del produttore.

Unico combustibile universale per tutti il vino, pietra filosofale di un mercato in continua espansione pronto ad offrire i più diversi frutti delle sue molteplici espressioni al mondo intero: metodo ancestrale, maturazione in legno piccolo, batonnage, vinificazione in anfora, elevazione sul fondo del mare o in cima alle montagne, eoni sui lieviti (e guai a chi le chiama fecce!), trattamenti biodinamici, eco-sostenibili, bio-compatibili, e chi più ne sa più ne racconti.

Ecco, arrivare al Vinitaly da neofita equivale un po’ ad incappare in una “singolarità fisica”, una distorsione spazio temporale che cambia la percezione delle cose e ti proietta direttamente al centro di un frullatore enoico.

Poi 400 convegni, 250 degustazioni, chiacchiere sull’importanza dell’e-commerce cinese, sulla possibile svolta protezionistica americana e sul conto che presenterà la brexit.

Il tutto mentre i calici ruotano che neanche gli elettroni nel sincrotrone del CERN. Prosit.

(Fonte: Comunicato stampa di chiusura del Vinitaly 2017 )

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Andrea Troiani

Nasce a Roma dove lavora a mangia grazie al marketing digitale e all'e-commerce (sia perché gli garantiscono bonifici periodici, sia perché fa la spesa online). Curioso da sempre, eno-curioso da un po', aspirante sommelier da meno.

7 Commenti

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Paolo

circa 2 mesi fa - Link

Le singolarità non riguardavano solo l'interno dei capannoni della fiera, ma hanno avvolto in un'aura mistica anche le parcelle spaziotemporali confinanti.
Lo descrive bene il precedente articolo della bravissima Sara Boriosi: arrivata e comodamente parcheggiata "nei pressi della fiera", se ne dipartì in treno. Avete mai visto parcheggiare un treno alla Fiera di Verona, voi? Non è una mirabile singolarità anche questa, al pari dei calici rotanti?

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thomas pennazzi

circa 2 mesi fa - Link

Singolare è che il commentatore non abbia pensato alla soluzione più semplice: ovvero che la detta signora Boriosi fosse arrivata in Fiera con uno chauffeur ;).
La maggior parte delle volte i fenomeni si spiegano senza bisogno di ricorrere a miracoli o a time-gates INTRA-galattici.
Certamente farlo è più poetico.

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Barbara Summa

circa 2 mesi fa - Link

e ha fatto bene, santo cielo, giusto un incosciente riprende il volante dopo il Vinitaly. Più plausibile è invece che si scordi dove ha parcheggiato la macchina, rientri con i mezzi, e poi con calma, il giorno dopo, il mese dopo, va a recuperarla.

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Sara

circa 2 mesi fa - Link

Ti svelerò un segreto incoffessabile: sono andata al vinitaly in macchina, sono tornata in treno.
Adesso che lo sai dovrò eliminarti.

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mariazzo

circa 2 mesi fa - Link

Dicono che quel vorticare di calici in contemporanea ha fatto registrare uno spostamento di 1,37m di tutta l'area di Veronafiere.

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Durthu

circa 2 mesi fa - Link

Sulle metafore fisico-matematiche, rabbrividiamo, brrrr (cit.)

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Sasha

circa 3 settimane fa - Link

Vinitaly offre ogni volta un esperienza veramente spettacolare. A differenza di altre fire dello stesso tipo bisogna ammettere che offre quel valore aggiunto che non è facile trovare. Raramente mi è successo di uscire senza un bicchiere da vino in mano e qualche giramento di testa.

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