11 cantine francesi (e una spagnola) che più naturali di così non si può

11 cantine francesi (e una spagnola) che più naturali di così non si può

di Angela Mion

Francia e vino, anima e corpo. Fresca di rientro dalla Valle della Loire, dall’AOC Anjou – dipartimento Maine-et-Loire e di una giornata all’insegna del vino naturale, quello naturale senza compromessi o punti di vista, quello naturale di quando ancora non si chiamava così.

Les Anonymes è uno dei saloni sui vini de la Loire in corso ad Angers in questi giorni. Poco più di una dozzina di consolidati espositori di questo salone dedicato al vino naturale hanno deciso di lasciare il loro posto a nuovi vignèrons emergenti ed hanno quindi organizzato un piccolo evento privato nella cantina di Agnès et Sébastien – Les Vignes de Babass.

In un pomeriggio grigio e piovoso, in questa cantina in cui il movimento sui vini naturali francesi si percepiva forte e chiaro, ho avuto il piacere di degustare vini e conoscere vignaioli dei quali tanto avevo sentito parlare. Il loro trait d’union è il non interventismo in vigna, rispetto della terra e spontaneità in cantina dove spesso il governo è lasciato all’uva e a ciò che essa vuol diventare: vino.

Non essendo facile arrivare a loro, spesso piccoli e poco mediatici, alcuni molto conosciuti altri meno, vi lascio qualche piccola indicazione senza controindicazioni. Qui il messaggio è chiaro: vino naturale, libero e senza compromessi. Prendere o lasciare.

Parto dai padroni di casa: Agnès et Sébastien – Les Vignes de Babass. Le vigne pochi ettari sono a Chanzeaux – Maine-et-Loire. Sebastien Dervieux, fiero rappresentante dei vini naturali da più di 20 anni. Le sue perle sono il rosso Groll’n Roll e il bianco La Navine divertente, profondo e di un’assoluta piacevolezza.

Justine et Patrick Bouju, La Bohème – siamo in Auvergne, a Saint-Georges-sur-Allier e Patrick Bouju è il precursore del vino naturale in Francia, capofila del movimento del vino libero. Molte tipologie di Gamay vinificate separatamente: gamay passion per chi la ama etichette come Lulu, Violette, la Bohème.

Benoit Courault, Faje d’Anjou – Maine-et-Loire. Giovane, molto preparato e i suoi vini non lasciano nulla al caso. I bianchi meravigliosi pulitissimi e profondi mi sono piaciuti molto. Torno con due etichette di Chenin da vigna vecchia: Le petit chemin e il Gilbourg – frutto, eleganza, tensione e piacere.

Alain Allier – Domaine Mouressipe, Saint-Côme-et-Maruéjols – Languedoc-Roussillon. Trascorsi da garagista, oggi i suoi vini sono fini e precisi. Rossi nelle note della Grenache presente in molte sue cuvée: il Cacous, Grenache e Syrah, a me è piaciuto molto il Merlot Le Vaoury Blanc.

Lilian Bauchet, Lancié – Beaujolais. I suoi vini sono simpatici, bevute giovani e rappresentano la loro terra. Gamay! Fantastico il No sulfite no cry, il D’une Rive à l’Autre o il Dazibao.

Gilles Azzoni (fondatore du domaine Le Raisin et l’Ange), Saint-Maurice-d’Ibie – Ardèche. Simpatico e sorridente come i suoi vini. Il rosso Frigoula, Syrah e Marsanne; il bianco Monteau da uve Marsanne, Muscat, Viognier, Roussanne, Petit Manseng: tutti i profumi possibili.

Julie Balagny, Fleurie – Beaujolais. Una donna con la D maiuscola. Un vino che ne racchiude forza calore e potenza. Rosso En Remont – Gamay, rotondo e gustoso, caldo ed avvolgente, piacere puro.

Didier Chaffardon, St Jean des Mauvrets – Maine-et-Loire. Vignaiolo di talento ed uomo libero come il suo vino. Il suo Chenin è il Chenin. Su tutti va la gloria a L’Arcane à Sucre, un vino dolce da uve Chenin botritizzate. Finissimo, fresco, minerale e sapido ma al contempo dolce e avvolgente e lunghissimo, elegante come pochi. Confesso, è stato il mio ultimo goccio prima di andarmene e dopo aver bevuto l’impossibile.

Alain Castex – Les Vins du Cabanon, Roussillon – Banyuls. Produce vini d’altri tempi, cuvée emblematiche del territorio: Tir à Blanc, Ezo, Canta Mañana, rossi mediterranei bocca scattante, spezie sapidità eleganza freschezza.

Partida Creus, Bonastre – Catalunya. Massimo ed Antonella originalissimi loro, belle persone che si raccontano perfettamente nelle loro bottiglie, tutte diverse, tutte piene di un pezzo della terra in cui vivono. L’uva la lasciano esprimersi con libertà alla mano di Massimo. Le sigle sulle bottiglie sono i vitigni: CX Cartoxia Vermell macerato freschissimo, fiori e agrumi; MAC, Macabeo stupendo; SM, Summol tannini grossi alta acidità, bel carattere; AA Anònimo ancestral (Pét-nat): il mare e la sua terra.

Domaine Didier Grappe, Saint-Lothain – Côtes du Jura. Lo stile Jura dritto ed espressione piena del territorio. Esposizioni differenti del Savagnin Ouille (stile non ossidativo): Traminer cru più caldo anche in bocca, Longefin mineralità freschezza eleganza. Il Vin Jaune una sferzata di erbe aromatiche rende l’ossidazione fresca e lunghissima, un vino da ascoltare e capire.

Domaine Des Grottes, Saint-Étienne-des-Oullières – Beaujolais. Romaine è divertente e sorride sempre. I suoi vini (e non solo vini) sono come lui e creativi. Divertenti i rossi per lo più a base Gamay: August XIX, Piquette Véritable, Brut de Cuve. Simpatico lo champenoise chardonnay Chard Honey ed il Dry Paradise. Folgorante ricordo di una timida IGA l’etichetta P(ik)etnat: dopo la pigiatura acqua zucchero e succo di limone. Ne esce una bevanda da 5% da immaginare in una calda sera d’estate. L’Antidote invece di gradi non ne ha ma in bocca il rosmarino: succo d’uva, di mela e tisane. Olè.

Au rèvoir, à la prochaine!

 

 

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Angela Mion

Veneta, classe 1981, studi giuridici e azienda di famiglia. La svolta cubista arriva quando ormai maggiorenne incontra il vino: Sommelier, Master Alma-Ais ed altre cose in pentola. “Vin, avec toi on fait le tour du monde sans bouger de la table”. Bucolica e un po' fuori schema con la passione per la penna, il vino, il mondo e la corsa. L’attimo migliore? Quello sospeso fra la sobrietà e l’ebbrezza.

10 Commenti

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Marcovena

circa 9 mesi fa - Link

Bene molto interessante (finalmente qualche nome nuovo!) ma nelle zone esplorate è un po' che il movimento parla e beve naturale.... Rimanendo in Francia, mi piacerebbe invece sapere di qualche Champagne e di qualche recoltant manipulant "naturale" "eretico" "libero" (perché credo di averli bevuti tutti!). Dai anche noi siamo riusciti a sdoganare la Franciacorta con qualche bevuta veramente indimenticabile fuori dal disciplinare...

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Angela

circa 9 mesi fa - Link

Salve Marco, qui in mezzo forse puoi trovare qualcuno e qualcosa di interessante, più o meno eretico ; ) Hugues Godmé Champagnes Ruppert-Leroy Champagne Larmandier Bernier Champagne Moussé & Fils - Cédric Moussé Franck Pascal Champagne Vilmart Champagne Marguet

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Angela

circa 9 mesi fa - Link

metti una virgola ogni due parole ; )

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Patrick Jane

circa 9 mesi fa - Link

Di eretico in questa lista ci vedo ben poco. Se uno vuole farsi male in Champagne ha una scelta precisa : Beaufort. Ma ovviamente deve mettere in conto di buttare nel lavandino metà delle bottiglie.

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Marcovena

circa 9 mesi fa - Link

Grazie Angela, fortunatamente a parte Godme, gli altri nel ristorante dove lavoravo li ho assaggiati quasi tutti... Invece che mi dici/dite di Fallet-Prevostat e di Alexandre Filaine (Fabrice Gass)?

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franco

circa 9 mesi fa - Link

Io ti dico un gran bene del secondo.. prezzi però ormai fuori dal normale per un garagista. Di cose sue che valgan la pena ce n'è una più di tutte... Godmé merita, soprattutto nelle selezioni, vedere les champs saint martin, ma in generale gran bella gamma di un villaggio, Verzenay, che non ha molti rappresentanti se non alcune maison "famosine". Beaufort dipende, per il momento non ho lavandinato niente... stile molto personale. Ci sarebbero anche Roses de Jeanne, sono tutti non dosati prodotti in piccolissime quantità, di forte caratterizzazione. Suggerisco anche Eric Taillet, dai gusti quasi unici... assaggiare bois de binson

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franco

circa 9 mesi fa - Link

Dimenticavo Francis Boulard che sicuramente conosci, ma anche nowack flavien; azzardo anche Chartogne taillet e dhondt-grellet, fermo restando che siano nomi già conosciuti con conseguente adeguamento di prezzi. Remy Leroy altro che esploderà se non già esploso. Savart per dimensioni, non per fama che ha già raggiunto da anni. Guiborat, per lo chardonnay

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Ferretti

circa 9 mesi fa - Link

Non mi avventuro sul dibattito di cosa è eretico e cosa no perché nemmeno la grande letteratura ha fatto chiarezza, figuriamoci i seguaci di Intravino...Mi limito a dire che il pezzo stimola curiosità ed è scritto in uno stile sobrio (evviva!), complimenti

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Anulu

circa 9 mesi fa - Link

Giusto per alimentare la discussione sul naturale. Mi risulta che negli ultimi 18 mesi hanno chiuso baracca e burattini ben 3 noti importatori parigini di vini naturali (principalmente italiani). Occhio che laddove non c'è vera qualità, i conti poi non tornano

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Lorenzo

circa 9 mesi fa - Link

Sicuramente ti sarà sfuggito, ma la Catalogna non è Francia :)

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