Riccardo Guzzardo, sommelier all’Open Colonna

di Jacopo Cossater

Riccardo Guzzardo nasce nel 1979 vicino Agrigento. Oggi, a 32 anni, è il sommelier di Open Colonna a Roma. Ad Intravino ha raccontato qualcosa del suo lavoro.

Cominciamo dalla fine: come sei arrivato a lavorare a Roma all’Open Colonna?
Con qualche secolo di distanza anche io ho avuto il mio “rinascimento”: durante l’università ho infatti deciso di approfondire i miei studi sul vino e più andavo avanti più sentivo la necessità di fare un’esperienza reale, sul campo. Ho lavorato in alcuni locali di Perugia e la scorsa estate mi sono proposto a Colonna per un colloquio. Con tanta umiltà e voglia di crescere ho abbracciato il progetto Open. Ma ho ancora tanto da imparare.

Com’è organizzata la vostra carta dei vini?
Direi che è carta che ha a cuore la valorizzazione del territorio in ogni sua peculiarità mantenendo al tempo stesso alta l’attenzione su alcune eccellenze, anche straniere. Se da una parte il cliente è felice di lasciarsi consigliare, dall’altra molti dei vini in carta non hanno bisogno di grandi presentazioni, vivono un po’ di luce propria. Credo non sia importante quali vini vendere ma in che modo venderli, cercando sempre di aggiungere qualche dettaglio sul produttore. Alla fine non siamo solo questo, dei traghettatori del lavoro altrui?

Che vini e a quali prezzi proponi al bicchiere?
Al ristorante abbiamo due diverse formule di servizio, per questo cerco di offrire una scelta il più vasta possibile. Come bollicine spazio dal Pas Dosé de Il Mosnel (a 8 euro) alla Cuvée 734 di Jacquesson (a 18). Tra i bianchi Alois Lageder, Inama, Emidio Pepe e il Puligny-Montrachet di Domaine Leroy. Oppure, tra i rossi, dal Valpolicella di Zenato all’Etna rosso di Tenuta delle Terre Nere. Ma sono vini che ruotano con una certa facilità.

Ho un budget non stellare ma elevato, diciamo di 50 euro solo per i vini al bicchiere. Cosa mi proponi?
Dipende dal menù ovviamente. Un inizio, oggi, potrebbe essere con un Franciacorta, il Comarì del Salem di Uberti, seguito da un Riesling di Peter Jakob Kühn per poi passare ad un Barolo, il Bussia di Pianpolvere Soprano. E per finire, una sorta di omaggio alla mia terra, con un Moscato di Pantelleria Mueggen di Salvatore Murana.

Qualche episodio curioso che ti è capitato al ristorante?
Mi ha stupito un cliente che qualche settimana fa ha bevuto un passito a tutto pasto, peccato non ci fossero né formaggi né dessert.

Il vino che vorresti avere in carta?
Tornato da una recente verticale sono rimasto impressionato dall’Amarone della Valpollicella di Quintarelli, che annate! C’erano la 1998, la 1997, la 1995, la 1990, la 1988 e la 1983. Sarebbe fantastico riuscire a proporne qualcuna.

E il vino che hai in carta e che ami proporre ai tuoi clienti?
Come tutti cerco di capire, prima, quelle che sono le aspettative di ogni tavolo, cerco di entrare in sintonia con loro e cerco di trovare un vino che li renda felici. Al tempo stesso mi piace mettermi in gioco e nonostante qualche “ansia da prestazione” fino ad oggi non ho mai dovuto fare marcia indietro e rivedere le mie scelte. Poi certo, qualunque critica è comunque ben accetta, come detto so di essere in un periodo di crescita cerco: di assorbire quanti più stimoli possibili.

Le puntate precedenti:
Professione sommelier / 1Mauro Mattei
Professione sommelier / 2Roberto Anesi
Professione sommelier / 3Alessandro Pipero
Professione sommelier / 4Luca Martini
Professione sommelier / 5Angelo Di Costanzo
Professione sommelier / 6Federico Graziani
Professione sommelier / 7Giovanni Sinesi
Professione sommelier / 8: Lorenzo Rondinelli

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Giornalista, su Intravino dal 2009.

8 Commenti

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Lei mi sembra un tipo in gamba, le auguro di ampliare (o di avere la facoltà di farlo) i confini della tipologia dei vini presentati. Aggiungere prodotti, il cui gusto rispetta maggiormente il territorio non sarebbe male. A partire dal Piemonte, dove spero lei trovi la curiosità di assaggiare i le vecchie vinificazioni delle stesse uve ad opera del precedente proprietario Riccardo Fenocchio.

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

ma come parli Morosi? ci sei andato giù pesante con quelle sigarette particolari... :D

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Quando parlo con persone serie, a modo, mi esprimo certamente meglio di come faccio con te. ;-)

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

ti voglio bene anche io... :D

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Mi limito a un sincero "in bocca al lupo"

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Enzo Palilla

circa 8 anni fa - Link

Un grandissimo in bocca al lupo. Non appena a Roma ti verrò a salutare e assaggiare i tuoi vini. Eam Enzo

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Emanuele Vasta

circa 8 anni fa - Link

Mr Riccardo, un Brindisi a te! Da Brindisi, un abbraccio ed in bocca al lupo per le continue e positive "ansie da prestazione"! -ema-

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Alessandra

circa 8 anni fa - Link

Sono felice nel constatatre che nel nostro settore esiste qualcuno con una non apparente umiltà; è vero che c'è tanto da imparare, ma l'approccio umile comporta una certa responsabilità nei confronti di chi dice di far "cultura enologica" invece di darsi solo della fanta saccenza. Complimenti Guzzardo per la tua umiltà e preparazione, appurata da me sul campo. Leggerezza e competenza fanno di questo sommelier il punto di forza. Continua così!!!! Ale

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