10 studi scientifici che rivalutano il consumo di vino

10 studi scientifici che rivalutano il consumo di vino

di Pietro Stara

Ho setacciato internet in lungo e in largo e non c’è che dire: la scienza lavora per noi. E forse anche la fantascienza. Non so se le università siano piene di bevitori travestiti da ricercatori e da docenti, oppure se quest’ultimi siano diventati bevitori nel corso del tempo per sopportare i volti vacui di discenti impegnati a sillabare parole tronche sui social. Facoltà universitarie sparse ovunque s’impegnano in ricerche volte a sostenere le qualità positive del bere alcol, in quantità moderate, e sui suoi effetti benefici su corpo, mente e anima, ma solo per chi ne è in possesso.

Il vino spacca e vince a man bassa su tutti i liquidi con gradazione alcolica. Il rosso in particolare: il resveratrolo è il nuovo idolo delle masse e, se il suo nome non fosse difficilmente pronunciabile, sarebbero già stati prodotti brand di abbigliamento casual e costruite delle cappelle votive in odore di una prossima beatificazione laica. Ne ho raccolte una parte (che potete reperire su internet) e gli esempi, ecco, sono miei, ma li faccio a fin di bene.

1. Attrazione fatale
Secondo una ricerca dell’università di Bristol l’alcol, se assunto in quantità moderate, rende oggettivamente più attraenti. Sono stati presi per l’occasione due studenti fuoricorso piuttosto bruttini, abbastanza noiosi e sostanzialmente insipidi. Sono stati invitati alla festa di compleanno delle più bella della facoltà di Scienze Agrarie per vedere se avrebbero attratto, dopo due bicchieri di cannonau, qualcuno dell’altro o dello stesso sesso. Gli studenti in questione sono stati ritrovati, mentre russavano beatamente, abbracciati a due pioppi nel parco antistante la festa. Le conclusioni della ricerca sono provvisorie, ma fanno ben sperare.

2. Allunga la vita
Bere mezzo bicchiere di vino ogni giorno può allungare la vita di circa cinque anni. Così dice una ricerca pubblicata sull’olandese Journal of Epidemiology and Community Health. Sono stati controllati i dati di 1400 persone nell’arco di quarant’anni, ma non si hanno controprove sufficienti nei riguardi degli astemi deceduti prematuramente.

3. Perdita di peso
Un studio condotto dall’Università di Harvard ha invece constatato un legame tra il vino e la perdita di peso. I ricercatori hanno esaminato 20.000 donne sopra i 13 anni e hanno osservato che chi beve due bicchieri di vino al giorno ha il 70% in meno di probabilità di essere sovrappeso. I ricercatori si sono dimenticati di riportare che quel 70% era composto prevalentemente da gente che non mangiava.

4. Perché è meglio bere il vino di notte?
Uno studio condotto nel 2012, che ha osservato gli effetti del resveratrolo sulle api, ha scoperto che la bevanda aiuta a ridurre la sensazione di fame. Queste è un consiglio soprattutto a quelli che si alzano di notte per farsi uno spuntino: invece di mangiare fatevi un bel bicchiere di barbera e vedrete che la fame vi passa in un men che non si dica.

5. Ripulire la mente
Bere un paio di bicchieri di vino al giorno può aiutare a ‘ripulire la mente’, aiutando il cervello a eliminare le tossine, comprese quelle associate alla malattia di Alzheimer. Questo lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports: se il vostro cervello sta declinando inesorabilmente, beveteci sopra. Male che vada darete la colpa all’alcol.

6. Incinta
Bere vino rosso aiuta a rimanere incinta: lo svela uno studio della School of Medicine di Washington. Occorre, però, fare del sesso: non dimenticatelo! Meglio della palestra.

7. Il vino rosso come un’ora di palestra
A stabilirlo è stato un recente studio dell’Università di Alberta, in Canada. Il risultato è stato pubblicato sul Journal of ecology, che ha aggiunto che il resveratrolo è in grado di sostituire l’attività fisica per determinate persone. Così avrete la risposta pronta per il vostro partner quando vi chiede: “perché non fai un po’ di attività sportiva che ti fa bene?”

8. Aiuta l’intelligenza
Il vino bevuto con moderazione aiuta l’intelligenza, stimolandola. Questa la supposizione di una ricerca dell’Università di Tromso (Norvegia), diretta da Kristen Arntzen e presentata all’International Scientific Forum on Alcohol Research. Arntzen e compagni hanno esaminato 5000 tra uomini e donne, età media 58 anni. I volontari sono stati seguiti per 7 anni, sia nella loro vita quotidiana, sia durante test d’intelligenza ad hoc. Il test era tarato sulla classe terza della scuola primaria di Oslo per bambini con difficoltà cognitive.

9. Ricordare meglio
L’articolo, pubblicato sulla rivista Nature come Scientific Reports, sostiene che consumare alcol aiuterebbe a ricordare meglio quanto avvenuto prima di una bevuta. Ad un gruppo di ragazze e ragazzi maggiorenni è stato somministrato un test di storia: ad una metà di loro, prima del test, alle 7 di mattina, è stato fatto bere digiuni un bel bicchiere di bonarda frizzante, mentre al secondo nulla. Quelli della bonarda, dopo aver accusato disturbi intestinali, si sono prontamente recati in bagno dove un loro compagno aveva tratteggiato sull’asse del cesso i risultati del test. Nonostante alcuni errori di copiatura, i bevitori di bonarda frizzante sono risultati di gran lunga migliori.

10. Aumenta il desiderio
Per VinePair i ricercatori hanno scoperto che il vino rosso aumenta il flusso sanguigno nella zona intima e nelle aree erogene delle donne, aumentando così il desiderio. Negli uomini il vino rosso fa aumentare i livelli di testosterone secondo i ricercatori dell’Università Kingston di Londra. I ricercatori, che cercavano di valutare l’aumento del flusso sanguigno nelle zone intime di alcune donne durante il ballo annuale delle matricole, sono attualmente ricercati dalle polizie di tre continenti.

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

6 Commenti

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Emanuele SCAFATO

circa 2 mesi fa - Link

Buon anno ! Apprezzabile l'esercizio di umorismo che almeno consente di far sorridere in sobrietà :) Salvo buon fine - e sempre al fin di bene - e confidando nella benevolenza di chi legge approfittiamo della gradita possibilità di commentare condividendo qualche riflessione. E' interessante la lettura personale di ciò che la scienza e la ricerca propongono e che in maniera ironica offre come un "must" alcuni presunti "vantaggi" per la salute legati al consumo di vino - o di qualunque altra bevanda alcolica - sollecitando una platea che, è noto, beve vino per il gusto di farlo sicuramente e beatamente ignara e sicuramente indipendente rispetto a quanto le riviste scientifiche possano proporre nel merito. Ho troppo rispetto per le scelte individuali per non essere tentano di contribuire con qualche considerazione per lo stesso rispetto che è bello avere per un informazione valida e oggettiva che per fortuna sottrae il futuro del vino ad essere dispensato previa prescrizione medica in Farmacia sollevando da tale oneroso compito enoteche e winebar (fatto salvo un accreditamento basato su capacità di diagnosi e cura sempre proponibile attraverso idonea richiesta al MIUR e al Ministero della Salute, hai visto mai ? ). Il Prof. Dipak Das, docente a Boston prima del suo decesso (pare si sia suicidato per la sua forzata interruzione della carriera accademica) , era talmente convinto dei vantaggi del RESVERATROLO che non seppe resistere alla tentazione di pubblicare oltre 100 pubblicazioni scientifiche prodotte sulla base di generosi finanziamenti dell'industria che l'Università ha dovuto restituire dopo aver licenziato il professore a causa di un banale conflitto d'interesse e una spiacevole abiura di tutte le pubblicazioni che lo stesso Prof. DAS era stato costretto a dichiarare pubblicamente come da lui falsificate dall'impeto e da una passione che la comunità scientifica aveva giudicato sospetta. Pazienza. Cento litri (si disse) di vino al giorno per anti-ossidarsi (tanti ne sarebbero necessari per raggiungere livelli di principio attivo idonei a esercitare un qualsiasi effetto) eccedevano le capacità umane e il desiderio del più appassionato consumatore pur orientato a credere al "sogno" del resveratrolo e a favorirsi il vantaggio di una riduzione del rischio coronarico , scongiurato sicuramente a quei livelli di consumo , ma malauguratamente implausibili con uno stato in vita . Poi arriva di recente la rivista "The Lancet" che, su studi derivanti da centinaia di Nazioni , pubblica che "Non esistono livelli sicuri di consumo alcolico" , frase che riecheggia la Sentenza della Corte di Giustizia Europea del settembre di qualche anno fa - tempo di vendemmia - che ad alcuni malcapitati produttori ha contestato la "promozione" di un nuovo vino (tedesco pare) tramite l'innocente dizione "più digeribile" con una sanzione e una sentenza che afferma che "non si possono vantare proprietà salutistiche dell'alcol" in quanto sostanza tossica e cancerogena anche a basse quantità (10 grammi, meno di un bicchiere). In Italia, in tempi non sospetti , la Legge 125/2001 afferma che è vietata la pubblicità di bevande alcoliche e superalcoliche che attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute dal Ministero della sanità. Dettagli, per carità, ma in tempi di "fake news" sarebbe sempre opportuno che ogni affermazione potesse essere sempre valutata e proposta attraverso una lettura scientifica che garantisca chi legge in termini di validità oggettiva basata su competenze di tutela e di vero rispetto del diritto ad un informazione completa e non "misleading" come spesso capita di leggere. Se qualcuno finisce per crederci non è il massimo. Secondo alcune scuole di pensiero il vino rappresenta un mondo di stile, di tradizione, di ricchezza culturale che non ha bisogno di studi scientifici per sollecitarne il consumo in chi sceglie di farlo per quello che il vino è, non per quello che il vino fa (letto in alcune dichiarazioni di chi, atto e autorevole nel settore, di vino ne sa più di me). In sintesi : non "beviamoci" tutto, selezioniamo e sopratutto affidiamoci a chi può porgere in piena indipendenza e competenza le valutazioni di merito. Se si parla di prevenzione si va dal medico e se si vuole prevenire una malattia ciascuno è consapevole, per buon senso, che una sostanza tossica non è il massimo. Mi permetto di segnalare qualche riflessione sul peso dell'alcol (pillole per carità, nessuna pretesa ma il contraddittorio è sempre di garanzia ad una informazione equa e solidale). https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-prevenzione-garantire-scelte-informate . Ringraziando per l'ospitalità del commento su queste pagine porgo l'esperienza e la competenza della Società Italiana di Alcologia - SIA per dirimere qualunque curiosità, valutazione, dubbio sulle evidenze scientifiche e magari per farci due risate insieme. Emanuele SCAFATO, Società Italiana di Alcologia

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franco

circa 1 mese fa - Link

ottimo intervento professore!

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Ennio Palmesino

circa 2 mesi fa - Link

Al mio concittadino STARA vorrei dire che il sense of humor ci sta bene, forse nemmeno lui prende sul serio queste "ricerche" di università alla caccia di pubblicità. Da cittadino, però, ho di che lamentarmi per quello che c'è intorno al vino e non si riesce a vedere. Le informazioni in etichetta sugli ingredienti (oltre 100 sono quelli autorizzati, figuriamoci quelli non autorizzati), o sulle possibili conseguenze sulla salute dell'alcol, sostanza cancerogena, per esempio, ma il vino è esentato dall'obbligo. Perché ? Pur andando in pellegrinaggio a Bruxelles da non so quanti anni, non riusciamo a far estendere l'obbligo anche alle bevande alcoliche. Così come non riusciamo a convincere l'Europa a rendere obbligatoria l'indicazione dei finanziatori di queste ricerche, che danno risultati strampalati. Perchè ?

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Alessandro Sbarbada

circa 2 mesi fa - Link

In risposta a questo collage di smentitissime notizie, pubblico il link a un articolo molto più corretto, della cui fonte - INTRAVINO - nessuno può dubitare. http://www.intravino.com/primo-piano/ce-solo-una-verita-su-vino-birra-e-distillati-lalcol-e-cancerogeno/

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Alessandro Morichetti

circa 2 mesi fa - Link

E' UN POST UMORISTICO, chiaro vero?

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Alessandro Sbarbada

circa 2 mesi fa - Link

chiaro. Ma, purtroppo, le "notizie" riportate nel post, e commentate umoristicamente, in rete circolano davvero, e spesso vengono spacciate per verità scientifica. La boiata del vino al posto della palestra, per fare un esempio, l'hanno rilanciata in moltissimi portali, nonostante il ricercatore protagonista dello studio si fosse affrettato a denunciare la manipolazione che ne era stata data. L'informazione corretta sul rapporto tra vino, birra e altri alcolici e salute, in Italia, è ancora merce rara. Ogni occasione è buona per una divulgazione scientificamente appropriata. Nel mio caso, l'ho fatta rilanciando il suo stesso, ottimo articolo, pubblicato proprio su questo sito.

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