Cosa manca allo spumante per superare lo champagne

di Andrea Gori

Beppe Fiorello, Laura Chiatti, Raul Bova allo stand Moet & Chandon della 66° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Hai voglia a discutere se la “sommatoria delle bollicine italiane” supera o meno lo champagne. Queste foto prese alla 66esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dopo la prima del film di Giuseppe Tornatore, Baaria, chiariscono cosa manca allo spumante nazionale per superare i francesi .

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

6 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

mettiamola così: in questo caso non hanno scelto nè spumante italiano nè champagne, a meno che, toponomastica a parte, Romania, Coste meridionali dell'inghilterra e Cote d'Aube non facessero parte della appellation champagne quando fu creata (non mi pare ma posso aver studiato male) p.s. Andrea me devi pagare il copyright per la "sommatoria delle bollicine italiane"

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Burde

circa 11 anni fa - Link

Ok francè ti paghiamo in natura, scegli dalle foto...;-)

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

facciamo che mi prendo la chiatti, allo champagne provvedo io, tanto se i suoi gusti sono quelli non dovrebbero esserci problemi a fare un figurone...

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Daniele Sala

circa 11 anni fa - Link

Credo che in termine di qualità pura i nostri Metodo Classico stiano arrivando ai livelli più alti dello Champagne, anzi, con alcuni esemplari ci sono già arrivati. Tanto per citarne due noti a tutti: Trento DOC Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Franciacorta DOCG Cuvèe Annamaria Clementi Cà del Bosco. Se ne potrebbero citare anche altri che sono nell'olimpo del Metodo Classico. A questo punto però credo che una ulteriore definitiva spinta verso l'alto la debba dare il "sistema" Italia, che attraverso una collaborazione fra Ministero e Consorzi prenda per mano il Franciacorta DOCG ed il Trento DOC per aiutarli ad affermarsi a livello mondiale, con delle campagne di degustazioni/pubblicità all'estero che consentano di farlo conoscere in tutte le sue potenzialità! Finchè si lasceranno soli i singoli produttori a combattere con il colosso Champagne, faticheremo a scalfire questo mito anche avendone sempre più le potenzilità. Il Ministro quindi non si prodighi solo a portare per mano il pur ottimo Prosecco...prenda anche i nostri Metodo Classico e li accompagni verso il "Mito"!

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

In tutta onestà, caro Daniele, mi sembra un po' eccessivo il tuo trionfalismo. Messi da Parte i nomi che hai citato ne esistono pochi altri degni di nota soprattutto se rapportati ai cugini d'oltralpe. C'è poi una questione numerica che non credo sia irrilevante: 360MILIONIDIBOTTIGLIE conto 10... non so se rendo l'idea. Ammesso che di quei 360 milioni di bottiglie due terzi siano di scarso valore qualitativo (ovviament lo "scarso" è riferito ad uno standard elevato quale le zone più vocate al vino Champagne sanno dare...), defalcate dalla lista le varie Veuve Cliquot, Moet, Pommery, Mumm, Lanson et similia, ti restano sempre 120milioni di bottiglie di altissima qualità distribuite tra maison note e meno note, vogliamo dimezzare il numero??? benissimo accettiamone solo 60 milioni.... Adesso proviamo ad abbatterci con lo stesso sacro furore sui metodo classico italiano... se rimane un miliolne di bottiglie paragonabile ai 60 di cui sopra è grasso che cola. Capisco che bisognerebbe "fare sistema" ma perchè anzicè impelagarci in un confronto senza storia non ci preoccupiamo di difendere i prodotti enologici di spicco della nostra terra, cominciando da Chianti, Brunello, Carmignano, Nobile di Montepulciano, Barolo e Barbaresco? Perchè non siamo capaci di costruire un'immagine forte attorno al passito doc di pantelleria (un vino prezioso la cui produzione tradizionale viene ormai effettuata DAVVERO soltanto da due produttori isolani mentr gli altri inseguono gusti stile Eiswein)? Perchè non ci liberiamo di tanto ciarpame spacciato per moscato d'asti D.O.C.G. o prosecco, e cominciamo a fare qualità invece che quantità di basso livello? Queste sono le risposte che mi premerebbe conoscere con buona pace di chi si illude di sostituire lo champagne. P.S. a proposito di bollicine, non ho ancora assistito ad una riflessione seria sul fatto che pur avendo superato nelle vendite la francia in quantità l'anno 2008, il saldo della francia alla bilancia dei pagamenti è risultato circa il quadruplo rispetto a quello italiano. sarà che a volte la qualità paga???

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Daniele Sala

circa 11 anni fa - Link

Francesco la tua analisi è incontestabile, ed ammetto di avere a volte un eccessivo spirito patriottico...soprattutto nel campo enologico! Però ricordiamoci che in tema di Francia....in quanto all'essere patriottici abbiamo molto da imparare da loro! E qui vengo ad una considerazione che ti appoggio in pieno....ovvero quella di valorizzare al massimo i Gioielli Enologici della nostra terra: Brunello, Barolo, Barbaresco....ed assolutamente il Passito di Pantelleria! Mi permetto di aggiungere il Sagrantino di Montefalco....un vino che nelle sue migliori espressioni trovo di una struttura meravigliosa e con una capacità di affinarsi nel tempo che ha ben pochi rivali! Però purtroppo a livello mondiale non riesce a sfondare come meriterebbe e parlando con alcuni produttori umbri, anche loro sottolineano la mancanza di una "forza coesiva" che non lasci solo al singolo la "lotta" nel mercato! E' scendendo in campo con questi nostri cavalli di razza che non temiamo assolutamente rivali....senza temere di peccare di patriottismo!

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