Montalcino segreta | Parla il presidente del Consorzio Ezio Rivella
L’intervista al cav. Ezio Rivella, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, realizzata da Carlo Macchi per Wine Surf, è un pregevole pezzo di giornalismo enoico. Manca solo un titolo ad effetto. Vi sareste stupiti leggendo: “Ziliani, un bravo ragazzo, ma la presunzione fa brutti scherzi. Non ha mai vinificato una botte di sangiovese”? Oppure “James Suckling (recentemente “pensionato” dalla rivista Wine Spectator) per Montalcino è sempre stato un pilastro: gente molto competente e non corruttibile”? Ma è solo al minuto 20:33 del secondo filmato (quello più vivace, lo trovate qui sotto) che parte la botta finale: “L’80% dei vini di Montalcino NON era sangiovese in purezza”. Che titolo sarebbe stato quello! Lascio a voi ascoltare e giudicare senza pregiudizi qualità e quantità delle argomentazioni di Rivella.
45 minuti di filmato in due tronconi lasciano poco all’immaginazione o al non detto. L’affaire Montalcino è un tema sempre caldo, Macchi incalza sulle questioni spinose e Rivella, da 55 anni nel mondo del vino, risponde senza abbassare lo sguardo. Tanti i passaggi da ascoltare con attenzione, le parole di mr. “Io e Brunello” aiutano a capire la realtà di Montalcino, la vita di un uomo del vino importante e controverso, ma anche un aspetto profondo dell’italianità, fatta di genio e furbizia, legge e inganno, saper fare e ancor di più saperlo raccontare.
Rivella non è il mio tipo ma con colossi del genere bisogna confrontarsi. Il nocciolo della questione potrebbe essere: i big ci mettono il marketing, i piccoli la qualità e il matrimonio d’interessi fa comodo ad entrambi. Il crudo pragmatismo può non esaltare ma trasmette concretezza. Ora caro Carlo Macchi, che ne dici di pareggiare con un’altra intervista, definitiva e mitologica, al tuo maestro Giulio “bicchierino” Gambelli? Salute permettendo, yes you can.










No, non mi piace per niente la nonchalance pseudo-volemosebbenista con la quale Intravino ripubblica per intero una pregevolissima intervista (che spero verrà trasmessa, almeno in parte, su Report).
Lo trovo capzioso e ingannevole, e non molto rispettoso. Molto, moolto “italiano”.
No, non mi piace.
Poi magari avrete chiesto il permesso a Macchi – non lo so – ma non mi piace lo stesso.
eehh?? sarebbe a dire?
il lavoro di macchi e’ debitamente linkato ed e’ pubblico. hai presente internet, i link, gli ipertesti. peraltro macchi era preavvisato.
per il resto, “nonchalance, volemose bbene, capzioso, ingannevole, non rispettoso, italiano”… ma che significa?
Intervista da “vincitore ecumenico”. Prima di giudicare attenderei le azioni nel concreto. Stando all’esperienza personale noto che il vino Brunello ha subitgo una flessione nelle richieste dai clienti, e chi lo desidera è piuttosto selettivo. Per quanto riguarda il posizionamento sul mercto, non sono a priori contrario a un ridimensionamento dei prezzi di taluni prodotti. Mi viene in mente, con tutte le debite differenze, la Borgogna dove trovi pinot neri dai 5 ai 2000 euro. E’ vero che nel territorio ilcinese non esiste una zonazione come quella di oltralpe, ma non c’è bisogno di essere scienziati per sapere che esistono alcuni prodotti costosi che meritano atenzione più di altri. Sarò idealista ma non credo sia possibile imporre la qualità attraverso un regolamento.
non ho ancora avuto voglia di ascoltare l’intervista che il cavalier Rivella ha rilasciato all’amico Carlo Macchi. In questi giorni tento anche di “disintossicarmi” dai postumi dell’affaire Brunellopoli. Non posso però non ringraziare il nuovo presidente del Consorzio del Brunello quando mi gratifica di “bravo ragazzo” anche se “presuntuoso” e digiuno di vinificazioni di Sangiovese. Ha ragione lui: ho avuto la presunzione di scrivere che a Montalcino in tanti vini, troppi, non tornavano i conti, ben prima che lui affermasse, come fa ora, che l’80% dei vini di Montalcino non era Sangiovese in purezza. Percentuale che mi sembra troppo elevata e che fa dell’uscita del cavaliere quasi una “sparata” alla… Ziliani…
saluti a tutti dalla Puglia, dove rimarrò ancora sino al 2 agosto e buona domenica: torno ai Nero di Troia che sto degustando
Spero si riferisca al Brunello che faceva lui
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Rivella è una vecchia volpe e usa tutta la strumentazione di cui esse dispongono. Le battute servono a delegittimare in modo strisciante, a insinuare dubbi, a creare vuoti da riempire diversamente.
E’ solo la fine del primo tempo.
WHAT A BUNCH OF BULLSHIT!
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