di | gio 19 apr 2012 ore 14:00
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bonifici

Il ritorno dell’uomo che stava sempre dalla parte giusta del bonifico

Forse non tutti sanno che la vendita del vino in Canada è riservata al monopolio di stato (Société des alcools du Québec) come per i tabacchi in Italia. Periodicamente la SAQ lancia degli avvisi pubblici (tender) per l’acquisto del vino a prezzi molto spesso predeterminati. Il vino verrà poi venduto in appositi store il cui accesso è vietato ai minori.

Forse non tutti sanno che questo sistema non esclude il ricorso agli esperti, alle guide, ai giornalisti e, a differenza delle nostre sigarette, alla pubblicità. La SAQ insomma, pur essendo un ente di stato si comporta come un qualunque player sul mercato, per di più senza concorrenti.

Forse non tutti sanno che nel 2011 la SAQ ha versato nelle capaci tasche del giornalista americano James Suckling la bellezza di 24.000 dollari per scrivere alcune recensioni poi utilizzate sul sito di stato. Parte dei soldi (18.000 dollari) sono finiti direttamente sul conto di James, il saldo (5.950) sono serviti all’ente canadese per acquistare 119(!) abbonamenti al sito di Giacomino: un paio non bastavano.

Forse non tutti sanno che le informazioni sull’ennesimo episodio di malcostume della casta sono venute a galla grazie alla legge sulla libera informazione che obbliga gli enti pubblici alla pubblicazione di tutti gli atti, particolare che a James dev’essere sfuggito.

Forse non tutti sanno che, nonostante la SAQ e Suckling abbiano smentito qualunque ipotesi di corruzione (There is no financial relationship. It’s a sharing of information and contacts), sui documenti ottenuti dal giornale canadese La Presse c’è scritto che quei dollari sono stati versati al critico per “assaggiare, giudicare i vini e produrre un video sulla degustazione”.

Forse non tutti sanno che anche stavolta James si è fatto trovare dalla parte giusta del bonifico: I’m here, appunto.

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12 commenti a Il ritorno dell’uomo che stava sempre dalla parte giusta del bonifico

  1. avatar Armando Trecaffé

    come si dice in Canada… every world is village…

    • avatar pietro

      Eh già… altro che Counrty you go, habits you’ll find….

  2. Facciamo sapere alla Saq che con 5000 più le spese si trovano tutti noi in Quebec ! Altro che uno solo!

  3. avatar Stefano Cinelli Colombini

    Non è che ami tanto Marx, ma quando scriveva che la storia si ripete sempre due volte, la prima in tragedia e la seconda in farsa, aveva ragione da vendere.

  4. Comunque, la SAQ paga i clienti con cui ha a che fare… alla scadenza, statene certi, paga. Succede così raramente… in Italia, quando lo Stato deve pagare fa finta di nulla, quando deve riscuotere mostra i canini.

  5. Non per difemdere Suckling o la SAQ, proprio non ho alcun interesse, basta andarsi a riguardare le valutazioni dei miei vini su WS, ma perche’ parlare di corruzione? Potrei capire se lo avessero pagato le aziende, ma il monopolio che interesse ha nello spingere un vino piuttosto che un altro?

    • Una convenienza potrebbe esserci, anche se in monopolio, si tratta sempre di un esercizio commerciale e avrà certamente convenienza a vendere X anziché Y, quello che non ci vedo é lo scandalo, utilizzano il nome e la faccia di Mr. Suckling e per questo lo pagano, contenti loro…

  6. Penso che lo scandalo sia perché sul sito
    è scritto che Suckling non è stato pagato da SAQ (ed hanno infarcito il sito di pubblicità al suo sito)

  7. avatar Montosoli

    La storia non e esettamente cosi come la descrivete….

    Se la SAQ ha comprato dei vini da produttori Italiani i cui prodotti non hanno nessuna press review , e hanno chiamato Suckling per avere un riscontro di degustazione, anche pagandolo…..non vedo il grido allo scandalo…o e solo un altro modo per vendere carta stampata ?

  8. avatar Francesco

    Cosa vuoi che siano 24.000 dollari, circa 20.000 euro o giu’ di li’.
    Un nostro giornalista italiano ne beccava 30.000 netti da tasse , per una collaborazione con una associazione famosa solo per scrivere dei comunicati e qualche intervista. Ma da quest’anno lo hanno mandato a fare altro, la crisi incombe per tutti anche per le associazioni con 40.000 iscritti ed il nostro non si vede piu’ in giro, al momento si è calmato.

  9. avatar Fabrizio

    SAQ ha il monopolio solo in Quebec. Il risultato e’ che i vini sono orrendamente cari, essendo ricaricati di dogana all’entrata e di varie tasse. Tutti gli utili vanno nelle casse pubbliche e sono poi usati per sanita’, opere pubbliche, educazione. Rispetto a Suckling non vedo dove sia lo scandalo.

  10. avatar Nicoletta

    Io non conosco il mercato del Canada nè la Saq ma paga per certo? E come, voglio dire lettera di credito o semplice bonifico ? Lo chiedo. Paolo che ha detto che la Saq paga di sicuro

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