“Ci sono certi nodi di cravatta che dietro c’è la mano di una moglie” | Ricordo di Anna Bologna
Quando c’era Giacomo, lei sembrava sparire dietro la stazza e l’esuberanza del marito. Un carisma simile è difficile da contrastare e anche reggerne il gioco a volte può sembrare una fatica. Eppure si alzava dal letto di notte per cucinare una padellata di uova con il tartufo per gli amici che Giacomo portava a casa e partecipava alla festa consapevole che un uomo così si può subire ma soprattutto godere. Quando a Natale del ‘90 si è trovata da sola a dirigere l’azienda, si è rimboccata le maniche e ha dimostrato al mondo del vino che Paolo Conte aveva ragione quando cantava “ci sono certi nodi di cravatta che dietro c’è la mano di una moglie”. Con due figli ancora giovani ha mantenuto la cantina ai livelli voluti da Giacomo, espandendola nel mondo. Se n’è andata in punta di piedi, così come ha vissuto, senza il clamore che vent’anni fa ha accompagnato la morte del marito. Le donne spesso, vanno via in silenzio e soltanto dopo ne diventa intollerabile l’assenza.
L’intervista ad Anna Bologna (1947-2010) è tratta dal documentario Il re del mosto, la storia di Giacomo Bologna di Giulia Graglia e Matteo Codrino.









Bravissima Giulia, meraviglioso!
è emozionante, colpisce al cuore.
Sono molto triste per la scomparsa di Anna Bologna, signora gentile e sempre sorridente, infaticabile lavoratrice e splendida padrona di casa. Senza di lei Giacomo, che i più giovani fra gli appassionati di vino non hanno conosciuto, visto che se n’è andato vent’anni fa, non sarebbe stato quel ciclone che fu. Lei reggeva lo stand al Vinitaly, e prima ancora al Bibe di Genova, lui incantava e affabulava parlando della Barbera. Quanti ricordi.
Quando ho girato il documentario su Giacomo ho avuto la fortuna di poter intervistare Anna, Veronelli, Lauzi e Basso, che ora non ci sono più. E’ stata la scoperta di un mondo, un onore di cui non ringrazierò mai abbastanza.
Anna l’ho conosciuta in occasione della presentazione del “re del mosto”: un incontro piacevole che confermava l’immagine che emerge dal documentario. Brava Giulia.