Al netto dei personalismi, Angiolino Maule ha qualcosa da dire sui vini naturali territoriali

di Antonio Tomacelli

Tanta roba davvero! Dodici minuti in compagnia di Angiolino Maule e ti spariscono le rughe neanche fosse una Milena Gabbanelli qualunque. “Mario Fregoni è il capo dei capi della distruzione dei suoli italiani” per esempio, non è una frase che senti tutti i giorni e neanche una roba del tipo “L’ossidazione non è del territorio, l’acidità volatile non è del territorio, la rifermentazione in bottiglia non è del territorio” è così facile da orecchiare in giro.
Di Maule ci piace quel suo essere “scheggia impazzita” in un mondo vinicolo troppo spesso diviso tra scienza e fantascienza, il suo essere lontano dalla “chimica di sintesi” e da certe esasperazioni bioqualcosa. Angiolino, invece, è uno che la scienza la corteggia ma pretende da lei il massimo, senza quelle facili scorciatoie che finiscono per avvelenare la vigna e, di conseguenza, noi poveri consumatori. Insomma, per lui un altro vino è possibile (mmhh…questa l’ho già sentita).

(Video di Giulia Graglia)


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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

143 Commenti

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Grazie Antonio! Che dire? Aspettiamo i commenti! Ciao

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luca ferraro

circa 9 anni fa - Link

"la rifermentazione in bottiglia non è del territorio” hahahahah bella battuta

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

Credo che Maule volesse intendere la rifermentzione indesiderata, visto che nel video parla di ossidazione, acidità volatile e rifermentazione come difetti del vino. Comunque io sono critico su un altro punto: quando dice che ha creato un associazione dove tutti la pensano allo stesso modo.... bè quando tutti la pensano allo stesso modo io comincio ad avere un po' "paura": si fa presto a scadere nel fanatismo e a vedere gli altri come nemici. Poi io preferisco i vini bio-naturali-di territorio- con poca/niente chimica, chiamateli come vi pare, per un motivo semplice: biodiversità è meglio, prodotto più salubre è meglio ma non sto dietro alle varie associazioni (e c'è pure chi ne è fuori), e guardo alla serietà dell'azienda e alla bontà del vino.

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Mauro Risso

circa 9 anni fa - Link

Ha bella questa! Pensa che quando gli ho ordinato il vino mi ha mandato delle bottiglie tutte rifermentate, pur conoscendone il difetto. Poi mi disse che il vino doveva essere scaraffato ed agitato per perdere le bolle... Si mo' vendo un vino fermo, frizzante da agitare per ritornare fermo! dissi che mi sembrava una cazzata! Va bene allora te lo cambio la prossima volta... Peccato che da un atteggiamento così una prossima volta non ci sarà più! Saluti.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Credo che i vini naturali quando lo sono per davvero si "debbano" comportare anche così, e quindi non sono per tutti...ma solo per chi ha una certa cultura... o no?

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

Un vino difettato è difettato, naturale o meno che sia

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

la leggera rifermentazione di Angiolino, non e' un difetto, ma un particolarita' di quell'annata, una cosa che e' successa, e che secondo me per lui, cosi per altri produttori, simboleggia il lavoro onesto. essere onesti non mi pare un difetto...

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MIRKO FAVALLI

circa 9 anni fa - Link

il vino è un difetto, è nato come uva dimenticata, lo champagne e altri vini spumantizzati sono state casualità e l'amarone un errore: ascoltiamo bene cosa il vino a da dire visto che i primi a far cazzate siamo noi (giudicando qualcosa che non riusciamo a capire completamente ad esempio)

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

mi sembra un discorso sconnesso il tuo, caro Mirko...che cosa c'entra in questa sede di discorso che il vino e' nato per difetto?

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Un difetto è un difetto. l'essere naturale non giustifica. La rifermentazione se non ha portato con se odori spiacevoli simil-lambic è un peccato veniale. In Francia nei locali dove servono solo vini naturali hanno sdoganato l'uso del decanter, che utilizzano per eliminare l'eccesso di carbonica proprio come ha detto Maule. "...non sono per tutti…ma solo per chi ha una certa cultura… o no?." Oddddio Odddio che palle!!!!!! Ancora gente che pensa di essere una elite del gusto e si sente superiore per quello che beve..... Mamma mia!! Preferisco i 100.000 assaggi di Cernilli.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

non intendevo risultare superiore per cio'che bevo. Solo credo di ben conoscere il modo di operare di chi prova a produrre vini naturali, e mi lascia stupita che ci siano ancora persone che commentano in modo superficiale, o che ostentano una conoscenza poco approfondita.... che vuoi che sia un po'di carbonica che se ne va se il vino viene decantato? chiaramente senza puzze strane o infezioni varie.....

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

La rifermentazione non sarà un peccato mortale, ma se compro un vino fermo e mi esce con le bollicine io qualche dubbio sul produttore me lo faccio venire... altro discorso è una leggera carbonica che lasciando il vino qualche minuto aperto scompare. Per il resto concordo: i vini "naturali" devono uscire dai salotti ed entrare nelle cucine ;-)

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Bravo Fabrizio, hai risposto per me! Ma non capisco il tuo finale. Non importa. Il vino cui si riferisce il caro Mauro e' un Rosso Masieri 2009, vino rosso base dell'azienda a base Merlot. Pur costando circa 5 euro viene da agricoltura biologica, non ha lieviti selezionati, non viene filtrato ne' chiarificato e ha un'aggiunta minima di solforosa prima della messa in bottiglia. A volte capita lavorando cosi' che le fermentazioni non brucino tutti gli zuccheri e che quindi poi possa capitare (nonostante l'alcool alto) che in bottiglia rifermenti. Avremo potuto micro-filtrarlo e solforarlo ma non l'abbiamo fatto...e' un vino buono perche' la rifermentazione non ha portato puzze strane ed anzi lo rende godibile. Certo la rifermentazione e la volatile alta sono difetti che vogliamo evitare, e scopo dell'associazione VinNatur e' appunto aiutarci ad imparare a lavorare si' senza chimica dall'inizio alla fine, ma senza avere difetti in bottiglia. E' piu' facile usare la bilancia per pesare le sostanze che servono o comprare un buon filtro! Gli agronomi e gli enologi finora hanno contribuito a rendere le cose semplici ma meno autentiche, prive di anima. Per fortuna ce ne sono sempre di piu', e piu' giovani, che vogliono lavorare in maniera alternativa.

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Mauro Risso

circa 9 anni fa - Link

Era bianco comunque... (sassaia) non vorrei entrare in polemica ed era pure stato pubblicato sul vostro sito questo problema, dunque perché venderlo? Salut!

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Era bianco comunque… (sassaia) non vorrei entrare in polemica ed era pure stato pubblicato sul vostro sito questo problema, dunque perché venderlo? Perche' non comprenderlo?

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

@maria Ma che c'è da comprendere in un vino difettato???? Lo dice pure Maule nel video: rifermentazioni e ossidazioni sono difetti. Ha ragione, ma sono difetti sempre, non a giorni alterni, quindi un vino con questi difetti NON va venduto! Se no si fa un pessimo servizio al mondo dei vini naturali ed uno ancor peggiore ai consumatori che pagano. Naturalmente parlo di difetti, non della leggera carbonica che però deve essere leggera, scomparire in pochissimi minuti e non portare puzze o altro.

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Cara Maria, Damijan Podversic che produce vini naturali ti insegna: quando hai un vino con più di 4 grammi di zucchero e non lo vuoi filtrare, lo puoi imbottigliare solo dopo che tutti i lieviti sono morti altrimenti, filtralo. Il rischi di andare in bottiglia per un vino fermo con zuccheri residui e lieviti ancora attivi è troppo grande.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

ma come consigli di far morire questi lieviti? ed esiste forse un modo senza ricorrere alla chimica per farli crepare?

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Il tempo Maria, basta aspettare e i lieviti o finiscono gli zuccheri o muoiono da soli. Ma se non puoi aspettare perché devi uscire in mercato, o filtri, o rinschi la rifermentazione.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Io credo che la filtrazione omologhi moltissimo il vino. Gli tappa le ali, e grandi vini bianchi capaci di elevata struttura e profondità ne escano anoressici. Non so se ho reso l'idea (Scanzi mi accuserebbe di rendere troppo umano il confronto :)) Per il bisogno di uscire nel mercato..ognuno conosce e gestisce i propri bisogni... ma preferisco un difettuccio alla manipolazione. In ogni caso i nostri vicini Francesi hanno molto da insegnarci...sia per la comprensione del vino, che per la produzione :)

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

beh, quando si fa un'affermazione del genere su un personaggio assolutamente degno di rispetto e serio com'é il professor Fregoni, bisogna poi essere in grado di spiegare e documentare simili uscite...

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Armando Castagno

circa 9 anni fa - Link

Tanto più che mario Fregoni è il principale consulente di una delle pochissime aziende italiane che della difesa fattiva del suolo e dello sviluppo attorno al vigneto di un ecosistema autentico hanno fatto - in tempi non sospetti - la loro bandiera: Case Basse.

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

c'è sempre qualcuno più puro che poi ti epura, così almeno diceva nenni e mi sa che aveva ragione. Qui di puro c'è solo Maule e chi la pensa come lui, è questo estremismo che mi sembra sempre un po' fuori tono. Comunque i suoi vini sono buoni.

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Gentile Franco, con rispetto parlando, da persona che la segue da anni, mi verrebbe da dirle di rileggere Vino al vino. E confrontalo con qualche pubblicazione del buon Fregoni, tutte finanziate da grosse ditte che producono fertilizzanti, diserbanti o insetticidi. L'appunto voleva sottolineare il contributo che Fregoni ha dato per impoverire la microfauna dei suoli vitati italiani. Che e' un fatto. Sulla rispettabilita' e sul dogmatismo del prof. Fregoni nulla da dire. Ha fatto una brillante carriera, ricca di corsi, pubblicazioni e consulenze. E del resto del discorso che ne pensa, Franco?

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

non voglio entrare per ora nel merito, ma voglio segnalare l'anticipazione di un articolo scritto da un wine writer inglese che stimo molto, Andrew Jefford. L'anticipazione qui, su Decanter.com http://www.decanter.com/news/wine-news/528979/natural-winemakers-should-beware-dogma-jefford

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

un po' di parte mr. jefford. Lo inviteremo a Zurigo, vediamo se viene ad ascoltarci. Anche lei, Ziliani, pensa che i vini naturali siano solo una moda e siano tutti i produttori dei ciarlatani?

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Alice Feiring? Natural wines: the definition. http://www.alicefeiring.com/blog/2009/08/natural-wines-the-definition.html

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Approved wine additives http://www.alicefeiring.com/blog/2010/11/-approved-wine-additives.html La realta' e' questa!

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maurizio gily

circa 9 anni fa - Link

Penso che Angiolino si riferisca ai lavori che Fregoni ha pubblicato in passato sulla fertilizzazione. Possono essere discutibili, ma non penso che siano stati determinanti per la viticoltura italiana, per un fatto elementare: i viticoltori italiani, nella loro stragrande maggoranza, non leggono.

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andrea

circa 9 anni fa - Link

Comprereste una macchina da quest'uomo?

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Se va a uva si sempre!! se va a vino non tutti gli anni !! A benzina non credo ne venda.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Io la comprerei cmq....

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luca ferraro

circa 9 anni fa - Link

Guardato il video per la seconda volta, probabilmente Angiolino si riferiva a rifermentazioni in bottiglia non volute (attendo comunque conferme o smentite da parte della famiglia Maule) volevo però porre l'attenzione su un paio di questioni. Supponiamo che un #Mario qualunque veda questo video e sente il patron di VinNatur dire "le rifermentazioni in bottiglia non fanno parte dei vini di territorio" poi va in enoteca e legge in un'etichetta VINO RIFERMENTATO IN BOTTIGLIA... come minimo pensa che li dentro ci sia la mano di un industriale che col badile butta quintalate di prodotti chimici :) Vorrei quindi chiedere a tutti coloro che fanno comunicazione di stare attenti a come si parla. I presenti a quella serata ridono quando Angiolino dice di aver fatto il duce inserendo la propria famiglia in consiglio di amministrazione, a me onestamente fa paura questa cosa, qui si sta dicendo che ha fondato un'associazione perchè inizialmente gli altri non facevano come diceva lui. Una domanda poi sorge spontanea, quando qualche mese fa ci diceva ad una riunione ( http://ow.ly/5BA8u ) che ha spedito in Giappone vino col filante (rifermentazione batterica) aveva spedito vino che non era di territorio?

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Si Luca, si riferiva a ri-fermentazioni non volute. Io amo i vini rifermentati in bottiglia come quelli di Camillo Donati o Vittorio Graziano, o i petillant naturel della Loira! Sulla famiglia e VinNatur si riferiva ai casini avuti col gruppo Vini Veri, storia vecchia ma che l'ha segnato. Non e' del tutto vero che ha messo tutti i suoi figli, sempre e solo mio fratello...era per far capire. Basta chiedere al nostro commercialista se vuoi. Il Giappone e i giapponesi ci hanno sempre sostenuto e per loro certi difetti sono pregi. Anche molto Rosso Masieri con la bolla fastidiosa (per taluni) o il Sassaia 2007 con gli stessi difettucci (grande annata) o il Pico in questione, che ha poi (dopo 2 anni) perso il "problema". Mi vien da dire: ma vi sco**te tutti Pamela Anderson o Brad Pitt o i vostri compagni/e hanno qualche difettuccio che magari vi fa impazzire o meglio arrapare? O che hanno un carattere che a volte vi fa arrabbiare ma che magari vi fa poi cadere ai loro piedi costantemente...

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luca ferraro

circa 9 anni fa - Link

Francesco, io non scopo di sicuro con Pamela Anderson, ma il discorso è un altro. Provo a spiegarmi: A te piace la tua ragazza perchè è intelligente, a me piace la mia perchè è bella. Possibile che tu debba dire al mondo che le uniche ragazze scopabili sono quelle intelligenti? io rispetto la tua scelta, tu rispetta la mia e chi la pensa come me. Voi fate vini di territorio, io farò vini biologici, qualcun'altro farà vini convenzionali, non è proprio possibile andare d'accordo? Io opterei piuttosto per la cooperazione, parliamoci e cerchiamo di capire qual'è la strada migliore da percorrere. Come dice tuo padre è il tempo della condivisione. State sperimentando molte cose, spiegatecele, parlatecene, scrivetene e non raccontateci solo gli aspetti positivi del nostro mestiere ;). Io sono qui per imparare, mi piace sperimentare e accetto pareri e consigli purchè non siano dogmi.

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Su http://www.vinnatur.it/ trovi qualcosa, non molto perche' stiamo rinnovando il sito. Se facciamo sperimentazione e' per crescere insieme e quel che si fa l'abbiam sempre reso pubblico. Di scopabilita' parlavo per far vedere che i difetti spesso potrebbero essere pregi e virtu' di un vino (o di una donna)...

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

A parte che per me, perche' un vino sia buono dovrebbe venire da agricoltura biologica o biodinamica virtuosa e di qualita' (cioe' basse rese per ettaro) e non avere "aiuti" chimici o tecnologici in cantina, solforosa compresa. Io la penso cosi' e gli altri vini non mi piacciono; anzi non riesco a berli. Son gusti, che vuoi che ci faccia?

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Fortunata la tua donna! e pure le tue vigne che vengono cosi' rispettate! :)

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

A te piace la tua ragazza perchè è intelligente, a me piace la mia perchè è bella. Possibile che tu debba dire al mondo che le uniche ragazze scopabili sono quelle intelligenti? Perche' allora per lo stesso motivo nn prendi il vino al supermercato? e' bevibile, e' liquido, e' rosso...non ha la bolla...ha l'alcool, ed e' sempre uguale, tutti gli anni. Che significa? Per il resto, meno male...

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Lizzy

circa 9 anni fa - Link

@Luca: "la strada migliore da percorrere" è come la storia degli amici che sono la famiglia che ognuno si sceglie. Per un vignaiolo, la strada migliore da percorrere è quella che si sceglie. E che col tempo può anche cambiare.

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vinogodi

circa 9 anni fa - Link

CITO:"Mi vien da dire: ma vi sco**te tutti Pamela Anderson o Brad Pitt o i vostri compagni/e hanno qualche difettuccio che magari vi fa impazzire o meglio arrapare? O che hanno un carattere che a volte vi fa arrabbiare ma che magari vi fa poi cadere ai loro piedi costantemente…" RISPONDO: Brad Pitt no , ma la Pamela qualche ripassatina gliel'ho data e tutt'ora ho ben altro fra le mani . Così nel vino , perdonami Francesco, ma è una vita che bevo di tutto per scienza e conoscenza e più vado avanti e più sono selettivo con quello buono , non è detto senza difetti , ma nemmeno "pieno di difetti" . Ma non ti preoccupare , faccio poco testo e sono di Parma e di Camillo Donati , che ho seguito da quando è nato come viticoltore , so per certo che alterna ottime cose a cose indecenti , non solo rifermentate . Chiaro , se quando parli di biodinamici guardi a Madame (sia Leroy che Leflaive) o a DRC o Pacalet &C vai , che ti seguirò spada in resta ... mi sembra che però un ciantinino di strada ce ne sia da percorrere , tu per primo , presidente supremo di VinNatur...

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Cose INDECENTI di Camillo Donati no eh! Non ci sto! Per il resto ti commenti da solo! Non sono presidente supremo di nulla. Se mi leggi bene ho scritto che stiamo imparando. Di certo anche tra i miei o nostri vini (come vinnatur) ci sono certe bottiglie di certo non molto buone. Si'. Ripeto per l'ennesima volta su questo blog che non faccio parte del direttivo di VinNatur, ne' ci lavoro, ne' faccio parte dei degustatori di VinNatur, quando c'e' da degustare. A tante riunioni neanche ci sono a fare il cameriere e stappatore!

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Stefano

circa 9 anni fa - Link

io amo i vini "naturali" (tra mille virgolette), ma non tentate di far passare i difetti del vino per caratteristiche.... Non ho l'esperienza di Vinogodi, ma qualche bottiglia l'ho bevuta, mi piacciono i vini buoni, meglio se bioqualcosa/naturali o simili, purché non pesantemente difettati. Discorso che vale in generale non specificamente per i vini di Maule, quindi non prendetela sul personale

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vinogodi

circa 9 anni fa - Link

,,,certo , si sta affinando con mio somma e sospirata gioia . Ma nel recente passato qualche "sorpresa" c'è stata , ed anche clamorosa ... ( non ti piace indecente? OK , "discutibile" . PS: notare l'aplomb con cui ti rispondo , con altra persona e altra circostanza , la tua forma così assoluta (e non dubitativa) nei confronti di un mio giudizio "vissuto" avrebbe sortito ben altra replica . Ma tanté , volemose bene ... PPS: io forse devo avere più rispetto del lavoro dei vignaioli , tu però impara ad averli per quella dei clienti , che son quelli che , fino a prova contraria , ti permettono di far sopravvivere l'azienda . E io sono un "buon" cliente...

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

ti ringrazio per l'applomb, secondo me ci vuole. discutibile ci puo' stare, possiamo parlarne finche' vuoi! ciao

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ag

circa 9 anni fa - Link

Che i difetti (tecnici) sembrino pregi mi pare grossa davvero.....

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carolina

circa 9 anni fa - Link

sto meditando sulle sue parole, resta il fatto che devo riascoltare come un mantra il tutto prima di dare giudizi frettolosi. è chiaro che l'uomo è interessante, sia come personaggio che come idee.

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vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...'un ce provà , Carolina...

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MIRKO FAVALLI

circa 9 anni fa - Link

prendi la macchina e vai a gambellara allora se è vero che il vino è figlio del territorio invece di giudicare andiamo avedere dove la vite cresce e come il produttore ci vive

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carolina

circa 9 anni fa - Link

se era riferito a me, conosco Angiolino e sono andata anche a qualche suo convegno, in più non ho dato giudizi. vinogodi: potrebbe esser mio papà, come te del resto :)

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Burde

circa 9 anni fa - Link

Giusto per inquadrare il discorso di Maule nella sua cornice, ecco tutti gli interventi prima e dopo http://vinodaburde.simplicissimus.it/2011/07/01/come_si_comunica_lambiente_e_lecologia_attraverso_il_vino_siamo_davvero_sicuri_che_lacino_voglia_diventare_vino/

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carolina

circa 9 anni fa - Link

ah ecco qua ti volevo, c'è un prima e un dopo! domani però stasera son cadavere.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

In Francia ho assaggiato circa un centinaio di vini naturali, tutti nei 4gg di vinexpo' in un wine tasting chiamato le bio d'aquitaine. Gli unici odori "sgradevoli" provenivano dagli assaggiatori, o meglio da talune assaggiatrici over profumate e lasciate a piede libero per la sala. Dalle facce e dalle mani, giurerei che fossero tutti avvezzi al lavoro in vigna. Di sicuro i vini li sanno fare, o interpretare. Secondo me, e visto che i vini naturali o bio buoni esistono, cioè è possibile farli, perchè mai si dovrebbe essere ben disposti ad accettare un diverso livello di qualità e finezza nei nostri? Le riduzioni, le contaminazioni, le ossidazioni, i mercaptani e ogni altra cosa che ci faccia storcere o allontanare il naso, e ci faccia storcere la bocca come se fossimo preda di un ictus, andrebbe restituita, con gli interessi, ai legittimi proprietari. Per fare il vino BENE e BUONO bisogna semplicemente saperci fare, che sia bio o convenzionale. Sarà anche un'ovvietà, ma assaggiando i vini in giro mica poi tanto.

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Bravo Giovanni, ma dobbiamo re-imparare a farli davvero buoni. Noi (a casa mia) abbiamo iniziato passo passo e siamo arrivati ad imbottigliare vini non filtrati, fermentati spontaneamente e senza solforosa aggiunta solo dall'annata 2001. Il vino si fa una volta l'anno e lavorare cosi' e' molto piu' rischioso. Con VinNatur stiamo portando avanti varie sperimentazioni sia per arrivare ad avere suoli piu' fertili e vivi, che sostengano ed equilibrino la pianta e diano uve piu' sane e ricche. Sia ad una sperimentazione in cantina per capire come vadano veramente le fermentazioni spontanee. Supportati dalla scienza, quella vera, non dalla chimica!

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Marco De Tomasi

circa 9 anni fa - Link

Al di là dei vini prodotti (qualche "difettuccio" l'ho riscontrato pur io), ritengo di assoluto interesse il punto di vista di Angiolino: usare la scienza per produrre vini il più naturali possibili. Andare oltre il biologico e il biodinamico, oltre le contraddizioni del primo e gli aspetti folkloristici (per me) del secondo. Trovare nuove strade. Poi, una domanda a Francesco: ma la filtrazione è veramente un "nemico" da combattere ? Io personalmente non sopporto i vini con residuo carbonico da rifermentazione involontaria. Intendo dire: la filtrazione è un intervento meccanico, non chimico. Si elimina un potenziale difetto, senza "snaturalizzare" il vino. Te lo dico perché è un peccato trovare delle vostre bottiglie, assaggiate in cantina "ad inizio carriera" e trovate grandi, stravolte dalla rifermentazione. Non solo il Masieri, ma purtroppo anche il Tocai Rosso non è esente da quel difetto, sebbene meno evidente.

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Non e' che la filtrazione sia un nemico e non e' che ti preservi da leggere rifermentazioni. Di sicuro si trattiene un po' di ciccia buona che ha il vino! Un po' di carbonica aiuta il vino a rimanere giovane e a durare anche senza o con poca solforosa. Poi caro Marco, per me, in ordine direi di importanza (quindi di gravita'), le cose che standardizzano i vini sono: - i lieviti selezionati, gli enzimi, il nutrimento lieviti - le microfiltrazioni e l'osmosi inversa - le chiarifiche - le acidificazioni o disacidificazioni - la solforosa - l'uso di rame per togliere le riduzioni (te lo berresti il rame?) - l'aggiunta di tannini - l'aggiunta di profumi - l'uso di zucchero - gli antifermentativi Per me se si ha una ottima uva, priva di pesticidi e con poco zolfo e rame, si possono fare vini senza aiuti chimici (o fisici). E stiamo lavorando per arrivarci...

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Marco De Tomasi

circa 9 anni fa - Link

Ottima uva vuol dire non solo esente da pesticidi e da altre sostanze di sintesi, ma anche sana: micotossine sviluppate dall'uso di uva marcia fanno molto più mal di testa che non l'aggiunta di solforosa. Ma forse ho detto una ovvietà !

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

+ uva sana e matura = meno chimica!!

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luca ferraro

circa 9 anni fa - Link

Questo vale anche per i vini non definiti naturali, ooops, di territorio ;).

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Questo vale anche per i vini non definiti naturali, ooops, di territorio . mmmmm ho molti dubbi...e per lo piu fondati.....

luca ferraro

circa 9 anni fa - Link

Maria, io sono un produttore di vino (in conversione bio) e ti assicuro che se l'uva è sana anche noi non naturali usiamo poca chimica. il concetto è: se non serve perchè usarla? INTERPOLO - i lieviti selezionati, gli enzimi, il nutrimento lieviti USO SOLO LIEVITI SELEZIONATI (NON NOCIVI) - le microfiltrazioni e l’osmosi inversa MICROFILTRAZIONE X CHARMAT è OBBLIGO A MENO CHE NON SI FACCIA RESIDUO ZUCCHERINO 0 - le chiarifiche MAI FATTE - le acidificazioni o disacidificazioni MAI FATTE - la solforosa IL MINIMO INDISPENSABILE, IL NOSTRO COLFONDO HA 24 DI TOTALE - l’uso di rame per togliere le riduzioni (te lo berresti il rame?) LA RIDUZIONE ARRIVA DALLA CATTIVA GESTIONE DEL VINO - l’aggiunta di tannini NON SO NEMMENO COSA SIANO - l’aggiunta di profumi PRO CHE? - l’uso di zucchero PER RIFERMENTARE CHE SI DEVE USARE? MOSTO CONCENTRATO RETTIFICATO? - gli antifermentativi NON NE HO BISOGNO come vedi non sono molto distante dall'ideologia naturalista

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Giovanni Corazzol

circa 9 anni fa - Link

a me basterebbe che i trattamenti venissero riportati in etichetta. e se la legge non lo prevede lo facessero di loro iniziativa i produttori naturali o convenzionali che siano. poi decido io con cosa avvelenarmi.

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Ugolotti Andrea

circa 9 anni fa - Link

Buongiorno Signori, sono assolutamente d' accordo con chi afferma che Donati Camillo non ha mai fatto cose indecenti. Mi limiterò a suggerire a chi ne abbia voglia di passare un po di tempo in vigna per comprendere meglio le parole di un uomo che ha sempre sostenuto i giovani che come me si sono avvicinati al vino. La vigna Signori pensate alla vigna, eviterei anche limitati paragoni con la Francia.

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Non entro nel merito della decenza indecenza. Ma ritengo che, il vino sia la quadratura del cerchio del lavoro di chi fa vino la vigna ne è il presupposto fondamentale, ma Per me il vino è e deve rimanere al centro. I paragoni con la Francia sono necessari e si devono fare invece e a tutto campo.. Troppo comodo spostare l'accento dal Risultato (il vino) e rifiutare i confronti.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Totalmente concorde. Come si può pensare al solo vino, essendo frutto della vigna (elementare come ragionamento): secondo me l'attenzione del vignaiolo deve essere rivolto maggiormente a ciò che accade tutto l'anno alle proprie viti. Vogliamo davvero parlare di indecenza? credo sia indecente parlare di una realtà che nemmeno si ben conosce.... Camillo è una persona molto onesta, che cerca di seguire la propria idea di produrre vino, rifermentato in bottiglia, e per di più di territorio. Ogni tanto può essere capitato una non-rifermentazione, ma che il Signore in questione ha fatto assaggiare e raccontato con semplicità... dov'è l'indecenza?

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Io compro e bevo vino non vigne o idee. Se il vino non va e il produttore è bravo etico ed onesto mi può dispiacere per lui ma il suo vino non mi interessa. Lo ripeto è troppo facile spostare l'accento dal risultato.

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corrado dottori

circa 9 anni fa - Link

...Però il Foggia di Zeman giocava un grande calcio...

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Facile per te che i vini li fai buoni. Il foggia giocava un grande calcio come tutte le squadre da cui zeman è stato cacciato, perchè nel lungo periodo i risultati contano, anche per i tifosi che notoriamente non sono il massimo dell'obiettività.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

risposta tipicamente e tristemente italiana........

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

scrivi dalla svizzera??

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

no, solo spero un giorno che l'italia si svegli e smetta di essere così scontata.....

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Che vuoi la territorialità è anche questo. Sono italiano e anche piuttosto orgoglioso di esserlo. E poi perdonami ma dare risposte scontate non mi preoccupa, dare risposte sbagliate molto.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

quanto è durato?

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ag

circa 9 anni fa - Link

Anche l'Ajax gioca sempre un grande calcio.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Mi sembra riduttivo parlare del risultato... e a quanto conosco di persona certi produttori stanno lavorando tutti per creare buoni vini, ma in modo naturale...ops! di territorio. Io continuo a preferire la ricerca, la comprensione e il perchè un vino sia risultato così....piuttosto che parlare di che cosa sento dentro al bicchiere nel finale.........

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Io bevo, e bevo quello che c'è nel bicchiere non la ricerca. La ricerca la assaggio, ma la compro solo se è buona.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Bene così. Il metro d'indagine per capire se è buona quale mai può essere? gusto personale? son seriamente interessata

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Se scelgo un vino per me il mio gusto, se scelgo un vino da rivendere la mia esperienza.

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...rimangio "l'indecente" e ribadisco "discutibile" . Poi con più tempo ne discutiamo...

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Grande Ugolotti! Finalmente scende in campo un pezzo grosso!

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Ugolotti Andrea

circa 9 anni fa - Link

non so nemmeno più scrivere!!!! volevo dire Camillo Donati non fa cose Indecenti!!! Scusatemi

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...confermo , visto che vi soffermate a questo con fare capzioso , e ribadisco che "indecente" non era riferito alla produzione di Donati , come qualcuno ha interessa a far credere, quanto ad alcune sue interpretazioni mal riuscite . L'incostanza del recente passato nei vini di Donati è indiscutibile , ne parla un appassionato parmense che spera solo diventi un punto di riferimento del settore e lo sprona a dare più continuità al suo progetto che deve essere di "qualità" non solo nelle sue scelte di agricoltura sostenibile . Anche mio nonno di parte materna era vignaiolo ma faceva un vino davvero imbevibile , ci volle mio padre , enologo , a mettergli a posto tecnicamente quel che non andava . Io parlo in questo momento come cliente . Se un vino , seppur biodinamico , biologico , bio-bio , esoterico ed esoergonico puzza , sa di stalla , con rifermentazioni anomale , ossidato come alcune malvasie lo erano o come alcuni sauvignon , scusate , rimane una spesa inutile per un vino inutile . Ribadisco , erano situazioni fuori controllo che vedo sempre meno da parte non solo da Camillo ma di tanti altri che stanno affinando la tecnica . Come consumatore , voglio che i miei soldi , buoni , siano ripagati con buone bevute . Della filosofia di base , la sostengo ma non dev'essere la scusa di problemi qualitativi . Sono accorato perchè alcuni vini di Donati mi hanno fatto sognare , ma non sempre il risveglio successivo è stato indolore...

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Ugolotti Andrea

circa 9 anni fa - Link

Buongiorno Vinogodi, sono parmense anche io,se pur emigrato a Montalcino. Il mio era solo un voler, forse troppo umanamente, accettare il prodotto di un uomo, come esso fosse a prescindere da tutto. Ho iniziato a fare vino, sicuramente farò errori, probabilmente sto anche un giustificando me stesso.Vorrei concludere con il dire a tutti di vivere il vino in tutto il suo insieme e di non giudicare soltanto una bottiglia....Io dopo 16 anni di sommelerie non avrei mai immaginato tutta questa fatica.. vi aspetto in Montalcino...

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carolina

circa 9 anni fa - Link

sgamato :) ecco perchè hai imparato a bere bene, danno del tuo papà :)

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silvana biasutti

circa 9 anni fa - Link

Ehi Ugolottì!

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Luca Di Battista

circa 9 anni fa - Link

figurarsi, c'è ancora gente che beve bue apis e tignanello... viva male e camillo donati.

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Luca Di Battista

circa 9 anni fa - Link

ops..maule

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Ale68

circa 9 anni fa - Link

io sono solo un comsumatore che durante l'anno spende discrete cifre per acquistare del vino. Qualche anno fa comprai il dolcetto di Pino Ratto(le olive) al castello di Agazzano. Ebbi modo di parlarci e mi sembrò una persona veramente simpatica. Una volta aperte le bottiglie però queste avevano tutte dei problemi a livello olfattivo, non sono un esperto e quindi non so come catalogare questi odori ma sicuramente non piacevoli. Ecco ora come ora non so se comprerò ancora un vino di Ratto che sicuramente cerca di fare un vino naturale, ma che per un difetto non ha incontrato il mio gusto.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Purtroppo Pino non e' piu' nemmeno un vignaiolo da qualche tempo... capisco che intendi, effettivamente i vini di pino mi hanno sempre dato un'impressione olfattiva un po' "sporca" o quanto meno polverosa...puo' succedere ma come tutti i vini naturali ti assicuro che basta aver un po' di pazienza ( no sempre e' chiaro)...un paio di anni fa ho avuto la fortuna di essere presente ad una verticale di Pino Ratto che partiva dal '71...ottimo, se ne ricoonosceva ancora la mano! e il 93 sembrava un giovincello...incredibili ed emozionanti! ti auguro ti trovare un giorno un buon vino che ti possa regalare emozioni vere, anche se in veste di naturale....

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Ale68

circa 9 anni fa - Link

mah diciamo che qualcosa di territoriale che mi è piaciuto l'ho già provato, il già nominato Sassaia, il Verdicchio La Marca di S.Michele, Foradori, La Stoppa. Però quello che mi ha convito di più è Arpepe. Ora ho in cantina un Trebbiano e un Montepulciano del 2007 di Pepe, sto aspettando l'occasione giusta per aprirli, spero non mi deludano.....

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Francesco Amodeo

circa 9 anni fa - Link

I vini di Pino Ratto non sono più quelli di una volta. Non cerchiamo giustificazioni di sorta, lo dico io che quei vini ho sempre amato e che custodisco vecchie annate gelosamente in cantina. Oggi sono vini con parecchi spunti acetici, a volte addirittura ossidati. Il problema è l'età e la solitudine di Pino, che non gli consentono di fare il vino come una volta. In merito all'intervento di Maule, in larga parte condivisibile nei concetti generali, rimango stupito sulla frase finale: "L’ossidazione non è del territorio, l’acidità volatile non è del territorio, la rifermentazione in bottiglia non è del territorio". O meglio, la condivido al 100%, rimango stupito del fatto che non sempre mi è sembrato che i risultati nel bicchiere sostenessero la verità di questa frase.

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Adriano Anglani

circa 9 anni fa - Link

Nossignori, non ci siamo proprio, ormai i talebani del vino naturale dividono il mondo tra chi beve vini bio-qualcosa, in adorazione di "difettucci" e "puzzettine" più o meno discutibili/indecenti ed il resto dell'umanità che non comprende i danni che chimica, rame, zolfo, solforosa ecc... fanno al suolo, alla natura, alla biodiversità, alla salute o alle generazioni presenti e future. Non è vero e le cose non stanno in questi termini! sono convinto che quando le sperimentazioni legate alla naturalità, pardon, alla territorialità (e anche questa della territorialità=naturalità qualcuno dovrà spiegarmela bene, sono duro di comprendonio!), mi consentiranno di bere vini che piacciano anche ai bevitori vecchi e tradizionalisti che, come me, ancora associano puzzettine, volatili, rifermentazioni e riduzioni a DIFETTI, allora sarò felicissimo di bere soltanto vini bioqualunquecosa, naturali o territoriali che siano. A proposito dei vini di Camillo Donati, ho avuto una sola occasione di assaggiarli, (per cui la mia testimonianza non fa testo), ma quell'unica esperienza mi fa essere più vicino a chi li definisce "talvolta discutibili"..... riassaggerò ;-) . P.S. Qualcuno prima ha affermato che (i vini naturali) sono vini legati al mondo della ricerca e sui quali si stanno facendo studi e ricerche. Bellissimo! ma in tutti i campi della ricerca sarebbe auspicabile che prima si perfezioni il prodotto e solo quando è perfetto lo si metta in vendita, pensiamo ad un farmaco, saremmo tutti disposti a prenderlo prima che abbia superato tutte le fasi di sperimentazione??? figuriamoci per un prodotto che acquistiamo soltanto perché deve darci PIACERE!

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

talebani del vino naturale? :) :) :)

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Adriano Anglani

circa 9 anni fa - Link

Basta questa risposta per dimostrarne l'esistenza :-) :-) :-)

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

che simpatia! mi fa sorridere... io non sono una talebana del vino naturale, e non credo che nemmeno ne esistano. Esiste invece un bella fetta di persone che si dilettano nella comprensione di cio' che si discosta leggermente per gusto ed idee, e che magari nemmeno loro ben comprendono ma che non rifiutano a priori, ma che seguono con entusiasmo e passione. Non mi piacciono certamente le puzzette o i difetti, ma son curiosa di andare direttamente dal produttore e comprenderne il motivo. Non ho mai sentito delle cose davvero imbevibili, piuttosto mi sembrano imbevibile certi convenzionali uguali tutti gli anni....

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Francesco Maule

circa 9 anni fa - Link

Adriano, l'obbiettivo e' fare vini senza chimica ma corretti. E' questo che ricerchiamo, ed e' vero che per molti siamo quelli delle puzzette e delle rifermentazioni o delle volatili alte. E capisco i dubbi di assaggiatori piu' tradizionali come lei, non voglio sembrare talebano ma a me piacciono quel tipo di vini e basta. E' vero che a volte risultano difficili o difettosi o di scarsa qualita', anche i nostri; ed e' colpa di certi vini un po' troppo estremi che a volte abbiamo proposto al pubblico; per nostra fortuna finora abbiamo sempre trovato degli amatori che hanno apprezzato anche piccoli difetti. I gusti son gusti. Ma il territorio esce solo se si lavora cosi' e a volte lavorando cosi' i risultati possono sembrare strani o particolari. Mi sembra che dagli errori vogliamo imparare a fare meglio pero'! Per noi il vino deve essere prima buono, poi meglio se naturale, forse prima credevamo (sbagliando) che se era naturale era buono, e qualcuno ancora la pensa cosi'. Per arrivarci prima e meglio ci siamo uniti e stiamo facendo ricerca: per fortuna il vino, anche se rifermentato o alto di volatile, non fa male! Mi piacerebbe concludere ricordando di stare attenti a certi bio o biodinamici che raccontano belle favole (e certi lavorano veramente bene in vigna) ma poi in cantina correggono e aiutano il vino con l'enologo interventista e offrono prodotti da uve bio, belli eleganti e puliti, ma senz'anima comunque. Da questi dobbiamo difenderci!

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ag

circa 9 anni fa - Link

Bello spottone. Scusami, ma questa è la difesa di ufficio in flagranza di reato. Non è vero che i gusti sono gusti,non è vero che il territorio esce col Brett o la volatile, anche se questo giustamente non significa non voler imparare dai propri errori. Ma quelli difettati sono vini da NON mettere in commercio e PReggiare con un refrain d'oltralpe di 25 anni fa....

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

sono d'accordo che il territorio non esco con volatile, ma non concorde con la messa in commercio...chiaramente non si puo' spacciare per vino qualcosa che e' andato in aceto :) ma ripeto che non mi mai capitato di sentire del vero aceto se nn la bottiglia rimasta erroneamente aperta....come mai tutto questo nervosismo nel suo post Signor ag?

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ag

circa 9 anni fa - Link

Perchè i difetti sono difetti e tante o tutte le aziende investono fior di soldi per evitarli. Non c'è da filosofeggiarci sopra. Almeno, per quanto riguarda la volatile, ci sono parametri ben scritti nei disciplinari..... ma che il Brett (o similia) sia territorio davvero no, eh?!

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

dipende dall'entita' del difetto....conosco molto bene il mondo dei vini naturali e nessuno ha mai davero messo sul mercato un vino in superossidazione o con puzzeincredibili...comunque giusto per mettere i puntini sulle i quest'anno sono stati tanti i 3 bicchieri a Valentini, che e' u grandissimo produttore, naturale non e', e che di puzzette ufff alla grande! ma dopo 5 minuti nel bicchiere, e' un'armonia. Non ho mica deciso io...ma un'entita' ben definita come il gambero rosso....e comunque Maule non dice che l'ossidazione, o il brett, sia territorio....ascolti bene il video, oppure lo vada a trovare, come ho fatto io....

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ag

circa 9 anni fa - Link

Il difetto c'è e basta, non è quanto ce n'è, se c'è, c'è. E' questo che non sta in piedi. Il Brett è residuo e incuria. La volatile è incuria. Le rifermentazioni sono residuo. Il vino sopra 4 di residuo NON si imbottiglia senza un'adeguata dose di SO2 che lo sterilizzi e lo stabilizzi. E non entro in acidità e PH. Questa è chimica. Pasteur, mica io, 100 anni fa diceva che il risultato naturale della fermentazione dell'uva è l'aceto....

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

Dalle sue risposte signor ag si direbbe che i suoi interessi sono piu' che un'interesse di un'appasionato....per caso produce vini convenzionali????? hahahhahahhahahahahhahahaha alleghi alla bottiglia una pastiglia di ibuprofene allora!!!! giusto sopra il tappo cosi la gente al mattino si sveglia e la prende dopo le sue bottiglie!!!

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ag

circa 9 anni fa - Link

Diciamo che ci potremmo anche conoscere, Maria, e magari stimare reciprocamente. So per certo, però, che quando il vino è ben fatto, tradizionale o bio-qualcosasivoglia, la mattina dopo non ho bisogno di ibuprofene o similia. Quando è fatto male,tradizionale o bio-qualcosasivoglia, l'ibuprofene non serve a niente.

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Adriano Anglani

circa 9 anni fa - Link

Non sono gli estremismi a preoccuparmi e, tantomeno, il fatto che a lei piacciano questo tipo di vini, figuriamoci! Sono i difetti spacciati per pregi da qualcuno a non piacermi, il vino deve essere buono, lo dice lei e lo penso anch'io. Sicuramente abbiamo dei parametri di "bontà" differenti, che però non divergono sulla velleitaria giustificazione dei difetti, almeno questo mi par di capire da quanto afferma nei vari interventi. Mi piace la pacatezza dei toni con cui difende le sue passioni e le sue idee e sono assolutamente d'accordo con la conclusione del suo intervento quando parla di certi vini, bio in vigna e tanto (troppo) perfettini una volta in bottiglia.

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andrea

circa 9 anni fa - Link

se parli di anima del vino diventi uno stregone seminatore di superstizioni che usa la "parolina magica", magicabula anima del vino

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BVN

circa 9 anni fa - Link

curiosità, profondità, soggettività. cos'è la qualità? l'omologazione è la morte del palato, delle emozioni. è industria. è stasi. berreste profumi da donna o da uomo? o magari siete più interessati all'odore della pelle... terroir o muerte!!!

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Bvn Brigate Vini Naturali

circa 9 anni fa - Link

curiosità, profondità, soggettività. cos'è la qualità? l'omologazione è la morte del palato, delle emozioni. è industria. è stasi. berreste profumi da donna o da uomo? o magari siete più interessati all'odore della pelle... terroir o muerte!!!

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

grandioso!esatto....anche se......

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Tanto per capire ma secondo voi sassicaia 85 88 90 ma anche 2001 sono vini omologati? Stessa domanda per dimperignon 90 96 E mi interesserebbe sapere anche la vostra opinione su i vini di Bordeaux.

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Bvn Brigate Vini Naturali

circa 9 anni fa - Link

bè, se per godere devo spendere ...ila o ...ento euro non siamo proprio in sintonia con niente...e forse su niente...

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Fiorenzo Sartore

circa 9 anni fa - Link

lascia perdere la questione spesa, fabrizio ha fatto una domanda precisa.

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Tanto per capire, ma come fai poi a bere la peroni nastro azzurro? :-) (la sete non è una giustificazione)

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

se mi presti la tua carta di credito volentieri.... vale la pena sicuramente scherzi a parte...ma son cosi' lontani...potro' mai conoscere il produttore del dom perignon???

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Gabriele

circa 9 anni fa - Link

"potro’ mai conoscere il produttore del dom perignon???". E allora?

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andrea

circa 9 anni fa - Link

L'italiano e' cresciuto in un mondo cattolico, nel quale c'e' un papa che e' infallibile e gli altri la devono pensare allo stesso modo oppure essere degli eretici che contestano il papa. L'idea di qualcuno che non la pensa come il papa ma non ha tutta questa voglia di fare guerra al Papa l'italiano non la concepisce. E questo perche' in passato non e' MAI stato possibile, in Italia, pensarla diversamente dal Papa senza entrarci in guerra: se anche non lo facevi tu, ci pensavano i seguaci del papa. Maule mi sembra il papa in questione

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Bvn Brigate Vini Naturali

circa 9 anni fa - Link

nessuno è infallibile. soltanto la vigna lasciata in pace.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

ooooh... non sembrava tanto difficile dunque...qualcuno di normale c'e'!!

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

ho frettolosamente letto tutto..e vorrei "dire la mia" la frase "pensarla allo stesso modo" di Angiolino è da intendersi così: siamo un GRUPPO di persone che vogliono la medesima cosa e lavoriamo per ottenerla..come se nella cucina di un ristorante si dovesse cucinare un menù piemontese e qualcuno dello staff, invece, decidesse di cucinare un piatto giapponese..sarebbe fuori luogo!! Ho un figlio che produce birra artigianale, ha 26 anni. Io ne ho 49. Ho vissuto 30 vendemmie, mio figlio da 4 anni produce birra ed ha vissuto ca 60 cotte. Il prodotto agricolo è veramente complesso, l'agricoltura vera, chiamiamola di territorio, naturale o altro è complessa. Anno per anno si fatica a produrre il meglio che sappiamo certi che fino al prossimo anno non si potranno rivedere o riapplicare le "cose" nuove imparate, oppure, le condizioni climatiche ecc ecc sono talmente diverse che l'esperienza si accantona e si aspetta un altro anno simile chissà quando! Chi vuol bere sempre bene e spendere i suoi soldi "buoni" è libero di farlo, ha la fortuna di scegliere, anche i nostri soldi sono "buoni" quando investiamo in un'annata in azienda, ma chi lavora in un certo modo, non ha possibilità di scelta, ma solo di comunicazione con il suo prodotto che parla per lui. che ci dobbiamo fare:))??..sono talmente sensibile a questo argomento che quando compro qualcosa non pretendo di spendere bene i "miei soldi buoni" a tutti i costi, ma scelgo di comperare quel prodotto per tanti motivi, non solo perchè mi piace "solo al palato", la delusione ci sta, ma è sempre motivo di conoscenza se si cerca di capire il perchè anzichè giudicare. Per chi ha possibilità di produrre, coltivare spesso è molto più avvantaggiato, chi produce Vino, un po' meno. Di produrre così non ce lo ha ordinato nessuno, sono scelte, percorsi non facili, ma, irrinunciabili, dove far parte di un gruppo che "cucina il medesimo menù" è di grandissimo aiuto e, per noi, conforto. :)) perdoni la battuta..il mondo Cattolico Cristiano ha proposto, poi vi è chi ha eseguito è chi ha vissuto..e la differenza tra questo piccolo particolare è abissale..:))

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

errore:))) perdoni la battuta..il mondo Cattolico Cristiano ha proposto, poi vi è chi ha eseguito e chi ha vissuto..e la differenza tra questo piccolo particolare è abissale..:))

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vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...proprio non ti seguo o non "vi"seguo. Sono il primo ad essere accusato di fare troppa poesia sul vino. Poi ti scontri con un mondo dove se metti in commercio qualcosa , devi assumertene onere di prerequisiti legislativi e di quelli "promessi" , che è un patto che fai con il cliente . L'automobile , qualsiasi sia , se si ferma ti incazzi , non pensi alle variabili produttive meccaniche/elettroniche/progettuali che ne stanno a monte e delle difficoltà di metterle in atto . Qualsiasi bene commercializzato sottende al patto di funzionalità/corretetzza . L'alimentare non sfugge a questa logica contrattuale fra offerente e cliente . Di nessun tipo . Cercare una scappatoia all'incapacità tecnica di dominare l'aspetto produttivio ancora sconosciuto alla maggior parte di chi si lancia in questa avventura senza la giusta conoscenza , mi sembra come minimo improvvido . Atteggiamento , perlomeno , non giustificato da chi acquista il bene , non giriamoci attorno o grattiamo su specchi con rumori fastidiosissimi alle orecchie . Male non prendere ad esempio i più bravi , come i francesi . I già citati Leroy ,Leflaive, DRC &C se sono arrivati lì un perchè ci sarà , con valorizzazione conseguente dei loro prodotti . Se Pacalet mi dà un Lavaux S.Jaques torbido e brettato , alla modica cifra di oltre cento euro , o mi risarcisce o lo aspetto con quella bottiglia davanti a casa sua con lo scopo nobilissimo di fargliene tastare (e testare) l'indubbia consistenza...perchè quindi avere un "occhio di riguardo" senza ... occhio critico?

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Gabriele

circa 9 anni fa - Link

Quoto, straquoto e riquoto.

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

Perfetto! qualche tempo fa ho dichiarato che io il mercato non lo capisco e non mi piego a certe "leggi". Ho la GRANDISSIMA fortuna di avere clienti che aspettano e, sopratutto, vogliono sapere, sono loro che mi rigenerano. Il paragone Vino/Automobile non l'ho capito, perdoni la mia ottusità. Per me sono due settori completamente diversi ..ma, ripeto, non ho dimestichezza con le "leggi di mercato"..ed a parole non saprei cosa controbatterLe!!:))

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Gabriele

circa 9 anni fa - Link

Non vedo la difficoltà nella comprensione delle parole di Vinogodi, l'auto può essere sostituita da una televisione: se compro una tv e questa si vede male per un difetto di fabbrica giustamente mi incazzo, perchè non dovrebbe essere così anche col vino? Poco tempo fa sono andato in una cantina sull'appennino modenese, il proprietario mi fece assaggiare un malbo vendemmia tardiva davvero buono, annata 2008. Lo vendeva a 15€. Col 2007 ha avuto problemi di rifermentazione. Che ha fatto? Lo ha ritirato tutto e, adesso, lo vende a 5€ solo dopo averti spiegato il perché. Se lo vuoi lo prendi, ma non hai brutte sorprese quando stappi la bottiglia. All'ultima edizione di La Terra Trema a Milano c'era in degustazione un trebbiano abruzzese, non ricordo di chi fosse. Era impresentabile, puzzava come pochi. Sono ripassato altre due volte sperando che fosse una bottiglia sfortunata e ho provato a tenere il vino 10 minuti nel bicchiere a fargli prendere aria. Niente da fare. Ora, sarà anche naturale, ma io un vino così sulla mia tavola non lo metterei mai, e se fossi in un ristorante me lo farei cambiare senza dubbio. E non ci vedo nulla di male.

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Devo cercare di capire con chi mi confronto. Il tuo parere sul prezzo non mi interessa quello sulla qualità potrebbe essere interessante.

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Maria Beresicuro

circa 9 anni fa - Link

mi dispiace ma qui spazio per il confronto proprio non c'e'. Per l'appunto come diceva Andrea....ah lasciamo perdere...grazie a tutti

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alvaro pavan

circa 9 anni fa - Link

Scusate l'intrusione, ma a questo punto è quasi d'obbligo sparigliare le carte e domandarsi: ma la natura è naturale? Un saluto a tutti, Alvaro Pavan

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Cara Bruna, io per lavoro vendo vino. Prima di venderlo lo scelgo. Per me quindi acquistare significa necessariamente prima giudicare. Mio malgrado sono il garante della qualità di ciò che vendo. Quindi il tuo vino o qualsiasi altro vino deve essere un vino come minimo corretto, senza difetti perché io lo acquisti. Un esempio e' Camillo donati di cui si e' qui parlato. L'ultimo suo lambrusco e' senza bolle il che non e' indecente ma a noi che dobbiamo venderlo qualche problema lo crea. Io devo necessariamente comprare vini che mi piacciono al palato, perché e' l'unico argomento sul quale mi posso confrontare con il cliente che iio ho davanti. Voi produttori di vini naturali conoscete solo la punta dell'iceberg dei vostri clienti, quelli più consapevoli e convinti, quelli che vengono alle vostre manifestazioni e vi vengono a teovare in azienda. Detto ciò per me siete voi che dovete fare attenzione a che i vostri associati o chi fa riferimento a voi proponga sempre prodotti corretti ed esenti da difetti. perché tolta la punta l'iceberg i difetti li malsopporta.

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

Ha ragione! Rispetto in toto il Suo ragionamento. Io, però, per lavoro aspiro a fare bene il contadino ed ho capito una cosa a spese della mia categoria, (la prego, signor Fabrizio, non mi fraintenda, è solo il mio punto di vista ed anche molto semplice), l'approccio di chi compra i prodotti della Terra è, a mio avviso, sbagliato e la colpa è del contadino che ha ascoltato cosa voleva il consumatore ed ha cercato di darglielo perchè il mercato "diceva" così. Avremmo dovuto educare, noi contadini, il consumatore a capire che la Terra, Viva, Sana, Rispettata che Produce con Intelligenza non è a comando, non è una catena di montaggio che dà sempre prodotti che "piacciono". In questo caso non sono più prodotti "agricoli", ma prodotti "costruiti" apposta per piacere, dove la Terra è un elemento, uno dei tanti, non l'Elemento principale, necessario, fondamentale. Secondo me è una questione di approccio. I miei pochi clienti li conosco quasi tutti,(sarà per questo che ne ho pochi:))), conosco le loro famiglie, loro conoscono la mia, alcuni vengono a fare vendemmia con noi..e condividono il nostro lavoro in toto. (e per me, col nome cliente, mi riferisco anche a chi vende Vino per noi: agenti, importatori ecc)..penso che vendere Vini Naturali abbia il medesimo rischio che si ha vendendo vini stabili, perfetti..dove l'incognita tappo è sempre in agguato..insomma, signor Fabrizio, ogni lavoro ha le sue battaglie:))..e poi la sua citazione preferita è proprio il nostro modus operandi (non di Carussin, ma della categoria di chi crede in quello che fa)ovviamente nel rispetto di tutti quelli che la pensano diversamente!!Ci mancherebbe!!GRAZIE!! :))"anzichè sognare di vivere cerchiamo di vivere i nostri sogni"..:))..questa è la mia citazione preferita..:))

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vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...accetterei ciò se solo ci fosse l'umiltà da parte dei tanti produttori bio di rivolgersi perlomeno in maniera empatica al cliente cercando il dialogo , che qui date per scontato ma che così non è nella realtà . L'atteggiamento più frequente è di una casta che ha la missione di salvare il mondo dagli avvelenatori "tradizionali" e che l'armageddon è vicino se non ci convertiamo al verbo della cornomerda...

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Paolo Rusconi

circa 9 anni fa - Link

Marco, abbiamo bevuto qualche volta insieme, un poco penso di conoscerti. Sia per me che per te è un fatto di priorità. Diverse. Tu dai centralità al bicchiere, al lato edonistico, io do più spazio a quella che è la coltivazione pulita. Questo non toglie che spesso, forse anche troppo spesso, ci troviamo in accordo su un vino. Come fanno un Vigna d'Alceo, un brunello delle Chiuse a non metterci d'accordo? Siamo vecchi, anche un poco rincoglioniti, ma un bicchiere di vino lo sappiamo ancora distinguere da una accozzaglia di prodotti chimici da vigna e/o cantina. Tu nell'industria alimentare ci lavori ancora, io dopo trent'anni mi son rotto i coglioni. Sia io che te tu, sappiamo quali siano i processi in campo e in fabbrica, e quale sia lo scopo ultimo di questi gruppi industriali. Ma torniamo al vino... quello dove non si gioca al "piccolo chimico". Arpepe piace ad entrambi e parecchio. Isabella ed Emanuele fanno del loro meglio su quella terra, pur lavorando in convenzionale. Ed è un meglio molto importante. I vini "arcaici" di Lino Maga, avercene. Sanno darti una istantanea del vignaiolo, sono il racconto della Storia di una terra. Fare vino "buono, sano e giusto" è arte. Qualunque mezzo si adoperi, corni di vacca o lotta integrata. E' conoscenza dei limiti e delle bellezze tuoi e della tua terra. E' un percorso personale, una strada senza fine (prova a pensare a Josko). Una cosa sola è indispensabile, da parte di chi il vino lo così come da quella che il vino lo beve. L'onestà intellettuale.

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

...Paolo , sai bene che non solo la penso come te , ma anche che fra i miei preferiti in assoluto , sia di "vini"che di produttori (amici) posso annoverare una schiera quasi infinita che hanno come presupposto quella di un prodotto di alto valore qualitativo accompagnato da un altissimo valore morale produttivo ; hai citato Ar.Pe.Pe e Maga ma potrei citartene una sequela lunga e noiosissima ,senza far nomi , da Casolanetti alla Pantaleoni (Stoppa) , dallo stesso Donati ad un certo Maule e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora...senza andare in Borgogna o Loira o Jura ... ma il punto non sta nei presupposti , che per te sono primari , quanto nei contenuti che il grande bicchiere deve avere come prerequisito , quali l'emozione , l'aspetto edonistico che già citi , la capacità di coinvolgerti , il tantra sensoriale : tutti elementi che senza un equilibrio fra mente e recettori non ti fa scattare la scintilla del godimento , ma soprattutto l'equilibrio ben lungi dal difetto palese e al limite dello sgradevole , che deve caratterizzare il vino ...e non parlo della perfezione tecnica ed algida eleganza stilistica che a volte mi annoia . Ti ripeto : la conoscenza di "quei" presupposti , quelli di agricoltura sostenibile, che qualsiasi persona "normale" dovrebbe condividere , serve solo ad avere felice predisposizione all'assaggio , non condizione necessaria e sufficiente come a volte succede per te per l'accettazione del vino stesso . Purtroppo il risultato finale l'hai nel bicchiere , e non è detto che tutti possano essere influenzati dalla conoscenza di quei presupposti ...

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Paolo Rusconi

circa 9 anni fa - Link

Bruna per favore basta con sta cosa dei vini chimici stabili e perfetti. Di vini chimici schifosi fino in fondo, da qualunque parte li guardi, è pieno qualunque scaffale di supermercato o enoteca. Così come ci sono biologici o biodinamici, terribili sia all'assaggio che come etica. Come dici tu è l'uomo che fa il vino, tuo padre poteva specchiarsi tranquillamente dentro il bicchiere. Il suo moscato, bevuto da te, ne è la prova.

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

Eh, Paolo! Mi hai colpita al cuore!!!. E' a quel Moscato che tante volte "mi attacco" come ad un'ancora!! ..e ho pudore a parlarne perchè non sopporterei che venisse "criticato", per me è un esempio TROPPO prezioso e tangibile! ..è stato voluto da un uomo che nell'umiltà più assoluta, dopo tutte le prove da lui fatte, ha tirato avanti per la sua strada sapendo resistere al boom economico/enologico di quei tempi, ritenendo che la Terra e la sua Coscienza fossero più importanti dei soldi.. Mi auguro tanto che il nostro mondo, caro Paolo, sia, almeno, sempre rispettato e non ridicolizzato o bersaglio di "sentenze", spesso, fuori luogo. Come scriveva qualcuno in questo blog..venite in vigna e capiteci lì, è quello il nostro habitat!!

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Francesco Amodeo

circa 9 anni fa - Link

Grande Paolo, sottoscrivo tutto quello che hai detto. E un saluto anche a Bruna Ferro, ho assaggiato il suo Moscato annata 1985 e non mi è più andato via dalla testa. Secondo me, oggi, all'interno dei cosidetti produttori "naturali", la percentuale di vini difettati in ossidazione, spunto o brett è veramente minima; alla pari della percentuale di produttori non "naturali" che parimenti fanno dei vini altrettanto difettati. Prendiamo l'elenco dei produttori presenti a Vinnatur, piuttosto che Fornovo o Agazzano? Quanti di essi, in percentuale, fanno dei vini difettati? Giusto per capire quando si parla di vini "naturali", si intendono produttori del tipo: I Clivi, Sara, Terpin, La Castellada, Bressan, Pievalta, Marca di San Michele, Iuli, Carussin, Roagna, San Fereolo, Cerruti, De Bartoli, Porta del Vento, Guccione, Gulfi, Porta di Vertine, Botri di Giaccioforte, Caprandole, Le Chiuse, Pian dell'Orino, Foradori, Dalzocchio, Monte Dall'Ora, Villa Bellini, A Vita, Monte di Grazia, Arpepe, Rocche del Gatto, La Visciola... Di questi produttori, a memoria, non ho mai sentito un vino palesemente difettato, e tra alcuni di essi si trovano dei vini che personalmente adoro alla follia. Alcuni vini "naturali" difettati vengono ancora fatti oggi per moivazioni probabilmente ideologiche, ma sono assolutamente minoritari rispetto alla maggioranza, e assolutamente non rappresentativo. Chiudo dicendo che per me il vino deve essere buono. Punto. Il bicchiere rivela tante cose, difficilmente un vino devastato dalla chimica sarà buono da bere; viceversa un vino che nasce nel rispetto della terra sarà probabilmente più buono. Basti pensare a Gianfranco Soldera.

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Bruna quello che ci divide e' la sottile differenza che c'è tra vino meno buono e vino difettoso. Un vino meno buono e' sempre accettabile un vino difettoso no. La terra può dare anno per anno uve con qualità e caratteristiche variabili che daranno vini conseguentemente più o meno buoni. Ma delle uve sane e ben curate non danno vini difettosi, il difetto lo può portare l'uomo dopo. E' corretto dire che non bisognava assecondare il mercato e non bisognava dare ai clienti il vino che volevano? Pensaci, probabilmente oggi ci sarebbero molti più zonin e molti meno contadini. E scusami ma educare il consumatore a capire che la terra non da sempre prodotti che piacciono mi sembra una forzatura poco realistica. Il consumatore lo sa benissimo, la soluzione migliore per lui di fronte a qualcosa che in una annata non e' di suo gusto e' comprare altro, non puoi educare qualcuno a comportarsi diversamente da così.

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BRUNA FERRO

circa 9 anni fa - Link

Gentile Fabrizio! Questi blog si scontrano con i miei limiti..avrei bisogno di molto più tempo per leggere con calma e riflettere! Forse la parola educare che ho usato non era appropriata, ma è frutto della mia esperienza di 10/12 anni fa dove si criticava spesso le mie Barbere, (ed anche quelle di qualche produttore che vinificava in purezza), scariche di colore e senza i "tipici"????? riflessi violacei!!ovviamente tacciandolo come difetto...ne ho veramente patito!!Io che amo il rosso vinoso della Barbera!!!.ora, personalmente, è una "pacchia" vedere e sentire discutere della tipicità di un Vino ed in tutto questo, comunque, vi trovo la voglia di conoscere! Non ho avuto la sfortuna di assaggiare Vini difettosi in commercio.. Mha! Farò più attenzione..e, vista l'ora scuserà la "ruota libera" con cui Le scrivo..ma continuo a non capire la connessione tra il lavoro del contadino, per me=rapporto con una cosa viva=non controllabile totalmente dall'uomo ed altri lavori "meccanici" totalmente controllati dall'uomo..mi continui a perdonare, ma :)) il mio amore per gli asini è risaputo .. :))ergo ho una buona dose di cocciutaggine, ma, più che altro per "rispetto agli asini" loro non sono cocciuti, semplicemente non fanno mai quello che non capiscono!! Ho visto alla TV lo scorcio di un programma su Lucio Battisti! Lui pensava che dovesse emergere solo la canzone, unicamente quella e per questa sua filosofia ha eliminato tutto quello che il suo mondo "dettava" e le sue canzoni sono emerse davvero!!..lui ha educato..chi e quanti non lo so..ma comunque ci ha provato ed a distanza di anni l'ho trovato un bell'esempio, ha saputo dare e trasmettere emozioni!!Per me il Vino è emozione!!..ma, ripeto, farò più attenzione e d'ora in avanti, cercherò di essere più "razionale"..

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Mirco Mariotti

circa 9 anni fa - Link

Buongiorno, sono pienamente d'accordo con Stefano Menti per il discorso tempo, dire invece che la filtrazione omologhi il vino mi sembra un assunto generalista, perchè anche in questo caso dipende da che vino si filtra, nel senso di quanto sia già stato spogliato prima della filtrazione dalle chiarifiche o ancor prima dall'illimpidimento dei mosti, poi anche nelle filtrazioni ci sono "gradazioni" estramamente diverse... Ad ogni modo la discussione in questi termini mi piace ed è costruttiva, perchè senza dover arrivare all'assunto provocatorio di Veronelli "il miglior vino dell'industriale sarà sempre peggiore di quello del contadino", che conteneva i temi che si stanno dibattendo, mi piace il fatto che gli appassionati si stiano avvicinando al concetto di "vino integrale", ecco!!! forse ho trovato l'espressione nuova che può sostituire quella troppo speculativa di "vino naturale"... perchè il "vino integrale" era l'unica espressione che si aveva fino a soli 70 anni fa, poi la tecnologia ha apportato un modo di produrre vino che sicuramente è SOTTRATTIVO, ti dà la possibilità di rendere un vino pronto in fretta, tarpandogli però le ali per il suo futuro... invece "vino integrale", per analogia con i prodotti da cereali integrali, dà per me l'idea di un vino ottenuto partendo da un mosto "integro", senza eccessive manipolazioni, che ne pensate?

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Stefano Menti

circa 9 anni fa - Link

Mi piace... mantenere l'integrità di un vino.

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Marco Lugli

circa 9 anni fa - Link

Mi associo al pensiero di Ziliani. Come si fa a demonizzare così una persona competente come Ziliani e generalizzare così la concimazione della vite? Bisogna specificare ed entrare nel merito e discuterne per lo meno. Per il resto ho bevuto buoni vini di Maule.

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Marco Lugli

circa 9 anni fa - Link

Errata corrige: "Una persona così competente come Fregoni"

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andrea b.

circa 9 anni fa - Link

buongiorno Antonio, ci puoi illuminare con un paio di esempi di scrociatoie?

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Marco De Tomasi

circa 9 anni fa - Link

"la sostanza più tossica che c'è nel vino non potremo mai toglierla" ... questa me la rivendo ! :-)

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