Vini affinati in mare. La faccenda dilaga

di Fiorenzo Sartore

La prossima frontiera per l’affinamento del vino in ambienti insoliti è definitivamente il mare? In attesa che si acceda alla Luna o Marte, proseguono gli esperimenti. L’ultimo in ordine di tempo è di Mira Winery, produttore californiano della Napa Valley, che ha condotto un interessante test: ha inabissato quattro casse di Cabernet Sauvignon (un vitigno a caso) al largo di Charleston, Carolina del Sud, a febbraio di quest’anno. Riportato in superficie dopo tre mesi, è stato comparato allo stesso vino di una partita affinata nella banale cantina terrestre. Differenze? “Né meglio, né peggio, ma un bel po’ diverso” è stato il responso. In effetti, il vino immerso nell’oceano mostrava “maggiore complessità, ampiezza. Era più aperto e rilassato”. Il moto ondoso, la mancanza di luce, la temperatura fredda e costante sono i possibili catalizzatori di tale differente evoluzione. Questa segnatevela: per definire il nuovo ambiente di affinamento si comincia ad usare il termine aquaoir, opposto a terroir.

La pratica dell’affinamento subacqueo in Italia ha già qualche pioniere: tra i primi si segnala Piero Lugano col suo Abissi, metodo classico ligure che fa il bagno al largo di Portofino. Nella Laguna di Caorle hanno affondato il Lagunare (appunto), un taglio bordolese che gli ideatori del progetto acquistano da Ornella Molon. Successivamente viene immerso in mare mentre è ancora nelle botti di legno (!) per l’affinamento. In Francia, per non essere da meno, tre amici (Bruno Lemoine, Joel Dupuch, Pierre-Guillaume Chiberry) hanno sperimentato il doppio invecchiamento come i californiani, su terraferma e nel Mediterraneo. All’assaggio successivo il vino sommerso, Neptune, (nome originale) è risultato migliore, a detta di Michel Rolland: “tannini lievi e grande complessità aromatica”.

Marketing? Trovata pubblicitaria? Gli spagnoli, seri e pragmatici, vogliono vederci chiaro, e a Plentzia hanno avviato una cosa come LSEB – “Laboratorio Submarino Envejecimiento de Bebidas”. Prima o poi qualcosa verrà a galla.

[Crediti: Decanter, Enopress]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

9 Commenti

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

titolo geniale

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az

circa 6 anni fa - Link

No, così, sarei curioso di sapere quanto incide il trasporto delle bottiglie dalla California alla Carolina del Sud (e viceversa?) ... sicuramente 'diverso' che lasciarle in cantina :-) mah...

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Pietro

circa 6 anni fa - Link

Ora le guide dovranno dotarsi di sommozzatori per andare a degustare i vini in aquaoir.

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Spanzosa

circa 6 anni fa - Link

Napa Valley: la Mira Winery inabissa 4 casse di cabernet sauvignon. Speravano di perderle. ;)

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Luka B.

circa 6 anni fa - Link

In Slovenia il sig. IVAN SIMONIČ, che produce spumanti a metodo classico con o senza aggiunta di scaglie d'oro, si è inventato da qualche anno anche lui lo spumante POSEIDON (anche qui nome azeccato) che viene messo a "maturare" a 30 metri di profondità nel mar Adriatico. Il prezzo è di 60€ ma non l'ho mai provato. Per chi volesse dare uno sguardo al sito: http://www.semiskapenina.si/etrgovina/scripts/default.asp Ah si, e c'è anche l'anfora, ma proprio l'anfora!

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gian paolo

circa 6 anni fa - Link

Grande Fiorenzo... e io che volevo inabissare il mio sorbara nel canale per l'irrigazione del vicino.,...e farne il vino del secolo ...Lambrusco di Sorbara OhdeCanal rifermentato con feccia di sanguisuga putrefatta e aroma di melma....aspetto 10 anni e lo presenterò alla stampa... ciao GP

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Gabriele

circa 6 anni fa - Link

Ne prenoto subito una cassa!

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luca d'attoma

circa 6 anni fa - Link

sono a conoscenza anche di un produttore che ha scelto di affinare il suo PINOT NERO a 3000 mt ...! largo alle trovate più spettacolari!!! che in tempi in cui si cerca di ridurre costi di produzione e di limitare l'impatto ambientale (carbon foot print) fanno riflettere.....

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Giuseppe Z

circa 6 anni fa - Link

Cosa non si inventano per "impressionare" e poter vendere qualche bottiglia in più.. Inabissare il vino per farlo "affinare", poveri noi..!

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