Alessia Meli | Guardami negli occhi, sarò la tua sommelier

di Alessandro Morichetti

Alessia Meli nasce a Roma e si converte al vino ad un passo dalla laurea in giurisprudenza. Mi risulta sia una delle poche (donne) sommelier d’Italia. Collaborando a L’Altro Mastai di Roma (dell’allora chef Fabio Baldassarre) è stata incoronata miglior sommelier dell’anno dalla guida ai ristoranti 2009 de L’Espresso. Le malelingue non trovano affinità tra donne e alta ristorazione ma determinazione e serietà di Alessia farebbero pensare che non tutto è perduto. Tra le sue esperienze professionali, tutte romane: Hotel De Russie, Arco Antico, Antica Pesa, Os Club (impiego attuale) e un emozionante corso di avvicinamento al vino per i ragazzi della Comunità di Sant’Egidio. Con lei abbiamo parlato un po’ di tutto e il nostro scambio è iniziato così:

“Amo profondamente il mio lavoro, continuo a scegliere di farlo ogni giorno, nonostante i sacrifici che comporta, nonostante la fatica fisica, le rinunce ad una qualsiasi vita sociale, nonostante dover avere spesso a che fare con gente che fa questo lavoro per caso o per disperazione, con gente ignorante, con maschilisti, con chi di ristorazione di livello non capisce niente e ti reputa un costo troppo alto da sostenere o che pensa di rientrare delle spese facendoti portare piatti o fare buffet!”

Il sommelier che parla di vino, scrive di vino, legge di vino e sa fare solo quello dovrebbe continuare la lettura.
Mi piace leggere! Tornata a casa, per quanto tardi possa essere, tre o quattro pagine di un saggio enogastronomico o filosofico mi rilassano e mi fanno riconciliare con l’umanità. Non mi faccio mancare neanche libri noir e qualche classico. Adesso mi divido tra “Una Storia commestibile dell’umanità” di Tom Standage, “Il vino degli altri” di Andrea Scanzi e “Illuminismo estremo” di Michel Onfray.  La musica ha la stessa funzione: il bello mi rilassa e mi fa astrarre dalle problematiche contingenti. E così spazio a Joy Division, Cure, Smiths e tutti i loro simili. Ho cominciato a vedere I film di Francois Truffaut intorno ai tredici anni, ormai sono una cinedipendente stabilizzata. Mi autosomministro dai 3 ai 4 film a settimana. Purtroppo ho solo un giorno libero a settimana e la sera cerco di sperimentare un nuovo ristorante o trovare consolazione in un indirizzo sicuro.

Ok la cultura, ma vuoi spiegarmi perché ti gratifica fare la sommelier?
Amo questo lavoro perché i “contro” ancora non oscurano la soddisfazione che provo quando, dopo aver raccontato ad un cliente le emozioni che un vino o un abbinamento mi trasmettono, questo mi guarda sorpreso e concorda con le mie impressioni. Allora sento di aver fatto bingo, di avergli regalato “un’emozione da poco” e mi piace vederlo annotare le impressioni o scattare la foto ad un’etichetta.

Dammi 10 vini del cuore.
Scritti di pancia ed estrapolati dalla mia carta dei vini e dalla mia selezione casalinga.
Champagne Krug 1990: attendo a breve una buona notizia, per mettere fine alla sua agonia.
Champagne Bollinger R.D. 1996: indimenticabile.
Vouvray Le Mont, Domaine Huet: l’idillio.
Sterpi Timorasso, Vigneti Massa: austero, elegante, mi piace di più ogni volta che lo riassaggio.
Verdicchio di Matelica, Collestefano: il mio rapporto qualità-prezzo del cuore.
Chevalier Montrachet 2003, Domaine Leflaive: la bottiglia dell’incontro che ha cambiato la mia vita professionale.
Chassagne Montrachet, Ramonet: il consiglio più apprezzato dai miei clienti.
Barolo Vigna Rionda 1998, Massolino: scoprire da che parte stare e volerci rimanere.
Mouton Rothschild 1989: regalo prezioso da chi conosce la mia grande passione per Bordeaux.
Clos de la Roche, Dujac: perché si può avere fieramente il piede in due staffe.

Parliamo di ricarichi sul vino.
Applico normalmente un ricarico pari al 100% sui vini di fascia medio bassa e pari al 50% sui vini di fascia alta o altissima, utilizzando elasticità e sale in zucca. Sebbene nell’attuale luogo di lavoro mi sia stata data sufficiente autonomia, così non è stato in passato. Mi è capitato di lavorare in posti in cui I ricarichi sfioravano con disinvoltura il 300% e oltre. Dissociarsi da questa politica purtroppo non cambia il risultato. I miei consigli prediligono sempre aziende scoperte da poco e dal rapporto qualità-prezzo vincente.

Quando vado al ristorante, metà del divertimento è osservare la clientela che ho attorno. Che ne pensi?
L’antologia dei ritratti dei clienti incontrati nei vari ristoranti è complessa ma circoscrivibile a tre o quattro tipologie. Dalla clientela sofisticata e garbatamente indifferente ai trend culinari dell’albergo di lusso, dal meticoloso e parsimonioso gourmand del ristorante stellato al ricco super cafone presenzialista del ristorante di grido, passando per il neofita entusiasta che guarda il mondo della ristorazione attraverso spesse lenti rosa. Incontri e scontri pittoreschi che hanno contribuito ad accrescere le mie competenze professionali e il mio atteggiamento di sano distacco rispetto alle meschinità di chi ancora, per esempio, schiocca le dita per attirare la tua attenzione. Credo di aver contribuito all’apertura di splendide bottiglie attraverso una delle caratteristiche spero di possedere, il garbo. Forse più della competenza, più delle esperienze maturate, più della preparazione acquisita il sorriso e le buone maniere hanno costituito il veicolo attraverso cui far arrivare al cliente la mia professionalità.

Qualche rammarico?
Ricordo con nostalgia un cliente del ristorante L’Altro Mastai che amava accompagnarsi a bellissime donne e bere solo le migliori annate di Bordeaux. Ha sempre accolto con entusiasmo i consigli e condiviso un bicchiere con me. Peccato esserci persi di vista.

[La foto è della neo-mamma e blogger Sigrid Verbert: auguri!]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

23 Commenti

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francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

una con occhi così non può che essere brava. oltre che bella

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Marossi

circa 9 anni fa - Link

Tutto bene, o quasi. Nella lista dei 10 vini del cuore leggo sette francesi. Mon Dieu. Parbleu. Mavalà. La vera mazzata alla credibilità della signora, però, sta tutta nella frase: "Ho cominciato a vedere I film di Francois Truffaut intorno ai tredici anni": lo shock infantile, in effetti, ne giustifica in parte la francofilia: forse madame vive come un personaggio dei film in questione. Piano per salvarla: rapimento e lunga segregazione nella cantina di un vecchio vignaiolo tradizionalista (niente barrique): hai visto mai che - non foss'altro per la sindrome di Stoccolma - torni sulla retta via?

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felipe

circa 8 anni fa - Link

Ho avuto il gran piacere di lavorare assieme ad Alessia Meli in un momento nel quale la mia passione per questo lavoro (ristorazione) era completamente assopito... La sua cordialita , l'amore che prova per questo settore e la semplicità con la quale riesce a trasmettere queste informazioni a piu o meno esperti mi hanno fatto avvicinare a questo mondo affascinante del vino e a quanto pare nn privo di cardi... Ovviamente i gusti sono complessi e vari nn meno che personali. Il punto è sempre trasmettere emozioni Cercando di condividere un punto di vista Quando ci si accanisce assetati per strappare quel piccolo meschino momento di poter dire nn sai chi è e che gli ho scritto nn si scredita una certezza... A occhi un pò piu zelanti si passa per dei dilettanti in cerca di gloria. Per concludere . Ad oggi Credo che la ristorazione sia una forma d'arte, un lavoro che ti permette di gestire il tempo dibero dei tuoi ospiti regalandogli qualche emozione, un buon vino, due chacchere interessanti accompagnate da un buon drink, la descrizione di una pietanza così che l'ospite possa apprezarla e comprenderla o ancor meglio preparare la pietanza stessa. Tutte cose apprezate da clienti soddisfatti e che ripagano i professionisti che condividono questa passione... Sperando ci siano sempre piu professionisti di questo livello io auguro anche a voi anzi soprattutto di incontrarne. .. ;)

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Marossi

circa 9 anni fa - Link

POST SCRIPTUM: a proposito di narrazioni enologiche, ho intrapreso pochi giorni fa la lettura del ponderoso tomo sangiorgesco L'invenzione della noia - ops gioia. Ho appena iniziato e mi sono beccato già tre introduzioni, due prefazioni e una quantità inimmaginabile di epigrafi e citazioni dotte. Tremo all'idea che mi aspettino pure le note a pié di pagina, ma non me la sono sentita di verificare, pena lo sconforto totale e lo sprofondamento in un marasma fantozziano. Ce la farò. E ve ne parlerò appena terminato il libro, tra qualche anno.

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

@Marossi, male, malissimo, per conoscere veramente il vino evitare i tomi specialistici, i gialli che si svolgono a Montalcino e i film a tema. Sideways é un film sul lato peggiore maschile (se interessa l'argomento meglio Alfie e Otto e 1/2), la diatriba Pinot Nero versus Merlot é solo un aspetto collaterale. Il vino fa parte della vita dell'homo meditteraneus, quindi meglio leggere qualcosa di ben scritto che parli di uomini e donne, campagna, vita di tutti giorni. Oppure se vogliamo andare sul decadente, qualsiasi scrittore anglosassone che si rispetti ha scritto pagine in cui il vino o l'alcol in generale si avvertono fisicamente, così come il sesso. Interrompere la lettura per sorseggiare qualcosa che valga la pena é consigliabile. Date tempo ad Alessia Mei e chi il vino lo produce la inviti in cantina. Vedere le vigne e conoscere le persone la aiuterà senz'altro ad allargare la lista dei suoi vini del cuore e a capire che il vino non é qualcosa di eccezionale ma di necessario, senza mitologia.

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Marossi

circa 9 anni fa - Link

Gentile NN, non sono sicuro di aver capito - come sicuramente meriterebbe - ciò che mi scrive, chiedo venia. Ci fu un tempo in cui bazzicavo il mondo del vino con una discreta costanza, niente di cernillesco. In quel periodo feci parte (parva pars) della commissione che assegnava i vini per assegnare i famigerati bicchieri del Gambero Rosso. Ero entusiasta e un po' più giovane. Poi l'acqua è scorsa sotto i ponti, e ho preso altre vie. Ma non tanto da essere costretto, oggi, a leggere libri "per conoscere il vino veramente". Lo faccio perché la lettura è l'attività che prediligo, forse l'unica che mi appassioni davvero. La mia curiosità mi porta in luoghi strani, e , prestando fede a ciò che si diceva qui del tomo mi Sangiorgi, l'ho comprato. Non credo di trovarci la pietra filosofale del vino, ma spero di divertirmici, nonostante gli inizi. Non faccio parte dei fans di Sideways, benché non mi sia spiaciuto per nulla. Temo che l'intellettualismo sul vino sia la fine del vino. Le mie letture sono di norma più filosofiche che romanzesche. Gianni Agnelli, a chi gli chiedeva della sua fama di tombeur de femmes, rispondeva che esistono uomini che parlano di donne, e uomini che parlano con le donne. Io coi vini preferisco parlarci, cioè berli. Alla sua salute.

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

@Marossi leggi quel che ti pare, te lo meriti (e ti prego dammi del tu). Volevo levarmi un sassolino riguardo a Sidewyas, pregevole roadmovie che tratta il solito argomento del "perdente" nel solito stile americano con l'insolito tema del vino come sfondo. E anche prendere in giro un tantino la seriosità dei libri specifici sul vino. Che volete, oggi mi sono sentita polemica tutto il giorno, siamo in zona luna piena, chiedo scusa.

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Fabio L

circa 9 anni fa - Link

"In quel periodo feci parte della commissione che assegnava i vini per assegnare i famigerati bicchieri del Gambero Rosso" Ma come parli? Che vuoi dire?

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Marossi

circa 9 anni fa - Link

Chiedo scusa per il refuso, frutto di un frettoloso taglia e incolla: (...)che ASSAGGIAVA i vini etc etc

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

Secondo me, cara, anzi carissima NN, andrebbe letto 24,Mark Lane di André L.Simon. Alternando la lettura a piccoli sorsi di soluzione Schoum. Andando più sul godereccio(non quello pecoreccio) amo i film dei F.lli Cohen. Invece il mio lato filmografic-pecoreccio è pago con la scena dello sballo (voce del verbo sballare) della bottiglia di Clos Vougeot. Regalo una "zirudela" romagnola di 4 righe a chi conosce il titolo del film. Ciao.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

p.s. per restare in tema e non prendere il primo cartellino giallo aggiungo la frase d'aggangio: " bottiglia non inclusa, ahinoi,nell'elenco di Madame Sommelier Occhi Abbaglianti.

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Alexmind

circa 9 anni fa - Link

Titolo film: "Il pranzo di Babette" Troppo facile maestro.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

bravo, hai vinto la zirudela, eccotela: Se fai vino naturale nella vigna tutto il giorno poi la schiena ti fa male se concimi con i corni.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

errata corrige: con il corno

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dario

circa 9 anni fa - Link

tutto vero...un piacere d'ascoltare e una meraviglia averla a fianco in sala, peccato non essere io il tipo del bordeaux....

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Carlo Gola

circa 9 anni fa - Link

brava............... ma fuori Roma hai provato a fare la sommelier??????? è un pò diverso!!!!!!!!! ,....................... .......................... comuque complimenti per la scelta dei vini del cuore!!!!!!

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zakk

circa 9 anni fa - Link

il vigna rionda 98 in mezzo a certi capolavori non si può sentire.

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kenray

circa 9 anni fa - Link

questa ragazza è troppo simpa-snob troppo educata troppo french addicted e troppo carina per avventurarsi nel sommelierato. la vedrei bene come responsabile della comunicazione del gambero rosso al posto di quei parrucconi che si sono oggi(semprechè non venga nel frattempo nominato Ziliani)

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Ma cosa mai mi potrà consigliare un sommelier dopo che si è rilassato ascoltando "the funeral party" dei Cure, "the eternal" dei Joy Division o "heaven knows I'm miserable now" degli Smiths?

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

Secondo me, tre gruppi e tre canzoni grandiose quindi vini un po' ombrosi ma dotati di una luce particolare. la vena dark e metal tra i sommelier è molto più diffusa di quanto pensiate!

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kenray

circa 9 anni fa - Link

il problema nasce se il sommelier ascolta antony & the johnson e canzoni tipo "Hope There's Someone" o "For Today I Am a Boy" temo che dopo ci possa essere una moria di clienti

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Fabrizio

circa 9 anni fa - Link

pienamenta d'accordo con kenray *questa ragazza è troppo simpa-snob :-) *troppo educata *troppo french addicted *e sempre molto elegante "per conoscere l'annata e la qualità di un buon vino non è necessario bere l'intero barilotto" e per capire quanta passione amore e dedizione mette Alessia nel suo lavoro basta guardarla negli occhi, quando con il suo solito garbo ti propone uno dei "suoi" vini. mi definisco, usando una sua espressione (un neofita entusiasta) ed ho avuto la fortuna di conoscerla e provare qualche vino della sua lista, mi ha sempre consigliato il miglior prodotto con il miglior rapporto qualità prezzo......... e questo si che non ha prezzo !! Brava Alessia e complimenti per i risultati ottenuti Un grande in bocca al lupo per tutto.

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manuela monteforte

circa 9 anni fa - Link

Grande Alessia!!L'orgoglio delle donne sommelier...brava e discreta!

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